Suore Marianiste

In occasione della Beatificazione della loro Fondatrice, Madre Adele de Batz de Trenquelléon, le Suore Marianiste hanno indetto un concorso fotografico. La Beatificazione sarà il 10 giugno ad Agen (Francia), luogo dove ha vissuto e fondato l’istituto.

Video sulle motivazioni sul concorso

 

 

GUARDARE IL MONDO CON GLI OCCHI DI ADELE”.

Cosa vedrebbe, se oggi venisse nelle nostre strade, nelle nostre scuole, nei paesi in cui la famiglia marianista si è sviluppata durante questi 200 anni, o nei luoghi in cui non c’è ancora una presenza marianista?

Guardati intorno e focalizza la tua fotocamera su qualcosa che avrebbe attirato l’attenzione di Madre Adele, dagli un titolo e scrivi un messaggio che collega l’immagine alla vita e allo spirito della nostra Fondatrice.

Vuoi Conoscere qualcosa di più: https://www.fmi-adele.org/

 




DIOCESI DI HUAMBO 75 ANNI DI MISSIONE TESTIMONIANDO IL VANGELO

DIOCESI DI HUAMBO 75 ANNI DI MISSIONE TESTIMONIANDO IL VANGELO

In questo articolo vogliamo presentare una breve storia della Arcidiocesi di Huambo che si trova in Angola che da quando è stata fondata come diocesi, sono passati 75 anni.

Ci importa anzitutto dire che l’Angola è uno Stato dell’Africa Centrale. Confina a Nord con la Repubblica Democratica del Congo, a Est con lo Stato di Zambia, a Sud con la Namibia e a Ovest si affaccia sull’Oceano Atlantico. Fa parte dei paesi dell’Africa subsahariana.

Nonostante la struttura religiosa che aveva già in Angola, il Cristianesimo è arrivato con i colonizzatori portoghesi nel secolo XV. Infatti, l’Africa subsahariana fu, alla fine del XV secolo e all’inizio dell’età moderna, teatro dell’ultima impresa missionaria nell’arco di tempo qui preso in considerazione. Alla ricerca della via marina verso le Indie i portoghesi esplorarono la costa occidentale dell’Africa e vi stabilirono degli insediamenti commerciali fortificati. Nel corso di queste esplorazioni si imbatterono, nel 1482, nel territorio della foce del Congo e nel regno del Congo sul territorio dell’odierna Repubblica del Congo e dell’Angola settentrionale[1].

Prima della sua erezione, il territorio dell’allora Diocesi di Nova Lisboa fu diviso nel 1935 in tre parti: la Prefettura Apostolica Cubango, il Vicariato Generale di Huambo e la Costa di Benguela. In quello stesso anno, monsignor Luis Keilling, fu il prefetto apostolico di Cubango e vicario generale di Huambo. Morto il 30 novembre 1937, fu sostituito nella doppia posizione da Monsignore Daniel Gomes Junqueira, nominato il 10 gennaio 1938[2].

La Diocesi di Huambo (Nova Lisboa), fu creata dalla Bolla Sollemnibus Conventionibus del 4 settembre 1940, di Pio XII e eseguita il 12 gennaio 1941. La diocesi sperimentò numerosi smembramenti dando origine ad altre diocesi. Così il 27 luglio 1955, con la bolla Ad Christi Evangelium, fu creata la diocesi di Huíla (Sá da Bandeira), che copriva Namibe (Moçamedes), che dal 2009 è diventata una diocesi. Il 6 giugno 1970 con la bolla Omnimode solliciti, è stata la volta della erezione della diocesi di Benguela.

Fu il primo vescovo della diocesi di Huambo, il signor Daniel Gomes Junqueira, che il 28 settembre 1941 fu nominato e l’8 giugno dello stesso anno entrò in carica e come fondamento del suo episcopato adottò e visse il seguente motto: in Domino confido (Confido nel Signore), che vediamo ancora all’ingresso dell’Arcidiocesi e nella cappella residenziale della Cattedrale, avendo governato la diocesi dal 1940 al 1970 l’anno della sua morte.

