Oltre il Confine

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“All’improvviso c’è una luce che mi squarcia il cuore sento
una mano che mi prende senza alcun timore ed una voce
che mi parla in una lingua nuova qui sei al sicuro… vai”:
sono i gesti concreti della vera accoglienza e solidarietà che
evocano le parole di Gesù: “Venite, benedetti del Padre mio…
perché ero straniero e mi avete accolto” (Mt 25,35).

Quello dell’accoglienza degli immigrati è oggi un tema che fa molto discutere e, spesso, assistiamo a ingiuste chiusure proprio da parte del governo.
Non è possibile non rendersi conto che di fronte ad un problema come quello del fenomeno immigrazione si dovrebbero cercare delle soluzioni, delle strade possibili e non fingere che ciò non ci riguardi.
Il problema non è risolvibile in Italia? D’accordo, si tratta anzitutto di esseri umani che rischiano la vita, intanto vanno accolti, dopodiché portiamo il problema in Europa, quindi risolviamolo insieme agli altri membri.
È aberrante il pensiero che questi immigrati che fuggono disperatamente dai lager libici per salvare la propria vita, quella dei propri figli, raggiunte le coste di Lampedusa vengano rispediti in quei lager.
Caspita ma la nostra cultura da dove deriva? Non affonda le proprie radici in quell’ humanitas classica di cui siamo figli? Quella di Virgilio, di Cicerone, del Petrarca… com’è accettabile che abbiamo smarrito le nostre radici, com’è accettabile che la nostra cultura, laica che sia, abbia perso ogni barlume di umanità?
Accogliere vite umane che rischiano di morire non è affare facoltativo, è un debito di giustizia verso il più debole che è costretto a fuggire. È poi questione di solidarietà, perché i problemi di chi ha più bisogno, sono anche i nostri.
Salvini si sta comportando come un padre di famiglia che davanti ad un problema invece di affrontarlo, si tira indietro se ne lava le mani.
E che cos’è oggi la società globale se non una grande famiglia?
Il periodo storico in cui si parlava di Stati nazionali è cultura vecchia, appartiene all’Ottocento; oggi siamo parte di un mondo globalizzato dove i problemi di ciascuno diventano i problemi di tutti. I filosofi contemporanei parlano di “interdipendenza”… Non possiamo scandalizzarci se una parte del mondo non occidentalizzato coltiva sentimenti di odio, desideri di vendetta quando il vero scandalo è a monte ed è il nostro egoismo esacerbato ai danni dell’altro.
Papa Francesco che per altro è uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo, parla di cultura dello “scarto”. Secondo questa definizione gli ultimi, il nostro scarto appunto, sono direttamente responsabilità nostra, responsabilità di chi pensa solo per sé stesso.
Siamo parte di una grande famiglia, sempre più multietnica, multireligiosa, frutto di un mondo globalizzato. La sfida che ancora ci attende è quella di globalizzare l’accoglienza e la solidarietà.

 

Angela Taglialatela

Categories: Notizie

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