Internet e relazione

Introduzione

Nella società odierna, in particolar modo nelle aree geografiche più sviluppate, l’esigenza di fare uso di internet viene integrata  nei singoli settori della vita individuale. È un fenomeno che richiede una particolare attenzione per valutare la sua progressiva e complessa dinamicità. Onde evitare di essere “sopraffatti” dalle stesse opere delle nostre mani. L’uomo sin dalla sua nascita è introdotto nella relazione. Inizialmente con i suoi genitori, i familiari e gradualmente viene educato secondo dei principi per vivere nella società; che fungono da stabili orientamenti per dirigere la libertà individuale. Vorrei sviluppare questo articolo tenendo conto anche della situazione attuale, dove interi continenti sono stati coinvolti in una epidemia virale da “Covid19”.

 

Uno strumento importante

L’internet costituisce un valido strumento della comunicazione sociale. Lo scopo primario è la comunione e il progresso della società umana. Ad esempio: in Italia, durante il lockdown, iniziato il 9 marzo e prolungato per circa due mesi, si è creato un considerevole disagio; in particolar modo tra le persone che vivono da sole,che non potevano uscire se non per acquistare beni di prima necessità.

Grazie ai vari strumenti di comunicazione, tra cui la rete, si è verificato un notevole incremento dell’uso di questi ultimi; potendo, ad esempio, rimanere aggiornati sulla situazione; ma anche  comunicare servendosi  di applicativi che permettono la videochiamata.

Non solo, è stato possibile riscoprire altri numerosi aspetti positivi di questo strumento: ad esempio lo “smart working”, la possibilità di visitare virtualmente i musei, di partecipare seppur non in presenza alla celebrazione della santa Messa, di svolgere esami scolastici in modalità telematica ecc… Ognuno di questi aspetti positivi ha contribuito a soddisfare le esigenze principali delle persone che si trovano ad affrontare una situazione delicata come questa.

 

Relazione o isolamento?

 

 

La rete, quindi, permette la “dinamicità” della relazione, ad esempio rendendo possibile raggiungere virtualmente persone care che abitano molto lontane.

Purtroppo però, uno dei rischi a cui ogni persona è esposta se non mantiene fermi gli orientamenti trasmessi sin da piccoli è l’isolamento. Ma come è possibile l’isolamento se la rete dovrebbe essere un mezzo di comunione e di progresso della società umana? Purtroppo ciò è possibile se si “traveste” il mondo digitale delle false vesti del mondo reale, confondendo l’uno con  l’altro.

In particolare contenuti come videogames in modalità online, intrattenimenti di vario genere se usufruiti senza discernimento rischiano di diventare una vera e propria “droga”, senza dimenticare uno degli ambiti che si afferma sempre con maggior prepotenza come vero e proprio “impero”, ossia quello della pornografia, che attira nella “rete dell’inganno” sempre più persone. Quindi da queste considerazioni, è possibile affermare l’isolamento come uno dei peggiori rischi che insidia la vita di ogni persona che fa uso della rete, impoverendo il potenziale dell’uomo di mettere in atto relazioni concrete nella società.

 

Relazione, quindi comunione

Il frutto della relazione autentica quindi è la comunione e la Chiesa Cattolica, in un documento, incoraggia il popolo di Dio a fare  buon uso degli strumenti di comunicazione, quindi della rete con queste parole : «La Chiesa riconosce in questi strumenti dei “doni di Dio”,  destinati, secondo il disegno della Provvidenza, a unire gli uomini in vincoli fraterni, per renderli collaboratori dei Suoi disegni di salvezza». (Istruzione pastorale communio et progressio CVII).

In alcune occasioni, ho avuto modo di ascoltare Papa Francesco che con molta fermezza invitava a non diffondere nella rete false notizie, che ledono profondamente la comunione con il prossimo ma ad instaurare una sincera comunione rendendo accessibili contenuti veritieri e utili per l’edificazione di una società più umana.

 

 

Internet e Comunione

La rete è uno strumento che offre la possibilità di compiere una varietà ampia di buone opere. Un ragazzo di nome Carlo Acutis, morto molto giovane, stroncato da una leucemia a soli 15 anni, l’ha capito molto bene e ha deciso di compiere un’opera straordinaria: una mostra sui miracoli Eucaristici avvenuti nel corso dei secoli nei diversi Paesi del mondo e riconosciuti dalla Chiesa; attraverso dei pannelli è possibile visitare virtualmente i luoghi dove sono avvenuti questi miracoli.

