I tempi cambiano, anzi corrono, dunque bisogna stare al passo, bisogna essere sempre aggiornati. Ecco quindi che la pastorale già da tempo aggiornata sui mezzi di comunicazione di massa, in aggiornamento continuo sui social network, impegnata in una sana e veritiera media education; riscontra tre fenomeni.
Il primo è quello delle periferie esistenziali, che hanno origine spesso da una periferia digitale; il secondo è quello del Deep Web e il terzo è quello del Dark Web.
Sono tre fenomeni da cui la pastorale al giorno d’oggi non può restare indifferente. Specialmente il primo, quello delle periferie esistenziali (più volte ricordato da Papa Francesco) è un tema che tocca da vicino le persone e quindi la pastorale odierna. Questo fenomeno è particolare negli adulti, nonostante un recente sondaggio da cui emerge la dipendenza dalle tecnologie in percentuale maggiore rispetto ai più giovani, gli adulti non sempre sono al passo con i tempi, molte volte non vogliono proprio avere a che fare con le tecnologie, anche se queste una volta “scoperte”, donano loro vantaggi e benessere nella vita di tutti i giorni.
Essendo gli adulti distanti dalle tecnologie, dalle ultime app, dai termini che corrono sulla bocca di tutti, finiscono con l’essere lontani dai propri figli, dai propri nipoti, da persone a loro care più piccole di età; questa distanza tecnologica porta inevitabilmente ad una distanza di pensiero, di ragionamento. I più grandi sono incapaci di accudire e di relazionarsi con i più giovani. La pastorale ha l’obbligo quindi di essere informata e aggiornata il più possibile per aiutare i “grandi” ad essere esempio per i più “piccoli”. Il compito della pastorale è accompagnare, stare accanto, suggerire, mai triangolare.
Il secondo fenomeno è quello del Deep Web, ovvero non il web che siamo soliti consultare ma quello profondo, in cui è difficile arrivare e in cui è difficile districarsi. Il modo migliore per capire di cosa parliamo quando parliamo di Deep Web è immaginarsi un iceberg che flotta tranquillo nell’Atlantico: ciò che vediamo è solo la parte emersa, un grande pezzo di ghiaccio che si erge sulla superficie dell’oceano, tutto il resto, quello che c’è sotto, possiamo solo immaginarlo. Ecco, per il web vale la stessa cosa: ciò che si vede in superficie, il web visibile, è ciò che i motori di ricerca tradizionali sono in grado di indicizzare.

Ma cosa si può trovare nel ghiaccio sottostante il livello del mare?
Si va dalle pagine ad accesso riservato, mail, home banking ad esempio, fino a siti dedicati al commercio di armi, droga e perfino esseri umani, dai database di studi scientifici, accademici e documenti governativi fino a forum pedopornografici o siti per commissionare omicidi. Acquisto di false identità, cittadinanze straniere, ecc. La moneta corrente, là sotto, ovviamente è il bitcoin, moneta virtuale e molto fluttuante con cui si può comprare qualsiasi cosa. Un elemento degno di nota è sicuramente l’antenna del New Yorker, sì, una sorta di antenna che può essere usata per intercettare segnalazioni anonime, documenti scottanti, leaks, e ogni altra cosa che faccia notizia.
Lo scarto tra l’utilità e la legalità di una parte e la pericolosità e l’illegalità dell’altra è talmente immenso da rendere inutile qualsiasi tentativo di definizione in bianco e nero: il Deep Web, come il mondo, non è né buono né cattivo, è semplicemente immenso e in gran parte sconosciuto e ci si può trovare, come al mondo, il più depravato degli psicopatici e il più geniale degli scienziati.
Non c’è da scandalizzarsi per ciò che si può trovare, il commercio di esseri umani non è mai finito, il commercio di droga e armi si è solo aggiunto al primo.

Come già detto, il Deep Web non è né buono né cattivo, è come il mondo perciò è possibile trovare anche elementi e notizie utili, fa sorridere il fatto che anche in questa profondità del web si riscontrano link religiosi, fervidi commenti cattolici e manuali per diffondere l’amore di Cristo. Di nuovo il Deep Web non è né buono né cattivo, dipende solo da cosa cerchi.
L’impossibilità di usare un motore di ricerca ti obbliga a consultare liste a tema composte da numerosissimi link.
Il Dark Web è un sottoinsieme del Deep Web, si passa da quello profondo a quello oscuro. Neppure il Dark Web, così come il Deep Web, è illegale; è solo molto ben nascosto.
Se già il Deep Web ti ha messo agitazione, non leggere c
osa è possibile trovare nel Dark Web.
Oltre a ciò che si trova nel Deep Web ma espresso all’ennesima potenza, nel Dark Web si trova qualsiasi tipo di “fantasia”, quelle macabre sono solo il trailer.
Nel Dark Web si entra solo su invito, non è possibile entrarci in altri modi, dopotutto il passaparola è la migliore pubblicità.
Benché possa sembrare affascinante però c’è da dire che il Dark Web in realtà è un po’ deludente. Presenta infatti diversi svantaggi rispetto al normale internet. Innanzitutto il numero di siti presenti è un’inezia, qualche migliaio contro l’un bilione, del web visibile. Inoltre sembra di tornare con una macchina del tempo a 20 anni fa, quando internet era solo agli inizi.
Si perché le pagine hanno orribili grafiche html che sembrano fatte da bambini, le gif ci mettono secoli a caricare e non hanno nemmeno effetti sonori incorporati e le pagine “spazzatura” sono più di quante si potrebbe pensare. Inoltre ci mettono molto a caricarsi proprio perché Tor per tenerle anonime, fa rimbalzare il segnale innumerevoli volte. Insomma, a ameno che non si voglia nascondere le proprie attività non vale proprio la pena di usarlo.
Anche qui come nel Deep Web si può trovare anche qualcosa di positivo, qualcosa di utile, anche solo uno spazio per poter fare ciò che vogliamo, spingere ad una riflessione più etica, evangelizzare, aiutare chi è in difficoltà.
Nel Deep Web e nel Dark Web, il ruolo della pastorale in che consiste?
Sostanzialmente è lo stesso delle periferie digi-esistenziali, accompagnare, conoscere, informarsi, studiare, aggiornarsi, ma sempre con la giusta e doverosa cautela “perché anche satana si maschera da angelo di luce” (2Corinzi 11,14). I nemici della pastorale, del bene comune, dell’uguaglianza sociale, della giusta retribuzione ci sono stati e sempre ci saranno. Possiamo solo essere preparati al meglio per lo scontro che si verificherà o che forse è già iniziato.


