Annunciare la “Parola”: dall’800 al WEB

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Le parole pronunciate e attuate da Santa Giovanna Antida (fondatrice dell’Ordine delle Suore della Carità a cui appartengo): “Attraverserei i mari …Andrei in capo al mondo se fosse necessario per annunciare e incontrare l’umanità” mi hanno ispirato alla creazione di questo articolo.
Agli inizi dell’800 lasciò la Francia per raggiungere Napoli per incontrare una popolazione afflitta dalle conseguenze della guerra. Il ricordo di questo evento mi porta ad evidenziare l’aspetto comunicativo ed il bisogno di relazionarsi con gli altri. E’ assolutamente primario e vitale nutrire questa passione, di incontrare l’altro, dichiararsi per l’altro, farsi carico dell’altro.

Se non siamo animate da questo slancio, se non crediamo nella comunicazione, così come può attuarsi oggi, nell’interazione delle esperienze non saremo al passo dei tempi, si rende quindi sempre più necessaria la nostra presenza sul WEB. Le recenti nozioni ottenute durante lo svolgimento del corso mi hanno convinta ancor più della validità di questa strategia comunicativa.Ho cominciato il mio cammino di catechista nel lontano 1974, in una “catapecchia di parrocchia”, la stanza del catechismo praticamente era vuota, c’erano solo le panche, nient’altro. I ragazzi, mi scappavano di qua e di là incuranti delle mie parole, della Parola, poi, utilizzando l’unico apparecchio disponibile che era, incredibilmente, un “episcopio” (strumento molto poco utilizzato nella didattica), che proiettava immagini persino a colori, fu la mia salvezza, avevo catturato l’attenzione, gli occhi erano fissi su quelle immagini evangeliche delle pagine del catechismo proiettate sul muro.
Questo mi fece comprendere, già in quell’epoca, quanto fosse importante e necessario, ai fini della buona comprensione, usare un linguaggio adeguato, che non deve essere solo verbale ma deve essere integrato da immagini ed icone esplicative che armonizzano e facilitano la comprensione. Più delle volte il monologo risulta pesante e noioso. Anche se avessi la notizia più bella ed importante da comunicare, e non riesco ad esporla con il tono e gli strumenti giusti, farei come “Cassandra” …nessuno mi ascolta, pochi minuti di attenzione e ognuno va dove lo porta il cuore.
Da qui si evidenzia l’aspetto fondamentale ed accattivante della comunicazione non verbale fatta di suoni, immagini, simboli e disegni. WhatsApp, Instagram, Twitter sono le attuali e innovative forme di comunicazione, immediati e coinvolgenti: una faccina o un simbolo e capisci con chi stai interagendo, puoi tu stesso dire sono felice, triste, affaticato, gasato, ecc. Ecco, se vogliamo che le consacrate siano conosciute, condivise, collaborate e soprattutto seguite nei loro ideali, non possiamo rimanere fuori facendoci condizionare o addirittura bloccare dall’aspetto trasch del mondo mediale. E’ proprio questa negatività che ci interroga e ci sprona alla reazione. La chiesa ce ne dà l’esempio e Papa Francesco ci esorta, infatti, ad essere noi cristiani i primi media capaci di verità e annuncio efficace di bene. Certo non è facile, non è un fatto meccanico, consequenziale come passare, dall’immagine alla parola e viceversa, non è neppure scrivere un foglio in word, magari arricchito di foto, di colori e disegni. Quello che ci viene chiesto è entrare in questa realtà complessa, scegliere, cioè, di comprare uno spazio web, avere un sito web da abitare e farsi condividere perché il bene arrivi fino ai confini del mondo. Far parte della rete è davvero importante, si trovano gli utenti di oggi, il prossimo che aspetta la tua buona notizia; il tuo pane da mangiare; la Parola da ascoltare; l’amicizia da condividere; il dolore da consolare, la povertà da soccorrere; la disperazione e la depressione da rivitalizzare, la creazione da far ammirare!
Siamo ormai quasi tutti ‘profilati’ schedati guidati dal web, viaggiamo, camminiamo, svolgiamo le diverse attività con lo smartphone, il tablet o personal computer. Se devi uscire e non conosci la strada c’è Maps che ti guida, se devi fare una scampagnata e non sai come sarà il tempo, c’è meteo che a me dice: Filomena, non farti sorprendere dalla pioggia, porta con te l’ombrello oggi a Roma !!! e così via… Il WEB infatti è accessibile a tutti in ogni momento e in ogni parte del mondo e dà a tutti la possibilità di accedere, di creare una pagina, di rispondere, interagire, informare su un evento, fare pubblicità. É qui la nostra sfida. Posso anche scegliere di non stare sul web, di non avere un sito internet, non impedirò comunque agli altri di parlare bene o male di me, della mia congregazione, qualcun altro risponderà al mio posto e, magari in maniera errata, darà una visione distorta al lettore della notizia. Se qualcuno ci criticherà non avremo modo di intervenire per dare la nostra versione dei fatti comunicando la nostra Verità. Oggi più che mai  il mondo ci chiede di dare ragione della nostra speranza, e la risposta la diamo anche sulla nostra piattaforma WEB. Sicuramente bisogna investire senza ristrettezze in questo campo, soprattutto nella formazione di personale. La comunicazione ha un suo preciso linguaggio e solo con una profonda conoscenza della tecnica si possono ottenere buoni risultato. A mio avviso sarà molto importante istituire un gruppo redazionale, la presenza di laici esperti della comunicazione ma anche di laici che vivono il mondo e condividono gli ideali e obiettivi che vogliamo raggiungere.
Il progetto comunicativo è ambizioso: parlare nel miglior modo di Dio all’umanità per dire la Verità delle cose e condividere l’amore che abita in noi. D’altronde Gesù Cristo è stato il primo e miglior comunicatore della storia dell’umanità.

Filomena Di Vietro
sdc

Categories: Esame Urbaniana 2018