Subito dopo la sua inaugurazione, il prelato cercò di organizzare la nuova diocesi secondo i precetti del diritto canonico, e come risultato del suo lavoro la più fiorente cristianità dell’intera colonia dell’Angola, era in questa diocesi[3]. Nei 29 anni del suo governo episcopale, la diocesi di Nova Lisboa, che era già il più grande movimento religioso al momento della sua creazione, ha visto una crescita impressionante nelle varie opere e istituzioni religiose e sociali in tutto il suo vasto territorio: Seminari, Parrocchie, missioni, istituti di istruzione primaria e secondaria e di assistenza, collegi, scuole di formazione per insegnanti, associazioni cattoliche e movimenti apostolici[4].

A causa delle trasformazioni che la Chiesa ha registrato, in particolare la Chiesa Angolana, nel 1977 c’erano altre due Province ecclesiastiche con sede a Huambo e Lubango.

Così, con la bolla Qui divino consilio di Papa Paolo VI, del 3 febbraio 1977, la diocesi di Nova Lisboa, che dall’indipendenza del paese in 1975 si chiama Huambo, fu elevata alla sede Metropolitana e nello stesso giorno, con la bolla Christianorum Utilitibus Consulentes, si sarebbe disconnesso dalla diocesi di Saurimo Monsignore Manuel Franklin da Costa per nominarlo Arcivescovo metropolita di dell’arcidiocesi di Huambo.
Monsignore Manuel Franklin da Costa, terzo vescovo e primo arcivescovo di Huambo, entrò in carica il 6 marzo 1977. Sono notabili i suoi lavori nella pastorale e nella formazione. Terminò il suo episcopato dopo dieci anni e la Santa Sede lo nominò Arcivescovo di Lubango il 20 settembre 1986[5].

Dopo la sua assenza,  è stato nominato per l’arcidiocesi di Huambo il 20 settembre 1986 Monsignore Francisco Viti, quarto vescovo e secondo arcivescovo che ha iniziato il suo lavoro in questa magna arcidiocesi il 19 ottobre dello stesso anno.

Come arcivescovo, presiede l’opera di evangelizzazione dell’arcidiocesi già cinquantenne e, per misericordia di Dio, presiede il cinquantenne della diocesi / arcidiocesi di Huambo (1940-1990), celebrato il 9 settembre 1990. Presiede inoltre l’unità e la carità apostolica della Chiesa locale in un momento difficile e travagliato.
Di notare anche che, come Pastore, ha continuato ad aumentare l’attività della vita cristiana nella diocesi, nei nella pastorale, nell’educazione, portando avanti la grande missione a lui affidata. Dopo 17 anni come arcivescovo, Francisco Viti, il 31 luglio 2003, ha presentato le sue dimissioni e la Santa Sede ha nominato il vescovo Óscar Lino Braga, vescovo di Benguela, amministratore apostolico dell’Arcidiocesi di Huambo, avendo accumulato le funzioni di vescovo di Benguela e amministratore apostolico di Huambo.

Il 7 aprile 2004, la Santa Sede ha nominato il vescovo José de Queirós Alves, vescovo della diocesi di Menongue, per governare l’arcidiocesi di Huambo. È entrato in carica il 27 giugno 2004. Così, monsignore José di Queirós Alves, vescovo titolare dell’Arcidiocesi, è il quinto vescovo e terzo arcivescovo di Huambo attualmente.

Oggi l’arcidiocesi di Huambo, da quando è stata la sua fondazione come diocesi, sono passati 75 anni. Per questo diamo grazie a Dio visto che ci sostiene e ci accompagna sempre con la sua grazia.

Sono tanti avvenimenti accaduti durante questi anni, perché la chiesa che per natura è missionaria, non lascia mai l’uomo creato all’immagine di Dio, senza riconoscere la sua propria dignità. Così che, con l’evangelizzazione la Chiesa ha dato e da ancora oggi la sua testimonianza a favore della promozione di tutte le persone.

In quello che riguarda alla pastorale, si deve dire che la diocesi è cresciuta tanto in questi 75 anni, non solo il numero dei fedeli, sacerdoti, e consacrati, ma anche le strutture distrutte  dalla guerra sono state riparate e anche sono fatte altre dal capo. Merita particolar attenzione le nuove parrocchie create per continuare a rendere testimonianza del messaggio di Cristo che ci dona la salvezza.

Si deve anche considerare che, nella arcidiocesi, ci sono tante strutture che aiutano nella promozione degli uomini: Scuole primarie, secondarie e superiore; ospedali e centri di formazione professionali. Si  deve dire veramente che tanto fanno per dare la testimonianza del messaggio evangelico che libera gli uomini.

