La via della missione: avere fiducia e ispirare fiducia: andare e condurre tutti per la via dell’Amore, dell’Amore forte, generoso, sacrificato, ma che sempre, sempre, in tutte le manifestazioni, in tutte le vicissitudini è Amore.
La missione delle Piccole Figlie è vasta quanto i confini del Cuore di Gesù e si fonda su una lettura attenta dei segni dei tempi per rispondere alle reali esigenze della Chiesa e del mondo. L’attività apostolica, animata da un’intensa e profonda vita di preghiera è strumento indispensabile per “andare condurre tutti per la via dell’amore” attraverso uno stile semplice che ispira fiducia e si esprime e nella benevolenza del cuore.
Ogni vocazione è “terra sacra” alla quale bisogna avvicinarci senza calzari per potersi mettere in ascolto del mistero di Dio chi lì si vuole rivelare. Questo vuole essere il nostro atteggiamento di Piccole Figlie di fronte ad ogni persona che si mette alla ricerca della volontà di Dio per la propria vita. E quindi la missione. Ogni vocazione è una risposta d’amore all’amore una risposta libera, gratuita e generosa che attraente con Cristo. [1].
Essere Piccole Figlie del Sacro Cuore: essere missionarie
“Imparate da me che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29).
Amilcare Agostino Boccio nacque a Sale (AL) nel 12 marzo 1891, primogenito di una famiglia di modeste condizioni. Il 5 luglio 1914 fu stato ordinato come sacerdote nella diocesi di Tortona d’Italia. Il 25 marzo 1924, fu fondato la Congregazione delle Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù con la collaborazione di una giovane salese, Guglielmina Remotti, divenuta poi la prima Madre della stessa congregazione delle suore.


Piccole: siamo chiamate a seguire Cristo nella piccolezza evangelica, che è fiducia illimitata, abbandono incondizionato all’amore del Padre, conformazione continua a Gesù mite e umile di cuore, nella certezza che Gesù può renderci capolavori della sua misericordia, testimoni della sua bontà. Dalla piccolezza sgorga la gioia: siamo rivestite della grazia sovrabbondante di Cristo che si rivela nell’accoglienza e apertura verso tutti i fratelli che incontriamo e in quella carità fraterna che deve caratterizzare le nostre comunità.
Figlie: siamo chiamate a vivere intensamente, con grande consapevolezza, la nostra figliolanza divina, che è esperienza dell’amore paterno di Dio, manifestato e offerto a noi in Cristo Gesù. È proprio il rimanere piccole che ci rende capaci di essere vere figlie.
Del Sacro Cuore di Gesù: è questa la nostra dimora e il rimanere nell’Amore, significato dal Sacro Cuore, è invito a vivere tutte le nostre giornate per, con, nel Suo Amore. [2].
Essere Piccole Figlie: chiamato ad essere Vittima d’Amore
Io sono Esther, sono consacrata a Dio nell’istituto delle Piccole Figlie del Sacro Cuore. Sono consacrata dei voti di povertà, castità e obbedienza. Io principalmente ho scelto questo istituto perché quando ho incontrato Cristo intimamente nella mia vita ho capito che la povertà più grande di una persona è non conoscere Cristo, non conoscere il vangelo. Ho scelto questo istituto perché particolarmente dedito all’evangelizzazione cioè a diffondere il vangelo in particolare diffondere il vangelo attraverso questo: “dall’animazione parrocchiale fino alla scuola, dalla cura dei malati, alle diverse attività missionarie le Piccole Figlie vivono con entusiasmo e slancio…”
La mia vocazione è strettamente legata nel mio rapporto alla mia relazione con Gesù eucaristica. Nel giorno della prima comunione mi disse: ecco il mio cuore pieno d’amore che attinge da questo tesoro un fuoco ardente. “Sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29).
Quindi mi sono incontrata con l’istituto. Ho sentito nella virtù caratteristica dell’istituto che mi apparteneva sentivo questa è casa mia quindi sono entrata e ho fatto tutto il cammino.


