Catechizzare gli adulti è guadagno nella Chiesa.

Il desiderio di“raggiungere” gli adulti.

Premessa: I nostri adulti sono anzitutto le persone tra 18 e 35 anni: vogliamo dare la nostra attenzione a queste persone perché vi individuiamo i maestri di domani e di oggi.

Garelli definisce gli adulti come saltuari o intermittenti: pensiamo a quelli che si accostano alla Chiesa nei grandi passaggi “simbolici” della vita(nascite, prime comunioni e cresime, matrimoni, funerali). Queste sono le persone che non hanno necessariamente “ostilità” nei confronti della Chiesa, ma ad essa non chiedono altro che la “sacralizzazione” di questi momenti.[1]

Per usare una espressione di papa Francesco, siamo Chiesa in uscita: desideriamo “raggiungere” gli adulti, perché siano “adulti nella fede”, cioè capaci di accompagnare e animare un cammino di crescita degli altri adulti e delle generazioni più giovani. Dagli adulti i più giovani possono ricevere esempio e speranza, capacità di dire il bello della vita [2].

 

La catechesi degli Adulti.

La catechesi degli adulti, in quanto servizio della Chiesa per il Regno di Dio va progettata, prima ancora di pronunciare parole. Essa è proclamazione del Vangelo per la prima volta a quegli adulti che non l’hanno mai ascoltato, ed è anche ri-evangelizzazione per quanti l’hanno dimenticato. Essa propone il cammino di sequela di Cristo incarnato nelle situazioni concrete della vita. Diventa quindi necessità preliminare riconoscere i diversi condizionamenti e sfide che nelle comunità ecclesiali toccano da vicino la crescita cristiana degli adulti. Giovanni Paolo II asserisce che la catechesi degli adulti come una delle più costanti preoccupazioni, imposta con la forza e l’urgenza delle esperienze che sono in corso nel mondo intero. E questa la principale forma della catechesi, in quanto si rivolge a persone che hanno le più grandi responsabilità e la capacità di vivere il messaggio cristiano nella sua forma più pienamente sviluppata.

Due mesi fa, sono stato alla parrocchia di santa Teresa di Calcutta di Roma per fare servizio durante la celebrazione eucaristica e del sacramento della carisma. I giovani erano contentissimi. Durante la celebrazione, il vescovo ha chiesto i giovani di rimanere obbedienti ai loro genitori ed anche alla loro chiesa. Dunque non si può rimanere obbediente alla chiesa se rimane fuori e lontano dalla chiesa.  Secondo la parrocchia di Santa Teresa di Calcutta di Roma, la catechesi degli adulti intende a raggiungere uomini e donne in ogni stagione della vita, con i loro problemi e le loro attese, per proporre un cammino che sostenga la piena realizzazione di se stessi, attraverso le ragioni di luce e di speranza che scaturiscono dall’annuncio di Cristo.[3]Questo modo di pensare sulla catechesi come un cammino di vita, ci porta all’idea di professore Garelli che dice,  “quando diciamo catechesi degli adulti parliamo di fatto di un impegno diversificato: una catechesi come formazione e cura della fede del gruppo di credenti militanti; una catechesi che tenga aperti gli schemi mentali dei cosiddetti praticanti, che li tenga aperti e non rigidi, il che è un compito tutt’altro che facile; una catechesi come riavvio della fede, come itinerario di reiniziazione cristiana per i ricomincianti; e un annuncio come prima evangelizzazione per adulti non battezzati”[4].

 

Quale sarebbe l’importanza di questa catechesi?

