RELIGIONE E RELIGIONI

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PONTIFICIA UNIVERSITÀ URBANIANA

Istituto Superiore di Catechesi e Spiritualità Missionaria

 

 

CS1010

COME SI FA UN SITO WEB

LA RELIGIONE E LE RELIGIONI

 

 

 

 

Docente:

Prof. Petricca

Studentessa: Happiness Eze                23731

 

 

 

 

Anno accademico 2018-2019

Roma

 

INTRODUZIONE

Religione e’ una cosa che regole la vita, come i sentimenti e manifestazioni di tribut, anche il modo che l’uomo da rispecto a DIO. questo antropologicalmente e’ cultural di ogni essere umano perche fa parte della nostra vita. in questo senso nella diversita della religione cioe’ religioni ogni uno ha sua e anche considere che sua puo essere meglio dell’ altra ma in realta qualunque sia,  siamo tutti creati da lo stesso Dio e abbiamo tutti lo stesso scopo cioe’ di lodare Dio e stare con lui  per tutte le nostro vita

 

 

 

CAPITOLO PRIMO

DIO NOSTRO PADRE

 

Padre Nostro” Abba, Padre, è il nome che Gesù usa per rivolgersi a Dio. Rivela la nuova relazione con Dio che deve caratterizzare la vita delle comunità (Gal 4,6; Rom 8,15). Diciamo “Padre nostro” e non “Padre mio”. L’aggettivo “nostro” mette l’accento sulla consapevolezza di appartenere tutti alla grande famiglia umana di tutte le razze e credo. Pregare il Padre ed entrare nell’intimità con lui, vuol dire anche mettersi in sintonia con le grida di tutti i fratelli e le sorelle per il pane di ogni giorno. Vuol dire cercare in primo luogo il Regno di Dio. L’esperienza di Dio come Padre nostro è il fondamento della fraternità universale[1]

L’espressione “che sei nei cieli” mostra  infine l’adeguatezza e l’idoneità della nostra preghiera. Infatti la  preghiera che preghiamo ha le dovute condizioni se nella formula “che sei nei cieli” prendiamo i cieli per i beni spirituali ed eterni, nei quali è riposta la nostra eterna felicità. E questo ha due motive.

L’uomo e’ creato solo per Dio a niente altro, se’ cosi signfica che la vita di per se e’ preghiera, lode e continua adorazione a Dio, affinche siamo in questo mondo abbiamo il dovere di rivolgersi al Dio che determine ogni esistenza. Siracide 2 parla dell fedelta, da consiglio al chi voule essere un buon figli di Dio cioe’ di avere timore di Dio, insenso di tenere o osservare la comandamento di Dio e fulggiere il male, libri di sapienza mostra l’opposizione tra il giusto e gli empi, cosa dobbiamo imparare qui e’ che il giusto sara ricordato da sempre. Dio creatore  per vivere con Dio bisogno il timor di Dio, il timore non è paura ma la avvicinata a Dio. Anche questo è uno di dono dello spirito. Non credere di essere saggi , temi il signore e sta lontano dal male.

Amore di Dio verso il suo popolo non ha limiti, e’ un amore unico che ambiente l’amore di ogni essere umano, chi non sa amare il suo prossimo non sappra anche amare Dio nor guistare la amore di Dio, perche Dio non divide amore con nessuno, cioe’ nostro Dio voule che siamo per Lui e solo per Lui, se resteremo fedele a Dio vivere per sempre con Lui, questo vere al compimento quando riuscieremo al vedere il vouto di Dio in ogni uomo.

Primo:  perché così si accende in noi il desiderio delle realtà celesti. Il nostro desiderio deve essere rivolto là dove abbiamo il Padre, perché là c’è la nostra eredità. Dicono gli Apostoli: “Cercate le cose di lassù, dove si trova Cristo assiso alla destra di Dio” (Col 3,1) e “per una eredità che non si corrompe,(1pt1,4).

