IL DISCERNIMENTO: RICONOSCERE, INTERPRETARE, SCEGLIERE COME PARADIGMA PER LA PASTORALE DIGITALE NELL’EPOCA DIGITALE

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IL DISCERNIMENTO: RICONOSCERE, INTERPRETARE, SCEGLIERE COME PARADIGMA PER LA PASTORALE DIGITALE NELL’EPOCA DIGITALE

 

“Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono”

(1 Tess 5,21)

SAMALALI Antonio – Cristiano cattolico

Introduzione 

Se qualcuno mi domandasse cos’è il discernimento, risponderei in base a questo versetto “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” Infetti, discernimento è una arte che consiste nel sapere vivere. Oggi, più che mai viviamo in una epoca della complessità. L’aria che respiriamo ogni giorno in questa società dove ci troviamo e ci moviamo di modo relazionale.  Infatti, è fondamentale ricordare che teologiche «una vera comunicazione è sempre aperta, scruta ogni elemento, consiste nel riconoscere che siamo sempre alla ricerca di una maggiore conoscenza[1]»

 

  1. lo sguardo olistico concettuale del discernimento

Esistono molteplici discernimenti:vocazionale, discernimento spirituale, discernimento antropologico, discernimento digitale e così via. Però, tutte queste angolature trovano il loro senso nell’uomo, con l’uomo e per l’uomo. Il conoscere è un atto globale che integra tutta la persona[2].

Il concetto stesso del discernimento entrare nel ambito però, il termine il discernimento viene dal verbo greco Krìnein e latino cernere, significando una attività di valutazione e di distinzione, oppure, l’intensità dell’operazione. In altre parole, il discernerne significa vagliare, tra-scegliere, giudicare. Invece dal punto di vista biblico, il termine è declinato con i verbi diakrìnei e dokimàzein. Il primo significa separare, vegliare, valutare, selezionare; invece il secondo indica investigare, esaminare, approvare.

 

  1. il discernimento ecclesiale
    • Il discernimento nella scrittura

Troviamo tanti esempi su discernimento: Come mai questo tempo non sapete valutare” (Lc 12, 54); Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8, 31-32). Perciò con il salmista diciamo “lampada per i miei passi è la tua parola”. (Slam 105); “Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1 Tes 5,21). Questa è una chiara dimostrazione della Scrittura come fonte del discernimento. Questa voce del Signore, abita anche nel suo cuore, nella sua mente perché «la coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità[3]»

 

  1. Itinerario del discernimento nell’ambiente digitale

La “disposizione interiore che emergere proprio dalla sensibilità, dai vari tipi di sensibilità”.  L’atteggiamento interiore e quella pratica, non sono inseparabile. Anzi, costituisce  “quell’esercizio ermeneutico che ci consente di cercare e trovare, di scoprire e dare un senso agli eventi disparati e frammentari della nostra esistenza[4]”.

In effetti, il pastore dell’ambiente digitali insieme alle pecore digitali devono vestirsi di grembiule delle “sensibilità pedagogico-propedeutiche”, come per esempio, sensibilità del pellegrino, intellettuale – l’ascolto della relata nella sua nudità, interrogandola senza pretesa dare una risposta preconfezionate.

 

  • Riconoscere

Riconoscere richiede alla persona che discernere alcuni atteggiamenti come il corago, veritieri e libertà interiore difronte alla realtà. Non solo questo, anche avere il coraggio e l’audacia in dare nome ai diversi sentimenti, emozioni che vita la vita personale stessa lo offre senza avere fredda in catalogare o aggettivare i diversi fenomeni o l’altro senza un maturo discernimento. Seguendo questo itinerario, sarà capace in cogliere il giusto in ogni situazione della vita.

Il riconoscere consiste in avere la capacità di essere consapervelo di tutto ciò che accade a fuori dell’uomo e a sua volta che ha incidenza nella sua vita. è riconoscere la realtà nella sua concretezza. È un momento in cui si ricorda il vissuto nella sua verità. Questo è il momento in cui chi desidera discernere, prima di formulare un qualsiasi giudizio, è invitato ad accogliere qualsiasi movimento interiore lo attraversi, per il fatto stesso che è quello che sta provando e non altro.

Il primo livello si tratta solo di constatare quello che è in me: riconoscere, per esserne consapevoli e non lasciarsi agire da emozioni, pensieri e sensazioni; solo così, successivamente nella seconda tappa, si potrà agire su di esse, grazie all’intelletto e alla volontà. Il modello biblico, è il giovane Salomone che chiede ‘semplicemente’ un cuore docile all’ascolto, capace di riconoscere quello che succede, accogliendo la realtà come si presenta e saper da qui operare scelte sapienti, avendo distinto il bene dal male.  Il discernimento è una medicina per guarire i «nostri sensi obesi, supernutriti d’un sacco di cibo-spazzatura e in pericoloso delirio d’onnipotenza, che stanno smarrendo la loro vocazione originaria, quella di consentirci di stabilire un rapporto con ciò che è vero, bello e buono. E quando i sensi perdono la loro identità noi stessi corriamo i rischi di perdere i sensi[5]».

 

  • Interpretare

Dopo di riconoscere la realtà nella sua concretezza, ora possono essere interpretati, compresi, a luce del Vangelo. Questo è un vero momento del discernimento delle ‘mozioni’ o tutto ciò che succede nel cuore umano. È il momento d’interpretare quello che si è riconosciuto alla luce della Parola di Dio. In questa fase, oltre alla memoria, la facoltà dell’intelletto permette di diventare sempre più lucidi rispetto a ciò che si è percepito.