L’ evangelizzazione deve partire dagli adulti, come primi testimoni della fede. Quindi avere una responsabilità personale di vivere la fede perché il termine catechesi second i greci  è “istruire a viva voce”[5]. In fondo, il miglior modo per imparare a essere veri discepoli di Cristo è quello di vedere dal vivo qualcuno che ci crede e si comporta di conseguenza. La parrocchia di santa Teresa di Calcutta si dice che l’importanza della catechesi degli adulti è per rigenerare la propria esistenza nel confronto con Gesù, Parola di Vita, per approfondire la ragioni della propria fede, per riscoprire punti di riferimento certi.  La fede può così diventare impegno, responsabilità, servizio da svolgere nella famiglia, nella professione, nella comunità politica e sociale”.

La catechesi degli adulti promuove l’apertura del cuore al mistero di grandezza e di grazia del Signore, mediante la riconciliazione sincera con Lui e con i fratelli; invita a riconoscere ed accogliere la sua chiamata e il suo progetto di salvezza, con una vita gradita a Dio e tesa alla santità .(cf. Chr. L. 16-17); La catechesi degli adulti mira a maturare una decisione consapevole e ferma di vivere il dono e scelta della fede mediante l’appartenenza alla comunità cristiana, con atteggiamento di comunione e corresponsabilità a riguardo della sua vita interna e della missione nel mondo.Essa è l’annuncio del Regno di Dio, mediante i credenti adulti nelle comunità adulte. Questo, si parla anche di disagi spirituali degli adulti, quali la carenza di certezze umane e religiose, la perdita di identità individuale e collettiva, il peso della solitudine. Questa catechesi degli adulti attinge perciò nel Vangelo di Gesù la propria ispirazione, il proprio coraggio, la propria gioia.[6] La catechesi degli adulti consiste approfondimento elementare, integrale e sistematico della fede ricevuta nel battesimo, chiamata a crescere lungo tutta la vita della persona in vista della piena maturità in Cristo.(cf. Ef 4, 13).

I metodi per incontrare degli adulti.

Evangelizzazione parte dall’esperienza con il Cristo risorto, che si basa sull’esperienza di Cristo risorto come Maria Magdalene ha fatto la sua esperienza. I metodi per evangelizzare gli adulti è attraverso la pastorale digitale dove si sono delle informazioni per conoscere e riconoscere Cristo, social media ed esempio youtube, Facebook, twitter. Nelle parrocchie, ci siano i programmi per i giovani che si fanno impegnare alla vita cristiana. Un gruppo per la formazione della messa, i lettori, ministri dell’eucaristia, il coro. Il coro può fare DVD con i canti della messa da sentire nelle case, cosi i giovanni impareranno nelle loro case. Avere un momento almeno ogni mese dove i giovani si riuniscono per la condivisione della parola e sentire la loro esperienza durante il mese. Due anni fa quando facevo i miei servizi pastorale nella parrocchia di Santa Maria della Grazie di Roma, un Adulto di nome Franco mi ha detto che ‘Tanti anni fa c’erano i giovani (scout) nella nostra parrocchia ma un cardinale aveva parlato contro la loro attività qui e cosi sono andati via caro’. Io penso che i ministri di Cristo (Sacerdoti, vescovi, cardinali), devono avere un linguaggio che a tirano i giovani dentro la chiesa invece di tirarli fuori della chiesa.

 

 

[1]C.fhttp://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/diocesi/pagine/17693/Biemmi_Giugno_2007.pdf

[2]https://www.youtube.com/watch?v=VSVo9uU5WaU

[3] Cf.https://www.parrocchiateresadicalcutta.it/catechesi-adulti/11.01.2020

[4]http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/diocesi/pagine/17693/Biemmi_Giugno_2007.pdf

[5]https://m.famigliacristiana.it/blogpost/l-importanza-della-catechesi-per-gli-adulti.htm

[6]Cf.http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cclergy/documents/rc_con_cclergy_doc_14041990_cata_it.html

 




Il Sinodo dell’Amazzonia – il celibato in pericolo?

