Le diocesi e le parrocchie…in rete!
Introduzione
In questo articolo si parlerà di un tema particolarmente importante dal punto di vista pastorale: l’uso degli ambienti digitali e i nuovi canali di comunicazione all’interno della vita parrocchiale e diocesana. Per farlo mi piacerebbe farvi conoscere la mia esperienza. Sono diversi anni, che mi occupo della comunicazione digitale della mia diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino. Nello specifico mi occupo della gestione dei profili social della diocesi e della pastorale giovanile diocesana, nonché del sito dedicato proprio alla pastorale giovanile della nostra diocesi, ovvero di tutti quegli spazi che oggi ricadono sotto la definizione di “ambiente digitale”. Prima, però, verrà presentato l’argomento con delle riflessioni legate proprio agli ambienti digitali, ai vantaggi e ai benefici che la tecnologia e gli strumenti che essa ci fornisce e di come essi possano diventare un supporto utile e valido per permetterci di essere promotori e dispensatori della Parola di Dio e dei suoi insegnamenti.

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Un nuovo modo di comunicare, nuove vie per l’evangelizzazione
“Internet e le reti sociali hanno creato un nuovo modo di comunicare e stabilire legami”[1]. Credo non ci sia frase migliore per iniziare un articolo sugli ambienti digitali e i nuovi canali di comunicazione all’interno della vita parrocchiale e diocesana. Questo incipit è preso dalla Esortazione Apostolica post sinodale “Christus vivit” di Papa Francesco del 25 marzo 2019. Il Santo Padre, nel corso del suo pontificato dimostra di voler aprirsi alle novità, di non chiudere e confinare la Parola di Cristo all’interno dei soliti confini dati dai tempi antichi.
Va, altresì, specificato che l’interesse della Chiesa per Internet e l’apertura favorevole verso di esso non è una novità del pontificato di Francesco. Già il Concilio Vaticano II, parlando dei nascenti mezzi di comunicazione sociale, li definì «meravigliose invenzioni tecniche»[2]. Andando avanti, Giovanni Paolo II è stato, effettivamente, il primo papa a confrontarsi con il mondo del web. Egli ne ha ben presto intuito le potenzialità tanto da definirlo, in occasione della 34° Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, «un nuovo forum per proclamare il Vangelo»[3]. Lo stesso, dicasi per Benedetto XVI, il quale sempre all’interno della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, la 43esima, dichiarò: «Se usate per favorire la comprensione e la solidarietà umana, la rete di Internet e le nuove tecnologie informatiche rappresentano un vero dono per l’umanità»[4].
Tutte queste autorevoli voci ci permettono di introdurre il discorso relativo agli ambienti digitali e come essi possano essere usati dalla pastorale. In queste poche righe a disposizioni, inoltre, ho scelto di descrivere una situazione reale, la mia, per far vedere da vicino cosa effettivamente una diocesi cerca di fare nell’ambito delle comunicazioni sociali e, perché no, di trovare in quanti leggeranno, dei consigli utili per migliorare.
1.1 Gli ambienti digitali. Un nuovo “spazio” per la pastorale
Prima di entrare nello specifico della mia esperienza all’interno di questo “mondo”, credo sia necessario approfondire il discorso relativo agli ambienti digitali. Cosa sono?
Tecnicamente si definisce un ambiente digitale quello «Spazio immateriale creato attraverso l’uso del linguaggio informatico e reso accessibile da dispositivi elettronici e digitali»[5]. Di fatto, ricadono in questa definizione tutti quegli “spazi” generati da un computer o, più in generale, attraverso linguaggi di programmazione che rendono altamente interattiva e di facile fruizione la vita online.