Un altro aspetto da considerare è quello del rapporto della chiesa cattolica con altre confessioni religiose, cioè l’ecumenismo.

Questa testimonianza ancora oggi è presente e si manifesta nei fatti concreti della vita dei fedeli delle varie confessioni religiose. Così che tra queste si realizza l’ecumenismo che tra tante altre iniziative è la più visibile e, infatti è in questa forma in cui se realizza anche l’evangelizzazione, perché nelle varie occasione ci raduniamo per pregare per vari motivi, come preghiera per l’unità dei cristiani, per la pace, per le catastrofi naturali non solo del paese. Mi sembra che queste sono iniziative e pratiche che nel contesto dall’arcidiocesi di Huambo hanno in questo oggi, ragione di essere perché come Chiesa cristiana, siamo chiamati ad essere testimone del Vangelo di Gesù Cristo ovunque siamo e se deve condividere questa comune responsabilità tra le chiese, nonostante le varie differenze.

Quindi questi sono alcuni dei vari aspetti che la Chiesa settantacinquenne di Huambo realizza a favore dell’evangelizzazione, per la maggiore gloria di Dio, sapendo dunque che, si deve sempre tenere in conto che la Chiesa compie la sua missione, annunciando il Vangelo a tutti gli uomini e donne e questa attività non esclude nessun di coloro che in Gesù Cristo crede.

   Analtino CANGUIA.

[1] Cfr. M. Sievernich, La missione cristiana. Storia e presente, Queriniana, Brescia 2012, 94.
[2] Cfr. D. Samala, G. Mulungu, Breve História da Arquidiocese do Huambo (1940 – 1990),Gráfica Aguedense, Lobito, 1992, 3.
[3] Cfr. D. Samala, G. Mulungu, Breve História da Arquidiocese do Huambo (1940 – 1990), 4-5.
[4] Cfr. Ibid., 5.
[5] Cfr. Ibid., 28-29.




Buon compleanno Don Roberto!!!!!

Il piacere di vivere è fatto di piccole e grandi cose… come il poter augurare buon compleanno ad una persona Speciale come te! Tanti Auguri di Compleanno.




DEI CONSACRATI ALLA SCUOLA DEL WEB

In collaborazione con il Centro Comunicazioni Sociali della Pontificia Università Urbaniana, la UISG ha ideato un corso di communicazione intitolato “Come fare uno sito web?”. È un vero vivaio che consente ad una trentina di religiose, seminaristi e sacerdoti di fare i loro primi passi nel mondo del web. Si tratta per loro di capire le dinamiche della comunicazione in quel ambito e di imparare a manifestarci una presenza tramite la tenuta e la gestione di un sito web. Ogni martedì quindi dalle 15,00 alle 16,30 presso l’aula multimediale dell’Università Urbaniana si svolgono le lezione tenute dal Porfessor Riccardo Petricca ed altri collaboratori.

È una bellissima opportunità in un mondo retto ormai dalla comunicazione.




Dialogue Towards Entrepreneurship

Plenary Assembly of the Catholic Bishops’ Conference of Liberia (CABICOL) held in the Diocese of Gbarnga from April 8th-15th, 2018.




Questo è il mio Corpo, questo è il mio Sangue




Gesù crocifisso è vivo!




Sacra Famiglia di Vincenzo Ruggiero Perrino – Seconda Serie – Episodio 1

SACRA FAMIGLIA

SECONDA SERIE

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 1

«Ma’, allora io vado», annuncia un Gesù euforico, perché per la giornata di oggi ha organizzato insieme con i suoi amici Simone, Giacomo e il piccolo Giovanni una scampagnata in montagna.

«Mi raccomando: state attenti e non tornate troppo tardi», replica Maria, mentre è intenta alle faccende di casa.

«Mi dispiace solo che Giovanni non possa venire con noi».

«Suvvia, sai bene che Zaccaria ci teneva tanto a portarlo con sé al tempio. La prossima volta che organizzerete una passeggiata verrà anche lui».

«Sicuramente!» Dai, ora mi avvio», e, detto questo, Gesù esce.

Incontrati, poco più avanti i tre compagni di avventura, tutti insieme cominciano la loro passeggiata.

«Mi dispiace che Andrea non sia potuto venire», commenta Gesù rivolto a Simone.

