COMUNICARE CON RESPONSABILITÀ NEL CONTINENTE DIGITALE

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«Vieni e vedi» (Gv 1, 43-46). Comunicare incontrando le persone come e dove sono. [1]
Papa Francesco scegliendo le parole dell’apostolo Filippo, fa ricordare che nel conoscere la vita degli altri, e partecipandovi, si comprende il senso delle cose. Il tempo di pandemia – con la distanza imposta dal lockdown – nel cambio epocale che stiamo vivendo, ha accelerato la necessità di una pastorale attenta alla comunicazione digitale. Una buona comunicazione a tutto tondo, infatti, “rende possibile la vicinanza necessaria per riconoscere ciò che è essenziale e comprendere davvero il senso delle cose”. [2]

Comunicare
Comunicare è un verbo che ha due soggetti attivi – “Io, e Tu” – che rendono la comunicazione scorrevole e quindi creano reciprocità. Nel comunicare è molto importante l’efficacia del messaggio trasmesso. Questo richiede una buona conoscenza dei mezzi di comunicazione e l’importanza delcontenuto. Il contesto della comunicazione richiede determinati elementi: il messaggio, che è il contenuto, ovvero il tema che si vuol trasmettere; l’emittente, che è la persona che invia il messaggio; il ricevente, che è la persona che riceve il messaggio; il contesto, ovvero la situazione in cui avviene la comunicazione; il canale, ovvero il mezzo attraverso cui passa la comunicazione; il codice, che è il linguaggio utilizzato per comunicare. [3]
L’atto di comunicazione, per essere tale, deve concludersi con la “ricezione” del messaggio da parte del destinatario, pena la nullità del medesimo; se spedisco una lettera e questa non arriva al destinatario l’atto comunicativo non si è attivato. Di fatto, l’atto comunicativo, si compie nel momento in cui genera un feedback, una qualche risposta.
Esistono due tipi di comunicazione. Primo tipo è la cosiddetta comunicazione di massa, che utilizza un particolare canale per trasferire informazioni a direzione unica: è un informare. Il secondo tipo di comunicazione è detto interpersonale: la comunicazione per antonomasia, dove i risultati che si possono conseguire sono sempre più efficaci. La comunicazione interpersonale, infatti, coinvolge due o più persone e si basa sempre su una relazione in cui gli interlocutori si collocano sullo stesso piano.
Dimostriamo empatia quando comunichiamo all’altro la nostra volontà di comprendere il suo punto di vista. L’empatia è la capacità di “mettersi nei panni dell’altro”. Riconoscere unicamente il proprio punto di vista significa “chiusura”, ed è assenza di volontà di ascoltare con altri. Il dialogo è necessario; la comunicazione obbliga a rivedere il modo di rapportarsi con le persone costruendo una nuova cultura che favorisca ascolto, alterità e collaborazione, anche a distanza.In ambito di fede, questo non vuol dire rinunciare al proprio credo, ma riconoscere il terreno su cui muovere passi di evangelizzazione. Il contesto, ovvero la situazione globale in cui l’atto comunicativo avviene, offre una chiave interpretativa. Ogni feedback manifesto va decodificato per una riformulazione del messaggio.

I destinatari, ovvero il target
Mandato fondamentale della Chiesa è quello della evangelizzazione. Infatti nel decreto conciliare Ad gentes, al n. 1 leggiamo che la Chiesa “inviata per mandato divino alle genti per essere «sacramento universale di salvezza» … si sforza di portare l’annuncio del Vangelo a tutti gli uomini”. La Chiesa, quindi, fortemente responsabile del mandato di Cristo non può non attivare tutti gli strumenti perché la Parola di Dio possa essere portata nei contesti di vita, primo tra tutti quello della famiglia. Sarà suo compito vedere, ascoltare le esigenze nuove del popolo cristiano per proporre, con fedeltà, il messaggio di Cristo alle persone, servendosi di nuove vie, anche tecnologiche, al fine di creare una cultura dell’autentico “amore”. Consapevoli delle grandi responsabilità che abbiamo in quanto uomini e donne di Chiesa, ecco che il Papa Francesco ci esorta fortemente a vivere come “Chiesa in uscita”, per raggiungere le persone nelle situazioni reali di vita.
«Vieni e vedi»(Gv 1, 43-46). È invito ad un’esperienza. Esperienza è “conoscenza acquisita attraverso il contatto diretto con la realtà”.[4] Quando uno fa esperienza, testimonia una realtà: la conoscenza di quella realtà è profonda e la trasmette con certezza e convinzioni. Questo invito l’aveva usato Gesù quando Andrea e Giovanni gli avevano chiesto: Maestro dove abiti? Gesù rispose: «venite e vedete». Dopo un vissuto insieme, saranno loro a portare l’esperienza, la testimonianza, perché conoscono la verità. Per aver un saper profondo delle cose, delle realtà,potrebbe essere difficile trovare parole giuste per spiegare: modo privilegiato, dunque, è fare l’esperienza.Ciò contrasta fake news, ed esalta la verità. Nei new media, si può essere presenza che incontra e trasfigura, e permette di cogliere la bellezza della vita cristiana.
«Comunicare incontrando le persone come e dove sono». Ciò invita alla relazione. L’uomo è un essere relazionale ed è soltanto quando si creano buoni rapporti che si ha la possibilità di comunicare oppure trasmettere. Gesù manda i suoi discepoli a due a due: questo perché esperiscano anzitutto relazione tra loro, e poi andando al popolo favoriscano relazioni/Relazione (Lc 10,1-9).Bisogna curare la relazione, e questo si fa prendendo l’iniziativa di andare tra le persone, creare contatto, fare esperienza della loro realtà di vita. Poi viene l’annuncio.