Questo perenne stato di iper-connessione ci viene, oggi, fornito proprio dai diversi ambienti digitali che frequentiamo, ormai quotidianamente. Siti web e Social Network su tutti, ma anche videogiochi, cinema di animazione, cinema digitale e 3D, il Vr e Ar, tutti luoghi dove è possibile creare contesti di interazione sociale, potenziare le proprie capacità di relazione e di interconnessione. In questi ambienti, infatti, non siamo solo semplici visitatori, non ci accontentiamo solo di ciò che ci viene fornito da quel determinato ambiente o da chi lo gestisce. L’uso delle tecniche di grafica, di app di editing rendono l’utente fruitore e al tempo stesso produttore di questi nuovi ambienti mediali.
Per molto tempo abbiamo inteso Internet come una cosa separata dalla nostra vita. A partire dalla prima rivoluzione digitale, e con la nascita dei primi siti web, sono comparsi i primi ambienti dove poter lasciare la propria impronta. I blog, My space, ecc. permettevano di costruirsi un mondo parallelo, dove metterci in contatto con altre persone. Al tempo stesso, però, la tecnologia, non ancora sviluppata come ai nostri giorni ci costringeva ad avere un tasto di “off”, facendoci tornare alla dimensione reale.
In seguito sono arrivati i Social Network e, ancora per un po’, anche questi hanno rappresentato una dimensione in cui si poteva fare on-off. La svolta epocale è arrivata, però, quando sono incominciati ad arrivare nelle nostre tasche gli smartphone. Con l’avvento di questa tecnologia rivoluzionaria la dimensione reale e quella virtuale hanno iniziato ad intrecciarsi senza soluzione di continuità nella nostra vita. Basti pensare a quante conversazioni iniziano in una dimensione (magari in una chat) e continuano nell’altra (ci incontriamo e si continua la stessa conversazione faccia a faccia) in maniera cosi naturale e sopratutto disinvolta.
In questo intreccio di dimensioni online e offline, emerge, dunque una nuova dimensione quella on-life, in cui la strada, il parco, il centro-commerciale, la parrocchia si sovrappongono e si accostano ad internet, i siti web, i social network, l’e-commerce come se fossero tutti luoghi a cui possiamo accedere. E’ a questo livello che incomincia ad aver senso parlare di “ambiente digitale”. Quando cioè togliamo ad internet quel significato che ha avuto per molto tempo, ovvero quello di essere uno strumento. In realtà, oggi, possiamo dargli un significato nuovo: essere luogo, essere un ambiente.
1.2 Una rete per connetterci
Da sempre impegnato nella vita attiva della mia parrocchia, nel 2016, al rientro dalla Giornata Mondiale dei Giovani, celebrata in quell’anno a Cracovia, mi continuavano a tornare alla mente le Parole di Papa Francesco, pronunciate durante l’omelia nella Santa messa che concludeva quella GMG:
“Abbiate il coraggio di insegnarci, abbiate il coraggio di insegnare a noi che è più facile costruire ponti che innalzare muri! Abbiamo bisogno di imparare questo. E tutti insieme chiediamo che esigiate da noi di percorrere le strade della fraternità. Che siate voi i nostri accusatori, se noi scegliamo la via dei muri, la via dell’inimicizia, la via della guerra. Costruire ponti: sapete qual è il primo ponte da costruire? Un ponte che possiamo realizzare qui e ora: stringerci la mano, darci la mano. Forza, fatelo adesso. Fate questo ponte umano, datevi la mano, tutti voi: è il ponte primordiale, è il ponte umano, è il primo, è il modello. Sempre c’è il rischio – l’ho detto l’altro giorno – di rimanere con la mano tesa, ma nella vita bisogna rischiare, chi non rischia non vince”

In quella esperienza ebbi la possibilità di approfondire la conoscenza con il responsabile della pastorale giovanile della mia diocesi, il quale, tra le altre cose, mi disse che era suo desiderio di formare una equipe diocesana che allargasse le possibilità in favore delle realtà giovanili della nostra terra, espandendo i mezzi di comunicazioni e le possibilità di interagire. Al rientro dalla GMG, mi tornava nella mente quella frase, quasi come un mantra: «Abbiate il coraggio di insegnarci, abbiate il coraggio di insegnare a noi che è più facile costruire ponti che innalzare muri!» e, nello stesso tempo, mi domandavo: “Posso fare qualcosa anche io per contribuire alla costruzione di un ponte?”.
