CHIESA 3.0 dell’era del Web

CHIESA 3.0 dell’era del WEB

 

«Nel progetto di Dio, la comunicazione è una modalità essenziale per vivere la comunione. L’essere umano, immagine e somiglianza del Creatore, è capace di esprimere e condividere il vero, il buono, il bello»
Papa Francesco

La Chiesa ha sempre avuto una particolare attenzione alla comunicazione dell’annuncio del Vangelo a tutte le genti di tutti tempi e di tutti luoghi della terra. Questo ha comportato nel tempo l’utilizzo dei più svariati mezzi di comunicazione pur nella consapevolezza che questi erano usati anche per diffondere valori negativi per la società. Dalla prima Bibbia passando per la televisione, che in Italia era originariamente fortemente impregnata dalle direttive vaticane, fino ad essere la prima istituzione religiosa ad abbracciare Internet, la Chiesa è sempre stata lungimirante nel comprendere la portata rivoluzionaria delle innovazioni tecnologiche.

Chiesa ed Internet
Il Concilio Vaticano II ha ritenuto che i mezzi di comunicazione sociale sono “meravigliose invenzioni tecniche” per mezzo dei quali l’umanità ha la possibilità di avanzare “sempre più nella scoperta delle risorse e dei valori racchiusi in tutto quanto il creato”. In questo modo la Chiesa si è sempre prodigata di coniugare tecnologia e pastorale al fine di fare cultura che oggi ha assunto una caratterizzazione particolare tanto da indicare la nostra contemporaneità come “l’era del web”.
Nuovi linguaggi e strutture
Bisogna differenziare innanzitutto Internet dal web: mentre la rete Internet è l’infrastruttura tecnologica su cui viaggiano i dati, il Web o World Wide Web ( WWW ), è uno dei servizi, forse quello più usato, per il trasferimento e visualizzazione dei dati sotto la forma di un ipertesto: ad esempio una cosa è visualizzare una pagina web sul browser, un’altra cosa è scaricare la posta elettronica sul proprio computer. Questo sistema di comunicazione è basato sul protocollo di comunicazione HTTP ( Hyper Text Transfer Protocol ) e sul linguaggio HTML che consente agli utenti di leggere il linguaggio informatico.
Cenni storici
La rete internet nacque all’inizio degli anni ’70 per mettere in comunicazione gli elaboratori elettronici degli enti governativi e militari e successivamente anche per le istituzioni accademiche.
Il primo sito Web della storia fu realizzato da Tim Berners- Lee al CERN per comunicare un insieme di documenti statici. Una decina d’anni dopo il CERN decise di mettere a disposizione del pubblico il WWW rinunciando ai suoi diritti d’autore. Nel 1993 nasce Mosaic, il primo browser (l’applicazione per il recupero, la presentazione e la navigazione di risorse sul Web) e nello stesso anno in Sardegna fu creato il primo sito Web italiano (il secondo in Europa). L’iniziale comunicazione di documenti statici fu arricchito in seguito dalla possibilità di partecipazione degli utenti, l’apertura e l’effetto rete con la creazione di forum e gruppi per sfruttare le informazioni ed interagire. Link.  CRS4

Un nuovo universo esistenziale
La rete digitale non può essere considerata solo come uno strumento della comunicazione, ma un nuovo contesto esistenziale perché stimola alla relazione e alla comunicazione, opera un cambiamento nella progettualità, provoca sentimenti empatici e spinge all’azione. Questo ha comportato per esempio la gestione del gruppo da parte di un moderatore a cui viene data la possibilità di intervenire per far rispettare le regole. Ogni gruppo ha il suo regolamento il cui contenuto viene riportato nelle Frequently Asked Questions o FAQ che vanno prima lette attentamente dai nuovi partecipanti per osservare le regole e quanto scrivono gli altri iscritti. Nel messaggio o post è conveniente non assumere posizioni provocatorie in quanto è molto facile generare discussioni (flame) non costruttive. L’evoluzione del Web ha però anche raggiunto grande estensione di collegamenti virtuali e documentali da poter essere definito come un mezzo comune di informazioni per tutti gli uomini.

Mezzi e strumenti a disposizione
Il Web fornisce l’opportunità di aumentare la propria visibilità, trovare il pubblico giusto, investire il proprio budget in maniera efficiente riducendo gli sprechi e controllando in tempo reale i risultati che sono pertanto, misurabili.
Il blog è la piattaforma che permette di avere un software proprietario con un prodotto unico senza vincolo sui requisiti come avviene invece per una piattaforma di mercato che ha un budget economico più basso.
I Content Management Systems sono prodotti di mercato che permettono modifiche e creazioni di contenuti, tra questi il Word Press è quello più utilizzato nel mondo per la peculiare facilità di installazione e gestione con una grande community che permette supporto e aggiornamenti, una grande disponibilità di Template e Plugin (programmi che aggiungono nuove funzionalità come quella di ottimizzare il sito web come quello gratuito del SEO o a pagamento del SEM per ottenere maggior visibilità , blocco degli indirizzi il indesiderati, statistiche), gratis oppure professional. WordPress dà la possibilità di modificare ogni aspetto del sito: la grafica, la posizione dei menu, la larghezza del layout, i colori.
Per effettuare un’adeguata comunicazione ed interazione nella rete digitale occorre effettuare un piano strategico che deve prevedere il possesso di idonee competenze per sviluppare un pensiero critico verso i media, conoscere le pratiche che rendono la comunicazione rispettosa di altre culture, la raccolta dati della realtà, la relativa analisi (sfide, debolezze, nodi, individuare vision, finalità, obiettivi, attività, tempi, risorse, indici, programmare gli spazi social, prevedere ed effettuare l’implementazione del sito e dare la valutazione periodica).
L’attività di creazione e di gestione di un sito Web all’ interno dell’azione pastorale ecclesiale deve essere sostenuta con la preghiera e la fiducia nello Spirito Santo, vero responsabile della missione della “Chiesa 3.0 dell’era del Web”.

 




QUANDO LA COMUNICAZIONE CI PERMETTE DI SAPERE CHI SIAMO

Le francescane missionarie di Gesù Bambino e il “salvataggio dati” della propria storia

La Chiesa non può ignorare i cambiamenti, molti e senza precedenti, causati dal progresso in questo importante ed onnipresente aspetto della vita moderna…È importante guardare a queste nuove risorse come a strumenti che Dio, per mezzo della intelligenza e della ingegnosità umana, ha posto a nostra disposizione.

Sembra naturale pensare che queste parole siano tratte dall’ultimo messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali: i cambiamenti senza precedenti sono certamente dovuti ai fenomeni come  l’industria 4.0, i big data e le nuove risorse sono senza dubbio i social, internet delle cose, la robotica…

E invece ancora una volta la storia ci stupisce perché il brano è uno stralcio, sì del Messaggio per la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali, ma quello del 1993, che portava il titolo «Videocassette e audiocassette nella formazione della cultura e della coscienza».

 

I tapes: i media degli anni ’80 e ’90

 

Proprio così, videocassette e le audiocassette. Quelle che oggi riempiono le nostre cantine e le nostre soffitte.

Papa Giovanni Paolo II dedica un intero discorso a questi mezzi che a quel tempo costituivano una grande risorsa  perché permettevano «di avere a portata di mano e di trasportare con facilità un numero illimitato di programmi audiovisivi» (Videocassette e audiocassette nella formazione della cultura e della coscienza, Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XXVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 1993ma di cui, allo stesso tempo -come per ogni nuovo media nelle mani dell’uomo- si ignoravano e (si temevano) le conseguenze.

Proprio come oggi: contenuti da trasmettere, memorie da salvare attraverso media che ri-mediano i media precedenti. (P. C. Rivoltella, 2018). Dall’invenzione della scrittura, infatti, l’uomo ha cercato mezzi, dispositivi sempre più avanzati (e capienti) per registrare informazioni, trasmetterle, salvarle.

Ri-mediazione è la rappresentazione di un medium nell’altro, è riprendere lo specifico comunicativo del mezzo che ha dominato la precedente stagione dello sviluppo della comunicazione aggiornandolo e ridefinendolo, ma sempre nella continuità rispetto alla sua funzione. (P. C. Rivoltella, Quale presenza ecclesiale nell’attuale contesto comunicativo, 71a ASSEMBLEA GENERALE, CEI, Roma, 21 – 24 maggio 2018)

Il processo evolutivo della comunicazione: dalla scrittura al typing

 

Al centro di tutto questo c’è, quindi, la necessità, insita nell’essere umano, di non dimenticare. Fare memoria, appunto. L’uomo biblico ascolta da Dio l’invito a fare memoria per vivere.

…perché tu possa raccontare e fissare nella memoria di tuo figlio e del figlio di tuo figlio come mi sono preso gioco degli Egiziani e i segni che ho compiuti in mezzo a loro: così saprete che io sono il Signore!” (Es 10, 2)

 

La necessità di “salvare dati” molto spesso viene da situazioni in cui la trasmissione della storia, così come essa è davvero accaduta, viene minacciata.

Così è successo a una donna vissuta alla fine dell’800: Barbara Micarelli, divenuta con la professione dei voti suor Maria Giuseppa di Gesù Bambino.

Memorie importantissime da conservarsi sempre[…] lasciate da me.

Dalle qui accluse memorie veggano le mie care figlie come è volontà di Dio che esse siano con me poverella vere figlie del poverello di Assisi, e sappiamo apprezzare si gran tesoro, di essere state cioè annoverate tra l’ordine Serafico.(Scritto 1)

Suor Maria Giuseppa di Gesù Bambino

“Andate e annunciate…” raccontare la Buona Notizia e la propria storia è la I missione della Chiesa. Se la comunicazione è l’unica possibilità di tramandare avvenimenti, di raccontare la vita nella sua bellezza e nel suo mistero, essa, allora, diventa, nella storia di suor Maria Giuseppa non un’opzione tra le altre, ma esigenza, sola strada perché quella “visione chiara e precisa” ricevuta da Dio, potesse continuare a portare frutti:

Consacrarmi al bene dei miseri, degli orfani, degli abbandonati, e per giunta divenire madre spirituale di anime col creare un Istituto di Suore che con me lavorassero nella Chiesa di Dio. (scritto 4)

 

 

Consegnare alle generazioni future la verità di una storia, della sua storia con Dio. Anche questo è un tema che sembra, nel tempo delle fake news, quanto mai attuale.

Con questa espressione [fake news] ci si riferisce a informazioni infondate, basate su dati inesistenti o distorti e mirate a ingannare e persino a manipolare il lettore. La loro diffusione può rispondere a obiettivi voluti, influenzare le scelte politiche e favorire ricavi economici. (La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace, Messaggio Del Santo Padre Francesco Per La LII Giornata Mondiale Delle Comunicazioni Sociali, 2018)

Il tentativo continuo di un vero e proprio “salvataggio dati” emerge chiaramente dalle lettere scritte da suor Maria Giuseppa lungo i suoi anni di vita religiosa, unito al desiderio di verità.

In tutto deve primeggiare la verità e mai i raggiri e le astuzie del mondo (lett. 136)

…per la sola gloria di Dio amore alla verità e trionfo della giustizia (lett.314)

Anche per le francescane missionarie di Gesù Bambino si fa urgente la domanda che si è posta la Conferenza Episcopale Italiana nell’ultima Assemblea Generale:

come sia possibile articolare la comunicazione della e nella Chiesa ricavandone spunti per la riflessione teologica, l’attitudine educativa e la progettazione pastorale.(Comunicato Finale, 71a ASSEMBLEA GENERALE, CEI, Roma, 21 – 24 maggio 2018).

Come raccogliere un’eredità che questa famiglia religiosa riceve fin dalle sue origini? Come continuare quel desiderio, quella missione “fondativa” di raccontare la Buona Notizia, raccontare la Bellezza della Vita Consacrata, assumendosi «la responsabilità personale di ciascuno nella comunicazione della verità» (La verità vi farà liberi Papa Francesco, 2018)?

Se «la storia della comunicazione e dei media non è una storia di rivoluzioni, ma di continuità [in cui] i media successivi ri-mediano i media precedenti» (P. C. Rivoltella, Quale presenza…), allora diventa possibile guardare alla sfida comunicativa che ci sta davanti non come a un passo faticoso e a volte troppo lungo da dover compiere, ma come a un accorgersi della storia in cui siamo innestate, per vivere valori che rimangono tali, ma con possibilità aumentate, abitando i luoghi dove oggi è possibile incontrare quei “miseri, orfani, abbandonati” al cui bene suor Maria Giuseppa desiderò consacrarsi.