Secondo: perche con questo la nostra vita si modella fino a diventare celeste, noi diventiamo conformi al padre celeste, secondo quanto si legge: “quale è il celeste, cosi anche i celesti” (1 cor 15, 48). Infatti il desiderio di cose celesti e una vita celeste sono le due cose che rendono l’orante idoneo a chiedere. E per esse la preghiera ha quello che deve avere per domandare.

L’uomo può rivolgersi a Dio come un figlio, chiamandolo “Padre”, come ha fatto Gesù. Questa familiarità del rapporto con Dio nasce nei cristiani dalla consapevolezza di essere figli nel Figlio, è ricordata molte volte nel Nuovo Testamento. È infatti una nota qualificante, che segnala l’originalità cristiana.

1] Parole Nuove – Commenti al Vangelo e alla LiturgiaCommenti al Vangelo TESTO Commento Matteo 6,7-15 a cura dei Carmelitani   (03/03/2009).

 

CAPITOLO SECONDO

RELIGIONE E RELIGIONI

 

Religione e’ fiori con diversi colori, Abbiamo una religione ma diviso in diversi credenza. Religione è una particularita di credenze, vissuti, riti che coinvolgono l’essere umano, modo di vivere tradizionale or anche culturale.

Le religioni hanno le loro idee, molto diverse dalla verità centrata su Dio che si trova nella Bibbia e qui dobbiamo fisare nostro squado per fa ci aprofondire perche’ diversi religione.

Le vie dell’uomo sono tutte estremamente peccaminose: il cuore è ingannevole sopra ogni cosa e disperatamente malvagio: chi può saperlo? Io, il Signore, scruto il cuore, provo le redini, fino ad ogni uomo secondo le sue vie e secondo il frutto del suo agire (Geremia 17: 9-10). Poiché l’uomo è così malvagio, è normale che le idee dell’uomo sull’eternità e sulla salvezza siano gravemente corrotte.

diversi penseri delle religioni

Le diverse posizioni di fronte alle religioni determinano comprensioni differenziate riguardo all”attività missionaria’ della chiesa e al ‘dialogo interreligioso’. Se le religioni sono anch’esse vie alla salvezza (posizione pluralista), allora la conversione non è più l’obiettivo primario della missione, in quanto ciò che importa è che ciascuno, animato dalla testimonianza degli altri, viva profondamente la propria fede.

Il libri di Qoelet analizza l’esistenza umana come essere nel tempo e che si conclude con la morte. In essa si può essere felici, ma È importante prendere coscienza che c’è Dio che trascende il mondo. Il suo agire è perfetto ed egli giudica anche il male. L’uomo però non riesce a capire l’agire di Dio. Personalmente può solo affidarsi a ciò che gli viene accordato da Dio istante per istante. La teologia dell’alleanza come schema interpretativo del reale e della storia aveva usato il binomio “fedeltà/benedizione” e “infedeltà/maledizione”.

Le Leggi

Dall’uomo non dipende né la legge cosmica, né la successione dei momenti e voler capire ciò significherebbe comprendere Dio, ma ciò è impossibile. Il problema del valore della vita per procurare all’uomo l’immortalità, ma ciò si era mostrato pura follia perché l’uomo è stato creato mortale.

Religione

Per il Qoelet l’unica religione possibile è quella del “timor di Dio” ci conduce all’osservanza dei comandamenti. Il timor di Dio è garanzia di dare a Dio ciò che gli è dovuto, esso diviene anche fonte di sapienza (Pv 9,10).

La religione si basa sull fedi e credenze quando si tratta dell’accettazione dei poteri sovrumana sotto forma di Dio o degli dei. D’altra parte la teologia è lo studio del pensiero teistico. Ciò è particolarmente vero per il cristianesimo. Il teismo è l’accettazione della presenza di Dio o del potere sovrumano.