Diventare Piccole Figlie significa fare dell’Amore, la propria vocazione, offrire con generosità nelle piccole cose di ogni giorno la propria vita perché il Cuore di Gesù venga conosciuto e amato dall’umanità.
Diventare Piccole Figlie significa vivere innanzitutto una vita contemplativa in cui la preghiera e l’unione con Dio non possono che essere sorgente di slancio apostolico. Solo così infatti possiamo andare verso i fratelli impegnando tutti possiamo andare verso i fratelli impegnando tutte noi stesse in una missione che ha i confini vasti come quelli del cuore di Cristo.
“Consacrata totalmente al cuore di Cristo, siamo ovunque in missione per dilatare il suo regno di amore e di pace. […]. Aperte all’azione dello Spirito Santo e accompagnate da Maria, Stella della nuova evangelizzazione”. Testimoniamo che Dio ama personalmente l’uomo e vuole essere a sua volta amato da lui (Art. 73). [3].
“Non sono venuto per essere servito ma per servire”. (Mc 10,45).
La vita comunitaria, la preghiera e il lavoro durante gli anni di formazione sono stati ricchi e belli anche c’erano i momenti più difficili, mi hanno insegnato le cose fondamentali dal punto di vista umano, cristiano, culturale e religioso di essere Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù.
Seguo il mio percorso, è stato realizzato il mio sogno di prendere cura i malati, di servire i poveri come infermiera. Mi sono accorta che questa ammalati, i poveri avevano bisogno di una vera madre e allora lì ho deciso di condividere questo amore che salva. “Tutto quello che avete fatto a uno di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 45).


Vissuto dieci anni di vita religiosa nella mia Congregazione. Mi trovo la bellezza di essere piccola.
Dare il significato nella mia vita vuol dire che mi ha fatto capire che Dio mi sta facendo, mi sta preparando come faccio condividere la mia propria vita per gli altri. Stare con Lui, vivere la Sua Parola ci aiuta a capire che senza di Lui non posso vivere. Lui mi accompagna sempre nella mia vita.
La missione “ad gentes”: La passione del Fondatore
Lo Spirito Santo rinnova continuamente la sua Chiesa attraverso il dono di carismi affinché risplenda la bellezza del Vangelo lungo la storia dell’umanità.
“In molto di voi c’è la passione missionaria ci sia in tutte, anche se non partirete mai. L’amore delle anime vi consumi e non vi dia pace se non quando le vedrete tutte in Gesù” (M. Guglielmina R.).
La passione missionaria ha vibrato da sempre tra le piccole figlie. Don Amilcare Boccio infatti da giovane seminarista desiderò partire missionari per evangelizzare terre lontane ma il Signore aveva agli progetti, per lui.
Tuttavia questo “segno nel cassetto” non è rimasto senza realizzazione. Dopo il concilio Vaticano II anche la Congregazione ha dato concretezza alla missione “Ad gentes”:
chiamate ad “evangelizzare con i sacerdoti i poveri del mondo”, le piccole figlie comunicano
l’amore gratuitamente ricevuto annunciano la buona novella della vita in Cristo e invitano ad aderire a Lui con piena fiducia. [4].
Il nostro desiderio di essere missionarie ci fa andare là dove la Chiesa ci chiama, per condividere la vita dei più poveri ed essere per ciascuno segno della presenza di Cristo e del suo regno di giustizia di verità di amore e di pace.
Quando ero da ragazza, ero ancora in prima media, sentivo parlare dalle suore missionarie salesiane che facevano catechesi. Quando loro si parlavano, si trasmettevano tutta quella gioia di essere andate al tutto paese. Allora dentro di me forse questo desiderio più che diventare suora ma di essere una missionaria. Poi ho letto il libro: “Storia di un’anima” Santa Teresa di Gesù Bambino che è il mio desiderio. Voglio essere missionaria anch’io. La congregazione che mi appartengo propria missionaria e vivere la spiritualità di Santa Teresa di Gesù Bambino.
Missione in Madagascar
L’8 ottobre 1970 le prime due Piccole Figlie sono arrivate in Madagascar dando così inizio alla “missione ad gentes” anche nella nostra Congregazione. [5].
Ricevere la gioia dello Spirito è una grazia. Ed è l’unica forza che possiamo avere per predicare il Vangelo, per confessare la fede nel Signore. La fede è testimoniare la gioia che ci dona il Signore. Una gioia così, uno non se la può dare da solo. È una gioia traboccante che si può sperimentare solo come frutto e dono dello Spirito Santo (cfr 5,22). [6]

1) Anosibe An’Ala
Nel 1° ottobre 1971, veniva aperta ufficialmente la prima comunità in terra malgascia nel villaggio di Anosibe An’Ala. La nostra casa è collocata su una collina dalla quale si può ammirare lo splendido paesaggio della foresta. Qui sorgono tre strutture:
a) La casa delle Suore: la comunità delle Piccole Figlie vuole essere segno concreto dell’amore misericordioso del Cuore di Gesù in mezzo ai più poveri tra i poveri. Con gioia e semplicità le suore cercano di vivere l’amore fraterno che diventa segno eloquente della loro consacrazione a Cristo. Preghiera e lavoro apostolico scandiscono le giornate.