Non abbiate timore di farvi cittadini dell’ambiente digitale. È importante l’attenzione e la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione, per dialogare con l’uomo d’oggi e portarlo all’incontro con Cristo: una Chiesa che accompagna il cammino sa mettersi in cammino con tutti. (Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro, Messaggio Del Santo Padre Francesco per la XLVIII Giornata Mondiale Delle Comunicazioni Sociali, 2014)




IL PRETE MEDIATICO, RISCHI E opportunità

I media sono buoni e proiezioni dell’uomo, Il medium è un mezzo/strumento inanimato e involontario. Quindi i media sono noi.

Vorrei in quest’articolo presentare e riflettere sul Prete Mediatico, sui rischi e opportunità nell’uso dell’internet. Internet/social è condivisione e interazione occasione di testimonianza/Evangelizzazione.  È bene che un seminarista /Prete sia online? Una domande etica, egli deve porsi sempre a queste domande: Cosa faccio?, Perché lo faccio? È utile?, Per chi lo faccio? A chi è utile? e come lo faccio? E anche bisogna di sapere sua identità.

La chiesa è sempre stata favorevole all’uso dei media: dalla stampa alle nuove tecnologie(Leone XIII, Pio XI, inter Mirifica e MGCS.

“ nel mondo digitale, trasmettere informazioni significa sempre più spesso immetterle in una rete sociale, dove la conoscenza viene condivisa nell’ambito di scambi personali. La chiara distinzione tra il produttore e il consumatore dell’informazione viene relativizzata e la comunicazione vorrebbe essere non solo uno scambio di dati, ma sempre più anche condivisione. Questa dinamica ha contributo ad una rinnovata valutazione del comunicare, considerato anzitutto come dialogo, scambio, solidarietà e creazione di relazioni positivi. D’altro canto, ciò scontra con alcuni limiti tipici della comunicazione digitale: la parzialità dell’interazione, la tendenza a comunicare solo alcune parti del proprio mondo interiore, il rischio di cadere in una sorta di costruzione dell’immagine di sé, che può indulgere all’autocompiacimento”. (Benedetto XVI, GMCS; 2011)

i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita dignitosa. Il desiderio di connessione digitale può finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta più vicino. Senza dimenticare che chi, per diversi motivi, non ha accesso ai media sociali, rischia di essere escluso. (GMCS, 2014)

A questa si aggiungono le dinamiche dei media e del mondo digitale, che, quando diventano onnipresenti, non favoriscono lo sviluppo di una capacità di vivere con sapienza, di pensare in profondità, di amare con generosità. I mezzi attuali permettono che comunichiamo tra noi e che condividiamo conoscenze e affetti. Tuttavia, a volte anche ci impediscono di prendere contatto diretto con l’angoscia, con il tremore, con la gioia dell’altro e con la complessità della sua esperienza personale. Per questo non dovrebbe stupire il fatto che, insieme all’opprimente offerta di questi prodotti, vada crescendo una profonda e malinconica insoddisfazione nelle relazioni interpersonali, o un dannoso isolamento. (Laudato Sì)

La comunicazione della chiesa è finalizzata unicamente ad annunciare la Buona Notizia (il Vangelo), “Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca” (Gv3,30) . Non necessità di esibizionista come su un palco scenico. La logica del mostrare continuamente se stessi, di pubblicare continuamente quello che si fa, può far dimenticare che dall’altra parte, ad ascoltare e a leggere le nostre esibizioni, c’è qualcuno altro che desidera altro … magari qualcosa di edificante per la propria fede. Crea vere comunità di incontro, partecipazione e relazione. E educhiamo ai social per evitare che quando Gesù tornerà non si trovi in una situazione del genere!

Progettare la Comunicazione (progettare l’attività di comunicazione significa mettere centro la persona, i suoi bisogni e i sui desideri)ad esempio: l’omelia, un incontro, una chiacchierata, e un avviso parrocchiale/diocesano.

Non comunicare se non hai chiari: i rischi:

Obiettivo: aprire pagina FB (perché? Per chi? Qual è il suo specifico?)

Bisogno: decido di postare (a chi potrebbe interessare? A quale bisogno risponderebbe?)

Ansie : essere strateghi: intercettare gli ostacoli emotivi che frenano l’adesione alla nostra proposta comunicativa.

Aspettative : attirare l’intenzione: individuare ciò che le persone si attendono dalla nostra presenza nei social media e dalla nostra comunicazione.

 

I tentativi social:ostentazione selfie ,Foto di petto scoperto, costume Storie di ogni singolo momento della propria giornata ,uso dei cellulari nei momenti sacri.

Ricordiamoci che , per il mondo laico, un Prete (cattolico) online è Chiesa! “come apostolo delle gente, io faccio onore al mio ministero” (Rm 11,13). Essere online non vuol dire entrare in una situazione virtuale in cui posso mostrarmi come voglio. Invece, vuol dire riflettere se stessi, mostrarsi all’altro, che non vediamo ma che sentiamo, per come si è, senza troppi se e senza troppi ma, a cominciare dalle azioni social del ‘mi piace’, del ‘condividi’ e dei commenti.

Per stare online non occorre solamente connettersi alla rete, bisogna rendersi conto che lo schermo del proprio smartphone/social deve riflettere sempre ciò che si (online=offline). Rendersi conto che la relazione digitale, pur essendo reale, non è uguale a quella fisica. E non tutto quello che si pensa e che facciamo per forza bisogna metterlo in rete.

voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa, Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini”.Matteo 5,14-16.

 




Reti sociali e missioni evangelistiche dei consacrati

Negli ultimi anni si sono verificati alcuni cambiamenti radicali nel campo dei media e in generale della comunicazione: in particolare, la crescente globalizzazione e la digitalizzazione di quasi tutti i media tradizionali (libri e giornali, cinema, televisione, radio, supporti musicali). Queste svolte – ancora in corso – comportano conseguenze culturali, economiche, politiche e sociali rilevanti, che toccano ogni ambito della nostra vita quotidiana, sia nella dimensione privata, sia in quella pubblica.

Non è fuori dalla ruota di quel progresso sociale, coloro che vivono la vita consacrata [1] ha anche bisogno di conoscere e identificare correttamente il significato e il ruolo della comunicazione nel contesto dei vari reti sociali per vivere la loro vocazione in abbondanza. I compiti di oggi. Nell’ambito del corso «come si fa un sito web», fatto all’università urbaniana, portiamo insieme alcune riflessioni sulla comunicazione alla vita delle persone consacrate.

Perché noi non siamo i piccoli ponti che aiutano gli altri a raggiungere Dio attraverso social networking come Facebook, Youtube o Twitter…

Reti sociali e missione

Oggi il rete sociale è un grande “campo”, molto adatto per la proclamazione della Parola di Dio. Il Concilio Vaticano II nel decreto Inter Mirifica ha riconosciuto che «la Chiesa cattolica, essendo stata fondata da Cristo Signore per portare la salvezza a tutti gli uomini, ed essendo perciò spinta dall’obbligo di diffondere il messaggio evangelico, ritiene suo dovere servirsi anche degli strumenti di comunicazione sociale per predicare l’annuncio di questa salvezza ed insegnare agli uomini il retto uso di questi strumenti» [2]. La Chiesa ha bisogno di trovare rapidamente i modi per usarla. L’uso dei social media nel lavoro apostolico, a seconda delle esigenze di particolari situazioni e tempi [3]. Perché noi-persone consacrate- non siamo i piccoli ponti che aiutano gli altri a raggiungere Dio attraverso siti di social networking come Facebook, Youtube o Twister…? Mi chiedo ancora così. E forse questa è anche la ragione per cui una persona consacrata ha bisogno di capire il ruolo, l’utilità anche il lato negativo del social network.

Tutti i cristiani, compresi i consacrati, sono chiamati a vivere la loro vocazione e missione «lievito», «sale», «luce del mondo» (Mt 5,13-16; 13,33). Una lampada non è destinata ad essere collocata sul fondo della canna, ma come dice Dio: «Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli» (Mt 5,14-16).

Se Gesù vivesse nel nostro tempo, probabilmente manderebbe i suoi discepoli ad evangelizzare con i mass media. La missione non è altro che l’introduzione di Cristo all’uomo oggi. Il missionario non consiste solo nel predicare una teoria della fede astratta, una dottrina della morale che è “fatta” e “proibita”, ma di proclamare un essere umano, uno che annuncia una gioia. il grande che non può trattenere il cuore che è costretto a riversarsi in modo molto naturale. Papa Benedetto dice nel messaggio per la giornata mondiale della comunicazione sociale 2010 che «più che la mano dell’operatore dei media, il presbitero nell’impatto con il mondo digitale deve far trasparire il suo cuore di consacrato, per dare un’anima non solo al proprio impegno pastorale, ma anche all’ininterrotto flusso comunicativo della “rete”. Anche nel mondo digitale deve emergere che l’attenzione amorevole di Dio in Cristo per noi non è una cosa del passato e neppure una teoria erudita, ma una realtà del tutto concreta e attuale. La pastorale nel mondo digitale, infatti, deve poter mostrare agli uomini del nostro tempo, e all’umanità smarrita di oggi, che Dio è vicino; che in Cristo tutti ci apparteniamo a vicenda» [4].

Il Papa – Internet è un dono di Dio, Chiesa aperta al digitale

Reti sociali e missioni evangelistiche dei consacrati

Dalla nostra stessa esperienza, riconosciamo che il social networking è un coltello a doppio taglio. Ha indiscutibili benefici e anche pericoli e problemi, specialmente per le persone consacrate che vediamo molto chiaramente. Tuttavia, un atteggiamento che è allergico, sempre riservato o contrastato con veemenza dal coltivare il social networking è ancora una mentalità sbilanciata e infantile, come se lo shock elettrico dovesse essere proibito! Però, se sappiamo come usarlo, i social media come il colloquio comunicano la guarigione di buone relazioni. [5] Questa è una grande opportunità per la Chiesa di dimostrare il suo potenziale come è una comunione o amicizia [6].

Detto così per dire che bisogna riconoscere che l’evangelizzazione dei mezzi di media richiede che i consacrati devono avere una vera maturità ed equilibrio, solo per annunciare Cristo, non parlare di se stesso, ma parlare di Dio. Essere in grado di rimanere fedeli alla missione senza doversi inclinare avanti e indietro a causa dei pericoli dell’ambiente è ancora considerato «virtuale». Ciò richiede che la persona consacrata identifichi sempre e scelga in base al Vangelo se pubblicare, cosa dire o fare e cosa non dire o fare, perché ora altri hanno guardali non personalmente, ma guardali come persone di Dio, persone della Chiesa.

Gesù manda i suoi discepoli ad evangelizzare

In effetti, il social networking, utilizzato come mezzo di evangelizzazione, può diventare un fattore di sviluppo umano [7] . Le notizie attuali, gli eventi nella vita socio-politica ed economica sono anche considerati come «momenti», «segni dei tempi» (Mt 16,3) può anche essere un’opportunità conveniente per i consacrati di presentare il messaggio del Vangelo all’uomo oggi. Tuttavia, le persone consacrate dovrebbero anche fare attenzione a predicare il Vangelo e, se è necessario salvaguardare la dignità della persona umana, fare affidamento solo sugli standard del Vangelo, non sull’uso del Vangelo come strumento per combattere le ideologie o rompere la carità delle fazioni politiche o accusare gli altri, o per calunniare, umiliare, condannare, dividere, sostenere le divisioni [8]. Però, se queste ideologie e fazioni politiche contraddicono o antagonizzano il Vangelo,il  parlare per la difesa della verità è necessario. Anche le immagini della vita e del modo di vivere, il comportamento e le interazioni delle persone consacrate con le persone sul social network sono anche un’opportunità per introdurre Dio in un modo molto vicino e pratico. Le persone non vedono Dio visibile, ma guarderanno la vita del predicatore di Dio per visualizzare Colui che predichiamo.