Questo è un esempio di trasmissione della fede anche per mezzo della rete, fede che è in Dio, che è Comunione per eccellenza. La rete e gli altri mezzi di comunicazione concepiti come “dono di Dio” aiutano l’uomo di ogni tempo a realizzare la sua umanità nella comunione con l’altro, pur nelle molteplici differenze di cultura, razza, religione e può essere un valido strumento per progredire uniti.




IO E LA RETE

  1. Io e la rete… in breve

Cercherò di sviluppare alcuni punti sulle nuove tecnologie digitali e la pastorale, mettendo a fuoco il mio rapporto personale con la rete. Sono entrata nell’utilizzo del web, dei social, del “vivere in internet”, soprattutto per restare connessa con il mondo e per tenermi aggiornata sul Magistero della Chiesa. Abito la rete, perché essa è un nuovo luogo teologico. Infine, come via di comunione, non solo con le persone italiane, ma con una prospettiva internazionale, essendo io di nazionalità ugandese.

 

L’uomo, figlio della rete

Nel mare magnum della rete possiamo trovare le tracce di una nuova antropologia, che come cristiani non possiamo sottovalutare. Tenendo conto che esiste un’altra dimensione di uomo, figlio della rete, definito nei social come homo electricus [1] In questa dimensione di uomo che vive e naviga nel web, ci sono anche io alla ricerca di rintracciare e di contribuire a una dimensione cristologica.

 

Io e la rete … sì, ma come?

Vorrei esservi presente con i valori cristiani che ci insegna il Vangelo per poter far risaltare gli ambiti della pastorale, e il loro collegamento, ovvero: 1) la liturgia, 2) la catechesi 3) e la carità. Ambiti che ci portano a considerare, come esista un duplice movimento: “del sacro” che si muove verso l’uomo e dell’uomo che viene elevato verso la pienezza. La liturgia è la via privilegiata per l’incontro tra Dio e l’uomo; la catechesi è luogo di annuncio, la carità è prossimità e vicinanza. Oggi possiamo vedere come l’agire pastorale della Chiesa (nella liturgia, nella catechesi e nella carità) si apre alla sfera “digitale”, cercando anche in essa una via di comunione e di fraternità universale, attuando ciò che anche Papa Francesco ci chiede nell’Evangeli gaudium, quando parla di conversione pastorale in senso missionario. Ed è proprio così che io voglio vivere il mio rapporto con la rete.

In un mondo in cui il digitale è ormai super presente, anche la Chiesa non può pensare di continuare a vivere e ad agire rimanendo assente da questo “continente”, Ciò non è certo facile, va fatto con un grande discernimento e con tanta prudenza per rimanere fedeli alla propria vocazione di discepoli di Cristo. Per essere pescatori di uomini, annunciatori del Vangelo, di una Chiesa in uscita, evangelizzatrice, missionaria e misericordiosa.

 

Io e la rete … per rivelare quello che sono

Perché senza la rete non ci può essere futuro per nessuno, neanche per me. Attraverso i social network un gruppo di persone può mantenere i rapporti anche a distanza, e condividere il quotidiano, grazie ad applicazioni come Facebook, Twitter, YouTube ecc. … Che permettono di far interagire le persone tra di loro.
Come sarebbe il mondo oggi senza la rete? Di certo più povero, perché il mondo di internet ha in sé non solo tante insidie pericolose e negative, ma anche tante potenzialità e risorse. Che possono abbattere muri, far comunicare più velocemente e condividere esperienze con un maggior numero di persone. Io credo che nel nostro essere Chiesa in uscita è possibile abitare la rete senza tradire ciò che io sono come cristiano e credente, trovando in essa un valido aiuto e uno strumento anche per la pastorale, utilizzando gli strumenti che la rete stessa mi offre, come i video.

Nel tempo della pandemia abbiamo potuto conoscere, tramite la rete, forme di spiritualità e liturgie diverse, che ci hanno messo in comunicazione con un linguaggio nuovo, più comprensibile alle nuove generazioni [2]. Visto che l’evangelizzazione pur considerando le culture in cui è presente, richiede una particolare attenzione ai cambiamenti generazionali, come pure al mutare degli strumenti della comunicazione sociale, con linguaggi nuovi oggi più amati e conosciuti dai giovani.