«Mio fratello è un guaio! Ha fatto arrabbiare papà, che l’ha messo in punizione dicendogli che oggi avrebbe lavorato con lui sulla barca», risponde l’altro.

«Vabbé, sarà dei nostri un’altra volta. Tanto mica è l’ultima gita che facciamo tutti insieme… no?», chiosa il più piccolo del gruppo, Giovanni.

Per salire sul monte, devono necessariamente attraversare la città, passando per la piazza. Mentre sono lì, i quattro amici si fermano a guardare una scena un po’ triste: c’è un uomo che viene portato via da alcune guardie, insieme con la moglie e i figli.

«Cosa succede?», domanda Giacomo ad uno dei venditori che ha il banco sulla piazza.

«Quell’uomo è stato dato alle guardie dal suo padrone, perché non gli ha pagato quanto gli doveva».

«Spiega bene il fatto, somaro!», interviene la moglie del venditore, una donna robusta e con le gote rosse. «Ascoltate me, ragazzi, che conosco la storia di quella famiglia. Il padrone di quell’uomo gli era creditore di un bel po’ di denaro. Tuttavia, quello sciagurato non aveva soldi per saldare il suo debito. Così, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito».

«Ma questo quando è successo?», chiese Simone.

«Mah, credo qualche giorno fa. A sentire che doveva essere venduto, il meschino si getta a terra e comincia a fare la commedia…».

«In che senso “a fare la commedia”?», chiede Giovanni, che evidentemente non ha capito.

«Piccolo, nel senso che fingeva i suoi veri sentimenti, come si sarebbe scoperto più tardi».

«Vabbè, ma il signore che ne sapeva che quello fingeva?», dice ancora l’altro.

«Se mi fai finire il racconto lo scoprirai. Dicevo? Ah sì, allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: “Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito».

«E, allora, perché è stato arrestato?», è il turno di Simone di chiedere.

«Se mi interrompete sempre non lo saprete mai! Dunque, dov’ero rimasta?».

«Al padrone che aveva condonato il debito al servo».

«Sì, giusto! Invece, appena uscito, quel servo trova un altro servo come lui che gli deve una piccola somma di denari. Lo afferra e con violenza gli dice: “Paga quel che devi!”. Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplica dicendo: “Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito”. Ma quello non lo ha esaudito, e anzi lo ha fatto mettere in carcere, fino a che non gli paghi il debito».

«Che farabutto!», commenta Simone.

«Già!», commenta il marito della donna che sta raccontando.

«Zitto tu, e torna a lavorare!», lo rimprovera la moglie, che poi riprende il racconto: «Gli altri servi sono rimasti male del comportamento che quello ha avuto verso il compagno e così sono andati a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Questa mattina il padrone ha fatto chiamare quell’uomo e gli ha detto: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Così, lo ha fatto arrestare, lui, con la moglie e i figli, saranno venduti insieme a quello che posseggono, finché non gli avranno restituito tutto il dovuto».

«Caspita!», riesce solo a dire Giacomo.

«Bisogna imparare sempre a condonare i debiti gli uni verso gli altri, specie se si tratta di dover avere bazzecole dai nostri pari, a fronte di grosse somme che si devono restituire a chi ci è superiore», conclude Gesù.

«Ragazzuoli, credo che ci convenga affrettare il passo, altrimenti non arriviamo più!», dice Giacomo, invitando gli altri tre a riprendere il cammino.

«Dove andate di bello?», chiede la donna che ha raccontato la storia dell’uomo incatenato.

«Facciamo una scampagnata in montagna», le risponde Simone.

«Bravi! È la stagione ideale per salire in montagna!», si intromette di nuovo il marito, suscitando nuovamente l’ira della moglie.

Lasciati i due a litigare, i quattro amici riprendono la loro strada. Quando arrivano al pianoro sulla sommità della montagna, il sole è ormai al suo punto più alto.

Lì nei pressi c’è un piccolo bosco con alberi molto alti che fanno ombra. I quattro ragazzi vanno a sedersi lì sotto e cominciano a mangiare un po’ di focaccia e un po’ di pesce che le rispettive madri hanno preparato loro.

Mentre mangiano, ridono e scherzano, due uomini abbastanza anziani da avere lunghe barbe bianche si avvicinano a loro:

«Salve, ragazzi!», saluta uno dei due.

«Buongiorno a voi», replicano in coro.

