Giovani Missionari della Consolata alla GMG

Dalla Polonia verso Panama

L’ufficio della pastorale giovanile dei missionari della Consolata, dopo una bellissima esperienza alla Giornata Mondiale di Gioventù in Polonia, ringrazia tutti i giovani gli animatori per una missione ben fatta. La prossima giornata mondiale di gioventù sarà in Panama dal 22 gennaio al 27 gennaio 2019. 

Grazie alle richieste dai giovanni stessi e una buona valutazione dai missionari, il sogno di Panama è possibile. Tutti coloro che desiderano di partecipare sono pregati a fare iscrizione nelle proprie parrocchie. Con un bel ricordo di Polonia tiriamo avanti verso Panama!

 

 

 




PACE




I CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE NELLA ARCIDIOCESI DI HUAMBO

 I CONGRESSO EUCARISTICO NAZIONALE

NELLA ARCIDIOCESI DI HUAMBO

Dopo la realizzazione 75º aniversario della Diocesi di Huambo, si è realizzato il I Congresso Eucaristico a livello nazionale dal 12 18 giugno 2017.

Questo I Congresso, ha  marcato anche i 525 anni da quando è arrivato il Cristianesimo in Angola, e per questo si è fatto un simposio sull’evangelizzazione tenendo in conto il tema del congresso che è ”l’Eucaristia e Nuova Evangelizzazione”.

 

Analtino CANGUIA




DONNA DI CORAGGIO 2018, ANCHE UNA SUORA DELLA CARITA DI SANTA GIOVANNA ANTIDA

 

GRANDE GIOIA PER LE SUORE DELLA CARITA DI SANTA GIOVANNA ANTIDA THOURET

Donna di coraggio Suor Elena Berini, Suora della Carita di Santa Giovanna Antida Thouret

 

Nominata dall’Ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede per il premio Donne di Coraggio 2018  <Women of Courage Awards>suor Maria Elena Berini è nata il 9 dicembre 1944 a Sondrio, in Italia. Quando aveva 15 anni, abbandonò la scuola per lavorare in una fabbrica tessile per aiutare suo padre a sostenere la famiglia di sei persone. All’età di 19 anni, è entrata nel noviziato delle Suore della Carità di Sainta Giovanna Antida Thouret. Dal 1963 al 1969 ha intrapreso la formazione religiosa, biblica, teologica e pedagogica. Diventò insegnante per bambini, ma sentì una chiamata per la missione in Africa. Nel 1972, è andata in Ciad dove ha scoperto l’amore per la gente, le sue tradizioni, la cultura, la lingua e la religione. Ha assistito anche nel passato a guerre, odio, ingiustizia e “orrori indescrivibili”. Ha continuato a lavorare nelle scuole rurali della Diocesi di Sarh fino al 2007, quando la sua congregazione l’ha mandata nella Repubblica Centrafricana (RCA). Suor Maria Elena ha lavorato nella missione cattolica a Bocaranga, e anche la, ha vissuto la guerra nel 2013 e 2014. Più recentemente, a febbraio e settembre 2017, il movimento ribelle “SELEKA” ha attaccato Bocaranga. Migliaia di persone di diverse religioni, sono fuggiti dalle loro case e hanno cercato rifugio presso la missione cattolica , dove sono stati accolti e hanno ricevuto rifugio per piu settimane, dalla comunita delle Suore della Carota presenti e dai padri Cappuccini.  Suor Maria Elena rimane fiduciosa che la pace in Repubblica Centrafrica è possibile.

sr. Anisoara P.

 

 

 




Il MESSAGGIO DI PAPA PER MYANMAR

La pace che abbiamo bisogno

 

La pace è il messaggio di cui abbiamo oggi più bisogno. Senza la pace, senza la fiducia, non possiamo fare niente. L’unica cosa di cui oggi abbiamo bisogno è la pace. Spero e credo che attraverso questa visita e la presenza tra noi di papa Francesco, il popolo impari a conoscere ancora di più cosa è la pace e l’amore”. È il sindaco di Yangon, Maung Maung Soe, a dare voce alle aspettative che il popolo birmano nutre per la visita di Papa Francesco in Myanmar 27-30 novembre.

 




91 anni. Gli auguri di Francesco a Benedetto: compleanno con la banda

 

 




L’amore di Dio all’uomo




L’amore di Dio all’uomo.




