L’uomo e la tecnologia di comunicazione
L’uomo è un essere sociale. Tende in continuazione a relazionarsi con gli altri, non può farne a meno. Ha costantemente contatti con il mondo esterno: che siano eventi naturali, eventi fisici, piante, animali o enti della sua stessa specie. In quest’ultimo caso possiamo costatare quanto sia importante la comunicazione, soprattutto tra esseri umani; senza di essa l’uomo non potrebbe avere alcun tipo di contatto con i suoi simili. Ciò che permette all’uomo di rapportarsi con i propri simili è quindi la comunicazione. Tramite essa l’uomo può scambiare informazioni utili al proprio istinto di autoconservazione, può incrementare le proprie conoscenze, può interiorizzare il punto di vista altrui, può capire lo stato d’animo dell’altro, insomma, potrebbe essere un’occasione di crescita; quindi comunicare sta alla base ed è un presupposto imprescindibile di questo essere sociale, l’Uomo. Se l’uomo inizialmente aveva la capacità di comunicare soltanto tramite un contatto diretto con l’interlocutore, tramite la scrittura iniziò anche a comunicare a distanza, inviando lettere ad esempio. Oggi la situazione è totalmente cambiata: tramite i dispositivi tecnologici siamo in grado di comunicare e inoltrare qualsiasi cosa. Si possono avviare chiamate telefoniche, videochiamate, semplici messaggi, inoltrare file audio, video, fotografici in qualsiasi momento tramite una vastissima quantità di applicazioni: Whatsapp, Messenger (Facebook), Instagram e molti altri. Oltre a comunicare e ad avere interazioni nel privato, tramite i nuovi social si può attuare anche una comunicazione di massa: si crea un profilo inserendo i propri dati, le proprie foto e si condividono con gli altri esperienze, la propria quotidianità, i propri interessi, il proprio modo di essere, le proprie passioni, insomma, tutto. Ciò però in molti casi non rispecchia la realtà in quanto vi è voglia di apparire e persino una buona dose di ipocrisia.
Uno dei primi e più importanti dispositivi in grado di dare la possibilità all’uomo di comunicare è naturalmente il telefono. La creazione di questo meraviglioso strumento tecnologico è in qualche modo connessa ad una diatriba tra 2 personaggi di rilievo: Antonio Meucci e l’ingegner Alexander Graham Bell. Fino al 2000 fu veramente problematico ricondurre la scoperta a uno dei due soggetti, infatti fu proprio grazie al Congresso degli Stati Uniti che si riconobbe Antonio Meucci come colui che diede “vita” a codesto strumento. Nonostante ciò Meucci al tempo non godeva di un patrimonio economico che potesse aiutarlo nel sviluppare e divulgare la propria invenzione, infatti ebbe a malapena la facoltà di accedere ad un brevetto temporaneo, al contrario di Bell (Meucci tentò anche di far causa all’ ingegnere inglese ma con scarsi risultati). Alexander Bell notando l’enorme potenziale del prodotto di Meucci investì su di esso (riuscendo anche, nel 1876 a depositare il proprio brevetto) e fondò la Bell Telephone Company. Il telefono creato da Bell era dotato di un microfono (in grado di trasmettere i suoni) e di un altoparlante (in grado di ricevere i suoni), fondamentalmente è come il telefono moderno che tutti noi conosciamo, ma molto più rudimentale .

Negli anni successivi fu perfezionato sempre di più, ad esempio arrivarono i quadranti rotanti tramite i quali si componeva il numero di telefono facendo girare una ruota su cui si trovavano scritti dei numeri (abbastanza scomodo in quanto nel momento in cui si sbagliava un numero bisognava ripetere la sequenza numerica totalmente da capo). Negli anni 30 venne inventato il telefono a candelabro caratterizzato da una base (trasmettitore) e dalla cornetta (ricevitore) la quale doveva tenersi vicino l’orecchio per l’intera durata della chiamata.

Arriveremo poi successivamente negli anni 70 alla comparsa della tastiera su questi dispositivi che ne aumenterà decisamente la facilità di utilizzo. Fu proprio in questi anni che Martin Cooper diede “vita” al primo telefono cellulare della storia, era solo un prototipo, che però stava per cambiare la vita dell’intera società mondiale. Il suo prototipo venne concretizzato da Motorola, fabbrica per cui l’inventore lavorava, che chiamò Motorola Dynatac 8000x. Un oggetto che fondamentalmente non ha nulla a che fare con i cellulari/smartphone che noi conosciamo in epoca moderna; basti solo pensare che pesasse non meno di 1,1 kg e che aveva una batteria con una durata di circa 30 minuti con un tempo di ricarica di 10 ore (praticamente un’infinità) e che costava ben 4000$.