Per una pastorale digitale
Anche per la comunicazione digitale deve considerare la capacità di aprire ad una relazione umanizzante. Con un click si entra nell’universo di Internet. Facciamo parte di questo continente digitale! Un continente formato da esseri umani di tutte le culture, etnie e molteplici confessioni religiose e tendenze politiche. “Essere missione” in questo continente digitale richiede molta attenzione e responsabilità.
Siamo responsabili di tutto ciò che scriviamo e pubblichiamo su internet e sui social media. Abbiamo, infatti, il potere di raggiungere un gran numero di persone – potenzialmente ogni essere umano – con quello che scriviamo e condividiamo. Quando scriviamo qualcosa a nostro nome, siamo responsabili di ciò che pubblichiamo davanti a tutti. Comunicare nel digitale richiede una costante attenzione alla nostra privacy e sicurezza.
Quando comunichiamo e condividiamo informazioni per conto delle istituzioni che rappresentiamo, dobbiamo sempre essere attenti a trasmettere i valori e la missione dell’istituzione, nonché a garantirne l’immagine, la credibilità e la trasparenza. Il continente digitale è un ecosistema sociale e culturale. Ci offre grandi opportunità per essere connessi con le persone e avere accesso al mondo della cultura, dell’economia, della politica, dell’istruzione e della religione.
Il continente digitale ci sfida oggi ad essere comunicatori dei valori della vita, della verità e della speranza. Il mondo digitale ci sfida a sperimentare relazioni umanizzanti e solidarietà, per costruire la fratellanza umana tra tutti ipopoli e le nazioni. È nostra responsabilità etica, promuovere la solidarietà digitale.
L’uso dei media digitali, se da un lato permette di raggiungere molte persone contemporaneamente e quindi trasmettere dei messaggi ricchi dal punto di vista spirituale, dall’altro non vuole escludere il contatto personale, il quale è sempre più arricchente. Da ciò ne consegue che il fedele connesso con la piattaforma digitale possa trovare nei messaggi ricevuti un incoraggiamento, motivazioni valide per trasmettere un feedback in linea con quanto ha ricevuto.

“Dio ti incontra dove sei”: un vecchio detto
Come si legge nel comunicato della Sala Stampa Vaticana, “l’annuncio cristiano prima che di parole, è fatto di sguardi, testimonianze, esperienze, incontri, vicinanza. In una parola, vita”. È, quindi, nel manifestare interesse per la vita degli altri, nel partecipare alle gioie e ai dolori di ognuno, che si conosce la verità e si comprende il senso delle cose. [5]
Di fatto, si tratta di inserirsi nella dinamica di quella “pastorale in conversione”, indicataci da Papa Francesco nell’esortazione Evangelii Gaudium. Occorre, quindi, una forma di pastorale con una forte accentuazione evangelizzante, che sappia ridire la fede anche attraverso un linguaggio adatto ai tempi e alle persone. Anche attraverso l’utilizzo e la valorizzazione delle potenzialità del digitale.
Dio è Comunicazione. La Chiesa, quindi, per sua natura, è una realtà comunicativa. Comunicazione ad intra e ad extra. La comunicazione digitale, nel panorama dell’evangelizzazione, definisce nuovi areopaghi moderni. Come la complessa galassia del web che ha unificato la società, rendendola un villaggio globale:le nuove generazioni, soprattutto, crescono secondo modi e stili attivati dalle dinamiche web. Nell’esortazione Evangelii nuntiandi, papa Paolo VI già indicava nei mezzi di comunicazione di massa una forte opportunità di evangelizzazione.
Questo significa che abbiamo la missione di lavorare per l’inclusione digitale, in modo che tutte le persone abbiano il diritto di comunicare, di usare i media digitali per la loro formazione, per il loro ingresso nel mondo della conoscenza, del lavoro, delle relazioni umane nel loro gruppo o comunità. A tal proposito, considerando una mia esperienza nel continente digitale con l’App “WhatsApp”, posso dire che essa mi permette di dialogare con mie consorelle in altre case dell’Istituto. La comunicazione diviene più difficile se penso all’Africa, in cui è vivo il problema del digital divide. Mi piacerebbe dialogare con la gente dei villaggi in periferia, ma qui, diversamente dai grandi centri urbani, ogni connessione è limitata, se non assente.

Apriamo vie, opportune, che permettano a Dio di incontrare l’uomo.

Io e la mia terra, l'Africa
Io e la mia terra, l’Africa

 

Bibliografia e sitografia

[1] Papa Francesco, Messaggio del Santo Padre Francesco per la 55.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 29.09.2020

[2] Cfr. B. Capelli in https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2020-09/papa-francesco-tema-giornata-mondiale-comunicazioni-sociali.html (Consultato 13 gennaio 2021)

[3] Cfr. F. Bochicchio in https://www.formazionescienzesociali.unisalento.it/c/document_library/get_file?uuid=a0ca2694-e44d-4d9e-be2d-d9ee84ed6f81&groupId=886128
(Consultato 15 gennaio 2021)

[4] Corriere della sera/Dizionari in https://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/E/esperienza.shtml (Consultato 26 gennaio 2021)

[5] https://settimanadellacomunicazione.it/messaggio-del-papa/ (Consultato 13 gennaio 2021)

 

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Categories: Esame Urbaniana 2021

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