Poi, Giovanni sussurra all’orecchio di Gesù: «Guarda quello più alto: non ti sembra che assomigli a Mosè?».

«Mosé chi?», chiede l’altro.

«Il profeta!».

«Scusa, ma tu che ne sai che aspetto avesse Mosè? Mica eri con lui quando aprì le acque del mare!», dice, con tono scherzoso, Gesù. Poi, alzatosi in piedi, si rivolge ai due uomini: «Cosa fate quassù?».

«Siamo pastori, e abbiamo condotto il nostro pascolo su questo bel pianoro. Voi, invece?».

«Anche io ho portato i miei amici qui in montagna, visto che oggi è una giornata veramente splendida!».

«Avete fatto bene: godetevi le meraviglie di questa montagna, adesso che siete anche giovani. Verranno giorni in cui avrete talmente tante cose a cui pensare e tante cose da fare, e magari dovrete girare queste regioni in lungo e in largo, che non avrete tempo di stare tranquilli a godervi l’ombra di un albero».

Mentre Gesù è intento a raccontare anche ai due anziani l’episodio dell’uomo arrestato che avevano visto mentre si avviavano verso la montagna, ad un tratto anche Simone si alza. Vuole dire qualcosa anche lui, ma il sole è talmente abbagliante che a malapena riesce ad intravedere Gesù con i due anziani. Soltanto quando gli è vicino riesce finalmente a vedere l’amico e a dirgli:

«Che ne pensi se ci facciamo un paio di tende e stanotte dormiamo qui?».

«Sì, e poi alle nostre mamme chi glielo dice? Se facessimo una cosa del genere, ci metterebbero in punizione fino a Pasqua!», replica Gesù.

«Il ragazzo ha ragione. Noi ora andiamo via. Voi, però, restate qui, ma prima che tramonti il sole ritornate alle vostre case. Quando sarete grandi, dormirete fuori casa talmente tante volte, che vi verrà nostalgia di un bel letto comodo! Ascoltate queste mie parole: anche quando sarete più grandi, ricordate sempre di non riempire troppo le vostre giornate di tanti impegni… Il lavoro, gli affari, le faccende sono importanti, ma rischiano di distrarvi dal pensare all’unica cosa per la quale vale la pena aver pensiero…».

«E cioè?», chiede Giovanni.

«Dio».

Prontamente Gesù aggiunge: «Dio, e il prossimo», e lo dice con tale convinzione, che nessuno gli chiede cosa significhi “prossimo”.

Detto questo, i due anziani pastori riprendono la loro strada. Gesù, Simone, Giacomo e Giovanni riprendono a mangiare, a ridere e a scherzare come stavano facendo poco prima…




INFIORATA ARTISTICA NELL’ABBAZIA DI CASAMARI

Anche quest’anno, nell’Abbazia di Casamari si è portato a termine si è preparata l’infiorata.

Guardando il bellissimo tappeto, fatto prevalentemente da fiori veri, partendo dal portone d’ingresso, nel primo quadro si potrà notare lo stemma dell’Abbazia di Casamari, formato dallo scudo e dalle chiavi incrociate, indica, da circa un millennio, la fedeltà della comunità al successore di Pietro.

Nel secondo quadro la facciata dell’Abbazia, che quest’anno celebra l’ottavo centenario della consacrazione della sua Chiesa.

Continuando a camminare verso l’altare troviamo il terzo quadro, in cui è rappresentato San Benedetto, patriarca dei Monaci d’Occidente.

Di seguito il quarto quadro, bellissima immagine di uno dei sei Martiri di Casamari, testimoni privilegiati dell’Eucarestia, di cui è stata introdotta la causa di Beatificazione.

Nel penultimo quadro troviamo una dedica all’apparizione della Madonna di Fatima, nel centenario dell’apparizione (recentemente ospitata in Abbazia), e ai tre pastorelli, Francesco, Giacinta e  Lucia.

Nell’ultimo quadro, nonché quello più vicino all’altare, in primo piano c’è Maria, primo tabernacolo dell’Eucarestia.

Complimenti a tutti coloro che hanno portato a termine la bellissima e maestosa opera!

Direttore artistico Padre Abate Eugenio Ramagnuolo.

Progettiste: Laura Vitaterna e Maria Magliocchetti.

Collaboratori artistici: Agnes Preszler, i Monaci e tanti fedeli.