Su le social media come Twitter e Facebook, le persone gridano al pericolo che passi la autorizzazione ai diaconi permanenti o a uomini sposati di accedere o di poter ricevere l’ordinazione sacerdotale. Un canale francese di nome France 2 ha annunciato nel suo giornale che la richiesta è stata accettata dalla maggior parte dei vescovi, ciò però ha provocato dalla parte degli utenti di lingua francese incomprensioni e indignazioni.




Il lettorato

 lettorato al Collegio Urbano Novembre 2019

Il lettorato è uno degli ordini minori della chiesa cattolica. la chiesa provede il  ministero del lettorato per coloro che proclamano le letture all’assemblea liturgica. A costoro viene affidata anche la preparazione dei fedeli alla comprensione della parola di Dio. il Lettore ha il compito di catechista, di educazione alla vita sacramentale e di evangelizzazione. per accedere a questo ministero, il candidato deve essere un uomo della conoscenza, della meditazione, e della testimonianza della parola di Dio.

In questo anno academico, il Collegio Urbano di propaganda Fide dalle mani della sua eccelenza Monsignore….. Ha conferito il ministero di letterato a ….. giovani provenienti da ….. paesi diversi.




Pazienza

 

LA PAZIENZA

 

La pazienza di Dio.La virtù dell’anima che chiamiamo pazienza è un dono di Dio così grande che noi parliamo di pazienza anche riferendoci a colui che a noi la dona; e vi intendiamo la tolleranza con cui egli aspetta che i cattivi si ravvedano. È vero infatti che il nome “pazienza” deriva da patire, ma pur essendo vero che Dio non può in alcun modo patire, tuttavia noi per fede crediamo, e confessiamo per ottenere la salvezza, che Dio è paziente. Ma questa pazienza di Dio, come essa sia e quanto sia grande, chi potrà descriverlo a parole? Noi possiamo affermare che egli non può patire nulla, eppure non lo diciamo impaziente ma pazientissimo. La sua pazienza è dunque ineffabile, come è ineffabile la sua gelosia, la sua ira e gli altri moti somiglianti, che se noi pensassimo essere uguali ai nostri, dovremmo escluderli tutti. Noi infatti non ne proviamo alcuno che non sia congiunto a turbamento, mentre è assurdo pensare che la natura divina, che è impassibile, provi turbamento. Dio infatti è geloso senza invidia, si adira senza alterarsi, ha compassione senza addolorarsi, si pente senza doversi ravvedere d’un qualsiasi errore. Così è paziente senza patire. Ora dunque, per quanto il Signore me lo concederà e per quanto lo permette la brevità delpresente discorso, parlerò sulla natura della pazienza umana, che noi possiamo acquisire e dobbiamo avere.

 




LA FATICA DELL’ASCOLTO

LA FATICA DELL’ASCOLTO NELLA VITA

L’ascolto è un atteggiamento antropologico e teologico. Oppure, è una capacità fondamentale nella costruzione della personalità. Dal punto di vista biologico-antropologico, ognuno di noi è portatore di questa capacità dell’ascolto, ma, nel stesso tempo, siamo chiamati attivarla que e  adottarla dei strumenti necessari per il suo funzionamento. Per questo, non basta avere l’orecchi per dire che siamo ascoltatori.

Per altro, siamo consapevoli che avvolte fatichiamo nell’ascoltare, soprattutto quando si trata delle cose che non vogliamo ascoltare. avvolte, a causa delle sciocchezze, però, per una buon educazione bisogna ascoltare, lasciare l’altro che dica ciò che pensa. Il rispetto, la pazienza, l’umiltà, la buona volontà, sono alcuni dei strumenti necessari per la formazione dell’ascolto. dunque, abbiamo bisogno della scuola dell’ascolto.

Inoltre, possiamo dire che l’ascolto è a la chiave d’oro della stanza relazionale. Relazione come stesso, con l’altro, con Dio e la natura. È solo con e per mezzo dell’ascolto che posso rispondere le inquiete domande esistenziale: chi sono? dove sono? dove vado?