 

Io e la rete … per comunicare bene

In questo senso ho trovato particolarmente utile il documento, del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Etica in internet [3], nel quale ci vengono dati alcuni suggerimenti di essere dei navigatori sapienti nel mondo digitale.
Nel mio essere in rete, il mondo digitale mi offre diverse risorse, che posso usare per portare avanti la mia missione personale. Come consacrata, il mio «io e la rete» non può essere vissuto fuori della sequela di Cristo. Per portare Gesù con un linguaggio più comprensibile ai giovani di oggi, più attraente che calamita le nuove generazioni, un linguaggio fatto di immagini, di suoni, di musica, degli emoji , ma anche di video, di spezzoni di film, di flash mob. [4]

 

Io e la rete … per un apostolato “completo”

Con il Convegno di Firenze del 2015, un nuovo umanesimo in Gesù Cristo, si è reso visibile attraverso un sito web che ha dato spazio  al metodo sinodale, ovvero un convergere di prassi e riflessioni, condivise anche digitalmente. L’apostolato non può non percorrere le vie digitali, sia per essere conosciuto, sia per essere attuato. Io scelgo di stare nella rete, come canale per un “apostolato completo” che sa cogliere in Cristo un umanesimo nuovo, in cerca di risonanze, di esperienze e di incontri, anche nel digitale. [5]

 

Io e la rete … sollecitata da …

Personalmente, mi ha colpito ed ho ammirato il prof. Baccarini che pur avendo un’età avanzata utilizzava il tablet per fare lezione. Questo mi ha sollecitata, a superare la mia “ritrosia” nell’utilizzo della rete, comprendendo che la rete non ha età.
Una più potente sollecitudine mi viene oggi in questo tempo di pandemia, a causa del Covid-19. Momento in cui i mezzi di comunicazione ci sono rivelati utilissimi, per non rendere sterile il distanziamento sociale, ma per riempirlo di contatti e di condivisioni di genere diverso tra loro. Non solo per restare informati e farci compagnia in questa reclusione forzata che dovevamo vivere, ma anche per essere aiutati nel lavoro e nello studio. Così come succede per noi studenti del Leoniano, nel nostro piccolo stiamo sperimentando un nuovo modo di partecipare alle lezioni, via Skype o YouTube.

 

Io e la rete … nella Chiesa

La Chiesa ci sta aiutando a comprendere come superare con la fede questo momento difficile del corona virus, creando un sito apposito per accompagnarci in una pastorale “blindata”, che ci è di monito per eventuali futuri “lockdown”. È una sfida nuova, che la Chiesa italiana affronta anche con il sostegno del mondo digitale. Facendosi vicina a tutti noi che siamo nelle nostre case, dove riscopriamo il valore del silenzio, della famiglia e di una preghiera nuova e diversa, e potendo viverla, in modo particolare, con il supporto di un sito apposito: www.chiciseparerà.chiesacattolica.it.

 

Io e la rete … senza dipendenza

Dipendenza alla rete
Dipendenza alla rete

Stare troppo tempo su internet può portare ad una “dipendenza”: l’ideale sarebbe usarla con “discernimento”.
Facendo in modo che il mio stare nella rete non monopolizzi totalmente la mia vita. Ma sia funzionale a ciò che mi serve, a poter comunicare e dire una parola di condivisione e di testimonianza. Uno stare nella rete, senza catene, senza vivere ciò che esprime simbolicamente l’immagine riportata.

 

Io e la rete … Ma come?

Assumendo la responsabilità di ciò che comunico. Evitando di usare la rete come “secchio di immondizia” su cui svuotare tutta la mia rabbia e negatività, e fake news che servono solo a danneggiare.
• Costruendo relazioni significative, anche se a distanza. Sapendo che le parole, le immagini, i suoni che utilizzo possono essere un ponte di collegamento e di comunicazione, oppure un muro, un recinto chiuso.
• Per non alimentare e far esplodere aggressività e rabbia repressa, la scelta migliore è discernere quale risposta dare x risolver il conflitto. Sapendo che anche il silenzio comunica, e che dovremmo imparare a usarlo “bene”. Evitando la spettacolarizzazione dei sentimenti, custodendo invece la riservatezza e l’intimità del vivere privato, per stare nella rete con prudenza e moderazione.

