Note di Pastorale Digitale

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Vorrei proporre in questo breve articolo le caratteristiche salienti del corso di informatica che si è svolto quest’anno nel nostro istituto. Credo sia interessante porre in atto una riflessione sul ruolo che il mondo digitale possa ricoprire all’interno della pastorale della Chiesa, nell’ottica di un annuncio del Vangelo alla generazione contemporanea. Mi avvarrò per far questo di alcuni concetti che sono stati espressi dal prof. Fortunato Ammendolia (qui il suo sito web) in un incontro tenuto durante l’anno e di altri che con il prof. Riccardo Petricca abbiamo affrontati durante l’anno.

 

Digitale e reale

Ho parlato intenzionalmente di “mondo digitale” perché vorrei scongiurare il rischio di ridurre l’apporto pastorale del digitale al solo campo strumentale, il digitale non è solo un mezzo, se lo considerassimo così forse abbiamo un’idea che ancora separa il virtuale dal reale, una scissione netta tra online e offline che come propone Luciano Floridi va ripensata; lui propone di parlare invece di onlife [1], un digitale integrato nella vita analogica. Per approfondire il discorso del rapporto tra reale e virtuale ripropongo qui sotto un video di WeCa (la community italiana dei web master cattolici):

 

Non solo un mezzo

Questo ci permette di pensare al digitale allora non più solo come ad un mezzo per l’annuncio del Vangelo, ma ad un vero e proprio luogo. Del resto è nel senso comune l’accostamento dei siti internet e dei social network a moderne piazze! Il nostro annuncio deve aver luogo nella piazza digitale, come nella piazza reale. Credo che questo sia il primo importante concetto appreso nel corso: non basta più una pastorale che si serva del digitale, ma una pastorale pensata per incontrare l’altro nel digitale; non è sufficiente, per usare l’efficace immagine del prof. Ammendolia nel suo intervento a lezione, fare un PowerPoint al posto di un cartellone! Mi si perdoni il paragone insufficiente ma non possiamo pensare che si faccia pastorale giovanile mettendo giovani ad animare incontri, ma incontrando i giovani. L’aggettivo della nostra pastorale specifica non tanto lo strumento quanto il luogo dell’incontro e le persone che lo frequentano, così ad esempio la pastorale scolastica, la pastorale familiare, ecc.

La pastorale digitale è allora annuncio ad un mondo popolato da un altro cui ci facciamo incontro, e neanche questo dobbiamo dimenticare! Proprio nel momento in cui il mondo virtuale sembra voler sottolineare l’anonimato dell’altro, o lo vuole considerare nella superficialità di una condivisione di apparenza o comunque necessariamente mediata, la pastorale digitale dovrà valorizzare l’altro che incontra tramite la mediazione del virtuale. Per approfondire l’aspetto “teorico” della pastorale digitale credo sia importante leggere il Direttorio sulle comunicazioni sociali nella missione della Chiesa edito dalla CEI [2]: “Comunicazione e missione” (qui il file PDF), che a più riprese insiste sulla stretta relazione tra l’evento salvifico della Rivelazione del Verbo e l’annuncio al mondo contemporaneo.

 

Nel concreto…

Quali sono gli strumenti che ci possiamo proporre come operatori pastorali per una pastorale digitale efficace? Credo che ne possiamo individuare due principalmente:

  1. uno ad extra, che valorizza la missionarietà della pastorale digitale, che è il servirsi di internet per conoscere il mondo cui vado ad annunciare (“amate ciò che amano i giovani” diceva Don Bosco [3]), in questo per esempio aiutano i social network; per usare un’analogia il social network è la moderna piazza, da frequentare per conoscere i destinatari del mio annuncio; si tenga presente che il social network oltre ad essere luogo dove si apprende quanto vivono i giovani è anche il luogo ideale per comunicare loro il messaggio evangelico, con il loro linguaggio, con i loro tempi, è da preferire un video YouTube ad un lungo post su Facebook per esempio, un messaggio Whatsapp piuttosto che un volantino…
    Le icone di alcuni dei principali Social Network. Hanno una natura molto varia, alcuni di essi come YouTube sono piattaforme di condivisione video, altri audio come Spotify e Soundcloud, altri ancora di foto, di messaggistica, o di post.

     

  2. un’altro strumento invece ad intra, che serve a creare stabilità e identità, permette l’accoglienza, la presentazione organica, l’utilizzo di strumenti di cui avere una padronanza piena, sono i siti web. Una caratteristica necessaria nell’aprirsi a questi strumenti è la loro sostenibilità dal punto di vista della dedizione pratica: meglio uno strumento in meno per curare meglio quanto già ho in funzione, piuttosto che una moltiplicazione non curata che è solo frammentazione. In primo piano deve esserci la cura, che caratterizza ogni carità.

