IL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE NELLA SACRA SCRITTURA

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Il discernimento vocazionale della persona nella sacra scrittura

L`uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio è chiamato, nella sua vocazione e missione, ad entrare con Lui in un dialogo di amore, affinché divenga il Suo rappresentante sulla terra [1]. Senza questo dialogo fra Dio e l`uomo, non può esserci nessuna relazione, né comunicazione e  dunque neanche un discernimento. Questa dimensione – il discernimento – è una realtà relazionale nella quale possiamo comprendere la volontà divina[2]Questo rapporto si fonda sulla libertà dell’uomo di scegliere i mezzi per raggiungere  questa sublime virtù. 

Nella Sacra Scrittura si distinguono tre tipi di discernimento: il discernimento naturale, il discernimento soprannaturale, e il discernimento spirituale.

IL DISCERNIMENTO NATURALE

Questo discernimento si riferisce a ciò che è percettibile e conoscibile dall’uomo, e avviene attraverso l`osservazione e l`analisi delle situazioni che gli si presentano. Ciò presuppone alcune qualità come: l`intelligenza e il buon senso. L`esempio lo troviamo nel Vangelo di Luca quando Gesù, a chi cercava di metterLo alla prova, disse: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: ” Viene la pioggia” e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Ci sarà caldo” e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l`aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che giusto?”» (Lc 12, 54-57).

IL DISCERNIMENTO SOPRANNATURALE

Il discernimento soprannaturale attrae forza dalla Parola di Dio e dall`esperienze spirituale. Questa capacità ravviva nell’uomo la consapevolezza di poterr distinguere il bene dal male. Un esempio lo troviamo nel racconto della vocazione di Samuele per mezzo dell’ anziano sacerdote Eli, il quale, discernendo l`origine della chiamata, gli insegna a rispondere alla volontà divina (Cf. 1Sam 3, 10-18)[3].

IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE

San Paolo esprime chiaramente questo terzo tipo di discernimento quando disse «Ciascuno esamini se stesso e poi mangi il pane e beva il calice; perché chi mangia e beve senza discernere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna» (1Cor 11, 29.31).

La storia della spiritualità cristiana considera come indispensabile, al fine di conoscere la volontà di Dio, il discernimento spirituale quale “occhio e lampada del corpo” (Mt 6, 22-23)  A riguardo San Paolo indusse i credenti cristiani, che si ponevano davanti all’Eucarestia, ad esaminare la propria coscienza ovvero li esortava  al discernimento spirituale. Chi vuole accostarsi all’Eucarestia deve necessariamente predisporre la propria coscienza secondo i dettami della Chiesa (Fede e Carità) per ricevere degnamente il corpo di Gesù[4]

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Tutti i cristiani, con il Battesimo sono chiamati a compiere un’“uscita” missionaria che presuppone un discernimento personale e comunitario. Ciò, infatti, consente che la fede in Cristo si diffonda in ogni angolo della terra[5].

Tuttavia questo cammino missionario non è esente dalle sfide: numerosi sono infatti gli ostacoli che si pongono fra l’uomo e Dio al fine di comprendere le intenzioni divine. Perciò «l`uomo Biblico è posto in contesto di scelta in cui deve operare un discernimento per mantenere integra la sua fedeltà verso Dio»[6].

E solo grazie al costante ascolto della Parola che si acquisisce il cosiddetto “senso spirituale”, ossia la capacità di discernere la presenza del Signore e la sua volontà.  Solo cosi si può dar vita ad una relazione vera con il Signore, condividendo con Lui lo sguardo e il sentire (cf. Ef. 4,13). Grazie a questa sensibilità spirituale – allenata al discernimento del bene e del male (cf, Eb. 5,14) – è possibile comprendere facilmente ciò che è buono e gradito a Dio (cfr. Romani 12, 2; Filippesi 1, 9-10).

Tuttavia, non bisogna illudersi che il discernimento sia soltanto conoscere la Parola di Dio, ma è necessario, anzi indispensabile metterlo in atto nella propria quotidianità facendo la volontà del Padre. Se un cristiano desidera crescere nelle virtù non può fare altro che iniziare un discernimento.

Ricordiamo, inoltre, che discernere è saper scegliere. Ma siamo sicuri di saperlo ancora fare?

LA FEDE: UN CAMMINO NELL’ERA DEI SOCIAL

Nella società digitalizzata, le persone sono costantemente bombardate di notizie di vario genere. Ciò ha completamente azzerato la nostra capacità di fare e stare nel silenzio rendendo difficile ritagliarsi quei momenti in cui ci allontaniamo dallo strafare della quotidianità per connetterci con Dio. Dunque,ad avviso di chi scrive, seppur in apparenza internet  e i suoi strumenti – social, blog ecc. – potrebbero costituire uno strumento  in contrasto con la fede, in realtà si configurano come validi mezzi per metterci in contatto con Dio e perché no di piccola provvidenza.

Ascoltando qualche giovane cristiano, ho compreso che il web nasconde una grande potenzialità: Dio si fa strumento. Spesso mi sono sentita dire, “se Dio è nelle piccole cose quotidiane che vivo, perché non posso ritrovarlo in una parola pronunciata in un film, in una canzone o in un post sui social?”. Pensiamo alle innumerevoli pagine cristiane presenti sui vari social? Questo sono un valido strumento che ci consente di avvicinarci a Dio e di sentirlo più vicino.

Allora non sembra possibile scindere la fede dal web. Anzi, questa connessione va valorizzata nelle sue potenzialità: quale strumento valido di comunicazione. Pensiamo a coloro che si occupano della pastorale, a chi organizza percorsi per giovani e meno giovani. Quale immensa potenzialità racchiude questo “non luogo”: riunire persone che altrimenti non avrebbero modo di incontrarsi. Pensiamo a Chiara Corbella,  la sua testimonianza di fede e vita è circolata in rete sulle varie piattaforme. Quanta Grazia! Tanti giovani si sono avvicinati alla fede proprio cosi, attraverso un video, un ‘intervista messa su You Tube, condivisa su Facebook. E allora perché non considerarlo come un valido strumento per supportare il discernimento. Per avvicinare i cuori a Dio, e si anche attraverso un post di Instagram!

Sr. Katherine Marie (Anuaritte Mujawariya)

 

[1]Cf. A.M.Lupo, I libri Sapienziali dell`AT, Un cammino di autocomprensione per imparare l`arte del vivere, Edizione OCD, Roma 2011, 226.

[2] Cf. G. Jeanguenin, discernere pensare e agire secondo Dio, Edizione san Paolo, Milano2008,149.

[3]Cf. Ibid., 23-24

[4]Ibid., 24-25.

[5]Francesco, Evangelii Gaudium, Esortazione apostolica, 24 novembre  2013, ANCORA, Milano 2013,  23-24.

[6]G. Jeanguenin, discernere pensare e agire secondo Dio, 25.

 

Categories: Esame Urbaniana 2019

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