Gianna Reale




Il via all’estate … Oratorio San Pietro Apostolo Cassino

Iscrizioni aperte dal lunedì al venerdì dalle 17 alle 20 … Gli animatori, i reponsabili e tutta l’equipe dell’etate ragazzi 2017 vi aspetta per questa bellissima esperienza da vivere insieme !!!

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Estate Ragazzi 2017 … 25 Anniversario 1992-2017

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Gli animatori dell’Estate Ragazzi 2017, completato il percorso di formazione, incontrano il Vescovo Gerardo Antonazzo e ricevono il Mandato, nella Parrocchia di S. Pietro Apostolo a Cassino.




Estate Ragazzi 2017 Parrocchia San Pietro Apostolo Cassino

18451440_682519285275376_238907374098913084_oDal 26 giugno al 28 luglio, dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 17.00, la parrocchia di San Pietro si prepara per un’estate ragazzi speciale. Questa, per l’oratorio parrocchiale è la venticinquesima edizione, durante questo intenso periodo gli animatori e coloro che vi parteciperanno come animati si preparano per un lungo viaggio la cui meta è il Messico. Ad accompagnare i tanti bambini e ragazzi sarà uno staff che si è formato durante questi mesi e che è formato da più di 70 animatori e circa 10 responsabili.




“Flos Campi”: Miracolosa Immagine di Maria Santissima a Cave

“Flos Campi”: Miracolosa Immagine di Maria Santissima a Cave

Santuario Madonna del Campo

Il Santuario dove viene venerata la miracolosa immagine della Vergine Maria con il dolce titolo di “Fiore del Campo” si trova poco fuori dal centro abitato di Cave, nella Chiesa adiacente al Cimitero del paese. In questo luogo fu combattuta, non solo, la battaglia tra Romani e Prenestinesi contro i Volsci ed Ernici nel 267 a.C. ma più volte fu utilizzato come campo di addestramento per la difesa del feudo di Cave. Ecco perché la motivazione del nome: Campo. Qui doveva essere stata eretta, secondo alcuni ricercatori, una Chiesa dedicata a Santa Sabina oppure, secondo quanto è riportato nel Liber Pontificalis della Basilica di San Pietro, dedicata da Papa Simmaco nel IV secolo, e che fu abbandonata a causa dell’avvento dei barbari.

Nell’anno 1653 il Comune di Cave, insieme al Cardinale Girolamo Colonna, stabilirono di riparare quel tratto di strada che conduceva a Genazzano, traversando l’annessa pianura del Campo, resa impraticabile dalle varie intemperie del tempo. Il lavoro ebbe inizio fin dalle porte della città in modo tale da facilitarne la … Il lavoro procedeva in maniera tanto vigoroso che ben presto la spianata era allestita e occorreva costruire un ponticello, utilizzando i sassi di un muro spinoso appartenuto ad una vecchia costruzione, e che sarebbe servito all’allacciamento della stessa. La demolizione del muro spinoso era quasi giunto al termine quando gli animali, addetti al trasporto del materiale per la costruzione, si arrestarono e si fecero come per prostrarsi con le zampe anteriori e, facendo giungere il muso fino a terra, si posero in atteggiamento adorante. Gli operai si indispettirono di questo modo di fare perché non ne comprendevano la ragione e pensavano, giustamente o ingiustamente, che gli animali si stessero ribellando e non volevano fare il loro lavoro. Ma niente e nessuno riuscì a fare loro mutare comportamento.

Un operaio che si trovava ad alzare uno dei sassi vide un grande vuoto sotto di esso. Fu proposto, allora, di sgombrare quello spazio. Man mano si procedeva allo sgombro si scoprì che vi era una doppia scala di sasso che conduceva a un sotterraneo. Gli operai al termine dell’evacuazione scendendo quelle scale si ritrovarono in una comoda cameretta dalle pareti umide e salnitrate. Durante quel sopralluogo, guardando sui muri, videro in uno di questi comparire dei lineamenti, che segnavano l’impronta di una figura. Pensarono che quei lineamenti potessero essere causati dall’umidità del posto; ma scrutando ancor più attentamente si scopriva ai loro occhi l’Immagine della Vergine Maria. Ai loro sguardi attoniti succedettero forti grida di giubilo!

