EVAGELIZZAZZARE LA FAMIGLIA OGGI

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EVAGELIZZAZZARE LA FAMIGLIA OGGI

La famiglia è veramente scuola di umanità. La famiglia deve riscoprirsi come soggetto imprescindibile per l’evangelizzazione. Guardando la complessa realtà odierna, è chiaro che il cambiamento antropologico-culturale ha influenzato tutti gli aspetti della vita: la libertà di espressione è diventata più grande, i diritti delle donne e dei bambini sono più riconosciuti, mentre l’eccessivo individualismo e il cambiamento della percezione della sessualità, hanno distorto i legami familiari causando crisi di fede, matrimonio e crisi familiari. Allora in un mondo molto movimentato, nel quale quasi tutta la vicenda umana gira intorno alle tecnologie moderne, dai bambini agli adulti siamo tutti ancorati all’uso degli strumenti multimediali (ambienti, più che strumenti); laddove c’è possibilità di connessione si è immersi in Internet, il continente digitale. Come Chiesa siamo chiamati ad abitare questo ambiente. In questo articolo richiameremo alcune “strade digitali” che possono aiutare la riflessione sulla famiglia, oggetto di un sinodo dei vescovi nel decennio appena terminato.

Mentre l’attenzione delle nostre Chiese locali è attirata dal problema centrale dei seminari e delle vocazioni sacerdotali, altri problemi bussano alla porta e attendono d’essere esaminati, con forte spirito costruttivo. Vi è pure una vocazione alla famiglia che va compresa come progetto di vita, come emerge dalla preoccupazione del più recente Sinodo dei giovani. La Chiesa non può non incoraggiare la famiglia nel suo volto originario, in quanto opera che continua nell’oggi l’opera creatrice di Dio, rafforzata dallo Spirito Santo.

Il matrimonio cristiano e la vita familiare vengono compresi in tutta la loro bellezza e attrattiva, se sono ancorati all’amore di Dio che ci ha creato a sua immagine, cosi che noi potessimo essere icone del suo amore e della sua santità nel mondo. Le famiglie sono chiamate a generare pace, ad insegnare l’accoglienza, il perdono, i migliori antidoti contro l’odio, il pregiudizio e la vendetta che avvelenano la vita di persone e di comunità. La vita pastorale vuole aiutare in questo. Si fa esperienza di famiglia nelle occasioni delle celebrazioni dei Sacramenti dell’iniziazione cristiana in cui ci si ritrova tutti: nonni, figli, nipoti. Dalla liturgia alla vita, i valori della famiglia vanno promossi e difesi. Dobbiamo essere nei new media non solo per comunicare appuntamenti di vita parrocchiale quanto per farci prossimo della quotidianità di quelle famiglie. Si tratta di qualcosa di più di un bollettino parrocchiale online; WhatsApp, ad esempio, può aiutarci a dialogare con le famiglie che conosciamo, ad apprenderne gioie e sofferenze, e ad attivarci in senso missionario.                                                                                                                                                                                                In molti paesi, la famiglia è ancora il primo inserimento nella cultura della fede: «In famiglia, la fede accompagna tutte le età a cominciare dall’infanzia: i bambini imparano a fidarsi dell’amore dei loro genitori. Per questo è importante che i genitori coltivino pratiche comuni di fede nella famiglia, che accompagnino la maturazione della fede dei figli»[1]. Soprattutto i giovani, che attraversano un’età della vita così complessa, ricca e importante per la fede, devono sentire la vicinanza, l’attenzione della famiglia e della comunità ecclesiale nel loro cammino di crescita nella fede. Tutti abbiamo visto come, nelle Giornate mondiali della Gioventù, i giovani hanno mostrato la gioia della fede, l’impegno di vivere una fede sempre più salda e generosa. L’incontro con Cristo, il lasciarsi afferrare e guidare dal suo amore allarga l’orizzonte dell’esistenza, e dona una speranza solida che non delude. La fede non è un rifugio per gente senza coraggio, ma la dilatazione della vita. In tutto ciò occorre coraggio e fantasia pastorale anche in termini digitali, ad esempio proponendo narrazioni in video di famiglie che raccontano come la fede ha cambiato la loro esistenza.