Le persone di oggi sembrano essere allergiche a quella che viene chiamata “verità”, a causa del suo aspetto serio e rigoroso, ma estremamente facile da identificare con ciò che è bello. Se la verità è presentata magnificamente come la bellezza, è tanto più efficace. Ha bisogno di essere acuti e utilizzare questa mentalità è appropriato per parlare di Dio ai giovani, non solo in chiesa, all’università, nei corsi di catechismo, ma anche sui loro smartphone, computer portatili, nel mezzo delle loro preoccupazioni quotidiane. Gesù chiamò Pietro, Andrea, Giacomo e Giovanni con la barca e la rete (Mt 4,18-22) e chiamò Matteo al banco delle imposte (cf. Mc 2,13-14), dove le preoccupazioni pratiche giorno per giorno, e chiama Zaccheo anche quando non ha intenzione di contattarlo (Lc 19,1-10), dove i suoi desideri profondi non gli vengono rivelati. Invece di condannare le cose cattive che rendono le persone allergiche oggi, perché non incoraggiare il bene nella vita prima di dire il contrario della società? E perché non migliore la cosa buona per ogni cristiano da dare il vangelo stesso, Cristo stesso agli altri? Per questo, i consacrati, usando i mezzi di media, hanno bisogno di diffondere molto efficaci nell’introdurre i valori del Vangelo di Gesù Cristo. Potrebbero essere i passaggi quotidiani della Parola di Dio, l’omelia, le brevi ma profonde meditazioni, le semplici piccole preghiere o anche i video clip molto significativi e di ispirazione, storie umane e umane piene di fede nella vita, buone e buone immagini, ecc. Dovrebbero essere inclusi messaggi e post di blog su argomenti relativi al cristianesimo cattolica.

Le porte connettono – 47ª Giornata mondiale comunicazioni sociali

Ci fa piacere citare le parole di Papa Francesco per concludere questo scritto: «grazie alla rete il messaggio cristiano può viaggiare “fino ai confini della terra” (At 1,8). Aprire le porte delle chiese significa anche aprirle nell’ambiente digitale, sia perché la gente entri, in qualunque condizione di vita essa si trovi, sia perché il Vangelo possa varcare le soglie del tempio e uscire incontro a tutti. Siamo chiamati a testimoniare una Chiesa che sia casa di tutti. Siamo capaci di comunicare il volto di una Chiesa così? La comunicazione concorre a dare forma alla vocazione missionaria di tutta la Chiesa, e le reti sociali sono oggi uno dei luoghi in cui vivere questa vocazione a riscoprire la bellezza della fede, la bellezza dell’incontro con Cristo. Anche nel contesto della comunicazione serve una Chiesa che riesca a portare calore, ad accendere il cuore»[9].

 

Bibliografia

[1] La parola “persona consacrata” è indica del clero, della religiosa, dei religiosi e del seminarista.

[2] CONCILIO VATICANO II, Decreto sugli strumenti di comunicazione sociale Inter Merifica, n. 3.

[3] Cf. Ibid., n.13.

[4] BENEDETTO XVI, «Il sacerdote e la pastorale nel mondo digitale:i nuovi media al servizio della Parola» in messaggio per la 44 giornata mondiale della comunicazioni sociali (16 maggio 2010).

[5] Cf. Docat, che cosa fare?, edizioni San Paolo, 2016, n. 37.

[6] Cf. Docat, che cosa fare?, edizioni San Paolo, 2016, n. 39.

[7] Cf. BENEDETTO XVI, «Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione» in messaggio per la 47 giornata mondiale della comunicazioni sociali (12 maggio 2013).

[8] Cf. Docat, che cosa fare?, edizioni San Paolo, 2016, n. 43.

[9] FRANCESCO, «comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro» in messaggio per la 48 giornata mondiale delle comunicazioni sociale (1 giugno 2014).

Studente: Nguyen Van Luong




La rilevanza del social media e le sue implicazioni per la pastorale nella diocesi di El Obeid in Sudan

Quando si riflette sulla relazione Chiesa e comunicazione, Vangelo e società, emergono con forza, generalmente, le questioni relative alla gestione dei media, alla formazione degli animatori e, eventualmente, alle note strumentali perché il messaggio cristiano possa divenire maggiormente efficace in una cultura distratta e, per molti aspetti, disinteressata del cristianesimo.

 

Il processo comunicativo non è semplicemente un passaggio di informazioni, ma è piuttosto un gioco relazionale tra architetture di senso che definiscono anche i soggetti stessi coinvolti. Devo dire francamente che sono state varie le motivazioni che hanno guidato la mia scelta del corso prima di tutto, la dimensione relazionale all’interno della mia diocesi sia tra i chierici e anche i laici per.

Il mio intento dunque, è quello di creare una rete di relazioni attraverso una bacheca elettronica che tutti possano accedere dalle loro rispettivi luoghi e tener aggiornati i fedeli di quanto avviene la diocesi. Tutto questo mira ovviamente non solo alla diffusione di messaggio cristiano ma di rendere più agevole lo spirito di fraternità e fortificare la fede dei nostri fedeli che si trovano a vivere in mezzo in uno stato islamico quello del Sudan. Un’altra sfida è quella che chiamo l’insufficienza comunicativa della fede  nel contesto contemporaneo del Sudan: imparare a riconoscere al presenza di Dio come Signore della storia. Per fare questo non è sufficiente la sapienza umana, ma è necessario vivere nella vita dello spirito. Così fu Nicodemo, uomo giusto che conosceva bene la scrittura e osservava la legge. Il suo sapere (“Rabbi, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro”) Gv 3,2. E il suo vedere (nessuno infatti può compiere i segni che tu compi, se Dio non è con lui) Gv 3,2  sono frutto della carne: è necessario rinascere dall’alto, ri-immergerci nel dono dello Spirito per diventare nuove creature (In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il  regno di Dio) Gv 3,3. Dunque, rinascere dall’alto da dove viene lo Spirito, che non è disponibile alle voluttuosità degli uomini. Solo nascendo dall’alto, pertanto, il nostro parlare la nostra azione pastorale “Evangelizzazione” e insieme i nostri sforzi nell’ambito della comunicazione avrà il sapore delle cose di Dio l’unico capace di attrazione dei cuori.

 




Corso Web: abitare al meglio il mondo digitale

[…] In questo mondo, i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa. Comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad essere più uniti. I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di comporre le differenze attraverso forme di dialogo che ci permettano di crescere nella comprensione e nel rispetto. La cultura dell’incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri. I media possono aiutarci in questo, particolarmente oggi, quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi. In particolare internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio […]

Prendendo spunto dalle parole di Papa Francesco nel suo messaggio per la XLVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, ho partecipato ad un Corso laboratorio teorico pratico “Come si fa un Sito Web” nella Pontificia Università Urbaniana, promosso dalla UISG (Unione Internazionale Superiore Generali) e guidato dal professore Ing. Riccardo Petricca.

Mi sono sentita attratta dai temi da sviluppare durante il semestre e ho accolto subito l’invito ricevuto sulla Newsletter della UISG, per acquistare una maggior conoscenza di base su come fare un sito web, per comprendere e soprattutto come utilizzare questa ricchezza del mondo digitale per evangelizzare, far conoscere il nostro carisma e missione come Figlie di San Camillo.

Durante il semestre, ad ogni incontro, ho approfittato con grande curiosità ed entusiasmo le lezioni dando un nome tecnico a certe azioni che fin d’ora facevo automaticamente quando pubblico sul blog; ho provato molta gioia scoprire che già nel 1957, con la Enciclica Miranda Prorsus Papa Pio XII ponderava le potenzialità dei mezzi di comunicazione elettronica per l’evangelizzazione; ho imparato ad istallare e creare un sito su WordPress; avere con chiarezza il messaggio che si vuol fare passare; le modalità da scegliere sono fondamentali, per poter comunicare con efficacia; della necessita di fare un PIANO DI COMUNICAZIONE dell’Istituto; di lavorare in equipe; di una buona formazione specifica di base per le persone incaricate della comunicazione; di provvedere delle risorse tecniche in considerazione del budget economico della Congregazione; di prendere consapevolezza che la comunicazione oggi è una missione in sé ed è, allo stesso tempo, un impegno trasversale della missione della Congregazione.

Tra l’altro togliere la paura di utilizzare questi mezzi durante la formazione delle giovani coinvolgendo alle formatrici e suore più grandi per saper discernere l’uso corretto del social network.

[…] La differenza generazionale nell’uso dei media la viviamo anche nelle comunità religiose. La formatrice spesso si trova impreparata ad abitare con sapienza questo nuovo mondo e a farlo diventare parte del processo formativo. La sfida è formare ai media e formare attraverso i media digitali.

È giusto lasciare che le formande usino cellulari e tablet personali? Non esiste una risposta valida per tutte le situazioni. Ciò che è importante è avviare un dialogo e un discernimento condiviso per comprendere le diverse posizioni e, soprattutto, i diversi mondi interpretativi. Noi, non più giovani, abbiamo appreso ad abitare il digitale dopo anni di mondo analogico (lineare) e quindi è facile percepire una separazione tra offline e online; anche se questa frattura si sta attenuando sempre più.

A mio modesto parere ‘vietare’ non è un atteggiamento fruttuoso e che porta a una maturazione delle capacità di discernimento e decisione della persona. Questo vale anche per le nuove generazioni. Dobbiamo stimolare un senso di responsabilità nell’abitare il digitale, e formare cittadine e cittadini digitali consapevoli […]

Comunicare per costruire una comunità globale

Patrizia Morgante, Educatrice, counsellor, facilitatrice, attualmente Responsabile della comunicazione della UISG.

 

Mi sembra opportuno, per spiegare il nostro carisma camilliano in relazione alla comunicazione sul web, condividere una parte del Messaggio di Papa Francesco per la Giornata delle Comunicazioni 2014.

Per raccontare la vita di San Camillo de Lellis e il suo carisma trasmesso a noi dai nostri Beati Fondatori padre Luigi Tezza (camilliano) e madre Giuseppina Vannini, spesso mi rivolgo al passo evangelico del Buon Samaritano, lì si trova il modo di agire e operare con il nostro prossimo. In questo messaggio il Santo Padre applica la parabola del Buon Samaritano al nuovo ambiente digitale nel modo di comunicare:

[…] come si manifesta la “prossimità” nell’uso dei mezzi di comunicazione e nel nuovo ambiente creato dalle tecnologie digitali? Trovo una risposta nella parabola del buon samaritano, che è anche una parabola del comunicatore. Chi comunica, infatti, si fa prossimo. E il buon samaritano non solo si fa prossimo, ma si fa carico di quell’uomo che vede mezzo morto sul ciglio della strada. Gesù inverte la prospettiva: non si tratta di riconoscere l’altro come un mio simile, ma della mia capacità di farmi simile all’altro. Comunicare significa quindi prendere consapevolezza di essere umani, figli di Dio. Mi piace definire questo potere della comunicazione come “prossimità”.

Quando la comunicazione ha il prevalente scopo di indurre al consumo o alla manipolazione delle persone, ci troviamo di fronte a un’aggressione violenta come quella subita dall’uomo percosso dai briganti e abbandonato lungo la strada, come leggiamo nella parabola. In lui il levita e il sacerdote non vedono un loro prossimo, ma un estraneo da cui era meglio tenersi a distanza. A quel tempo, ciò che li condizionava erano le regole della purità rituale. Oggi, noi corriamo il rischio che alcuni media ci condizionino al punto da farci ignorare il nostro prossimo reale.

Non basta passare lungo le “strade” digitali, cioè semplicemente essere connessi: occorre che la connessione sia accompagnata dall’incontro vero. Non possiamo vivere da soli, rinchiusi in noi stessi. Abbiamo bisogno di amare ed essere amati. Abbiamo bisogno di tenerezza. Non sono le strategie comunicative a garantire la bellezza, la bontà e la verità della comunicazione. Anche il mondo dei media non può essere alieno dalla cura per l’umanità, ed è chiamato ad esprimere tenerezza. La rete digitale può essere un luogo ricco di umanità, non una rete di fili ma di persone umane. La neutralità dei media è solo apparente: solo chi comunica mettendo in gioco se stesso può rappresentare un punto di riferimento. Il coinvolgimento personale è la radice stessa dell’affidabilità di un comunicatore. Proprio per questo la testimonianza cristiana, grazie alla rete, può raggiungere le periferie esistenziali.

L’icona del buon samaritano, che fascia le ferite dell’uomo percosso versandovi sopra olio e vino, ci sia di guida. La nostra comunicazione sia olio profumato per il dolore e vino buono per l’allegria. La nostra luminosità non provenga da trucchi o effetti speciali, ma dal nostro farci prossimo di chi incontriamo ferito lungo il cammino, con amore, con tenerezza.

Non abbiate timore di farvi cittadini dell’ambiente digitale. È importante l’attenzione e la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione, per dialogare con l’uomo d’oggi e portarlo all’incontro con Cristo: una Chiesa che accompagna il cammino sa mettersi in cammino con tutti. In questo contesto la rivoluzione dei mezzi di comunicazione e dell’informazione è una grande e appassionante sfida, che richiede energie fresche e un’immaginazione nuova per trasmettere agli altri la bellezza di Dio.