Maria Fiore del Campo

L’Immagine ritrae la Vergine Madre che mostra reggente il Bambino Gesù tra le sue braccia e che a sua volta mostra una piccola croce d’oro sul petto. Alla loro destra San Pietro Apostolo che tiene in mano le Chiavi del Regno de Padre e a sinistra san Paolo Apostolo con in mano il Libro della Vita, la Sacra Scrittura.

In poco meno di mezz’ora la notizia del ritrovamento si diffuse in tutto il paese, la gente si riversava sulla pianura del Campo sia per appagare la propria curiosità e sia per la devozione che portava nel cuore alla Vergine. Questi fatti ebbero luogo il 27 Aprile 1655 e per manifestare alla Santissima Madre la gratitudine del popolo da Lei tanto beneficato con le Sue innumerevoli grazie, fu deciso di edificare ad onore Suo una chiesa nel luogo del ritrovamento della Sacra Immagine. La costruzione della Chiesa ebbe inizio, dopo diverse peripezie, il 02 Maggio 1703 presso la Cappella della Vergine Collegiata di Santa Maria, su un terreno donato dal Capitano Mazzenga Nicola. Il 25 Aprile 1706 l’arciprete don Gioacchino Simeoni la consacrò e fu aperta a tutto il popolo e ai pellegrini che venivano a porre ai piedi della “Madonna del Campo” i fiori e le preghiere in segno di ringraziamento e di filiale fiducia in Lei.

  Part. Chiesa Madonna del Campo  

Altare dedicato a Maria Fiore del Campo

La Chiesa della Madonna del Campo si presenta ad una navata unica al centro della quale vi è una doppia scalinata che conduce alla piccola Cripta in onore di Maria Santissima Fiore del Campo e dove è collocata l’Immagine Sacra come Pala di un piccolo altare dove i pellegrini possono venerare la loro Patrona. La piccola Cappella a Lei dedicata è tutta affrescata e i devoti figli di Maria possono venire a Lei e un soave silenzio pregarla cerchi che Ella, teneramente, ascolterà le loro suppliche e intercederà presso Suo Figlio per ciascuno di loro.

Nel corso degli anni il Santuario è stato seguito da diversi rettori. Il primo fu il Parroco di Santa Maria: don Francesco Castellani, poi seguì il nipote Mons. don Lorenzo Castellani e successivamente don Giacinto Marianecci.

Dal 25 Dicembre 2010 il Rettore del Santuario è don Giovanni Luzi, fondatore e superiore della Famiglia Apostolica per la Chiesa “Madre del Buon Pastore, che ha la propria Casa Madre a Palestrina (http://www.madredelbuonpastore.it/). Le sorelle della Famiglia Apostolica si curano della Chiesa mantenendola sempre in ordine e pulita, e durante la settimana aiutano i laici che lo desiderano a pregare con il Santo Rosario davanti al Santissimo Sacramento esposto. La domenica mattina tutta la Famiglia Apostolica anima con i canti la Santa Messa delle 8.30 presieduta dal padre don Giovanni.

Orario Santuario Madonna del Campo

 




I giovani cresimandi di Ferentino uniti per l’interreligiosità

Anche quest’anno numerosi ragazzi e ragazze della Parrocchia di Santa Maria dei Cavalieri Gaudenti di Ferentino hanno ricevuto il sacramento della Confermazione. La cerimonia solenne si è svolta domenica 14 maggio nella Basilica Cattedrale dei Santi Giovanni e Paolo, con Mons. Ambrogio Spreafico che ha impartito il sacramento a 42 cresimandi.

Intenso è stato il periodo di preparazione svolto durante l’anno con grande impegno da parte dei catechisti e del parroco Don Giuseppe Principali. In particolare, visto il difficile momento storico che la Chiesa mondiale sta vivendo a causa di conflitti ed intolleranze religiose, si è scelto di approfondire da vicino il tema del rapporto con altre confessioni religiose.  Il ritiro con i ragazzi è stato organizzato qualche settimana precedente. Il punto di partenza è stato il ricordo e una riflessione generale sulle tappe salienti del percorso svolto in parrocchia. Tra le varie esperienze e attività citate dai ragazzi senza dubbio una rilevanza d’eccezione è stata attribuita all’incontro interreligioso dello scorso gennaio 2017. Nella Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino esistono, infatti, delle realtà di pacifica convivenza fra differenti confessioni.