Naturalmente questi telefoni erano capaci soltanto di avviare delle chiamate, ma sappiamo tutti noi la grandissima importanza che ebbero successivamente gli sms (short message service) che inizialmente alcuni telefoni come il Motorola Handly erano soltanto capaci di ricevere in quanto erano inviati soltanto dai gestori telefonici per fini strettamente informativi (informare l’utente con il costo delle chiamate, i messaggi della segreteria o le nuove offerte). All’inizio gli sms non erano considerati un qualcosa di entusiasmante, in quanto per comunicare una determinata cosa si poteva semplicemente avviare una chiamata, poi però, questi assunsero un grande valore e vennero usati moltissimo, basti pensare che nel 2012 vennero inviati ben 6000 miliardi di messaggi.
Una delle più importanti scoperte che la tecnologia ha contribuito a sviluppare è appunto il pc (personal computer). I computer sono diventati dispositivi tecnologici di uso quotidiano, basti pensare che ad esempio in Italia solo il 38,8 % delle famiglie non ha il pc in casa. Il computer non è altro che un elaboratore e calcolatore di dati e tramite queste capacità può portare a termine un’infinità di funzioni, una delle quali è appunto la comunicazione. Eniac sembra essere il primo computer elettronico della storia creato alla Moore School of Eletrical Engineering per il Ballistic Research Laboratory, ex centro di ricerca dell’esercito degli Stati Uniti d’America.

La svolta di questo marchingegno ci fu nel 1981, quando IBM diede vita al primo personal computer (pc); questo era dotato di un sistema operativo Microsoft ed era stato assemblato da un gruppetto di giovani tecnici di una piccola divisione IBM in Florida. Come detto in precedenza il pc ha numerose funzioni, una delle quali è la capacità di poter far comunicare l’uomo, resa possibile grazie a quella che noi tutti oggi conosciamo come connessione ad Internet. Una delle applicazioni più importanti che diede la possibilità alla società di comunicare tramite pc fu Windows Live Messenger, commercializzato il 25 ottobre del 2001.

Con Messenger era (si era, poiché dal 1 novembre 2014 Windows Live Messenger fu dimesso in tutto il mondo, anche se ora per alcuni nostalgici esistono delle patch per riutilizzarli odiernamente) possibile, tramite connessione ad Internet, conversare via testo oppure tramite file audio con un altro ente qualsiasi, che questo viva a pochi metri dalla propria abitazione oppure dall’altra parte del mondo. Ognuno possedeva un profilo con una foto e un nome e bisognava aggiungere un contatto tramite, appunto, nome e cognome e in aggiunta vi era la possibilità di inviare delle emoticon, ovvero delle “faccine” con le quali era possibile non solo colorire le proprie affermazioni formulate sotto forma di testo, ma in alcuni casi era appunto un modo per comunicare e far presente il proprio stato d’animo del momento. Iniziano quindi ad esserci delle nuove modalità con le quali si può comunicare; oltre alle emoticon, infatti su Messenger era possibile inviare i “trilli”, che erano come dei squilli degli avvertimenti con un suono particolare che, li contraddistingueva dai classici messaggi, e che erano inviati con il fine di rendere noto al ricevitore che lo si stava cercando oppure che lo si stava pensando; era semplicemente un modo diverso di cercare una persona. Tuttavia MSN non era ancora definibile un social, o per lo meno non era il tipo di Social che noi tutti oggi conosciamo; le conversazioni e i tentativi di comunicazione che avvenivano nell’applicazione sviluppata da Microsoft erano strettamente e unicamente private e nessuno oltre ai diretti interessati poteva accedervi. Fu poi proprio con la creazione dei Social Network che cambiò tutto in quanto non è possibile comunicare solo nel privato, ma si ha la possibilità di concretizzare delle vere e proprie comunicazioni di massa.
Ai giorni d’oggi conosciamo tutti il vastissimo utilizzo dei Social Network. Vengono usati quotidianamente e costantemente soprattutto dai teenagers, tanto da diventare dipendenti da essi. I Social di maggior rilievo ai giorni d’oggi sono Instagram e Facebook, anche se attualmente il primo sembra essere ormai il più utilizzato. Il grande sviluppo di questi social è naturalmente fondato sul fatto che si possa accedere tranquillamente ad essi tramite smartphone e ciò vuol dire che sono sempre e comunque a portata di mano, ma non è stato sempre così. Il primo dei due ad essere fondato fu appunto Facebook, un progetto ideato e concretizzato da uno studente di Harvard nel 2003 che tutti oggi conoscono: Mark Zuckerberg.
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Facebook è un Social all’interno del quale si crea un profilo. In questo profilo è possibile (e non obbligatorio) caricare una “foto profilo” che tendenzialmente dovrebbe essere la propria foto al fine di dare un volto all’identità creata, un’”immagine di copertina” che in qualche modo abbellisca il proprio profilo, come se fosse un quadro e naturalmente tutte le informazioni più importanti riguardo l’ente in questione: il proprio nome cognome ed eventuale soprannome, il genere, la data di nascita, luogo di nascita, luogo di residenza, il proprio impiego personale in ambito lavorativo o universitario/scolastico, i recapiti personali come il numero di telefono oppure la propria e-mail, l’orientamento religioso, politico o sessuale, i propri interessi ( ad esempio le proprie passioni) e anche menzionare i propri parenti ( genitori, zii, cugini ecc..). Le funzioni di Facebook sono molteplici in quanto può essere considerato una vera e propria vita virtuale. Sul proprio profilo, o meglio, sulla propria “bacheca” possono essere pubblicate svariate cose: foto o video fatte autonomamente, foto o video condivisi da pagine o da altri profili, ma anche pensieri o citazioni. Naturalmente a tutto ciò che è condivisibile, gli enti di Facebook, possono reagire con dei “mi piace” o addirittura commentare.
Un altro social precedentemente citato che oggi ha un enorme successo è Instagram.