Terminate le vacanze estive, vidi un annuncio, sul gruppo della Pastorale giovanile diocesana: si cercavano volontari per formare una prima equipe della pastorale giovanile. L’idea, concepita in quel di Cracovia, stava nascendo. Capii subito che era la risposta alla mia domanda, che c’era il bisogno, quanto mai necessario, di creare, un ponte, o se vogliamo utilizzare un termine che si sposa bene che il mondo della tecnologia, una rete, che collegasse i giovani della nostra diocesi. Insomma di creare un ambiente digitale, facilmente fruibile, che permettesse di conoscersi e di frequentarsi. E’ iniziata cosi, quella che chiamo un avventura, con le inevitabili difficoltà chiaramente.
Un impegno del genere, richiede sacrifici, ore davanti ad uno schermo, nottate a scrivere, scadenze da rispettare, ma se è vero che le difficoltà ci sono e ci saranno, sull’altro piatto della bilancia dobbiamo, invece, inserire tutte le soddisfazioni che un compito del genere porta in dote. Il sapere di essere d’aiuto, il riuscire a collegare ragazzi delle diverse realtà e a confluire tutto in un unico spazio dove potersi rapportare, dove potersi confrontare, dove potersi informare e crescere, dove poter fare nuove conoscenze e nuove amicizie, dopotutto non è per questo che è nato il Web?
Chiaramente per arrivare a tutto questo, c’è bisogno di una buona preparazione, bisogna saper usare quelli che sono i potenti mezzi, messi a disposizione della tecnologia. Non è questo lo spazio giusto, ma sappiamo bene quali possono essere le insidie e i pericoli che Internet può generare se usato impropriamente. Un’altra cosa molto importante, è quella di tenere a mente che quando si carica in rete un qualsiasi contenuto, sia esso un testo, una foto o un video, una chat, quel contenuto diventa…online, in rete, di accesso pubblico. Attualmente si parla di una popolazione “data driven”, ovvero “guidata dai dati”, un fiume in piena che noi stessi produciamo. Ecco, quindi, che abbiamo dovuto studiare quelle che sono le norme in merito, penso, ad esempio, al “Testo Unico sulla Privacy” (Codice in materia di protezione dei dati personali, D. Lgs. 30 giugno 2003, n. 196).
1.2.1 Le caratteristiche del nostro sito web
Tornando alla nostra esperienza, il sito, ad oggi, conta più di cento articoli e un discreto numero di visitatori quotidiani. Nello specifico il sito è stato realizzato con la piattaforma Joomla!, un content management system (CMS) per la realizzazione di siti web.

Esso è dotato di diverse sezioni classiche, come la “Homepage” o “Chi siamo”, che racchiude con una simpatica presentazioni l’intento del nostro sito, la sezione dedicata agli articoli, le risorse in possesso dei nostri visitatori, all’interno delle quali è possibile interagire attraverso la webmail o vedere video, realizzati dal nostro vescovo, come poter consultare documenti pontifici, una sezione dedicata alla fotogallery della pastorale giovanile diocesana, ed infine una sezione dedicate alle gmg. Oltre questo un collegamento con il sito web della pastorale giovanile italiana, permette ai nostri visitatori di restare aggiornati sulle iniziative proposte a livello nazionale.
Per scrivere un articolo, la piattaforma Joomla!, fornisce strumenti molto simili a wordpress.com.
