Vocazione di Samuel: da medico del corpo a medico del “cuore”   

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Samuel con papa Francesco, durante la domenica di pasqua del 2019
La vocazione di Samuel: il seminarista con papa Francesco

La mia vocazione al sacerdozio è cresciuta in me senza la mia consapevolezza; da piccolo il mio luogo preferito era la parrocchia. Le scuole che ho frequentato, i contatti con i preti e la passione per ascoltare la parola di Dio sono stati di grandi influenza per la mia decisione.

Passando lungo il mare di galilea, vide simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù disse loro: venite diero a me, e vi farò diventare pescatori degli uomini” (Mc 1:16-17).

 

Chi sono? Quale era il mio sogno?

Mi chiamo Samuel, seminarista sud-sudanese presso il Pontificio Collegio Urbano “de Propaganda Fide“, studente dell’ultimo anno di teologia alla Pontificia Università Urbaniana. Sono nato nel 1992 a Juba, Sud Sudan, e cresciuto nell’ambiente cristiano; ho frequentato gli studi primari e secondari in scuole cattoliche. Come la maggior parte dei giovani del mio paese, sognavo un futuro economicamente stabile, di sposarmi con una bella ragazza ed essere padre.

Il mio sogno era quello di diventare medico; un sogno che si è intensificato nella scuola secondaria, ed è stato sempre incoraggiato dai risultati scolastici: i voti conseguiti negli anni, infatti, mi permettevano di accedere agli studi in medicina, ma la mia vocazione era un’altra.

 

La scoperta della mia vera vocazione

Al termine della scuola secondaria, in attesa dei miei risultati degli esami nazionali, ho deciso, su richiesta del mio dirigente scolastico e del mio parroco, di essere aiuto-insegnante nella scuola elementare St Thomas the Apostolic Primary School: Mangalla che avevo frequentato da piccolo: era l’anno 2013, un anno meraviglioso e ricco di esperienze.

Un giorno, durante una pausa scolastica, mi sono avvicinato ad uno dei seminaristi, ora sacerdote, Johnson Yugusuk (che si trovava nella mia parrocchia per la sua esperienza pastorale), al parroco che era con  due consigli pastorali parrocchiali: tutti erano seduti sotto uno degli alberi di mango che si trovava nel mezzo della gardino della scuola. In quel momento il parroco ha parlato del seminario diocesano e della necessità di nuovi candidati, ed io, scherzando, ho detto: “Voglio entrare al seminario”. In realtà quella frase, detta a modo di scherzo, mi è ritorna più volte nella mente in quella giornata e nei giorni successivi. Allora ho cominciato a chiedermi se veramente avessi scherzato.

Ho cominciato a chiedermi come sarebbe cambiata la mia vita e soprattutto come l’avrebbero presa i miei familiari. Ma, senza saperlo, cominciavo così a rispondere a quella chiamata, a quella missione di vita che non avevo valutato fino a quel momento particolare della mia vita.

E così, mi sono iscritto al seminario senza dire niente alla mia famiglia; solo dopo, in un secondo momento, sono riuscito ad informare mio padre, mio madre; essi non hanno ben accolto il mio desiderio di rispondere alla chiamata di Dio che ormai si era accesa nel mio cuore.

 

La formazione per la mia vocazione

mosso dalla mia decisione e convinzione di scoprire la volontà di Dio nella mia vita, ho iniziato la mia formazione nel seminario diocesano (St. Lawrence Minor and Philosophical section: Archdiocese of Juba), per un semestre. Successivamente, con la apertura del seminario maggiore nazionale, “sezione di filosofia”, mi sono trasferito lì (St. Paul Major Seminary: Munuki-Juba). Lì ho continuato la mia formazione triennale in filosofia.

Dopo i miei studi filosofici, il vescovo della mia diocesi ha chiesto mi ha chiesto di venire a Roma per proseguire gli studi teologici. E così mi sono trovato al Pontificio Collegio Urbano. dove sto concludendo i miei studi teologici. A breve mi prepara a tornare a casa per essere ordinato e poter servire la Chiesa Universale ivi presente.

Gli anni di formazione in seminario sono stati anni ricchi di esperienze; ho incontrato  seminaristi di tutti i continenti.

La vocazione, secondo me, è una chiamata nel cammino di vita, nata nella comunità, per il servizio del popolo di Dio.

E Dopo l’ordinazione?

La mia vocazione si integrerà con tante altre vocazioni… per il bene dell’uomo.

E tu lettore hai riflettuto sulla vera vocazione della tua vita? Mi piacerebbe ascoltare la tua storia. Da sacerdote, proverò ad ascoltare le storie del popolo che mi sarà affidato… perché la mia vocazione sacerdotale possa meglio servire le loro vite.

Usiamo la rete per raccontare.

Ti rimando ad un articolo interessante che parla della vocazione di un santo:

esperienza di Giovanni Paolo II

 


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Categories: Esame Urbaniana 2020

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