Quest’ultimo si differenzia leggermente da Facebook in quanto tutto ciò che è condivisibile lo è solamente tramite foto o video. Una dinamica che lo differenziava da Facebook era la “storia” (si parla al passato poiché oggi le storie possono essere condivise anche tramite Facebook), ovvero un contenuto che rimane presente solo per 24 ore, scadute le 24 ore va a finire in un archivio consultabile solo dal proprietario del profilo. Nonostante ciò le storie ormai possono però essere salvate nelle “storie in evidenza” ovvero una rubrica presente sul proprio profilo e visibile da tutti che raggruppa un determinato numero di storie che noi scegliamo di mantenere visibili in qualsiasi momento sul nostro profilo.
Sia Facebook che Instagram hanno la possibilità di avviare delle conversazioni private tra utenti: con Facebook lo si può fare tramite Messenger (applicazione diversa da quella trattata nel precedente capitolo, ma simile a livello funzionale), in quanto è un App di supporto di Facebook con la quale è possibile avviare delle chat private. Instagram ha una sezione completamente dedicata alle conversazioni private, che chiama DM (Direct Message). Capito il funzionamento di entrambi i social si possono constatare delle dinamiche comunicative molto particolari: se prima le conversazioni avvenivano in maniera privata e con un numero ristretto di persone, sui social moderni si concretizza una vera e propria comunicazione di massa. Si può comunicare a tutto il mondo qualsiasi cosa si vuole, in qualsiasi momento. Si comunica perfino la propria persona in tutte le proprie sfaccettature! Basti pensare agli Influencer, ovvero coloro che hanno fatto dei social una piattaforma lavorativa (caratterizzata inoltre da un alto contenuto retributivo tramite sponsorizzazioni e pubblicità) e che hanno una vera e propria vita parallela nei social: condividono ogni momento della giornata, ogni spostamento, rendendo partecipi tutti i loro followers (seguaci) suscitando divertimento ed interesse, ciò che poi permette anche di far acquistare a loro i prodotti che sponsorizzano. Ci sono molti che usano questa modalità di comunicazione (quella di massa) per inviare dei messaggi positivi, per sensibilizzare riguardo un determinato argomento, per divulgare la verità quando vi è una situazione ove la menzogna la fa da padrone, per avviare dei movimenti benefici, insomma per intenti che siano prettamente positivi e moralmente buoni e puri. Tuttavia, la comunicazione di massa non ha dei fini necessariamente positivi: ci sono infatti in alcuni casi personaggi che vogliono deviare la verità per qualsiasi motivo, oppure chi comunica solo per fini egoistici e mai costruttivi, chi invece dà sfogo alla sua più totale ipocrisia. Molti utenti infatti cercano di apparire in continuazione e mai di “essere”: si mostrano come paladini della giustizia, come sostenitori di ideali caritatevoli e solidali, ma in realtà non supportano realmente questi ideali, diventando ed essendo in realtà paladini dell’ipocrisia. Altri tendono a mostrare uno stile di vita d’elite, mostrandosi in luoghi conosciuti e rilevanti, con vestiti costosi, ostentano, cercano approvazione, cercano di suscitare invidia e di essere apprezzati dagli altri.
Per concludere, si intuisce facilmente come le tecnologie di comunicazione si siano enormemente sviluppate lungo il tempo e quanto esse abbiano in qualche modo migliorato la nostra situazione avendo una vastità di fattori positivi e allo stesso tempo alcuni fattori negativi. Sappiamo come sia divenuto facile e confortevole comunicare grazie a questi strumenti ma allo stesso tempo abbiamo constatato come nei Social ci siano moltissimi fattori negativi precedentemente elencati (mal informazione, ipocrisia…). Ciò rende coscienti del fatto che comunicare tramite i nuovi dispositivi tecnologici e tramite l’infinità di app presenti sui nuovi smartphone può essere positivo o negativo in base all’intenzione con cui si avvia la pratica. Non esiste una generalizzazione valida sempre e comunque riguardo al loro riscontro, tutto sta nella coscienza di ognuno.
SITOGRAFIA
Crescenzi, Chiara, Come è cambiato il telefono: da Meucci a Steve Jobs, 2020. <https://techprincess.it/come-e-cambiato-telefono/amp/> [ultima consultazione: 19 settembre 2022]