Siria, vescovo di Aleppo:”Stanno facendo come in Iraq. Armi chimiche un pretesto”

Siria, vescovo Aleppo:” … armi chimiche un pretesto”

“Sia fatta luce su tutto ed emerga la verità non come hanno fatto con l’Iraq in cui hanno distrutto il Paese dicendo che c’erano le armi chimiche. Così come hanno fatto con l’ Iraq lo stanno facendo ora con la Siria. La gente lo ha capito, non è stupida”.. Lo ha detto il vescovo caldeo di Aleppo e presidente della Caritas siriana, mons. Antoine Audo, intervistato da Antonio Soviero, manifestando forti dubbi sul fatto che il regime di Damasco abbia usato armi chimiche a Douma, nel Ghouta est. “Come è possibile che Assad – ha aggiunto mons. Audo – abbia usato armi chimiche per difendersi ? Non è logico. Gli americani e i russi usano la Siria come pretesto per farsi la guerra e difendere i loro interessi internazionali”.




MESSAGGIO URBI ET ORBI

MESSAGGIO URBI ET ORBI
DI SUA SANTIT
À GIOVANNI PAOLO II

Domenica di Pasqua, 20 aprile 2003

 

  1. Surrexit Dominus de sepulcro
    qui pro nobis pependit in ligno
    ” (dalla Liturgia).
    “E’ risorto dal sepolcro il Signore,
    che per noi fu appeso alla croce”. Alleluia!
    Risuona festoso l’annuncio pasquale:
    Cristo è risorto, è veramente risorto!
    Colui che “patì sotto Ponzio Pilato,
    fu crocifisso, morì e fu sepolto”,
    Gesù, Figlio di Dio nato dalla Vergine Maria,
    “è risorto il terzo giorno secondo le Scritture” (Credo).
  2. Questo annuncio è il fondamento
    della speranza dell’umanità.
    Se infatti Cristo non fosse risorto,
    non solo sarebbe vana la nostra fede (cfr 1 Cor 15,14),
    ma vana sarebbe anche la nostra speranza,
    perché il male e la morte ci terrebbero tutti in ostaggio.
    Ora, invece, – proclama l’odierna Liturgia –
    Cristo è risuscitato dai morti,
    primizia di coloro che sono morti
    ” (1 Cor 15, 20).
    Morendo Gesù ha infranto e vinto
    la ferrea legge della morte,
    estirpandone la radice velenosa per sempre.
  3. Pace a voi!” (Gv 20, 19.20).
    Questo è il primo saluto del Risorto ai discepoli;
    saluto che quest’oggi ripete al mondo intero.
    O Buona Novella tanto attesa e desiderata!
    O annuncio consolante per chi è oppresso
    sotto il peso del peccato e delle sue molteplici strutture!
    Per tutti, specialmente per i piccoli e i poveri,
    proclamiamo oggi la speranza della pace,
    della pace vera, fondata sui solidi pilastri
    dell’amore e della giustizia, della verità e della libertà.
  4. Pacem in terris…”.
    “La pace sulla terra, anelito profondo
    degli esseri umani di tutti i tempi,
    può essere instaurata e consolidata
    solo nel pieno rispetto dell’ordine
    stabilito da Dio” (Enc. Pacem in terris, Introd.).
    Con queste parole inizia la storica Enciclica,
    con la quale quarant’anni or sono
    il beato Papa Giovanni XXIII
    indicò al mondo la via della pace.
    Sono parole quanto mai attuali
    all’alba del terzo millennio,
    tristemente oscurata da violenze e conflitti.
  5. Pace in Iraq! Con il sostegno
    della Comunità internazionale,
    gli Iracheni diventino protagonisti
    d’una solidale ricostruzione del loro Paese.
    Pace nelle altre regioni del mondo,
    dove guerre dimenticate e conflitti striscianti
    provocano morti e feriti tra il silenzio e l’oblio
    di non poca parte della pubblica opinione.
    Con profonda pena penso alla scia
    di violenza e di sangue
    che non accenna a finire in Terra Santa.
    Penso alla tragica situazione
    di non pochi Paesi del Continente africano,
    che non può essere abbandonato a se stesso.
    Ho ben presenti i focolai di tensione
    E gli attentati alla libertà dell’uomo
    nel Caucaso, in Asia ed in America Latina,
    regioni del mondo a me ugualmente care.
  6. Si spezzi la catena dell’odio, che minaccia
    l’ordinato sviluppo della famiglia umana.
    Ci conceda Iddio di essere liberati
    dal pericolo d’un drammatico scontro
    tra le culture e le religioni.
    La fede e l’amore verso Dio
    rendano i credenti di ogni religione
    artefici coraggiosi di comprensione e di perdono,
    pazienti tessitori di un proficuo dialogo interreligioso,
    che inauguri un’era nuova di giustizia e di pace.
  7. Come agli Apostoli impauriti sul lago in tempesta,
    Cristo ripete agli uomini del nostro tempo:
    Coraggio, sono io, non temete!” (Mc 6, 50).
    Se Egli è con noi, perché avere paura?
    Per quanto buio possa apparire l’orizzonte dell’umanità,
    oggi celebriamo il trionfo sfolgorante della gioia pasquale.
    Se un vento contrario ostacola il cammino dei popoli,
    se si fa burrascoso il mare della storia,
    nessuno ceda allo sgomento e alla sfiducia!
    Cristo è risorto; Cristo è vivo tra noi,
    realmente presente nel sacramento dell’Eucaristia,
    Egli si offre quale Pane di salvezza,
    Pane dei poveri, Cibo dei pellegrini.
  8. O divina presenza d’amore,
    o vivo memoriale di Cristo nostra Pasqua,
    Tu sei viatico per chi soffre e chi muore,
    per tutti sei pegno sicuro di vita eterna!
    Maria, primo tabernacolo della storia,
    Tu, silenziosa testimone dei prodigi pasquali,
    aiutaci a cantare con la vita
    il tuo stesso “Magnificat” di lode e di ringraziamento,
    perché quest’oggi “è risorto dal sepolcro il Signore,
    che per noi fu appeso alla croce”.
    E’ risorto Cristo, nostra pace e nostra speranza.
    E’ risorto. Alleluia!