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I canali social, strumento per restare al passo con i tempi
Oltre al sito, chiaramente, un altro ambiente digitale per stabilire questa rete di contatti è rappresentato dal mondo dei social network. Con i social network ci divertiamo, costruiamo legami ed amicizie, riceviamo notizie dal mondo e possiamo usarli addirittura per studiare e lavorare. E se questo, ormai, è vero per gran parte della popolazione mondiale, a maggior ragione vale per i giovani, che vedono questi social come una sorta di “piazza elettronica” dove potersi incontrare. Negli ultimi anni, il fenomeno social è cresciuto velocemente ed in maniera esponenziale che la generazione dei ragazzi di oggi è considerata la “Generazione social” o “Generazione 2.0”. Il loro maggior successo risiede, sicuramente:
- nella velocità con cui si riescono a coprire elevate distanze in pochissime frazioni di secondo.
- rappresenta un tipo di comunicazione globale, che permette di dialogare anche con persone che si trovano in continenti diversi dal nostro.
- I social sono mezzi “comodi”, accessibili a chiunque ed in pochi click. Basta un indirizzo email ed una password e sei subito connesso con la realtà virtuale. Grazie ai social network puoi curare i tuoi rapporti interpersonali, non solo restando in contatto con chi già conosci ma anche facendo nuove amicizie e conoscenze.
Sono proprio questi tre fattori, o se vogliamo vantaggi (la comunicazione globale, facile accessibilità, e la velocità), che ci hanno spinto a non limitare il nostro impegno alla sola cura del sito della pastorale giovanile. Infatti, il limite del sito web è proprio la mancanza di interazione, il rapporto che non si instaura. Ad oggi abbiamo un canale sulle maggiori piattaforme social: Facebook, Instagram, Whatsapp e Youtube, Twitter. In questi canali è possibile ricevere notizie, appuntamenti e inviti agli eventi organizzati, si trovano video e foto degli eventi, in più c’è la possibilità di interagire, di confrontarsi, di conoscere, di stringere nuove amicizie. Attraverso essi è più facile avere un feedback in tempo reale. Mi viene in mente l’utilizzo dei qr code che aprono una sezione commenti dove poter rivolgere domande e riflessioni personali, senza magari “l’ansia da microfono”.
Possiamo, dunque, concludere questo paragrafo, ribadendo che questi canali social, se usati nella maniera corretta, quella sostanzialmente per la quale sono stati creati, ci permettono di avvicinare quella fascia d’età, da sempre restia alla Chiesa, etichettata come vecchia, superata, fuori moda, costruendo un legame che nasce proprio da un ambiente che è il loro “habitat” preferito per poi proseguire nel mondo reale.

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La comunicazione digitale in tempo di Pandemia
Un ultimo paragrafo lo voglio dedicare alla situazione che, tuttora, stiamo vivendo. Infatti, specialmente nel primo lockdown, dovuto alla Pandemia da Coronavirus, l’unica possibilità di tenersi in contatto erano fornite proprio dai diversi ambienti digitali:
- i sistemi di messaggistica (Whatsapp, Wechat, Telegram)
- i canali social (Facebook, Instagram, Twitter)
- piattaforme VoIP (Skype, Google Meet, Zoom)
Questi ambienti, poi sono diventati imprescindibili, anche per poter lavorare, a scuola, per gestire la pandemia. Allo stesso tempo le parrocchie e gli oratori, ma in generale la Chiesa si sono scoperti più social. La Pandemia, che aveva interdetto l’accesso alle celebrazioni eucaristiche come anche a qualsiasi altra attività parrocchiale o oratoriale, ha costretto la Chiesa ad approfondire o, in alcuni casi, a scoprire questi canali di comunicazione, di rapporto alternativi proprio per evitare che le pecore, senza la guida del pastore, e impaurite da ciò che passava sotto i loro occhi, potessero smarrirsi completamente. Ed ecco che abbiamo assistito alle Sante Messe da seguire in tv o in streaming, incontri di catechesi o di formazione online e tutto ciò che poteva essere utile per andare avanti insieme, seppur a distanza.