 

Io e la rete … secondo Francesco

Papa Francesco: dal reale al digitale
Papa Francesco: dal reale al digitale

Papa Francesco ci dice: Andare incontro agli altri, farsi prossimo, su tutte le strade del mondo. Anche su quelle digitali … I media possono aiutarci in questo, particolarmente oggi. Quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi … La vita dell’umanità, sempre ferita e bisognosa di tenerezza, di amare e di essere amata, passa anche per le strade digitali. … Come agire, dunque, da buoni comunicatori ispirati al Vangelo?  [Gv 7,53-8,11]
La testimonianza cristiana, non si fa con un bombardamento di messaggi religiosi, ma con la volontà di donare sé stessi agli altri attraverso la disponibilità. … Questa sfida, richiede profondità, attenzione alla vita, sensibilità spirituale. E necessita “energie fresche e un’immaginazione nuova”. L’obiettivo è farsi prossimo e, come il buon samaritano, curare le ferite. La nostra comunicazione sia olio profumato per il dolore e vino buono per l’allegria. Non abbiate timore – esorta – di farvi cittadini dell’ambiente digitale. [Lc 10, 25-37]

 

Io e la rete … Ma cosa è la pastorale digitale?

La pastorale digitale è lo stare della Chiesa nell’ambiente digitale: un abitare necessario perché tante vite possano essere incontrate, accompagnate, trasfigurate. Ciò fa parte di quello sforzo missionario della Chiesa nell’evangelizzare il mondo di oggi. [6] Oggi si può parlare di pastorale digitale per riferirsi ad un nuovo ambito in cui la Chiesa si trova a lavorare, ed io con lei, con l’unico intento di servire l’umanità, per essere vicina ai problemi, alle difficoltà e alle attese dell’uomo e della donna di oggi.

 

Tu e la rete … Cosa ne pensi?

I motori di ricerca (ad esempio Google) hanno permesso di rintracciare qualsivoglia informazione in rete. Informazione a portata di “mano”. Le vecchie “enciclopedie” cartacee sembrano superate. Dall’attendibilità delle enciclopedie impariamo che sul web dobbiamo distinguere sull’affidabilità della fonte. Vista l’importanza odierna del mondo digitale, tu cosa vi cerchi? Come si sono modificati i nostri rapporti relazionali? In che cosa il mondo digitale può aiutare la Chiesa nella sua missione? Qual è la tua esperienza di Chiesa in rete? Amico o amica, credente o non credente che tu sia, puoi rispondermi. Mi aiuterai a concretizzare il mio sogno: “Io e la rete”.

 


BIBLIOGRAFIA E SITOGRAFIA

[1] Cfr encyclopedia of information and security, 2007].

[2] cfr F. CERETTI, M. PADULA, Umanità mediale. Teoria sociale e prospettive educative, Pisa 2016.

[3].http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/pccs/documents/rc_pc_pccs_doc_20020228_ethics-internet_it.html

[4].https://www.youtube.com/watch?v=bonlRzfe3o0; https://www.youtube.com/watch?v=4_jqUSb_FLM;
Flash mob in un video del Grest, Suore Cistercensi, Anagni 2019.

[5].Cfr. Fortunato Ammendolia, www.firenze2015.it. Un luogo di nuovo umanesimo, in Orientamenti Pastorali 6-2015, EDB.

[6].Cfr. Fortunato Ammendolia, Introduzione a riflessioni ed esperienze di pastorale digitale, in Orientamenti Pastorali 5-2016, EDB

 

Cfr. anche.
D. POMPILI, Il nuovo nell’antico, comunicazione e testimonianza nell’era digitale, Milano 2011
C. CANGIÀ, I consacrati e la rete. Abitare internet con sapienza, Roma 2013
https://www.avvenire.it/chiesa/pagine/papa-comunicazioni-sociali-cultura-incontro
https://elementidipastoraledigitale.wordpress.com/2016/05/17/la-pastorale-digitale-non-e-una-sorta-di-messaggistica-religiosa-comunicare-il-vangelo-con-la-logica-della-prossimita/https://www.youtube.com/watch?v=4_jqUSb_FLM www.firenze2015.it