 




LA TESTIMONIANZA DELLA CHIESA SOFFERENTE IN SIRIA

La voce dei testimoni vale più di mille notiziari.

 




INVITO ALL’ORDINAZIONE SACERDOTALE

Con grande Gioia e gratitudine a Dio, la famiglia, la parrocchia San Paolo Chiesa e l’intera comunità cattolica di Techiman Diocesi cordialmente annuncia l’ordinazione sacerdotale dei figli

Don. Matthias, Don Richard, Don Martin, Don Felix. Per l’imposizione delle mani di Vescovo della Diocesi di Techiman.

 




Con Barbara Micarelli, braccia aperte al bene

Sono circa le 16 e l’auditorium “Sericchi” de L’Aquila è già quasi pieno. Ci sono gruppetti di bimbi con le loro maestre che ripassano poesie e canti; adulti che si salutano con familiarità e gioia; strumenti che si accordano. Tutti sembrano prepararsi ad un evento atteso, programmato con cura. Ed è effettivamente una festa di famiglia, quella che si svolge nel pomeriggio di una mite domenica, il 16 aprile 2018.

ci prepariamo all’evento

 

Alle 16.30 ha inizio l’ottava giornata annuale, organizzata dall’associazione “Con Barbara Micarelli, braccia aperte al bene”, in ricordo della nostra Madre Fondatrice.

Il prof. Arrigo Novelli, presidente dell’associazione, introduce la manifestazione sottolineando quanto la grande partecipazione alla serata testimoni l’affetto di tanti a Barbara Micarelli, per la sua vita donata ai poveri e agli ultimi de l’Aquila di fine ‘800. Il suo ricordo diventa così occasione per ritrovarsi, riconoscere e celebrare la carità di tanti che nel silenzio fanno gesti di bene verso chi maggiormente è nel bisogno. L’intera serata è, inoltre,accompagnata da intermezzi musicali del Concentus Serafino Aquilano, gruppo vocale e strumentale diretto dal M° M. Fabrizi.

concentus serafino aquilano
il Concentus Serafino Aquilano

Dopo i saluti iniziali delle autorità presenti (mons. Molinari, socio onorario dell’associazione; l’assessore alla cultura della città, Sabrina di Cosimo; il vicesindaco di Ortona, Vincenzo Polidori), ascoltiamo le parole di sr Pia Luciana Marinelli, superiora provinciale. Parole piene di commozione per l’affetto e il ricordo di ciò che ha ricevuto da questa città negli anni nella comunità educativa de L’Aquila, sottolineando l’importanza dei piccoli gesti nascosti, perché – citando papa Francesco nella sua ultima esortazione apostolica Gaudete et exsultate” – sono i più grandi davanti a Dio.

