Il λόγος a portata di app

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Introduzione

A chi ha studiato la storia della letteratura latina è noto che Cicerone, nel trattato “De invenzione”, afferma che fu un uomo dotato di eloquenza, come anche di
sapienza, colui che per primo indusse gli uomini, con l’uso della parola, ad
abbandonare lo stato ferino e ad associarsi in comunità civile. L’affermazione nasce
dal principio che la natura ha posto l’uomo a un livello di dignità superiore a tutte le
altre creature, grazie soprattutto al dono della parola e della ragione. Nel cors dell’ evolversi del pensiero storico l’uomo ha saputo adattarsi a quelli che erano i metodi del tempo per poter comunicare. Il Cristianesimo stesso ha sfruttato il mondo Romano per espandersi. Così ancora oggi all’uomo è richiesto di sapersi calare nel tempo in un si trova e far buon uso degli strumenti che gli vengono posti dinanzi.

L’evoluzione della divulgazione della Parola di Dio

La parola di Dio per chi la deve pronunciare non è una cosa semplice. Come si legge nella Bibbia, sono stati molti i profeti tormentati dalla parola stessa, perché in qualche modo può essere scomoda a chi ascolta. Sta a chi si fa portavoce della parola di Dio, riuscire a trasmettere di volta in volta, i vari significati: la parola può essere oggetto di speranza, di condanna, di redenzione, di conversione, di libertà. Nonostante i ripetuti rifiuti da parte del partner umano Dio non ha mai abolito la sua alleanza con l’uomo ma anzi l’ha rilanciata; l’esempio degli abitanti di Ninive conferma la volontà di salvezza da parte di Dio per l’uomo la cui accoglienza da parte dell’uomo è ben raffigurata nel percorso di conversione vissuto dagli abitanti di Ninive. (Gn. 3,1-5)

Quando nel 1450 Johann Gutenberg inventò la stampa la Bibbia fu il primo libro stampato. Questo a significare l’impotenza che nel corso dei secoli l’evangelizzazione cristiana aveva portato anche a livello societario. Tale mezzo si rivelò un qualcosa di prezioso all’interno del processo evolutivo. Il poter consultare di prima mano un qualcosa che prima era necessario solo ascoltare cambiò anche il rapporto dei fedeli con la Parola di Dio. A giorno d’oggi possiamo definire la carta del 1400 come uno schermo di un qualsiasi dispositivo con diverse forme e dimensioni. L’evolversi dell’ingegnere umano ha portato a puntare sempre di più alla praticità e soprattutto a far si che nessuno sia escluso verso l’utilizzo di qualcosa. All’interno della nuova tecnologia catechetica un ruolo importante lo svolge il farsi prossimi alle nuove generazioni che si hanno davanti. Trova quindi la sua importanza il poter fruire della Parola di Dio anche tramite app.

La Chiesa e il digitale

Oltre ad essere al passo con i tempi questo diventa anche un qualcosa di più stuzzicante e divertente da usare. Ultimamente la situazione pandemica ha portato alla sospensione delle attività catecheti che e oratoriali, il poter usufruire di strumenti di questo tipo ha fatto si che il percorso in qualche modo non subisse una frenata.

La stessa divulgazione dei testi magisteriali in rete segue il discorso che abbiamo appena affrontato partendo dalla Bibbia oppure il poter seguire digitalmente eventi come la G.M.G. ha invogliato altre persone alla partecipazione.

Come specificato già più volte, dunque, la Chiesa ha cavalcato l’onda di ciò che poteva diventare uno strumento utile per farsi vicino ai fedeli. Cosa che rende anche la stessa figura del sacerdote in qualche modo coinvolto da questo strumento che è la digitalizzazione.

Come rappresenta la Chiesa diventa “connessa” col mondo che la circonda ed in qualche modo subisce e sfrutta anche lei quelli che sono i limiti ma anche i vantaggi di questa nuova “ cultura digitale “ . Tra i vantaggi possiamo notare su tutti un aumento di quella che è l’estensione del messaggio, quello che gli apostoli avevano provato a fare dopo la Pentecoste con tutti i loro viaggi di testimonianza oggi è possibile farlo con un semplice “ click”. Tale allargamento della portata però può essere considerato anche un limite  o per meglio dire un avvertimento: infatti il fatto che qualsiasi tipo di notizia, messaggio o condivisione sia ormai alla portata di tutti rende la testimonianza di vita ancora più importante in quanto appunto tutto è di dominio pubblico.

Sul giusto utilizzo della digitalizzazione si è espresso anche Papa Francesco al numero 105 della lettera enciclica “Laudato sì”:

“Si tende a credere che «ogni acquisto di potenza sia semplicemente progresso, accrescimento di sicurezza, di utilità, di benessere, di forza vitale, di pienezza di valori», come se la realtà, il bene e la verità sbocciassero spontaneamente dal potere stesso della tecnologia e dell’economia. Il fatto è che «l’uomo moderno non è stato educato al retto uso della potenza», perché l’immensa crescita tecnologica non è stata accompagnata da uno sviluppo dell’essere umano per quanto riguarda la responsabilità, i valori e la coscienza. Ogni epoca tende a sviluppare una scarsa autocoscienza dei propri limiti. Per tale motivo è possibile che oggi l’umanità non avverta la serietà delle sfide che le si presentano, e «la possibilità dell’uomo di usare male della sua potenza è in continuo aumento» quando «non esistono norme di libertà, ma solo pretese necessità di utilità e di sicurezza». L’essere umano non è pienamente autonomo. La sua libertà si ammala quando si consegna alle forze cieche dell’inconscio, dei bisogni immediati, dell’egoismo, della violenza brutale. In tal senso, è nudo ed esposto di fronte al suo stesso potere che continua a crescere, senza avere gli strumenti per controllarlo. Può disporre di meccanismi superficiali, ma possiamo affermare che gli mancano un’etica adeguatamente solida, una cultura e una spiritualità che realmente gli diano un limite e lo contengano entro un lucido dominio di sé”.

Conclusioni

Con questo articolo ho provato un po’ a sviluppare quello che è stato l’evolversi del messaggio cristiano attraverso quelli che sono gli strumenti a disposizione, soffermandomi particolarmente nel rapporto tra la Chiesa e il digitale. Abbiamo visto come parlare presuppone, da un lato, colui che parla e, dall’altro, colui che ascolta e riceve. Parola e comunicazione stanno in rapporto diretto tra loro, così come lo sono lingua e parola, espressione e comprensione. Non c’è niente in una lingua che non si esprima prima con le parole e dal loro significato e comprensione nasce la comunicazione. Sembra quasi un processo logico, matematico, ma è essenzialmente un fatto naturale.Provando a tirare delle conclusioni possiamo senza dubbio dire che il digitale è e sarà uno strumento fondamentale all’interno dell’evangelizzazione e questa situazione pandemica ci ha fatto capire maggiormente la sua importanza.

Bibliografia

LUCREZIO, De rerum natura, libro 5°, a cura di Gaetano Righi, Mursia, Milano 1995, W. 50-55 / 1028- 1033 / 1041 e seg. / 1097-1090 / 1120 e seguenti.
RUSCONI Carlo, Vocabolario del greco del Nuovo Testamento, 3° edizione E.D.B., Bologna 2012, 238.
DEVOTO Giacomo, Avviamento alla etimologia italiana, Le Meunier, Firenze 1968, 304.
MARTINI Carlo Maria, In principio la parola, Centro Ambrosiano Documentazione e Studi Religiosi, Milano 1981, 81.
Catechismo della Chiesa Cattolica,

Sitografia

https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#105.

 

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