Siamo sicuri che la ricchezza, la bellezza e la profondità della nostra vita, si sono assaporate attraverso l’atteggiamento dell’ascolto. Però, non basta ascoltare bisogna ascoltare con profondità, anzi, con la testa e il cuore. In sostanza, abbiamo bisogno di ricuperare l’arte dell’ascolto. Senza prescindere dal dovere di rispondere difronte all’indigenza dell’altro, riteniamo che il primo atteggiamento è quello dell’ascolto del profondo…

SAMALALI antonio




Lo studio per la santità

Il giorno 13 ottobre 2019, XXVIII domenica C, è stato canonizzato Santo, prima beato John Henry Newman. All’occasione dell’atto academico, che ha avuto luogo due giorni prima della canonizzazione a una delle università cattolica di Roma, un relatore ha insistito dicendo “Lo studio che fatte voi studenti non serve a niente se non alla santità, o meglio avere l’intima amicizia con il Signore Dio e servizio agli altri.” Facendo il riferimento a John Henry Newman, il relatore ha apprezzato l’umiltà di Newman nella ricerca della verità. “Newman- continua il relatore- si è reso umile, perché, alla sua età non aveva più bisogno di studiare troppo, ma acetò le istruzioni del suo vescovo do recarsi a Roma per la formazione sacerdote. Era già il professore della grande università di Oxford.”
Santo John H. Newman nacque in Irlanda nel 1801. Si recò a Roma per la formazione sacerdotale nel 1846. Nell’anno successivo, 1847 fu ordinato sacerdote della Chiesa cattolica, nella cappella del collegio della Propaganda Fide a piazza di Spagna.
Essendo un uomo con una visione teologica nuova, le sue idee non furono accolti subito con applausi dalla Chiesa cattolica. Oggi dopo tanti anni della sua morte, si loda la sua visione della formazione dei laici nel campo della teologia e la sua profonda riflessione sulla coscienza, che lui chiama “il vicario di Cristo in noi”. Addirittura, nello stesso atto academico straordinario, si è osato a chiamare Newman “S. Agostino dei nostri tempi” soprattutto per la sua ricerca di verità trascendentale e il radicale cambiamento di vita, da sacerdote anglicano a cardinale cattolico.




Lo studio per la santità

                                                                                                                       Il giorno 13 ottobre 2019, XXVIII domenica C, è stato canonizzato Santo, prima beato John Henry Newman. All’occasione dell’atto academico, che ha avuto luogo due giorni prima della canonizzazione a una delle università cattolica di Roma, un relatore ha insistito dicendo “Lo studio che fatte voi studenti non serve a niente se non alla santità, o meglio avere l’intima amicizia con il Signore Dio e servizio agli altri.” Facendo il riferimento a John Henry Newman, il relatore ha apprezzato l’umiltà di Newman nella ricerca della verità. “Newman- continua il relatore- si è reso umile, perché, alla sua età non aveva più bisogno di studiare troppo, ma acetò le istruzioni del suo vescovo do recarsi a Roma per la formazione sacerdote. Era già il professore della grande università di Oxford.”
Santo John H. Newman nacque in Irlanda nel 1801. Si recò a Roma per la formazione sacerdotale nel 1846. Nell’anno successivo, 1847 fu ordinato sacerdote della Chiesa cattolica, nella cappella del collegio della Propaganda Fide a piazza di Spagna.
Essendo un uomo con una visione teologica nuova, le sue idee non furono accolti subito con applausi dalla Chiesa cattolica. Oggi dopo tanti anni della sua morte, si loda la sua visione della formazione dei laici nel campo della teologia e la sua profonda riflessione sulla coscienza, che lui chiama “il vicario di Cristo in noi”. Addirittura, nello stesso atto academico straordinario, si è osato a chiamare Newman “S. Agostino dei nostri tempi” soprattutto per la sua ricerca di verità trascendentale e il radicale cambiamento di vita, da sacerdote anglicano a cardinale cattolico.

Achiles N.c