“Questa santità a cui il Signore ti chiama andrà crescendo mediante piccoli gesti… Questa è tante volte la santità “della porta accanto” papa Francesco

Sono queste parole e il saluto inviato da sr Maria Felicita Decio, assente per motivi di salute, che danno alla manifestazione la tonalità di una vera e propria festa di famiglia, che si riunisce per ricordare il bene ricevuto da coloro che ci hanno preceduto e   per trasmettere ai “piccoli” sogni e valori per il futuro.

Ma ciò che fa di un gruppo, una vera famiglia, è anche l’ascolto reciproco tra le diverse generazioni. E così è stato anche per noi, oggi: sul tema della manifestazione, “Ascoltare se stesso – aprirsi all’altro”, si sono susseguite diverse riflessioni, dal presidente A. Novelli fino alle voci più piccole, quelle degli alunni dell’Istituto S. Maria degli Angeli, che si sono esibiti in modi e “linguaggi” diversi: filastrocca-poesia, composta dai bimbi della materna con le loro maestre, canti per gli alunni della primaria e un video di disegni, parole, foto, canzoni, preparato dagli alunni della I, II, III media.

 

Solo in questo ascolto vicendevole è stato, così possibile, ritrovarci uniti a Barbara, per noi, testimonianza di una conoscenza di sé che diventa possibilità di incontro con l’altro, così come ci ricorda il prof. Novelli citando le parole della Madre Fondatrice:

“Con la guarigione ebbi la visione chiara e precisa di quel che dovevo fare negli anni di vita che il Signore misericordiosamente mi concedeva: consacrarmi al bene dei miseri, degli orfani degli abbandonati…” Madre Maria Giuseppa di Gesù Bambino

È seguito poi il momento della premiazione, in cui l’associazione ha donato il riconoscimento all’opera “Il ristoro degli Angeli” di Ortona, per il servizio di mensa offerto agli ultimi e per l’attenzione a chi vive ai margini della società, e all’associazione “APTDH – onlus ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DEI DIRITTI DELL’HANDICAP”, attiva sul territorio aquilano da 15 anni.

Premiare queste associazioni significa far conoscere il bene silenzioso che viene fatto, significa condividere la gioia di donare e, per questo, significa far crescere la speranza. È l’ultimo intervento, in particolare, che unisce tutti in un grande applauso: Simone, ragazzo disabile di 27 anni, accolto nella APTDH. Le sue parole sono piene di gioia, umorismo, gratitudine anche per “le Micarelli, che a volte portano loro dolci per fare merenda”. Simone ci unisce tutti. Nel desiderio di andare avanti, di donarci per quei valori per cui anche l’associazione che lo accoglie lotta: giustizia, integrazione, pace… è Simone stesso che ce lo ricorda: “Noi siamo dalla parte dei disabili. Per questo non smetteremo mai di lottare per questi valori”. Gli stessi di Barbara Micarelli.

le associazioni premiate

LINK UTILI

www.ismaaq.org

www.suorefmgb.org

 

 




I santi della porta accanto…..

L’Esortazione Apostolica Gaudete et Esultate del Papa Francesco sulla Chiamata alla Santità nel mondo contemporaneo e i pensieri del Beato Luigi Tezza, fondatore delle Figlie di San Camillo sulla santità

Papa Francesco ci parla della importanza della chiamata alla santità che il Signore fa a ciascuno di noi (cf. n°10), «ognuno per la sua via» (n° 11) e proprio ci esorta che: […] Tutti siamo chiamati ad essere santi vivendo con amore e offrendo ciascuno la propria testimonianza nelle occupazioni di ogni giorno, lì dove si trova […] (n° 14)

I santi già questo lo pensavano prima del Concilio, in particolare riporto una frase del nostro padre Fondatore che diceva:

L’idea di santità ci spaventa. Chi salirà il monte del Signore? Eppure o santi o reprobi. Due sole categorie: gli eletti della città di Dio, i dannati della città di Satana. Non ad alcuni soli, ma a tutti Iddio disse: siate santi!
La santità deve essere a tutti accessibile. In che consiste? nel far molto? no. Nel far grandi cose? neppure: non sarebbe di tutti né di ogni momento. Dunque: nel fare il bene e questo bene, ben fatto, nella condizione, nello stato in cui ci ha posti Iddio. Nulla di più nulla al di fuori di ciò.