b) La scuola materna ed elementare frequentata da più di quattrocento bambini, molti dei quali provenienti da villaggi a parecchi chilometri di distanza da Anosibe. Per questo molti genitori cercano un alloggio vicino alla scuola e lasciano i propri figli alla cura dei più grandi per tutto il periodo scolastico, facendogli visita periodicamente. Si tratta di un fenomeno in forte aumento che, se da un lato testimonia una forte sensibilità circa la necessità dello studio, dall’altro interpella noi missionarie a rispondere a questa emergenza di assistenza per i più piccoli che sono sostanzialmente lasciati a sé stessi.
Ai più poveri tra loro viene offerto gratuitamente un pasto quotidiano: un piatto di riso con verdura e carne. Le Suore, coadiuvate da insegnanti laici, cercano di rendere lo studio una vera e propria opportunità per costruire un futuro migliore per il Madagascar: solo persone istruite, capaci di leggere in modo critico la realtà, educate ai valori umani autentici, infatti, possono a poco a poco portare sviluppo e creare condizioni di vita migliori per tutti.

c) Il dispensario: servizio necessario per molti ammalati che giungono ad Anosibe An’Ala per trovare una speranza di vita in più. Una Suora infermiera affianca un medico per offrire a chiunque bussa alla porta del dispensario cure e medicine nonché una vicinanza umana di solidarietà. Le suore anche vanno ai diversi paesi a offrire il servizio.


2) Betsifasika Amborompotsy
A nord di Antananarivo, attraverso una strada quasi impraticabile nella stagione delle piogge, in un brullo altipiano sorgono il villaggio di Amborompotsy. Ci troviamo in una zona particolarmente povera del Madagascar, dove sembra regnare la desolazione e gli spazi quasi desertici. La comunità delle suore è impegnata nella scuola materna ed elementare che conta circa 300 alunni. La maggior parte dei bambini proviene da villaggi molto lontani e percorre parecchi chilometri a piedi nudi per raggiungere la scuola. Ai più piccoli ogni giorno viene offerto latte e un pasto caldo che spesso è l’unico a disposizione durante la giornata di questi bambini.



3) Antananarivo
Nel 1986 è stata costruita la comunità delle Piccole Figlie del Sacro Cuore nella capitale del Madagascar, ad Antananarivo, già presenti nell’Isola rossa dal 1970. Nella stessa casa vengono accolte le postulanti, giovani che hanno chiesto di iniziare il percorso di formazione per prepararsi alla vita religiosa. Sotto la guida di una Sorella esse vivono la loro giornata condividendo la vita delle Suore presenti nella comunità, svolgendo le normali occupazioni casalinghe e prendendo parte alle attività parrocchiali in cui sono impegnate le Suore.
La vita semplice e fraterna della comunità vuole essere testimonianza viva ed efficace dell’amore del Cuore di Gesù, primo modo per annunciare il Vangelo.




4) Moramanga
Nel villaggio di Moramanga, a 120 chilometri dalla capitale del Madagascar, dove le Suore svolgono un servizio di alfabetizzazione per i bambini più bisognosi. Sono oltre cento i ragazzi che ogni giorno arrivano nella nostra comunità. Alcuni sono stati portati dai loro genitori, altri invece sono stati cercati dalle Suore nella foresta e nelle zone più povere di Moramanga.
Ogni giorno è garantito loro un piatto di riso con carne e verdura, le cure mediche necessarie per la salute, tempi di gioco e divertimento per una sana crescita. Molti di questi ragazzi non possiedono il certificato di nascita e questo non permette loro di frequentare la scuola; perciò una nostra Sorella è completamente dedita a seguire tutte le pratiche necessarie per risolvere questa situazione di svantaggio sociale e poter così offrire un’opportunità di studio a tutti i bambini che bussano alla nostra porta. Alcune suore si dedicano alla Pastorale con la catechesi e la preparazione ai sacramenti. Due Suore della comunità infine sono a servizio del Vescovo di Moramanga: la loro presenza preziosa e discreta è espressione di quell’aiuto materiale e spirituale offerto ai sacerdoti secondo lo spirito della nostra Congregazione.