Come Unità Pastorale abbiamo cercato fin da subito di creare una rete con tutte le persone della nostra parrocchia lanciando un hastag (#ViciniPurSeLontani), e con la creazione, in soli due giorni, di un canale Youtube: Il Catechista 3.0, che vanta anche una pagina Facebook. Il canale, ad oggi, conta oltre i 100 video realizzati e si è rivelato essere un ottimo strumento per farci stare “vicini pur se lontani”. Il primo video realizzato fu una via crucis online, animate dai disegni dei bambini e dalla voce dei ragazzi.

Il video di questa Via Crucis è disponibili qui:
3.1 Le rubriche del Catechista 3.0
Da quel giorno, poi abbiamo avuto una scaletta fissa: Il sabato, il Rosario online con i disegni dei nostri bambini, la Domenica, la Santa Messa in diretta streaming, il lunedì e il mercoledì ci davano la buonanotte le preghiere dei bambini più piccoli. Nei restanti giorni, una rubrica dedicata a diverse tematiche: il martedì spazio all’arte sacra del nostro paese, con studi dedicati alla storia e alla struttura delle chiese cittadine, dei quadri e delle statue dal prezioso valore artistico; il giovedì era il turno della rubrica sulla Bibbia dal titolo “Divertiamoci con la Bibbia”, una maniera simpatica per approfondire i testi e i racconti presenti nel nostro Testo Sacro; il venerdì spazio alla creatività, con la nostra home artist che ogni settimana ci inviava video tutorial per realizzare oggetti carini con ciò che avevamo in casa, per chiudere con un’altra rubrica, di sabato, dedicata agli argomenti di catechismo.
Qui alcuni video:
Conclusione
La conclusione che emerge, basandoci anche su questa esperienza concreta, sta nel sottolineare come questi ambienti digitali, siano un elemento imprescindibile per la Chiesa per restare al passo con i tempi. La rete di comunicazioni, di interazioni, di socialità che essa crea deve essere considerata un sostegno fondamentale per quella prima rete voluta da Cristo. Il mondo social può e deve essere quel mattone che contribuisce alla realizzazione del famoso ponte che genera un mondo più social…e
Andrea Pesillici
Note:
[1] https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20190325_christus-vivit.html#_ftn34
[2] Concilio Vaticano II, Decreto sui mezzi di Comunicazione sociale Inter mirifica, n. 1, https://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/pccs/documents/rc_pc_pccs_doc_20020228_church-internet_it.html#_ftn2
[3] https://www.famigliacristiana.it/articolo-canonizzazioni/wojtyla-primo-pontefice-digitale.aspx
[4] https://lavignadelsignore.blogspot.com/2009/01/il-papa-internet-un-dono-per-lumanit.html
[5] https://www.treccani.it/enciclopedia/ambiente-digitale_%28Lessico-del-XXI-Secolo%29/#:~:text=%E2%80%93%20Spazio%20immateriale%20creato%20attraverso%20l,sul%20piano%20visivo%20e%20sonoro.
Sitografia:
- Concilio Vaticano II, Decreto sui mezzi di Comunicazione sociale Inter mirifica (22 feb. 2002), n. 1, https://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/pccs/documents/rc_pc_pccs_doc_20020228_church-internet_it.html#_ftn2;
- Francesco, Esort, Ap. Christus vivit (25 mar. 2019) in https://www.vatican.va/content/francesco/it/apost_exhortations/documents/papa-francesco_esortazione-ap_20190325_christus-vivit.html#_ftn34;
- Marco Sanavio, “Wojtila, primo pontefice “digitale”” in https://www.famigliacristiana.it/articolo-canonizzazioni/wojtyla-primo-pontefice-digitale.aspx;
- “Il messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni Sociali: Internet è un dono per l’umanità, sia messo al servizio dei più bisognosi” in https://lavignadelsignore.blogspot.com/2009/01/il-papa-internet-un-dono-per-lumanit.html