Video – sintesi del carisma della Figlia di San Camillo

Sr. Fernanda Bongianino fsc




UMANITA’, UN TESORO DA CONDIVIDERE

Come se gli mancasse l’aria per respirare. Chiedere ad un ragazzo di 13 anni di consegnarti il cellulare per un’ora è come chiedergli di rimanere in apnea. Ti resta a guardare con occhi sbarrati per un po’, perché subito non ci crede, non riesce a credere che tu glielo stia chiedendo davvero. Forse non riesce neanche a credere che sia possibile, che si possa sopravvivere senza smartphone. Ormai da qualche anno faccio l’animatrice in un gruppo di dopocresima parrocchiale ed ogni anno è sempre più forte la sensazione che gli adolescenti mi rimandano: “senza connessione ci sentiamo persi”. Forse la loro necessità è solo una: non sentirsi soli. Così dice il testo di una delle canzoni più ascoltate dai giovani di qualche tempo fa: “If this night is not forever at least we are together, I know I’m not alone” (dalla canzone Alone di Alan Walker uscita nel 2016) cosa vuol dire per noi adulti, per noi educatori, questa paura della solitudine? Basta condannare l’uso smodato dei social media o i rischi della iperconnessione?Cosa può fare la nostra pastorale giovanile per andare incontro ai giovani lì dove si trovano e quindi anche in rete?Cosa posso fare io insieme alla mia famiglia religiosa delle suore fancescane missionarie di Gesù Bambino?Mi ha molto colpito che l’intenzione di preghiera del Papa di questo giugno 2018 riguardi proprio le reti sociali.

Internet è un dono di Dio ed è una grande responsabilità…Approfittiamo delle possibilità di incontro e solidarietà che ci offrono le reti sociali e che la rete sociale non si un luogo di alienazione, sia un luogo concreto, un luogo ricco di umanità…”. (Papa Francesco, giugno 2018)

Ecco il video da cui ho estratto queste parole:

Il Papa prega per le reti sociali considerandole prima di tutto dono, una possibilità di cui diventare responsabili. Allora come declinare la nostra responsabilità nella pastorale digitale? Penso che la strada potremmo trovarla nella definizione che Papa Francesco ha dato delle reti sociali: “un luogo ricco di umanità”. Nel suo messaggio per la giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2014 Papa Francesco definì i nuovi media ‘strade digitali’, dove la gente vive, strade ‘affollate di umanità spesso ferita: uomini e donne che cercano una salvezza o una speranza’. Per questo motivo la nostra presenza in rete ha senso solo se, incontrando la gente là dove essa veramente è, si riveste dei colori dell’umano: volto, parola, gesto. La pastorale della chiesa nel mondo digitale, a mio parere, non ha ricette o formule vincenti ma solo queste tre coordinate su cui poter camminare.

VOLTO

Vuol dire “metterci la faccia”. Ovvero non stare sul web per fare prediche ma per raccontare storie, per essere testimoni di vita, di incontri, di rinascite. Vuol dire essere incontrabili dentro quegli spazi dove tutti giorni la gente vive, fra cui i social ed esserci per raccontare come il vangelo sia concreto, vero e cambi la vita. Foto, post, video, tweet, qualsiasi sia il canale esso deve restituire un volto, esprimere prossimità, calore umano, occhi e vite dalle quali scorgere che il vangelo è credibile, il vangelo è affidabile.

Così afferma Papa Francesco nella sua esortazione apostolica del 2018 sulla santità nel mondo contemporaneo:

 Possiamo e dobbiamo cercare il Signore in ogni vita umana (Papa Francesco, Gaudete et exultate, 42)

Più che insegnamenti o dottrine i giovani oggi hanno bisogno di un vangelo incarnato e sperimentare che il Signore non rifiuta niente di ciò che abita le nostre vite, fosse anche un luogo digitale.

Suore francescane missionarie di Gesù Bambino durante una missione giovani.

PAROLA

E’ vero che siamo nell’epoca dell’immagine ma è altrettanto vero che i giovani hanno fame di significati. Anche se spesso le loro domande le rivolgono a Google e dilagano programmi televisivi o serie tv dai contenuti frivoli, i ‘nativi digitali’ –come oggi vengono definiti – sono capaci di immersioni oltre la superficie e chiedono il senso delle cose ovunque…anche ad una canzone! Per questo non possiamo permetterci di perdere una occasione ma esserci e offrire una parola semplice, immediata, che dia senso all’esistenza, che si rivolga alle domande profonde del cuore. A tal proposito Papa Francesco parla di ‘stordimento’.

Anche il consumo di informazione superficiale e le forme di comunicazione rapida e virtuale possono essere un fattore di stordimento che si porta via tutto il nostro tempo e ci allontana dalla carne sofferente dei fratelli. In mezzo a questa voragine attuale, il Vangelo risuona nuovamente per offrirci una vita diversa, più sana e più felice. (Papa Francesco, Gaudete et exultate108)

La Parola di Dio può essere offerta ai giovani in un modo fresco, immediato che offra una alternativa, una parola di gioia, di felicità. Il vangelo può trovarsi ‘a proprio agio’ anche in un post di Facebook purchè non sia manipolato, ‘annacquato’ ma proposto con la franchezza di chi sa che in nessun’altra parola c’è salvezza. Una parola che non si piega al lamento o al vittimismo ma propone una meta alta: la gioia dei santi.

Pastorale digitale: essere lì dove si cerca Dio.

GESTO

Nel web tutto rischia di rimanere ‘possibile’ ma non concreto. Idee, immagini, suoni, identità…possono rimanere inconsistenti o addirittura ingannevoli. Il pericolo della disinformazione, delle fake news è stato il tema del messaggio messaggio del santo padre Francesco per la 52° giornata mondiale delle comunicazioni sociali. La logica dell’interazione  e della condivisione sembra innescare processi irreversibili e nocivi che finiscono per alimentare il diffondersi e radicarsi di pregiudizi, odio ed emarginazione. Cosa possiamo fare di fronte al propagarsi incontrastato del conflitto nella rete? Forse come comunicatori del vangelo possiamo rispondere solo con il contagio dei ‘piccoli gesti’. Gesti di bontà, di attenzione, di sollecitudine. Gesti nascosti, gesti verso il vicino di casa. Gesti, non propaganda. Gesti, non pubblicità. La rete può diventare il luogo dove divulgare quelle azioni, quelle pratiche, quelle scelte che possono cambiare il mondo. Essere come evangelizzatori nel web non è solo per affermare una presenza, per presentarsi come ‘la vetrina del vangelo’….bella ma statica! Siamo ‘online’ per annunciare che a tutti gli uomini è affidata una missione: rendere il mondo più bello, più umano, con la nostra vita. Far circolare gesti di bene, di amore, di solidarietà, di cura per essere testimoni di Cristo che è venuto perché “abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza”(Gv 10,10).

Insieme ai giovani per…condividere!

Perciò, ad un ragazzo di 13 anni non servirà a nulla spegnere il cellulare per un’ora, per la durata dell’incontro in parrocchia, se non sarà accompagnato a ricercare e scoprire sempre la bellezza che c’è nel mondo, nelle persone, in se stesso. La loro fuga dalla solitudine ci spinge a raggiungerli lì, dove sono, chini sui loro smartphone per consegnare loro il tesoro più bello che abbiamo: siamo amati e siamo fatti per una vita eterna. E questo tesoro del vangelo è consegnato a noi per custodirlo, difenderlo ma anche diffonderlo, condividerlo o, come si direbbe oggi…to share!

 




“WEB” UNO DEI LINGUAGGI PER COMUNICARE LA FEDE

  Da febbraio fino a giugno del 2018, nella Pontificia Università Urbaniana si ha svolto il corso “Come  si fa un sito” con il prof. Riccardo Petricca. Questo corso è stato di grande aiuto per la nostra missione nella Chiesa. Si ha sviluppato dei punti che aprono la nostra mente alle nuove sfide sociale. L’articolo che sarà sviluppato parlerà di una di essa cioè  una della sfida attuale, il nuovo linguaggio che a adottato la società. Motivo per il quale la Chiesa come madre e Missionaria a saputo riconoscere queste sfide per affrontare alla nuova società.

 

Il nuovo mezzo per comunicare la Fede “il linguaggio della Web”

 

Nella nuova era della tecnologia, il mondo a dato un passo gigantesco, passi di nuove aspettative e di nuova maniera di vedere le cose. Con questi cambiamenti si ha presentato delle sfide nuove per affrontare la realtà.

Questa svolta è arrivata, portando dei vantaggi nei progressi dell’umanità, e anche ha portato dei svantaggi, uno di questi è la mancanza di comunicazione verbale, e quindi l’individualità sociale.

 

La tecnologia si ha convertito in una nuova cultura acquistando un nuovo linguaggio, un linguaggio che chi non lo sa parlare è fuori, non è parte della cultura.

Per questo la Chiesa nel mondo attuale, vedendo questi nuovi aeropaghi sociale, chiede di sapere camminare alla stessa dinamicità, utilizzando questi mezzi per annunciare al Cristo morto e Risorto, dando piena testimonianza del suo amore nelle diverse occasioni della nostra vita,  perché comunicare la Fede “non coincide con l’insegnamento di un corpo dottrinale o di semplice formule, poiché la fede è una risposta personale al Vangelo che coinvolge la vita e la orienta secondo l’esempio di Gesù di Nazareth”[1]. Non si deve pero dimenticare che la Fede ha la sua propria struttura, varia solo il suo modo di esprimerla, di agire, e per questo sempre bisogna essere aggiornata.

Quindi il mondo delle comunicazioni[2], in particolare la Complessa galassia del web che ha unificato la società, rendendola «un villaggio globale»[3], rappresenta ormai uno dei maggiori aeropaghi del tempo moderno.

Le nuove generazioni soprattutto crescono secondo i modi e stile condizionati dal Web.  Indicando nei mezzi di comunicazione di massa una forte opportunità di evangelizzazione diceva il papa Paolo VI nell’Esortazione EN «La chiesa si sentirebbe colpevole dinanzi al suo Signore se non adoperasse questi potenti mezzi, che l’intelligenza umana rende ogni giorno più frequenti»[4].

Concludendo si può dire che nelle nostre mani ci sono le nuove opportunità della fede per crescere, la Chiesa ci dà degli strumenti, dei mezzi o codici per agire oggi, il nostro compito è di sapere decodificare questi codici per la compressione del annuncio nella missione.

Domande di riflessione:

Cosa è il linguaggio?

Come ha influenzato oggi la WEB nella missione della Chiesa?

Come dire la fede oggi?

Per approfondire:

 


Riferimenti:

[1] Placida Flavio, Andate e narrate a tutti l’Evangelo di Dio. Aspetti missionari della catechesi, IF Press srl, Roma 2017, 209.

[2] Pontificia Commissione per le Comunicazione Sociale, Communio et progressio (23 maggio 1971), 2.

[3] RM 37; Conferenza Episcopale Italiana, Comunicazione e missione. Direttorio sulle comunicazioni sociali nella missione della Chiesa, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2004, 2.

[4] Paolo VI, Esortazione apostolica Evangelii Nuntiandi  (8 dicembre 1975), 45.

 




LA NUOVA EVANGELIZZAZIONE E LA COMUNICAZIONE SOCIALE

Il nostro impegno con il mondo dei mezzi di comunicazione sociale come una parte vitale di quella nuova evangelizzazione alla quale lo Spirito Santo chiama ora la Chiesa nel mondo. Il Papa Giovanni Paolo II sottolineato nella Lettera Apostolica Novo Millennio ineunte, «dobbiamo escogitare “un programma pastorale… che consenta l’annuncio di Cristo, di raggiungere le persone, plasmare le comunità, incidere in profondità mediante la testimonianza dei valori evangelici nella società e nella cultura”» (n. 29). Oggi non possiamo tacere o di non entrare nel mondo digitale è il momento di entrale nel mondo digitale per proclamare la buona novella al mondo interro, il vangelo non è per un mondo strettamente privato è per tutti uomini. «Gesù Cristo deve essere proclamato al mondo; e quindi la Chiesa deve entrare nel grande forum dei mezzi di comunicazione sociale con coraggio e fiducia»( n.2).
Gesù dice loro «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura.»(Mc 16:15). Gesù manda agli apostoli in tutto mondo per proclamare il vangelo , di dare la buona novello agli uomini quindi non solo dobbiamo utilizzare i mezzi di comunicazione sociale per comunicare Cristo al mondo, ma dobbiamo anche predicare il Vangelo al mondo dei mezzi di comunicazione sociale. Oggi i mezzi diventa fa parete della nostra cultura il Vangelo vive sempre in dialogo con la cultura umana perché la Parola eterna non smette mai di essere presente nella Chiesa e nell’umanità. Se la Chiesa si allontana dalla cultura, il Vangelo stesso tace. Quindi, non dobbiamo temere di varcare la soglia culturale dell’attuale rivoluzione della comunicazione e dell’informazione. Per la Chiesa l’impresa consiste nel far sì che la verità di Cristo eserciti un’influenza su questo nuovo mondo, con tutte le sue promesse e i suoi interrogativi. Ciò implicherà, in particolare, la promozione di un’etica autenticamente umana per creare comunione piuttosto che alienazione fra gli individui (cfr Novo Millennio ineunte, n. 43) e solidarietà piuttosto che inimicizia fra i popoli.