Lettera autografo, AFSC, 1 A0130

Essere santi è più di un lavoro, è una vocazione totale di risposta alla chiamata di Dio; una missione nel quotidiano della vita di ogni persona. “Questo dovrebbe entusiasmare e incoraggiare ciascuno a dare tutto sé stesso, per crescere verso quel progetto unico e irripetibile che Dio ha voluto per lui o per lei da tutta l’eternità: «Prima di formarti nel grembo materno, ti ho conosciuto, prima che tu uscissi alla luce, ti ho consacrato» (Ger 1,5).” (n° 13)

Sr. Fernanda fsc

Per sapere di più:  http://concuoredimadre.blogspot.it/




L’unico mio respiro

Il 12 Maggio 2018 alle ore 21:00, all’Auditorium della Scuola Media G. Alessi di Assisi,  le Suore francescane Missionarie di Gesù Bambino presentano lo spettacolo di evangelizzazione: “L’unico mio respiro”. E’  realizzato da giovani per raccontare la storia di un Sì all’Amore…che diventa l’unico respiro della Vita!  E’ la storia di Barbara Micarelli, una ragazza dell’Aquila di fine ottocento, la madre fondatrice delle suore francescane missionarie di Gesù Bambino. Attraverso l’ascolto, il ballo, le immagini, saremo guidati a scoprire la bellezza di riconoscere che per ciascuno di noi c’è un disegno di Amore!  E questo disegno d’amore non è lontano da noi ma è tracciato già nella nostra umanità, come ci invita Papa Francesco nella esortazione apostolica Gaudete et Exsultate uscita ad inizio Aprile:

La santità non ti rende meno umano, perché è l’incontro della tua debolezza con la forza della grazia e per non aver più paura di puntare più in alto, lasciarti amare e liberare da Dio

Papa Francesco

Ecco la locandina di invito:

 

E un breve video di lancio che sta girando nei social.

Se vuoi avere più notizie sullo spettacolo visita il sito delle Suore Francescane missionarie di Gesù Bambino.

 

 




La Preghiera smuove le Montagne

La settima edizione della marcia per la vita a Roma sarà il 18 e il 19 maggio per affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo. I partecipanti intendono affermare la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso; ostacolare qualsiasi atto volto a sopprimere la vita umana innocente o ledere la sua dignità incondizionata e inalienabile.

Gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc.

Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni. Oggi soffriamo un stato di denatalità inquietante.

La Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo ed in modo particolare del popolo cristiano che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte.

L’iniziativa sarà una “marcia” e non una processione religiosa e come tale aperta anche ai pro life non credenti e a tutti i gruppi che potranno partecipare, ma la prima cosa che occorre attivare è la Preghiera, che smuove le montagne e vince ogni difficoltà ed incomprensione…. Venerdì 18 Maggio vieni e prega con noi!




Alfie Evans mette in evidenza la deriva antropologica-culturale in corso

 

 

Quello che è successo per Charlie Gard a luglio dello scorso anno, si ripete in questi giorni: si sentenzia sul valore della vita, tanto che dei giudici si esprimono dichiarando la vita di una persona “futile” (Giudice Hayden: «But I came to the conclusion at the end of that hearing that Alfie’s brain had been so corrupted by mitochondrial disease that his life was futile»); i genitori vengono privati del diritto di decidere sulla vita di loro figlio, mentre in caso di aborto la loro decisione sarebbe indiscutibile ed irreversibile… e lo chiamano progresso.

Nuovamente i tribunali inglesi sentenziano morte in nome del “migliore interesse” del paziente. Presso la Grande Corte Inglese si è tenuta l’ultima udienza che vede come protagonista Alfie Evans, bambino di Liverpool con appena due anni di vita.  L’udienza era stata fissata per decidere il giorno, l’ora e il luogo del distacco dalla ventilazione artificiale che permette al piccolo Alfie di poter respirare. 

Papa Francesco rimane vicino ai familiari del piccolo Alfie Evans di Liverpool che si oppongono alla decisione dell’ospedale che lo assiste di staccare la spina … il punto è: Una vita umana può mai dirsi futile? Il silenzio degli innocenti ha un valore ed un senso oggi? La sofferenza di un genitore ha un suo valore e avvalora il diritto alla vita del proprio figlio? 




