L’Italia Digitale del 2019, con 35 milioni di utenti sui Social Media

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L’Italia Digitale del 2019, con 35 milioni di utenti sui Social Media

 

Una delle indagini globali più complete molto attese per la ricchezza di informazioni che offre è data dallo studio della We are Asocial, una degli enti che, con grande competenza e professionalità, ha monitorato l’Italia. Tanti i dati interessanti, come quello relativo alla popolazione italiana sui social media che è di 35 milioni di utenti, in crescita di circa il 3% rispetto allo scorso anno. In leggero calo il tempo speso sui social media ora di 1 ora e 51 minuti. WhatsApp scalza Facebook in termini di utilizzo.

E arriva, puntuale come sempre, lo studio Digital 2019, così si intitola il grande sondaggio su un vasto campione di popolazione. Diamo però dei numeri e ci soffermiamo su 54,8 milioni di italiani che naviga su Internet, con una penetrazione del 92%. Un dato che va molto oltre rispetto a quello fornito da Agcom e da Audiweb che restano intorno al 71% di penetrazione con una popolazione internet intorno a 41/42 milioni di utenti.

Dal punto di vista della frequenza, l’88% della popolazione si connette a Internet ogni giorno, mentre l’11% lo fa solo una volta alla settimana. E cosa fanno gli utenti su Internet? Il 92% guarda contenuti video; dato interessante il 16% dichiara di connettersi a Internet per giocare e l’11% per guardare altri che giocano. Il 30% degli utenti internet italiani dichiara di servirsi della ricerca vocale, fenomeno che vedremo prendere piede sempre di più nel nostro paese.

 

I Social Media in Italia, nel 2019

Ma vediamo ora la parte che sicuramente interessa di più e che tutti attendevano ed è la parte dedicata ai social media in Italia.

Iniziamo col dire che, rispetto allo scorso anno, la popolazione italiana sui social media cresce ed arriva ad essere di 35 milioni di utenti. Anche se, va detto, cresce ma solo in misura modesta: solo il 2,9%, vale a dire 1 milione di utenti in più (il 59% della popolazione internet). Dato interessante che volevamo segnalare è che di 1 milione cresce anche la popolazione social media italiana da mobile, nel 2018 erano 30 milioni, adesso sono 31 milioni.

Ma media delle piattaforme social media usate dagli utenti italiani è di 7,4 per persona e solo l’11% usa questi strumenti per lavoro. Il tempo medio trascorso sui social media dagli utenti italiani è leggermente in calo rispetto allo scorso anno. Il dato aggiornato riporta un tempo media di 1 ora e 51 minuti, mentre il tempo medio registrato lo scorso anno era di 1 ora e 53 (dato a sua volta in calo rispetto all’anno precedente). Il dato si spiega, forse, per il fatto che gli utenti adesso hanno a disposizione più piattaforme su cui suddividere il loro tempo a disposizione. Ma si parla sempre di circa due ore di media al giorno.

E adesso vediamo quali sono queste piattaforme su cui gli italiani trascorrono circa 60 ore al mese.

Il grafico che vediamo ci mostra subito una novità rispetto allo scorso anno, e cioè che al secondo posto WhatsApp scalza addirittura Facebook. Stiamo parlando delle piattaforme più usate, non sorprende quindi questo dato. La piattaforma più usata dagli italiani resta, anche rispetto al dato dello scorso anno, sempre YouTube e dimostra pienamente il dato di cui parlavamo prima, cioè del fatto che il 92% degli italiani su internet guarda contenuti video.

Un balzo in avanti lo fa registrate anche Instagram, e restiamo sempre nella grande famiglia Facebook, che rispetto allo scorso anno supera Messenger, 55% contro 54% in termini di utilizzo.

Ma il salto più interessante, conoscendo bene la storia di questa piattaforma, lo fa registrare Twitter che in un solo anno, sempre in termini di utilizzo, si porta alle spalle di Messenger. Un dato incoraggiante questo per la piattaforma da 280 caratteri che nelle ultime settimane ha avviato un ampio processo di aggiornamenti, la maggior parte dei quali sono tuttora in fase di test per un pubblico ristretto. Vedremo poi il prossimo anno se queste innovazioni sulla piattaforma otterranno l’effetto sperato, cioè quello di aumentare la base utenti e anche in coinvolgimento sulla piattaforma.

Rischi e Minori

Va ora detto che in tutto questo si devono fare i dovuti ragionamenti su come oggi i giovani e non, si divertano a sfruttare questi social per intimorire, diffamare e violentare in maniera psicologica monti utenti, la maggior parte dei quali è minorenne.

 

Il cyberbullismo è reale, non virtuale!

Come prima cosa dobbiamo chiarire che il cyberbullismo è reale, purtroppo la rete può dare una impressione fallace di “virtualità”. Condannare ogni forma di sopraffazione è fondamentale come essere umani prima che come educatori, genitori o formatori. Insegnare la tolleranza, la condivisione, il mutuo appoggio, il rispetto della diversità che sia di razza, di religione o di preferenze, è un elemento fondamentale per educare esseri umani migliori, e questo prima di qualsiasi discussione su internet e sui media. Se il bullismo viene spesso “confinato” in alcuni ambienti (esempio a scuola) il cyberbullismo trova diffusione continua h24 a prescindere dal “luogo”, e la vittima non trova scampo neanche nella sua camera perché con il dispositivo digitale i carnefici possono colpire in qualsiasi momento. Non si tratta di demonizzare un mezzo di condivisione fantastico come la rete ma di conoscerlo e di educare i minori ad un suo uso consapevole a partire da una comunicazione non ostile, aderiamo anche noi al manifesto della comunicazione non ostile e alle 10 regole della comunicazione non ostile la cui prima regola recita: Virtuale è reale!

Danilo Messore

 

Categories: Esame Leoniano 2019

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