 

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Cristo è la Buona Novella! Non abbiamo nulla da offrire se non Gesù, l’unico mediatore fra Dio e l’uomo (cfr 1 Tm 2, 5). Papa San Giovanni paolo II dice : evangelizzare significa semplicemente permettergli di essere visto e udito, poiché sappiamo che se non c’è spazio per Cristo, non c’è spazio per l’uomo. Ogni tipo di comunicazione deve dare a spazio a Cristo. Nella stampa, nella radio e nella televisione, nel mondo del cinema e di Internet, cercate di aprire le porte a Lui che tanto misericordiosamente è per noi la porta della salvezza. Allora, quello dei mezzi di comunicazione sociale sarà un mondo di autentica comunicazione, un mondo fatto non di illusione, ma di verità e di gioia.




IL RUOLO DELL’UOMO NEL CAMPO SCIENTIFICO IN MASS-MEDIA

INTRODUZIONE.

Come si fa un sito web, è un corso importante ho interessato tanto perché e aperta il mondo che noi erravamo in buio della mondo digitale per alla luce della comunicazione per tutti popolo nel’mondo come dice Jerry Yang,imparare utilizzare web 2.0 e molto importanti:

«Nel 1994, quando il web era ancora agli albori, Yang creò una lista dei suoi siti preferiti e la chiamò “La guida di Jerry al world wide web” (Jerry’s Guide to the World wide web). Dopo breve tempo si accorse che la sua guida era utilizzata in tutto il mondo. Da qui l’idea di costruire un portale dove i siti web venivano classificati in base ai contenuti, ovvero una web directory. Il 18 novembre 2008 si dimette dalla carica di amministratore delegato di Yahoo, ritornando a ricoprire la carica di direttore della strategia e della tecnologia»[1]

  1. 1.Il Ruolo dell’uomo Nel Campo Scientifico In Mass-Media

Il ruolo della scienza all’uomo é molto importante nel campo scientifico permette a che la scienza se da al servizio dell’umanità, all’integrazione del regno di Dio, Lui la sorgente di tutta la scienza. Con uno scienziato notoriamente e sinceramente cattolico come Galileo Galilei, diceva: “La scienza spiega come vanno i cieli, mentre la fede insegna in che modo si può andare in cielo”.

  1. L’importanza Del Digitale Nel Mondo

Partendo da papa Benedetto XVI, che dice: « La nuove tecnologie possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane aspirazione più profonda dell’essere umano»[2]. Secondo la crescita della scienza nel mondo digitale, l’uomo si è trovata in un mondo che cambia in tutti il modo di vivere e comunicazione. Nel mio contesto di Tanzania prima usava il tamburi per comunicare con i popolo, suonava la tromba per mandare un messaggio a tutti. Dopo un mondo e cambiata cominciando portare il messaggio tramiti la persona con trasporto di asino come mandare il lettera o telegiornale. Dopo di sacco di tempo continuo usare la macchina e «radio call » per portare il messaggi fino gli anni 2000. Dopo questi anni ci sono venuti i nuovi cambiamenti della scienza nel mondo digitale. Oggi c’è l’uso dei telefoni che tutti noi siamo entrati alla comunicazioni digitale senza l’educazione che molte importante. Quindi (la Chiesa ha bisogno di tempo di imparare 2.0).

3.La Chiesa Digitare In Evangelizzazione

In questo mondo davanti tanti cambiamenti a causa dello sviluppo scientifico; alcuni laici sono stati confusi senza sapere dove il mondo va, con difficoltà di vivere l’integrazione tra scienza e fede. Pero ci sono i laici sanno fare una integrazione tra fede vita in tutti campi dove si trovano. Gli scienziati laici dunque, devono utilizzare veramente la loro ricerca e le loro capacità tecniche per il servizio all’umanità, sapendo subordinarle ai principi e valori morali che rispettano e realizzano nella sua pienezza la dignità dell’uomo. Come vediamo nella documento del Concilio II: Apostolicam actuositatem.n.3).

«Siccome la fonte e l’origine di tutto l’apostolato della Chiesa è Cristo, mandato dal Padre, è evidente che la fecondità dell’apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo, secondo il detto del Signore: « Chi rimane in me ed io in lui, questi produce molto frutto, perché senza di me non potete far niente » (Gv 15,5)»[3].

4. La Testimonianza Dei Laici Nel Mondo Digitale

Innanzitutto, il laico cristiano, in virtù della sua secolarità, è chiamato a testimoniare di Dio nella vita sociale. L’orizzonte della evangelizzazione abbraccia i dinamismi della promozione umana e della collaborazione all’umanizzazione del mondo. L’integrazione tra fede-vita: la fede deve diventare cultura, arte, politica, letteraturaEvangelii nuntiandi n.70 Collaborazione dei fedeli laici alla vita e alla missione evangelizzatrice della Chiesa. Il campo proprio della loro attività evangelizzatrice è il mondo vasto e complicato della politica, della realtà sociale, dell’economia; così pure della cultura, delle scienze e delle arti, della vita internazionale, degli strumenti della comunicazione sociale; ed anche di altre realtà particolarmente aperte all’evangelizzazione, quali l’amore, la famiglia, l’educazione dei bambini e degli adolescenti, il lavoro professionale, la sofferenza. Manifestando una dimensione trascendente spesso sconosciuta, si troveranno al servizio dell’edificazione del Regno di Dio, e quindi della salvezza in Gesù Cristo.

  1. L’importanza Del Digitale Nel Mondo

Partendo da papa Benedetto XVI, che dice. « La nuove tecnologie possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane aspirazione più profonda dell’essere umano»[4]. Secondo la crescita della scienza nel mondo digitale, l’uomo si è trovata in un mondo che cambia in tutti il modo di vivere e comunicazione. Nella mia contesto di Tanzania prima usava il tamburi per comunicare con i popolo, suonava la tromba per mandare un messaggio a tutti. Dopo un mondo e cambiata cominciando portare il messaggio tramiti, la persona con trasporto di asino come mandare il lettera o telegiornale. Dopo di sacco di tempo continuo usare la macchina e «radio call» per portare i messaggi fino gli anni 2000. Dopo questi anni ci sono venuti i nuovi cambiamenti della scienza nel mondo digitale. Oggi c’è l’uso dei telefoni che tutti noi siamo entrati alla comunicazioni digitale senza l’educazione che molte importante. Quindi (la chiesa ha bisogno di tempo per imparare le cose della scienza).

  1. Mondo Digitare Alla Mia Diocesi

La mia diocesi non cresciuto tropo nel mondo digitale quindi abbiamo bisogno della modificazione delle cose come:le parole essenziale e le immagine:«https://it.wikipedia.org/wiki/Diocesi_di_Iringa».

  • 7. Mondo Digitare Nella Mia Congregazione

Anche noi dobbiamo modificare le parole essenziale e le foto che mentiamo alla nostra sito web«http://www.teresinamissionary.org/index.php/contact-us»

  1. 8.Mondo Digitare Nella Nostre Scuole

I problema e stesa come sopra.

  1. 9. Progetto Per La Conoscenza Della   Web Nel Mio Contesto Attuale.

 

I Destinatari -Tutte le persone che hanno bisogno come le suore e i lavoratori nella parrocchia e nelle scuole
Finalità

 

 

-Accompagnare le persone a conoscere l’uso del web nel mondo della scienza e tecnologia.Sparatutto le suore, le famiglie nella parrocchia del Sacro Cuore nella Diocesi di Iringa, perché possano conoscere bene la scienza e tecnologia che possano usare nell’evangelizzazione.
Criterio Gesù chiama tutti a vivere la comunione con   Lui nella comunicazione tra uno è   l’atro sia in famiglia ,o in comunità, annunciare Cristo amore tramite vari istrumenti della scienza e tecnologia come come,web e internet, sotto la Bibbia ,magistero tradizionale e insegnamento dei padre della chiesa.
 

Tempo/ Durata

 

-3 anni, con 3 itinerari.

Ogni itinerario scanditi da con 9 momenti : 1 accoglienza, 1 celebrazione, 1attività e 6 incontri di iparare come si fa un sito Web.

Tappe Prima Tappa

Da 09 2018-09.201

 

-conoscere la scienza nel mondo che cambia.

La sfida della 2.0 nostri giorni

Seconda Tappa

Da 09.2019- 09.2020

 

Conoscere le cose fondame tare in sito internet.

Conoscere categorie e Tag

Terza Tappa

Da 09.2020-09.2021

 

Conoscere Aruba come   www.parrocchia digitale .it.

Obiettivo Intermedio -Aiutare i popolo a prendere consapevolezza dell’importanza della scienza e lo uso della Web e della word press. -Accompagnare gente conoscere come sì un sito Web. -Accompagnare le famiglie della Parrocchia a vivere alla relazione con atra gente tramite l’uso dell’internet.
Contenuto

Essenziale

 

1. I genitori nel mondo digitare

2.Una buona capacità della relazione tramiti digitale alle famiglia.

3.Come aiutare i figli che stano sempre on- line.

4. Importanza della ascoltare il figli che vogliono conoscere il web.

5. gli effetti dei new media.

1.Uso della cpanel

2.Uso dei plesck

3.Come fare begap

4.Come usare yoast seo

 

 

 

1.Come si apri un blog

2.La pubblicazione delle foto.

3. Blogi delle scuole

Capacità di usare linguaggio.

 

Riferimento

 

Il libri,computer,internet

 

Il libri,computer,internet

 

Il libri,computer,internet

Luogo Alla Famiglia, a scuola, nella parrocchia, nei centri di formazione della diocesi,
Valutazione

 

 

 

Hanno pasciuto la lesione

Come si grazie

Come no cosa dobbiamo migliorare.

 

Hanno pasciuto la lesione

Come si grazie

Come no cosa dobbiamo migliorare.

 

 

 

Hanno pasciuto la lesione

Come si grazie

Come no cosa dobbiamo migliorare.

 

  1. CONCLUSIONE

 

Come si fa un sito web, una corso importante oggi secondo la scienza e la tecnologia nel mondo che cambia tutti i giorni e tutti i notte. Quindi noi come missionari non avere la paura di imparare vari tecnologia e conoscere la realtà del mondo che viviamo con seguente motivo che uno che conosci benne la realtà del mondo e facile evangelizzare tramiti l’uso della internet   e esprimere opinione e spiegazione tramiti i web 2.0. come dice Galileo Galilei, “La scienza spiega come vanno i cieli, mentre la fede insegna in che modo si può andare in cielo”. Da questo dobbiamo imparare e aiutare anche atri a conoscere la scienza e tecnologia come il mio progetto che mostra.

  1. BIBIOGRAFIA

ALESSANDRO RICCI- ZBIGNIEW FORMELLA, Educare insieme nell’era digitare, LDC. Torino, 2018.pg 10.

I fondamenti dell’apostolato dei laici, in http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat ii_decree_19651118_apostolicam-actuositatem_it.html ( consultato il 01.05.2018). n 3.

JERRY YANG, Libera la cultura, in https://it.wikipedia.org/wiki/Jerry_Yang ( consultato il 05.06.2018)

[1]JERRY YANG, Libera la cultura, in https://it.wikipedia.org/wiki/Jerry_Yang ( consultato il 05.06.2018)

[2] ALESSANDRO RICCI- ZBIGNIEW FORMELLA, Educare insieme nell’era digitare, LDC.Torino, 2018.pg 10.

[3] I fondamenti dell’apostolato dei laici, in http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat ii_decree_19651118_apostolicam-actuositatem_it.html ( consultato il 01.05.2018). n 3.

[4] Alessandro Ricci- Zbigniew Formella, Educare insieme nell’era digitare, LDC. Torino, 2018.p.10.