Da riconoscere la valutazione nel discernimento che avviene necessariamente all’interno di una relazione personale con Gesù Cristo e nella sua sequela. Gesù è fonte e modello della nostra scelta.  Pertanto, il discernimento è un invito all’l’uomo a riconoscere la presenza di Dio nella sua vita, nel suo agire attraverso lo spirito buono, protagonista di tutto il nostro essere. Inoltre, il cammino del discernimento deve portarci all’amore verso gli altri.

Dal punto di vista tecnico, l’interpretazione della relata richieda una competenza, i criteri adeguando per non svolare nei propri modi di leggerne la realtà. Al stesso tempo, bisogna avere il coraggio, apertura sincera e autentica. Ma prima di tutto il riconoscimento dei propri limiti (culturale, psicologica, sociale.). solo cosi che il discernimento arrivare a cogliere i suoi frutti senza indugio. Se da una parte bisogna avere la coscienza dei suoi limite interiore dall’altra è necessario la libertà di azione.

 

3.3 Scegliere

La scelta è la terza tappa di questo itinerario. È una scelta accompagna dalla volontà, libertà e responsabilità. Infatti l’itinerario rappresenta un pellegrinaggio, faticoso ma gioioso. Non tutto chiaro perché siamo emerso nei nostri limiti umani però abbiamo anche alle per volare e arrivare dove il Signore ci chiede di andare. In questa ultima fase, l’uomo nella libertà, volontà e responsabilità sceglie, rispondendo a una chiamata divina, giungendo a una risoluzione, possibilmente precisa, puntuale e concreta.

La domanda fondamentale che deve rispondere è che cosa fare qui e ora, la sua risposta ha comporta anche la sua vita. Il discernimento digitale, è mettere in gioca la sua esistenza. Per questo diciamo che il discernimento ha due faccia una del come e l’altra del chi della vita. Per cristiano, il discernimento digitale, la scelta del ‘che cosa fare’ in concreto per il Regno di Dio presuppone la scelta dello stile di vita adottato da Cristo, la scelta del ‘come’ vivere che è proprio di Cristo. Questa scelta, a sua volta, comporta la scelta del `chi’, della persona di Cristo: si tratta della scelta di seguire Cristo, di stare con Lui, di servirlo da discepolo. Infine, essere nell’ambiente digitale deve avere come modello Gesù. Per questo il Papa Francesco, ci ricorda che «nella vita non è tutto nero su bianco o bianco su nero. No! Nella vita prevalgono le sfumature di grigio. Occorre allora insegnare a discernere in questo grigio»

 

Conclusione

“Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono” (1 Tss. 5,21). Questo è il discernimento digitale. Ogni situazione è una situazione, come dice Papa « non esistono semplici ricette[6]» È il compimento del Riconoscere, Interpretare, Scegliere.  Il discernimento è un cammino individuale ma al stesso tempo comunitario perché nessuno di noi è un fiume senza legame con il mare. Oggi, non basta solo le competenze tecniche ma bisogna anche quelle del Spirito capace di riconoscere “il falso nelle notizie false”. È una epoca in cui Fake news prende più spazio, fa più notizie. Queste, sono le nuove sfide e di difille comprensione frutto del «cambiamento epocale[7]». «Il Signore è attivo e all’opera nel mondo[8]». È necessario avere questa arte perché la nostra epoca «ha bisogno di questa sapienza per umanizzare tutte le sue nuove scoperte[9]» Seguire questo cammino, è «lasciarsi guidare dal Signore[10]»

 

 

Bibliografia

PIGHIN Claudio, Pastorale della comunicazione, evangelizzazione e nuova cultura dei media, Urbaniana University Press, Roma,

CENCINI Amedeo, I Passi del discernimento «…chiamati a formare le coscienze non a pretendere sostituirle

Enciclopedia di Pastorale Fondamenti, Piemmee,

VATICANO II Gaudium et spes

PAPA FRANCESCO, Amoris laetitia, Roma,

BENETO XVI, Luz do mundo, o Papa, a Igreja e os sinais dos tempos, Vaticana

[1] PIGHIN Claudio, Pastorale della comunicazione, evangelizazione e nuuova cultura dei media, Urbaniana University Press, Roma, 2004, p. 46

[2] Cf. Enciclopedia di Pastorale Fondamenti, Piemmee, 1992

[3] VATICANO II Gaudium et spes, Roma, 1965, n. 16

[4] Cfr. CENCINI Amedeo, I Passi del discernimento «…chiamati a formare le coscienze non a pretendere sostituirle», San Paolo, Milano, 2019, p.  16

[5] Cfr. CENCINI Amedeo, I Passi del discernimento «…chiamati a formare le coscienze non a pretendere sostituirle», p.  19

[6] PAPA FRANCESCO, Amoris laetitia, Roma, 2016, p 298

[7] Cfr. Il Discorso del Papa Francesco, Firenze, 10.11.2015

[8] Fake news riguarda la disinformazione diffusa online o nei media tradizionali. Informazioni infondate. La loro diffusione può rispondere a obiettivi voluti, influenzare le scelte politiche e favorire ricavi economici. (Papa Francisco).

 

[9]Cfr. VATICANO II Gaudium et spes, n. 15

[10] Cfr. BENETO XVI, Luz do mundo, o Papa, a Igreja e os sinais dos tempos, Vaticana, 2011, p. 22

Categories: Esame Urbaniana 2020

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