UNA MISSIONE, LA STESSA PASSIONE: CAMMINARE CON CRISTO  SULLE STRADE DEL MONDO

11 APRILE  1799 – 11 APRILE  2018

Oggi come ieri  SUORE DELLA CARITA’

Chi siamo? Qual è il nostro  carisma ?
La nostra vita è nutrita dal Vangelo. Come ieri le donne del Vangelo alla sequela di  Gesù Cristo,
così oggi,  testimoniamo  la presenza del Risorto nel nostro mondo, attraverso semplici gesti di servizio.
Con Maria e come lei vogliamo essere disponibili ai bisogni dei nostri fratelli.
San Vincenzo de ‘Paoli,  di cui coraggiosamente Santa Giovanna Antida ne ha seguito le orme, così raccomandava alle sue figlie: “Avranno per chiostro, le strade della città… per  cappella, la chiesa parrocchiale…e “una vita vissuta in Carità: “la carità inventiva all’infinito …”al servizio dei fratelli …“I poveri sono i nostri padroni” e dobbiamo servirli con atteggiamenti di  semplicità e umiltà.

Chi è Giovanna Antida?
Giovanna Antida Thouret Nasce, il 27 novembre nel 1765 a Sancey Le Long , villaggio della Franca Contea.

S. Giovanna Antida Thouret,fondatrice delle Suore dellaCaità

Vive  in un contesto particolare: quello della ”Rivoluzione  Francese”, in una crisi politica, sociale, economica e religiosa; vive in una società tutta da ricostruire. All’età di 22 anni, vigilia della Rivoluzione  lascia tutto e si avventura sulle strade di un vangelo Radicale: donare la vita a Cristo, servirlo nel suo corpo sofferente: i poveri. Entra tra le  Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli. Ma vi rimane pochi anni. La rivoluzione fa chiudere conventi e case religiose. Si ritrova sola, e provata, sulle strade insanguinate di Francia e d’Europa. Dio ha progetti più grandi, meno conosciuti, ma più sicuri. Attraverso la ”voce” di un vescovo ,suo conterraneo, come lei in esilio, le dirà un giorno: ”Rientra in Francia,  collabora con la tua Chiesa locale, con tutti i cristiani di buona volontà per ristabilire la fede, riportare Cristo, annunciare l’Amore. Lasciati seguire da ragazze come te”. Da Landeron, piccolo villaggio della Svizzera dove si era stabilita per vivere in umiltà, preghiera e servizio, Giovanna Antida rientra in Francia. A Besançon,  l’11 aprile 1799, comincia la sua nuova avventura:

  • Una piccola scuola per i poveri, in una camera d’affitto;
  • Il brodo per i poveri in un cortile;
  • La cura dei malati, nelle case buie;
  • L’annuncio del Vangelo, nelle parrocchie di una città segnata dalle ferite della rivoluzione. In seguito,  si prenderà cura dei prigionieri di Bellevaux …

Icona del “Carisma delle suore della Carità, realizzato da un monaco Benedettino del Brasile .

“Ho iniziato questa opera da sola … nel nome e con la sola fiducia nell’onnipotenza di Dio …e come un piccolo seme di senape, Dio lo ha fatto germogliare, mettere radici e trasformarlo in un grande albero … ”
E’ ciò che ha scritto Giovanna Antida  nel 1818 alle sue figlie . Un albero che ha diffuso i suoi rami nella  Franca Contea poi in Savoia, e in Svizzera.
Nel 1810, su richiesta di Gioacchino Murat, viene a in Italia ,a Napoli, dove inizia uno “stile” nuovo di servire i poveri.
Qui Giovanna Antida muore il 24 agosto 1826.  La chiesa la proclama Santa il14 gennaio 1934. La sua famiglia religiosa oggi è sparsa in tutto il mondo.

SUORE DELLA CARITA’

 




La Famiglia Marianista di Roma celebra la vocazione Marianista

La Famiglia Marianista è composta dalle “Figlie di Maria Immacolata”, dalla “Società di Maria”, dalle “Comunità Laiche Marianiste” e dalla “Alleanza Mariana”.

Il nove aprile scorso, Festa della Annunciazione, che per la Famiglia Marianista ha un significato speciale, si sono incontrati per un momento di condivisione spirituale, con la santa messa a Casa Adele (comunità delle Suore a Roma). Prima della messa alcuni rappresentanti dei vari rami hanno condiviso la loro chiamata.

Questa festa ha brillato di una luce particolare perché il prossimo 10 giugno ad Agen (Francia), ci sarà la beatificazione della fondatrice delle Suore Marianiste, Adele de Batz de Trenquelléon. Questo avvenimento riunirà di nuovo tutta la Famiglia Marianista che vive la stessa vocazione in diversi stati di vita.