 




LA FEDE CRISTIANA NEL TEMPO DELLA CULTURA DIGITALE

VIVERE LA FEDE CRISTIANA NEL TEMPO DELLA CULTURA DIGITALE

«Raccogliendo anch’io la ricca eredità del Concilio Ecumenico, del Sinodo dei Vescovi e del mio venerato predecessore Paolo VI, l’1 e il 2 giugno 1980 ho proclamato a Parigi, prima all’Istituto Cattolico, e poi davanti all’eccezionale assemblea dell’UNESCO, il legame organico e costitutivo che esiste tra il cristianesimo e la cultura, con l’uomo, quindi, nella sua stessa umanità. Questo legame del Vangelo con l’uomo, dicevo nel mio discorso davanti a quell’areopago di uomini e di donne di cultura e di scienza del mondo intero, «è, in effetti, creatore della cultura nel suo fondamento stesso». E, se la cultura è ciò per cui l’uomo, in quanto uomo, diviene maggiormente uomo, è in gioco, in essa, lo stesso destino dell’uomo. Di qui l’importanza per la Chiesa, che ne è responsabile, di un’azione pastorale attenta e lungimirante, riguardo alla cultura, in particolare a quella che viene chiamata cultura viva, cioè l’insieme dei principi e dei valori che costituiscono l’ethos di un popolo: “La sintesi tra cultura e fede non è solo un’esigenza della cultura, ma anche della fede… Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta”».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Queste le parole di Giovanni Paolo II nella Lettera di fondazione del Pontificio Consiglio della Cultura, che evidenziano il profondo legame tra cristianesimo e cultura e conseguentemente la responsabilità della Chiesa nel predisporre un’azione pastorale da effettuare con adeguati mezzi di comunicazione sociale tra cui i social network.
Nell’era contemporanea la rivoluzione tecnologica in atto ha permesso all’uomo di avere una diversa percezione di sé, del mondo e degli altri: la conoscenza della dimensione digitale e della virtualizzazione della realtà ha permesso di eliminare le distanze e i confini, abolire la separazione tra privato e pubblico, tra giorno e notte, tra feriale e festivo permettendo la comunicazione e l’interazione attraverso la condivisione (sharing) degli utenti portando a ritenere di poter collocare la tecnologia in un piano più nobile del semplice strumento per la comunicazione per essere elevata al rango di esperienza, parte della vita quotidiana che riguarda, pertanto, l’agire dell’uomo (ANTONIO SPADARO, L’evangelizzazione e la rete. Opportunità ed illusioni).
La Costituzione Pastorale Gaudium et Spes al n. 5 aveva già anticipato la capacità della scienza e della tecnica di modellare il modo di pensare dell’uomo.
Afferma Benedetto XVI nel Messaggio per la 47.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali incentrato sul tema “Reti Sociali: «L’ambiente digitale non è un mondo parallelo o puramente virtuale, ma è parte della realtà quotidiana di molte persone, specialmente dei più giovani» e pertanto i social network, in quanto nati «da aspirazioni radicate nel cuore dell’uomo» e «quando sono valorizzati bene e con equilibrio», «possono rafforzare i legami di unità tra le persone e promuovere efficacemente l’armonia della famiglia umana» (BENEDETTO XVI nel Messaggio per la 47.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali incentrato sul tema “Reti Sociali).
Anche Papa Francesco ha scritto nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del 2014: «La rete digitale può essere un luogo ricco di umanità, non una rete di fili, ma di persone umane»: in questo caso è sbagliato poter identificare l’esperienza di internet con la sua infrastruttura come sbagliato è confondere il focolare domestico con l’edificio abitativo della famiglia.
In sintesi le tecnologie della comunicazione, usate originariamente come strumenti, hanno nel tempo contribuito a creare un nuovo ambiente per l’esperienza umana, quello digitale, dove l’uomo impara ad informarsi, a conoscere il mondo, a relazionarsi, ad apportare modifiche nell’abitare il mondo e nella sua organizzazione, anche orientando i comportamenti individuali, familiari e sociali. A questo punto deve essere chiaro che mentre la Chiesa non è un prodotto della comunicazione dove il “corpo mistico” di Cristo si diluisce in una piattaforma di connessioni e dove il battesimo corrisponde ad una sorta di procedura d’accesso (login), ma è frutto di un principio esterno, di un dono dello Spirito Santo che crea la comunità dei fratelli in Cristo, la società tecnologica è, invece sempre più tecnoliquida e vive nella crisi delle relazioni interpersonali proprio nel tempo delle connessioni. Nello sciame della rete si vive un’esasperante solitudine, un solitario narcisismo che fa essere separati anche rimanendo insieme nell’identico luogo. Infatti, la rete digitale permette la creazione di identità ambigue dalla caratteristica tipicamente pirandelliana di essere “uno, nessuno e centomila”, o semplicemente l’avatar di sé stesso rendendo difficile all’uomo del terzo millennio poter maturare un’identità definitiva con la formazione adeguata del carattere, la stabilità di relazioni, la presenza di una progettualità di vita e il fondamentale criterio orientativo dell’esistenza (VITO SERRITELLA, L’efficacia dell’omelia nell’era digitale e nell’oggi della salvezza in Urbaniana University Journal, Urbaniana University Press, Città del Vaticano, agosto 2016, p. 200).
Tuttavia l’uomo della rete si fida delle opinioni in forma di testimonianza condivisa: solamente chi dà testimonianza diretta della verità e mette a parte – condivide- la propria etica frutto delle proprio esperienze può essere ritenuto “condivisibile”. Inoltre, l’uomo di oggi, abituato all’interattività, accoglie quelle esperienze che sono il prodotto di una relazione viva e non passiva. Ciò significa che ogni azione comunicativa non deve solamente tener presente il pur importante contenuto, ma deve essere un’autopresentazione capace di esprimere pubblicamente il proprio Sé per rivelare qualcosa di sé stessi, deve essere un messaggio di relazione che vada non solo alla “testa” del destinatario, ma direttamente al “cuore” e ed infine deve essere un appello che richiede il raggiungimento di qualcosa che vale la pena di essere ottenuto, deve cioè saper pro-vocare (VITO SERRITELLA, L’efficacia dell’omelia nell’era digitale e nell’oggi della salvezza in Urbaniana University Journal, Urbaniana University Press, Città del Vaticano, agosto 2016, p. 200).
Quindi se è auspicabile da una parte incoraggiare l’opera di siti, reti e applicazioni che possano fornire all’uomo autentici momenti di riflessione, occasioni di introspezione, ma anche di preghiera e condivisione della Parola di Dio, dall’altra è necessario avere la consapevolezza che il vero successo di un sito che si caratterizza come cattolico risiede nell’agevolare il navigatore a spegnere il computer per incontrare la comunità dei fratelli che vivono la fede in Cristo (Messaggio del Santo Padre Benedetto XVI per la XLVI Giornata delle Comunicazioni sociali: “Silenzio e Parola: cammino di evangelizzazione”, Città del Vaticano, 22 gennaio 2012).

Incontro del Santo Padre Francesco con la Diocesi di Roma, Basilica di San Giovanni in Laterano, 14 maggio 2018.




RELAZIONE DI CORSO: COME SI FA SITO WEB

 Prima di tutto sono davvero contento di aver deciso di fare questo corso in questo anno accademico che valeva la pena, le parole a dire non possono davvero esprimere il sentimento poiché mi ha dato un rinnovato entusiasmo verso più tecniche sull’uso di alcuni programmi di Microsoft Word e aumento la mia capacità sull’uso del networking sul WordPress. Con umiltà, rendendosi conto che qualsiasi cosa io penso di sapere è solo come una goccia nell’oceano. La mia aspirazione in questa vita, non deve mai essere separata dalla nuova conoscenza, così posso impegnarmi con tutto il cuore nelle pratiche che andranno a beneficio degli altri. Grazie, e lo staff accademico, per tutto ciò che avete fatto nel mettere insieme questo programma e amministratore.

Nell’implementare ciò che ho studiato, so che sarà di grande aiuto per la mia diocesi nel campo della comunicazione sociale. Utilizzare i mezzi strategici di comunicazione nel processo di evangelizzazione.

Ora, come sappiamo che la comunità di social media sono molto vaste e sono in crescita. La domanda chiave che affronta ogni organizzazione ecclesiastica che decide di coinvolgere lo social media è, Come possiamo faremo coinvolgere? Come possiamo creare i titoli dei temi per il sito o il gruppo? Dovrei prendere in considerazione i punti di forza specifici di ciascuna forma di social media (blog, social network, messaggi di testo, ecc.) e le esigenze di un ministero, parrocchia o organizzazione. I punti di forza dovrebbero corrispondere ai bisogni.
Inoltre l’un ccountability dello sito, come un amministratori dovrei permettere un dialogo, di fornire informazioni, e di riconoscere gli errori. Ciò che aiuterà a migliorare il sito.




la verità

Dio è verità




LA RETE TODAY

COME SI FA SITO WEB

«Nel progetto di Dio, la comunicazione umana è una modalità essenziale per vivere la comunione. L’essere umano, immagine e somiglianza del Creatore, è capace di esprimere e condividere il vero, il buono, il bello.’’Papa Francesco
Per realizzare questo progetto, L’Università Urbaniana in 2017/2018 organizzava un corso in ‘Come si fa Sito Web’’.(WordPress) “E ‘stata un momento fantastico. In modo speciale vorrei ringraziare Prof. Riccardo Petricca, così liberamente con la sua conoscenza e un approccio così adorabile quando insegni. Grazie mille”
Il mondo ‘TODAY’ è passionevole del cambiamento. Un rapido sviluppo è proprio nella rete o internet. Come la chiesa è stato un opportunità di dare occhiata a questi corso che succedendo nel mondo per realizzare bene I mezzi di comunicazione sociale e suoi importanti benefici e vantaggi dal punto di vista religioso sia congregazione o diocese: « offrono notizie e informazioni su eventi, idee e personaggi relativi alla religione. Sono veicoli di evangelizzazione e di catechesi. Offrono ispirazione, incoraggiamento e opportunità di culto a persone costrette nelle loro case o in Istituti.
Il nostro squadro era praticamente di avere un web per fare comunicazione ecclesiale. Questo è stato realizzato tra lo studio di WORDPRESS , come si crea, come si mette articoli, imagine, e video per fargli visibile al sito. Un pratico approccio per migliorare il sito visibile è di avere SEO: Search Engine Optimazation e SEM: Search Engine Marketing in Google analytics. Questo si aiuta per fare il sito della chiesa più visible a essere a ‘top’ della internet Market.
Una più interessante è il collegamento del sito a social Network, esempio Facebook, Twitter, Instagram, Whatsapp,Telegram e YouTube.

LA POSIZIONE DELLA CHIESA

Riflettendo su Internet o sito Web, così come su altri mezzi di comunicazione sociale, ricordiamo che Cristo è il « perfetto Comunicatore », la norma e il modello dell’approccio della Chiesa alle comunicazioni e il contenuto che la Chiesa è obbligata a comunicare. « Che i cattolici impegnati nel mondo delle comunicazioni sociali predichino la verità di Gesù ancor più gioiosamente e coraggiosamente dai tetti cosicché tutti gli uomini e tutte le donne possano conoscere l’amore che è il centro della comunicazione che Dio fa di se stesso in Gesù Cristo, lo stesso, ieri, oggi e sempre ( Giovanni Paolo II, Messaggio in occasione della XXXV Giornata Mondiale delle Comunicazioni, n.4)




IL RUOLO DEL’UOMO NEL CAMPO SCIENTIFICO IN MASS-MEDIA

  1. INTRODUZIONE

Imparare utilizzare web 2.0 importanti come dice Jerry Yang:

«Nel 1994, quando il web era ancora agli albori, Yang creò una lista dei suoi siti preferiti e la chiamò “La guida di Jerry al world wide web” (Jerry’s Guide to the World wide web). Dopo breve tempo si accorse che la sua guida era utilizzata in tutto il mondo. Da qui l’idea di costruire un portale dove i siti web venivano classificati in base ai contenuti, ovvero una web directory. Il 18 novembre 2008 si dimette dalla carica di amministratore delegato di Yahoo, ritornando a ricoprire la carica di direttore della strategia e della tecnologia»[1]

  1. 1.Il Ruolo Del’uomo Nel Campo Scientifico In Mass-Media

Il ruolo della scienza al’uomo è molto importante nel campo scientifico, permette a che la scienza se da al servizio dell’umanità, all’integrazione del regno di Dio, Lui la sorgente di tutta la scienza. Con uno scienziato notoriamente e sinceramente cattolico come Galileo Galilei, diceva: “La scienza spiega come vanno i cieli, mentre la fede insegna in che modo si può andare in cielo”

  1. 2. L’importanza Del Digitale Nel Mondo

Partendo da papa Benedetto XVI, che dice: «La nuove tecnologie possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane aspirazione più profonda dell’essere umano»[2] . Secondo la crescita della scienza nel mondo digitale, l’uomo si è trovata in un mondo che cambia in tutti il modo di vivere e comunicazione. Nella mia contesto di Tanzania prima usava il tamburi per comunicare con i popolo, suonava la tromba per mandare un messaggio a tutti. Dopo un mondo e cambiata cominciando portare il messaggio tramiti la persona con trasporto di asino come mandare il lettera o telegiornale. Dopo di sacco di tempo continuo usare la macchina e radio call per portare il messaggi fino gli anni 2000. Dopo questi anni ci sono venuti i nuovi cambiamenti della scienza nel mondo digitale. Oggi c’è l’uso dei telefoni che tutti noi siamo entrati alla comunicazioni digitale senza l’educazione che molte importante. Quindi (la Chiesa ha bisogno di tempo di imparare 2.0).