I due strumenti non si devono escludere l’un l’altro, ma è necessario integrarli. Nel corso delle lezioni abbiamo visto quanto sia facile creare e gestire siti web con l’ausilio di un CSM [4], come ad esempio WordPress, e molti plugin permettono un’integrazione immediata tra le due realtà.

 

Esperienza personale e breve riflessione

Riporto per concludere una breve riflessione a partire dalla mia esperienza. Mi è stato chiesto quest’anno, e quello precedente, di occuparmi del sito web del Pontificio Collegio Leoniano. Quando ho ricevuto l’incarico, in equipe con altri seminaristi del Servizio Pubblicazioni, il sito web presentava un aspetto abbastanza spartano pur avendo alle spalle l’ottimo WordPress (qui uno screenshot da Wayback Machine), abbiamo proposto una modifica alla grafica – prediligendo un tema chiaro – e all’impostazione generale del sito mettendo più in luce gli eventi recenti della comunità. Il risultato è il sito attualmente online, Nella nostra esperienza però ci siamo resi sempre più conto che al sito andava affiancato anche una presenza viva sui social che potesse raggiungere (ed ecco la pastorale “ad extra”) più utenti, in particolare i giovani.

Per questo abbiamo aumentato la nostra attenzione nella gestione di InstagramFacebookTwitterYouTube. Sappiamo però che possiamo fare ancora molto, in particolare penso ad alcuni contenuti che possano presentare ancora meglio la vita del Seminario, magari attraverso un video montato in maniera accattivante, o itnerviste. La chiave perché il nostro lavoro sia una pastorale digitale credo resti la medesima: riflettere su chi è il fruitore del sito; nel nostro caso ex alunni che vogliono “rivedere casa” o giovani incuriositi dalla nostra realtà.

Un’altra esperienza che ho piacere di riportare è un progetto diocesano messo in piedi quest’anno assieme ad altri due giovani della Diocesi: “Il Suo Disegno“, un portale di pastorale vocazionale “in digitale” e pubblicato in “Beta” pubblica il 12 maggio scorso. Qui, avendo qualche libertà in più, abbiamo pensato ad alcune funzioni utili per integrare onlineoffline:

  • pubblicando alcuni sussidi e materiali preparati da noi per i responsabili dei gruppi ministranti e vocazionali, e in questo il mondo digitale si riversa poi nel reale [qui il link alla sezione];
  • preparando una piattaforma che permetta di interagire come community nel quale ciascun utente ha la possibilità di gestire una propria pagina e “accumulare punti” partecipando ad eventi diocesani (tramite un QRCode riscatta dei “trofei” per la partecipazione), in questo modo il mondo reale si riversa nel digitale [qui il link].

Anche qui c’è un orizzonte ideale che è l’integrazione del digitale anche in altre aree pastorali oltre quella vocazionale, per esempio nella catechesi. Sarebbe bello se i ragazzi del catechismo possano da casa accedere a spiegazioni, video di approfondimento, quiz e giochi sul tema dell’incontro avuto in parrocchia, e poi tornando lì discuterne ancora. Ancora una volta penso che il nodo cruciale sia una visione integrale della pastorale digitale:

che sia un’azione di pastori incontro a persone (pastorale) e che sappia coniugare il mondo reale e quello virtuale (digitale) in una sinergia proficua in cui l’uno si potenzia nell’altro, e il secondo integri il primo, con l’obiettivo di tornare sempre alla persona per condurla a Cristo.

di Paolo F.

Nota sulle immagini (copyright): ho usato tutte immagini di pubblico dominio o prodotte da me a partire da immagini con licenze che me lo consentissero. Dell’immagine in copertina sono io l’autore, credo che renda bene l’idea della Pastorale Digitale come strumento per andare incontro all’Uomo per riportarlo a Dio.

Note, bibliografia e spiegazioni.
[1] L. FLORIDI, The Online Manifesto, SpringerOpen, Londra 2009.

[2] CEI, Comunicazione e missione. Direttorio sulle comunicazioni sociali nella missione dela Chiesa, LEV, Città del Vaticano 2004.
[3] Citato per esempio da V. DEL CROCE, «I Ladri di Carrozzelle stravedono per la vita» in Bollettino Salesiano (n. di Ottobre 2017), Torino 2017.
[4]Content Management System per approfondire: https://it.wikipedia.org/wiki/Content_management_system

Categories: Esame Leoniano 2019

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