«La famiglia che prega insieme rimane insieme»[2].    «Famiglia cristiana è, soprattutto la Preghiera per la pace; il Rosario è anche, da sempre, preghiera della famiglia e per la famiglia. Un tempo questa preghiera era particolarmente cara alle famiglie cristiane, e certamente ne favoriva la comunione. Occorre non disperdere questa preziosa eredità. Bisogna tornare a pregare in famiglia e a pregare per le famiglie»[3]. Il Santo Rosario, quindi, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. Ogni persona proprio gettando lo sguardo su Gesù, recupera anche la capacità di guardare in modo nuovo se stesso e gli altri, per comunicare, per solidarizzare, per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di Dio. Forse riteniamo antico nel 21° secolo di promuovere il rosario in famiglia con i new alle famiglie? Di certo precludiamo una scia della grazia divina.  Per esempio, invece di recitare il santo rosario tradizionalmente, si può ancora ricreare la stessa riflessione con una musica più moderna che i giovani e le famiglie giovani potrebbero essere più interessati ad ascoltare.  Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, l’immagine del Redentore e l’immagine della sua Madre Santissima. La famiglia che riflette insieme il Rosario riproduce un po’ il clima della casa di Nazareth.                                                                                                                                                                                                                                                                                     «Deve essere considerato come è sempre stato un grande onore che il signore guardi una famiglia e scelga qualcuno dei suoi partecipanti per invitarlo a intraprendere la via dei consigli evangelici»[4]. Occorre coltivare il desiderio di rendere al Signore qualcuno dei figli per la vita presbiterale o religiosa, è una cosa bella.  È necessario ricordare che se i genitori non vivono i valori evangelici, difficilmente il giovane e la giovane potranno percepire la chiamata, comprendere la necessità dei sacrifici da affrontare, apprezzare la bellezza del termine da raggiungere. È nella famiglia, infatti, che i giovani fanno le prime esperienze dei valori evangelici, dell’amore che si dona a Dio agli altri. Occorre pure che essi vengono educati all’uso responsabile della propria libertà, per essere ordinati a vivere, secondo la loro vocazione. Tanti giovani pensano che vivere la fede è una cosa da fuori moda e una cosa che fanno gli anziani. Il sinodo della famiglia raccomanda alle famiglie cristiane, di unirsi al Signore con la preghiera e con la vita sacramentale e di essere vivaci per dar forma alle vocazioni. La famiglia inoltre è «la prima e più importante scuola di misericordia, nella quale si impara a scoprire il volto amorevole di Dio e dove la nostra umanità cresce e si sviluppa»[5]. YouTube, con i suoi canali, può aiutaraci a diffondere testimonianze.

Spero che tutti sentano la chiamata a prendersi cura della vita familiare con amore. «Non sono un problema, sono principalmente un’opportunità». Ogni famiglia si basa sulla relazione d’amore, e questo amore è radicato nella comunione che si trova nel Dio della Trinità. La comunione di amore altruistico tra ogni persona del Dio della Trinità è al centro della vita familiare e conduce alla missione della famiglia originata dall’amicizia. Usiamo anche il digitale quindi, per far conoscere la famiglia così com’è pensata da Dio; ma anche ascoltiamo, accompagniamo in modo discreto, e soprattutto diffondiamo storie di famiglie che hanno ritrovato la fede.

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

  1. FONTI

La Bibbia di Gerusalemme, EDB, Bologna 1974.

  1. MAGISTERO

 

 

GIOVANNI PAOLO I, Esortazione apostolica post-sinodale circa la vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo Vita Consacrata, 25 Marzo 1996, in EV/15, EDB, Bologna 2001, 204-455.

. —————–, Lettera apostolica sul Santo Rosario Rosarium Virginis Mariae, 16 ottobre 2002, in EV/21 (2002), EDB, Bologna 2005, 846-923.

FRANCESCO, Lettera enciclica sulla fede Lumen Fidei, 29 giugno 2013, Paoline, Milano 2013.

—————–, Esortazione apostolica Sull’amore nella famiglia Amoris Laetitia, 19 March 2016, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2016.

—————–, Le opere di misericordia. Centro della nostra fede, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2016.

 

 

 

 

 

 

 

[1] FRANCESCO, Lettera enciclica sulla fede Lumen Fidei, 29 giugno 2013, Paoline, Milano 2013, n.98-99.

[2] Fraceco, Esortazione apostolica Sull’amore nella famiglia Amoris Laetitia, 19 March 2016, Libreria Editrice      Vaticana,   Città del Vaticano 2016.

[3]  GIOVANNI PAOLO II, Lettera apostolica sul Santo Rosario Rosarium Virginis Mariae, 16 ottobre 2002, n. 41, in EV/21     (2002), EDB, Bologna 2005, 846-923.

[4] GIOVANNI PAOLO II, Esortazione apostolica post-sinodale circa la vita consacrata e la sua missione nella Chiesa e nel mondo Vita Consacrata, 25 Marzo 1996, n. 107, in EV/15, EDB, Bologna 2001, 204-455.

[5] PAPA. FRANCESCO, Le opere di misericordia. Centro della nostra fede, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2016, nn. 27-28.

Categories: Esame Urbaniana 2020

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