  1. 3.La Chiesa Digitare In Evangelizzazione

In questo mondo davanti tanti cambiamenti a causa dello sviluppo scientifico; alcuni laici sono stati confusi senza sapere dove il mondo va, con difficoltà di vivere l’integrazione tra scienza e fede. Pero ci sono i laici sanno fare una integrazione tra fede vita in tutti campi dove si trovano. Gli scienziati laici dunque, devono utilizzare veramente la loro ricerca e le loro capacità tecniche per il servizio all’umanità, sapendo subordinarle ai principi e valori morali che rispettano e realizzano nella sua pienezza la dignità dell’uomo. Come vediamo nella documento del Concilio II: Apostolicam actuositatem. n.3).

« Siccome la fonte e l’origine di tutto l’apostolato della Chiesa è Cristo, mandato dal Padre, è evidente che la fecondità dell’apostolato dei laici dipende dalla loro unione vitale con Cristo, secondo il detto del Signore: « Chi rimane in me ed io in lui, questi produce molto frutto, perché senza di me non potete far niente» (Gv 15,5)»[3].

  1. 4. La Testimonianza Dei Laici Nel Mondo Digitale

Innanzitutto, il laico cristiano, in virtù della sua secolarità, è chiamato a testimoniare di Dio nella vita sociale. L’orizzonte della evangelizzazione abbraccia i dinamismi della promozione umana e della collaborazione all’umanizzazione del mondo. L’integrazione tra fede-vita: la fede deve diventare cultura, arte, politica, letteratura… Evangelii nuntiandi n.70 Collaborazione dei fedeli laici alla vita e alla missione evangelizzatrice della Chiesa. Il campo proprio della loro attività evangelizzatrice è il mondo vasto e complicato della politica, della realtà sociale, dell’economia; così pure della cultura, delle scienze e delle arti, della vita internazionale, degli strumenti della comunicazione sociale; ed anche di altre realtà particolarmente aperte all’evangelizzazione, quali l’amore, la famiglia, l’educazione dei bambini e degli adolescenti, il lavoro professionale, la sofferenza… Manifestando una dimensione trascendente spesso sconosciuta, si troveranno al servizio dell’edificazione del Regno di Dio, e quindi della salvezza in Gesù Cristo.

  1. 5. L’importanza Del Digitale Nel Mondo

Partendo da papa Benedetto XVI, che dice. «La nuove tecnologie possono contribuire a soddisfare il desiderio di senso, di verità e di unità che rimane aspirazione più profonda dell’essere umano»[2]. Secondo la crescita della scienza nel mondo digitale, l’uomo si è trovata in un mondo che cambia in tutti il modo di vivere e comunicazione. Nella mia contesto di Tanzania prima usava il tamburi per comunicare con i popolo, suonava la tromba per mandare un messaggio a tutti. Dopo un mondo e cambiata cominciando portare il messaggio tramiti, la persona con trasporto di asino come mandare il lettera o telegiornale. Dopo di sacco di tempo continuo usare la macchina e radio call per portare i messaggi fino gli anni 2000. Dopo questi anni ci sono venuti i nuovi cambiamenti della scienza nel mondo digitale. Oggi c’è l’uso dei telefoni che tutti noi siamo entrati alla comunicazioni digitale senza l’educazione che molte importante. Quindi (la chiesa ha bisogno di tempo per imparare)

  1. 6. Mondo Digitare Alla Mia Diocesi

La mia diocesi non cresciuto tropo nel mondo digitale quindi abbiamo bisogno della modificazione delle cose come:le parole essenziale e le immagine:«https://it.wikipedia.org/wiki/Diocesi_di_Iringa». come

  1. 7. Mondo Digitare Nella Mia Congregazione

Anche noi dobbiamo modificare le parole essenziale e le foto che mentiamo alla nostra sito web«http://www.teresinamissionary.org/index.php/contact-us»

  1. 8.Mondo Digitare Nella Nostre Scuole

I problema e stesa come sopra.

  1. 9. Progetto Per La Conoscenza Della   Web Nel Mio Contesto Attuale.
I Destinatari -Tutte le persone che hanno bisogno come le suore e i lavoratori nella parrocchia e nelle scuole

 

 

Finalità

 

 

-Accompagnare le persone a conoscere l’uso del web nel mondo della scienza e tecnologia. Sparatutto le suore, le famiglie nella parrocchia del Sacro Cuore nella Diocesi di Iringa, perché possano conoscere bene la scienza e tecnologia che possano usare nell’evangelizzazione.
Criterio Gesù chiama tutti a vivere la comunione con   Lui nella comunicazione tra uno è   l’atro sia in famiglia ,o in comunità, annunciare Cristo amore tramite vari istrumenti della scienza e tecnologia come come,web e internet, sotto la Bibbia ,magistero tradizionale e insegnamento dei padre della chiesa.
 

Tempo/ Durata

 

-3 anni, con 3 itinerari.

Ogni itinerario scanditi da con 9 momenti : 1 accoglienza, 1 celebrazione, 1attività e 6 incontri di iparare come si fa un sito Web.

 

Tappe Prima Tappa

Da 09 2018-09.201

 

-conoscere la scienza nel mondo che cambia.

La sfida della 2.0 nostri giorni

 

Seconda Tappa

Da 09.2019- 09.2020

 

Conoscere le cose fondame tare in sito internet.

Conoscere categorie e Tag

 

Terza Tappa

Da 09.2020-09.2021

 

Conoscere Aruba come   www.parrocchia digitale .it.

 

Obiettivo Intermedio -Aiutare i popolo a prendere consapevolezza dell’importanza della scienza e lo uso della Web e della word press. -Accompagnare gente conoscere come sì un sito Web. -Accompagnare le famiglie della Parrocchia a vivere alla relazione con atra gente tramite l’uso dell’internet.
Contenuto

Essenziale

 

1. I genitori nel mondo digitare

2.Una buona capacità della relazione tramiti digitale alle famiglia.

3.Come aiutare i figli che stano sempre on- line.

4. Importanza della ascoltare il figli che vogliono conoscere il web.

5. gli effetti dei new media.

1.Uso della cpanel

2.Uso dei plesck

3.Come fare begap

4.Come usare yoast seo

 

 

 

1.Come si apri un blog

2.La pubblicazione delle foto.

3. Blogi delle scuole

Capacità di usare linguaggio.

 

Riferimento

 

Il libri,computer,internet

 

Il libri,computer,internet

 

Il libri,computer,internet

Luogo Alla Famiglia, a scuola, nella parrocchia, nei centri di formazione della diocesi,
Valutazione

 

 

 

Hanno pasciuto la lesione

Come si grazie

Come no cosa dobbiamo migliorare.

 

Hanno pasciuto la lesione

Come si grazie

Come no cosa dobbiamo migliorare.

 

 

 

Hanno pasciuto la lesione

Come si grazie

Come no cosa dobbiamo migliorare.

 

CONCLUSIONE

Come si fa un sito web, una corso importante oggi secondo la scienza e la tecnologia nel mondo che cambia tutti i giorni e tutti i notte. Quindi noi come missionari non avere la paura di imparare vari tecnologia e conoscere la realtà del mondo che viviamo con seguente motivo che uno che conosci benne la realtà del mondo e facile evangelizzare tramiti l’uso della internet   e esprimere opinione e spiegazione tramiti i web 2.0. come dice Galileo Galilei, “La scienza spiega come vanno i cieli, mentre la fede insegna in che modo si può andare in cielo”. Da questo dobbiamo imparare e aiutare anche atri a conoscere la scienza e tecnologia come il mio progetto che mostra.

BIBIOGRAFIA

 

http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat ii_decree_19651118_apostolicam-actuositatem_it.html (consultato il 01.05.2018). n 3.

https://it.wikipedia.org/wiki/Jerry_Yang (consultato il 01.06.2018)

[1] https://it.wikipedia.org/wiki/Jerry_Yang (consultato il 01.06.2018)

[2] ALESSANDRO RICCI-ZBIGNIEW FORMELLA, Educare insieme nell’era digitare, LDC.Torino, 2018. pg 10.

[3]http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat ii_decree_19651118_apostolicam-actuositatem_it.html (consultato il 01.05.2018). n 3.

 

 




La chiesa all’avanguardia nell’era digitale

 

 

La verità vi farà liberi

La Chiesa all’avanguardia nell’era digitale

La Chiesa Cattolica è stata da sempre all’avanguardia e attenta a tutti i mezzi e le modalità di comunicazione: tipografie, giornali, TV, radio, internet… e si è implicata direttamente nella formazione al buon uso e nella diffusione di questi mezzi. Ha sempre studiato da vicino e discusso nel suo interno le problematiche della comunicazione a tutti i livelli e nelle varie epoche, e ha seguito il suo sviluppo nel mondo.

Il Papa Pio XII, istituisce la Giornata Mondiale delle Cumunicazioni già il 30 gennaio 1948.

Il Papa Francesco nel suo messaggio per la 48esima Giornata mondiale delle Comunicazioni, ci esorta a mettere la comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro

[Domenica, 1 giugno 2014]

“In questo mondo, i media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri; a farci percepire un rinnovato senso di unità della famiglia umana che spinge alla solidarietà e all’impegno serio per una vita più dignitosa. Comunicare bene ci aiuta ad essere più vicini e a conoscerci meglio tra di noi, ad essere più uniti. I muri che ci dividono possono essere superati solamente se siamo pronti ad ascoltarci e ad imparare gli uni dagli altri. Abbiamo bisogno di comporre le differenze attraverso forme di dialogo che ci permettano di crescere nella comprensione e nel rispetto. La cultura dell’incontro richiede che siamo disposti non soltanto a dare, ma anche a ricevere dagli altri. I media possono aiutarci in questo, particolarmente oggi, quando le reti della comunicazione umana hanno raggiunto sviluppi inauditi. In particolare internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio. ”

La comunicazione è, in definitiva, una conquista più umana che tecnologica. Dunque, che cosa ci aiuta nell’ambiente digitale a crescere in umanità e nella comprensione reciproca?

Citando la Lettera Enciclica Miranda prorsus di Papa Pio XII del 1957, l’Istruzione Pastorale sui Mezzi di Comunicazione Sociale Communio et progressio, pubblicata nel 1971, ha sottolineato questo aspetto: « La Chiesa riconosce in questi strumenti dei “doni di Dio” destinati, secondo il disegno della Provvidenza, a unire gli uomini in vincoli fraterni, per renderli collaboratori dei Suoi disegni di salvezza ».[5] Rimaniamo di questa opinione anche a proposito di Internet.