5) Ambatondrazaka
È una città popolosa a nord-est della capitale del Madagascar, sede del Vescovo della Diocesi. La comunità delle nostre suore si trova a fianco di una delle parrocchie della cittadina dove le Suore sono impegnate nell’attività pastorale e in particolare nella preparazione dei catechisti in collaborazione con il Parroco.
Inoltre nella comunità è stato allestito uno spazio di accoglienza per i bambini più poveri che, non avendo l’opportunità di frequentare la scuola per l’impossibilità di pagare la retta, hanno bisogno di essere seguiti nello studio. Le Suore hanno così organizzato una scuola di alfabetizzazione in cui si può imparare a leggere e a scrivere. Le Suore di Piccole Figlie cercano così di testimoniare quella carità evangelica che spinge a riconoscere negli ultimi la presenza di Gesù da amare, sfamare, vestire e consolare.


6) Ambondromamy
Nel 2015, le nostre Suore sono state le prime ad arrivare ad Ambondromamy con il compito di aprire e organizzare il dispensario dedito alla cura dei malati e in particolare al servizio delle donne incinte e dei neonati. Poco distante dal dispensario è sorta la scuola elementare, per garantire a tanti ragazzi poveri il diritto allo studio e un futuro più ricco di speranza per una vita dignitosa.
Attraverso l’educazione e le cure mediche le Piccole Figlie desiderano essere segno di vicinanza per la popolazione locale, testimoniando il Vangelo con quel tratto di amore misericordioso che affascina i cuori e vince tutto, secondo il carisma della nostra Famiglia Religiosa: quell’amore che supera anche le distinzioni religiose e diventa linguaggio universale comprensibile per il cuore di ogni uomo e donna.
La missione è un essenziale della fede cristiana in quanto crede il messaggio di Cristo di importanza universale e considera tutte le generazioni della terra come oggetto della volontà salvifica e del disegno di salvezza di Dio, in termini neotestamentari considera il “regno di Dio” che è venuto in Gesù Cristo come destinato a tutta l’umanità. [7].

Il nostro desiderio di essere missionarie ci fa andare là dove la Chiesa ci chiama, per condividere la vita dei più poveri ed essere per ciascuno segno della presenza di Cristo e del suo regno di giustizia, di verità, di amore e di pace. La presenza delle Suore nell’ambito educativo è di fondamentale importanza per poter aprire davanti alle giovani generazioni del Madagascar una prospettiva di cambiamento fondato sull’istruzione e sulle capacità di ciascuno.
La missione rimane una dimensione imprescindibile della fede cristiana, il cui scopo più profondo è quello di trasformare la realtà che ci circonda. In questa prospettiva, la missione è quella dimensione della nostra fede che si rifiuta di accettare la realtà così com’è e mira a cambiarla. [8].
Con semplicità e gioia, voglio essere compagna di viaggio che fanno conoscere e fanno amare Gesù. Amore misericordioso del Padre, sorgente traboccante dell’amore autentica, bello, infinito che rende la vita di ciascuno ricca di senso e splendente di luce. Con umile e grato stupore accolgono ogni talento e con amore cercano di coinvolgere i giovani nell’edificazione di una società più giusta e fraterna (Art. 77). [9].

BIBBIA
La Bibbia di Gerusalemme, Edizione italiana e adattamenti a cura di un gruppo di biblisti italiani, sotto la direzione di F. VATTIONI, testi biblici: E.P.I. spa, ‹‹editio princeps›› 1971, note e commenti: Editions du Cerf, Paris, Ottava Edizione, 2002. Legoprin, Trento 2002.
BIBLIOGRAFIA
[1]: Amilcare B., G. Remotti, Scrivo a voi, il messaggio dei Fondatori delle Congregazione Piccole figlie del Sacro Cuore di Gesù, vol. I- II- III, Sale (Al) 1924-1945.
[2]: GUGLIELMINA R., dal commento alle costituzioni dell’istituto Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gsesù, 06 novembre 1946.
[3]: Congregazione Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Regola di vita Art.73
[4]: GIOVANNI PAOLO II, Redemtoris missio, 1990, n.34
[8]: DAVID BOSCH, La trasformazione della missione. Mutamenti di paradigma in missiologia, Brescia 2008.
[9]: Congregazione Piccole Figlie del Sacro Cuore di Gesù. Regola di vita Art.77
SITOGRAFIA
[5]: https://www.youtube.com/channel/UCdmay-QuiECTT8aOfOb8THw
[6]: PAPA FRANCESCO “Partite con slancio”. Messaggio del Santo Padre Francesco alle pontificie essere missionarie, www.chiesacattolica.it/il papa-ai-missionari-partite.com, santa sede 21 maggio 2020.
[7]: Missione ad gentes, in it.cathopedia.org/wiki/ad-gentes, 5 dicembre 2015
LIBERATORIE
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