La settimana di preghiera per l’Unità dei cristiani (18-25 gennaio 2017), come ormai da decenni, è stata caratterizzata anche quest’anno da eventi ed incontri interessanti, all’insegna dell’ecumenismo. Ci riferiamo, nello specifico, all’incontro di preghiera del 24 gennaio 2017, pensato per i fedeli cattolici e per gli amici valdesi. La cornice naturale è stata offerta dalla Chiesa di Santa Maria dei Cavalieri Gaudenti, poco distante a livello spaziale, dalla Chiesa Valdese sita in Via Consolare.

Aprendo una breve parentesi, nella cittadina ciociara la comunità Valdese è una realtà piuttosto viva, strutturata all’inizio degli anni ‘40 del secolo scorso. Per molti anni è stata retta dal pastore Valdo Vinay, uomo di profonda preparazione biblica, grande predicatore e caro amico del Vescovo diocesano Mons. Ambrogio Spreafico.

In occasione del 500esimo anniversario della Riforma protestante (31 ottobre 1517) alcuni sacerdoti della Diocesi (Don Giuseppe Principali, Don Paolo Cristiano e Don Calogero Proietto) hanno organizzato un momento di preghiera e riflessione invitando il pastore Valdese Massimo Aquilante e il cospicuo numero di fedeli di confessione evangelica.

L’atmosfera è stata quella di una festa pacata, con canti preparati dai ragazzi del coro (molti dei cresimandi) di Santa Maria e con delle letture e meditazioni a partire dalla Bibbia. Per il 2017 il tema scelto è stato: L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione (2 Corinzi 5, 14-20).

In seguito sia il parroco Don Giuseppe sia il pastore Massimo hanno pronunciato una sorta di omelia dal sapore filosofico. A seguire gli amici evangelici hanno invitato tutti i partecipanti presso i locali della loro comunità, a pochi passi da Santa Maria Gaudenti, condividendo un rinfresco.

I partecipanti, di entrambe le confessioni, hanno commentato positivamente questa iniziativa, auspicando che potesse essere solo l’inizio di una collaborazione per favorire la conoscenza reciproca e incentivare uno scambio religioso e culturale.

I giovani della parrocchia hanno fatto tesoro di questa suggestiva esperienza, ed infiammati dal fuoco dello Spirito Santo, porteranno sulle loro strade un messaggio di pace e fraternità, in un mondo troppo spesso in guerra.

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Il Parroco Don Giuseppe Principali                                                   

 

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Il pastore Massimo Aquilante

 

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Sussidio di preghiera per il 2017: elaborato congiuntamente, a partire dal 1968, dalla commissione Fede e costituzione del CEC (protestanti e ortodossi) e dal Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani (cattolici), “antenato” del Segretariato per l’unione dei cristiani voluto da Giovanni XXIII.

 




Uniti in preghiera da Nord a Sud con gli Innamorati di Gesù e della Madonna

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catechesi Dario Gritti Innamorati di Gesù e della Madonna Colle Palme

Fine settimana di catechesi e preghiera e carità per gli Innamorati di Gesù e della Madonna.

Sabato e domenica sera alle 21.00 presso la parrocchia S.S. Trinità e S. Bartolomeo di Colle Palme (diocesi di Palestrina)  ci sarà l’incontro di catechesi e preghiera con il nostro fondatore Dario Gritti.

In accordo con il Vescovo S.E mons. Domenico Sigalini sarà possibile portare cibo, scatolame, e anche coperte o giacche che verranno devoluti interamente ai terremotati della diocesi di Ascoli.

Sabato 8 aprile alle 21 presso la casa degli Innamorati a Pontida (BG) ci sarà la recita del Santo Rosario con i consacrati e le consacrate.

Anche a Pontida si terrà una raccolta cibo per i poveri.

santo rosario con i consacrati e le consacrate degli Innamorati di Gesù e della Madonna

La stessa sera in unione di preghiera il cenacolo degli Innamorati di Gesù e della Madonna di Pesaro organizza una serata di preghiera con Adorazione eucaristica, santo Rosario Comunitario e Celebrazione Eucaristica. Anche qui in accordo con la Caritas parrocchiale si promuove la raccolta cibo per i poveri

serata di preghiera con il cenacolo degli innamorati di Gesù e della Madonna di Pesaro

Preghiera cenacolo Innamorati di Pesaro

Rosario dei Consacrati Innamorati

Catechesi Dario Gritti