             

Vediamo i vantaggi e gli svantaggi del’internet in particolare

L’internet offre all’uomo moderno molti vantaggi che migliorano la vita e lo aiuta a risparmiare tempo, denaro, offre modalità per trascorrere il tempo sentendosi meglio al meno per un momento. Sfortunatamente, l’uso dell’internet presenta anche alcuni problemi o pericoli, che sarebbe utile per chiunque entri in rete, di conoscerli per prenderne coscienza e per evitarli. Ecco alcuni vantaggi e pericoli dell’internet oggi:

Vantaggi dell’internet (quali benefici offre l’internet):

  • Accesso molto veloce e facile a tutti a un prezzo relativamente accessivo (circa 10 euro al mese, a seconda dell’abbonamento).
  • Internet offre: Tutti i tipi di informazioni provenienti da tutti i campi (politica, amministrazione, sport, agricoltura, meteo, informazioni legali – leggi, decisioni, ecc.) Presentate in tutte le forme: notizie, articoli, immagini, video ecc. Puoi iscriverti gratuitamente a tutti i tipi di newsletter, e riceverai solo le informazioni nei domeni che ti interessano. La ricchezza di informazioni su Internet può aiutarti a formare una visione più informata e agire di conseguenza.
  • Gli orari e l’aquisto di biglietti per i treni e altri mezzi di trasporto da qualsiasi paese senza uscire di casa( autobus, minibus, aerei, ecc.)
  • Notizie varie
  • Inormazioni di interesse pubblico
  • Meteo
  • Comuicazione e contgatti con istituzioni pubbliche e società private ( numeri di telefono e fax, indirizzi di posta, la possibilità di comunicazione per posta elettronica, ecc.)
  • Comunicazione rapida e facile con le persone in tutto il mondo attraverso le reti di socializzazione, e-mail, messenger, etc
  • Accesso ai corsi ONLINE
  • Trovare posti di lavoro
  • La possibilità di lavorare da casa
  • E-commercio: la possibilità di trovare e acquistare i prodotti desiderati al prezzo più basso sul mercato.
  • Pubblicità – l’opportunità di pubblicizzare il prodotto che si desidera vendere, tramite annunci o attraverso un sito web o blog personale, o attraverso annunci pubblicitari su altri siti, ecc.
  • La possibilità di rendere pubblica l’opinione personale – commentando diverse notizie, articoli, forum, siti Web, ecc. Gestendo il tuo sito web / blog…
  • Possibilità di imparare altre lingue straniere gratuitamente

Gli svantaggi dell’internet

I pericoli di Internet possono essere di due tipi: pericoli o rischi che possiamo evitare e pericoli o rischi che anche noi possiamo evitare

L’internet non è  gratuito sebbene il costo di un abbonamento mensile sia piuttosto basso (circa 10 euro), molti non possono permetterselo. Per non parlare delle persone più povere della nostra società … Tutte queste persone sono private di tutti i benefici dell’internet perché non possono pagare mensilmente per accedervi.

L’accesso a Internet è consentito, indipendentemente dall’età, indipendentemente dalle competenze e dall’esperienza nell’IT.

La qualità e la veridità delle informazioni non è sempre certa. Poiché chiunque può accedere all’internet, chiunque può pubblicare informazioni, può dire  falsità, disinformare o mentire su internet.

I dati personali non sono sicuri quando si utilizza l’internet.

In conclusione, l’internet è buono e molto utile se usato nel rispetto dell’altro.

Anisoara Prisecaru

 




Il pugno religioso nel mondo digitale

Proprio a motivo della evangelizzazione nel mondo attuale, i religiose e le religiose sono chiamate a rivedere il loro modo efficace di annunziare la buona novella non solo la dove Cristo non è conosciuto come amico, fratello e salvatore. Ma c’è l’urgenza di immergersi in quel mondo, là dove la maggioranza della famiglia umana esperimenta un novo tipo di relazione. È di tutto vero che quel tipo di relazione è portata avanti molte volte in modo virtuale e svanisce in quel disaggio dove l’amore tra le persone finisce nel mondo dell’idee e allontana il contatto fisico tra loro. È in questo modo e a queste persone che si deve parlare di Cristo come vero Uomo e vero Dio, il quale ha realizzato la sua umanità nel rapporto diretto con le persone fisiche, dove la sua parola diventava carne e realtà vivificante e non virtuale. E è anche vero che queste mondo dei network sociale ha unificato gli uomini, gli ha tornati più vicini. È in questo situazione che noi siamo chiamati a formare secondo il vangelo, al buon uso di questi mezzi digitali di modo a favorire una relazione personalistica e solidale. In questo senso si traccia il pensiero di Papa nel quale il mondo digitale deve esprimere la verità perché “la verità fa vivere” (Gv. 8,32). Attratto di questa convinzione mi è apparso utile ed opportuno acquistare una conoscenza di base sulla materia “come fare sito web” per essere capace di non solo sapere gestire un sito web ma comprendere anche il mondo web come funziona. Perciò il corso per me è stato di grande profitto nella misura in cui mi posso servire del mondo digitale per evangelizzare, per fare la promozione vocazione ai più lontani possibili e fare accompagnamento “spirituale” cioè, aiutare a coloro che in situazione urgente avranno il bisogno. Intendo che il mondo digitale è il più frequentato dai giovani, nel nostro oggi in cui le chiese durante le celebrazione contano con la maggioranza degli anziani. L’immergersi di un religioso o una religiosa anche giovani principalmente in quel mondo, abbatte le mura di separazione come Cristo ha fatto (Ef. 2,15-18). Infatti con il mondo digitale non ci sono più i lontani, gli stranieri e si tende a creare più amicizia che l’inimicizia.

Uiliamo Eugenio Da Teresa




I religiosi con i mezzi di comunicazione

Per promuovere la diffusione della Buona Novella nella società

Al giorno d’oggi i mezzi di comunicazione sono una parte importante della vita, e per questo motivo i religiosi non possono dispensarsi dal conoscerli e usarli nella loro missione. Per questa ragione la chiesa ha sempre promosso ed ancora promuove una formazione supplementare in mezzi di comunicazione per religiosi, sacerdoti e seminaristi: Giornali, riviste, televisione, radio e, in modo crescente l’internet. Tutto questo fa parte della nostra vita quotidiana e conforma la nostra visione del mondo di oggi.

Grazie ai mezzi di comunicazione, la Chiesa penetra nello spazio vitale delle persone, che forse in modo consapevole, ma anche per caso, iniziano a interessarsi al suo messaggio o desiderano stringere i propri rapporti con lei. Perché la Buona Novella sia ascoltata nei media moderni, ad ogni modo, c’è bisogno di professionisti, persone preparate che da un lato comprendano la dottrina e gli obiettivi della Chiesa, dall’altro dispongano anche di conoscenze specifiche per poter lavorare con tali media.

Noi missionari della Consolata oggi stiamo lavorando  nei 23 paesi nel mondo, portando la vera consolazione Gesù Cristo particolarmente ai meno fortunati, e sempre come famiglia, camminiamo insieme nel portare avanti questa missione così preziosa. Oggi anche noi che siamo nella formazione grazie ai mezzi di comunicazione che sappiamo quasi tutto quello che sta succedendo nelle missioni. I mezzi di comunicazione ci portano tutte le missioni a Roma, siamo capaci di sapere come i nostri confratelli procedono nei diversi paesi nel mondo. È difficile immaginare come sarebbe la missione oggi senza i mezzi di comunicazione, come sarebbe anche la vita dell’uomo senza i mezzi di comunicazione. Per questo i mezzi di comunicazione sono molto importanti, non possiamo dispensarci, perché oggi; la vita è tutto comunicazione, è tutto nella globalizzazione. Oggi senza usare i mezzi di comunicazione è come essere fuori del mondo.

In questo contesto, serve una sensibilità speciale  perché le nuove tecnologie, come ha spiegato Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali 2018, possano mettere a frutto la propria  capacità di esprimere e condividere il vero, il buono, e il bello, evitando sempre scrivere o trasmettere le fake news.

Lusaluwa Richard, IMC

 




La Comunicazione e la nuova Evangelizzazione

La comunicazione ha conosciuto numerose fasi di sviluppo e innovazione come il nostro tempo stesso testimonia. La invenzioni tecniche nell’ambito della comunicazione sono molto frequenti: una dopo l’altra permettono di trasmettere informazione in un modo più veloce ed efficiente. In un istante è possibile aver accesso ad un grande numero di destinatari attraverso i mezzi di comunicazione sociali.

La vocazione dell’uomo è quella di essere in relazione e quindi, il comunicare fa parte della vita umana. I mezzi di comunicazione sviluppati lungo la storia non sono creati dal nulla perché l’uomo non è capace di creare niente dal nulla. Perciò possiamo dire che questi mezzi sono sviluppati da potenzialità già esistenti e quindi elaborati da capacità umane dono di Dio. Il decreto conciliare sulla comunicazione sociale Inter mirifica afferma che questi strumenti, se bene adoperati, offrono all’uomo un vantaggio nell’annuncio del regno di Dio. Il modo in cui questi mezzi sono utilizzati è la misura della loro autenticità, infatti i mezzi di comunicazione sociale possono condurre il mondo al bene oppure alla rovina. Questo fatto è evidente oggi perché spesso ci ritroviamo a leggere o ad ascoltare delle propagande che alla fine conducono il mondo alla via dell’odio e della discordia. È tuttavia vero anche che i mezzi di comunicazione sociale sono utilizzati oggi per portare la buona notizia, promuovere la pace e costruire armonia dove regna l’odio.

La responsabilità della persona che utilizza questi mezzi è un impegno verso il bene comune, che guida alla ricerca continua della comunicazione della verità. Solo la verità che ci farà liberi (cfr Gv 8,32). La Chiesa oggi ha bisogno di continuare ad utilizzare la comunicazione sociale per portare la buona notizia a tutte le nazioni. Questo si applica nella concezione della nuova evangelizzazione che mostra la sensibilità della Chiesa di camminare con l’umanità.

Fu Papa Giovanni Paolo II ad usare per primo l’espressione “Nuova evangelizzazione” in un’omelia, Sabato 9 Giugno 1979 durante la sua prima visita in Polonia a Nowa Huta: “Là dove si innalza la croce sorge il segno che v’è giunta ormai la Buona Novella della salvezza dell’uomo mediante l’Amore. Là dove si innalza la croce, v’è il segno che è iniziata l’evangelizzazione […] Con essa abbiamo ricevuto un segno, che cioè alla soglia del nuovo millennio – in questi nuovi tempi, in queste nuove condizioni di vita – torna ad essere annunziato il Vangelo. È iniziata una nuova evangelizzazione, quasi si trattasse di un secondo annuncio, anche se in realtà è sempre lo stesso”.

La nuova evangelizzazione non è una “re-evangelizzazione”, come se il vangelo non fosse stato annunciato da più di 2000 anni. La nuova evangelizzazione è la risposta alla sfida del mondo secolarizzato e post-secolarizzato.

Una nuova epoca di annuncio del Vangelo è essenziale non solo perché, dopo duemila anni, una grande parte della famiglia umana ancora non riconosce Cristo, ma anche perché la situazione in cui la Chiesa e il mondo si trovano, alle soglie del nuovo millennio, presenta particolari sfide alla fede religiosa e alle verità morali che discendono da essa. Vi è una tendenza pressoché ovunque a costruire il progresso e la prosperità senza riferimenti a Dio e a ridurre la dimensione religiosa della persona alla sfera privata. La società, separata dalle più fondamentali verità che riguardano l’uomo, e specificamente la sua relazione con il Creatore e con la redenzione realizzata da Cristo nello Spirito Santo, può soltanto smarrire sempre più le vere sorgenti della vita, dell’amore e della felicità.

Il quarto capitolo dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium è dedicato alla riflessione sulla dimensione sociale dell’evangelizzazione. Un tema caro a Papa Francesco perché “se questa dimensione non viene debitamente esplicitata, si corre sempre il rischio di sfigurare il significato autentico e integrale della missione evangelizzatrice”. È il grande tema del legame tra l’annuncio del Vangelo e la promozione della vita umana in tutte le sue espressioni. Una promozione integrale di ogni persona che impedisce di rinchiudere la religione come un fatto privato senza alcuna incidenza nella vita sociale e pubblica, infatti una “fede autentica implica sempre un profondo desiderio di cambiare il mondo”.

Questo compito così grande e caro alla Chiesa può essere portato avanti e comunicato attraverso l’uso dei mezzi di comunicazione sociale. Pertanto è importante che tutti i collaboratori dell’annuncio del Vangelo siano formati nel campo della comunicazione sociale, almeno formati all’uso della comunicazione sociale, perché non tutti devono essere tecnici di scienza informatica. I mezzi come Twitter, Facebook, Instagram, siti web ecc. sono luoghi di ‘incontro’ di una massa di gente che cerca la verità. A volte trovano purtroppo anche “fake news”: bisogna quindi che ci siano forti comunicatori della verità che sappiano portare la vera luce tra le falsità e gli  inganni.

La comunicazione sociale e la nuova evangelizzazione sono inseparabile oggi. Il corso che abbiamo frequentata questo semestre è molto importante perché serve a preparare e facilitare questa possibilità di poter portare la nuova evangelizzazione a tutti usando i nuovi mezzi di comunicazione. Cioè la comunicazione ci dà la possibilità di imparare e utilizzare questi nuovi strumenti, ma senza mai rinunciare alla nostra parola evangelica. Così dall’inizzio del progetto di Dio, la comunicazione è una modalità essenziale per vivere in società. Nella fedeltà alla logica di Dio la comunicazione diventa luogo per esprimere la propria responsabilità nella ricerca della verità e nella costruzione del bene.

Così anche oggi attraverso i mezzi di comunicazione sociale, possiamo annunziare con perseveranza la verità nella sua pienezza, creando una maggiore vicinanza e affetto, ma senza mai dimenticare l’importanza della Parola e delle nostra testimonianza.