La nozione biblica di verità è diversa, perchè si fonda su un esperienza religiosa, quella dell’incontro con Dio ⁅…⁆ la verita in senso cristiano no è quindi il campo immenso del reale, che noi doveremo conquistare con uno sforzo di pensiero, ma è la verità del vangelo, la parola rivelatrice del padre, presente in Gesừ Cristo ed illuminata dallo Spirito, che dobbiamo accogliere nella fede perchè trasformi le nostre esistenza. La verità di salvezza risplende per noi nella persona del Cristo, che è insieme mediatore e pienezza della rivelazione, e ci è autenticamente comunicta nei libri santi [1].

[1] I. De La Potterie, dizionario di teologia biblica a cura di Giovanni viola e Ambretta milanoli, edizione italiana 1976 Pg.1356-1363.

 

CAPITOLO TERZO

EVANGELIZZAZIONE E DIALOGO INTERRELIGIOSO OGGI

 

La via della verità, la via giusta

Le diverse posizioni di fronte alle religioni determinano comprensioni differenziate riguardo all”attività missionaria’ della chiesa e al ‘dialogo interreligioso’. Se le religioni sono anch’esse vie alla salvezza (posizione pluralista), allora la conversione non è più l’obiettivo primario della missione, in quanto ciò che importa è che ciascuno, animato dalla testimonianza degli altri, viva profondamente la propria fede.

La posizione inclusivista da parte sua non considera più la missione come un impegno per impedire la dannazione dei non evangelizzati (posizione esclusivista). Riconoscendo anche l’azione universale dello Spirito Santo, osserva che essa, nell’economia salvifica voluta da Dio, possiede una dinamica di incarnazione che la porta a esprimersi e ad oggettivarsi: in tal modo la proclamazione della parola conduce a pienezza questa stessa dinamica. Non significa soltanto una tematizzazione della trascendenza, ma la sua maggiore realizzazione, ponendo l’uomo di fronte a una decisione radicale: l’annuncio e l’accettazione esplicita della fede fa aumentare le possibilità di salvezza e anche la responsabilità personale. Inoltre la missione si considera oggi come rivolta non soltanto agli individui, ma soprattutto ai popoli e alle culture.

Dialogo tra le religione

Il dialogo interreligioso si fonda teologicamente sia sulla comune origine di tutti gli esseri umani creati a immagine di Dio, sia sul comune destino che è la pienezza di vita in Dio, sia sull’unico piano divino di salvezza mediante Gesù Cristo, sia sulla presenza attiva dello Spirito divino tra i seguaci di altre tradizioni religiose (Dialogo e annuncio, n. 28):

È necessario che la Chiesa sia presente in questi raggruppamenti umani attraverso i suo} figli, che vivono in mezzo ad essi o ad essi sono inviati. Tutti i cristiani infatti, dovunque vivano, sono tenuti a manifestare con l’esempio della loro vita e con la testimonianza della loro parola l’uomo nuovo, di cui sono stati rivestiti nel battesimo, e la forza dello Spirito Santo, da cui sono stati rinvigoriti nella cresima; sicché gli altri, vedendone le buone opere, glorifichino Dio Padre (58) e comprendano più pienamente il significato genuino della vita umana e l’universale legame di solidarietà degli uomini tra loro[1].

La presenza dello Spinto Santo non si dà allo stesso modo nella tradizione biblica e nelle altre religioni, poiché Gesù Cristo è la pienezza della rivelazione. Tuttavia esperienze e intuizioni, espressioni e comprensioni diverse, provenienti a volte dallo stesso “avvenimento trascendentale”, danno grande valore al dialogo interreligioso. Proprio attraverso questo si può svolgere il processo personale di interpretazione e di comprensione dell’azione salvifica di Dio:

Tutti gli uomini sono chiamati a formare il popolo di Dio. Perciò questo popolo, pur restando uno e unico, si deve estendere a tutto il mondo e a tutti i secoli, affinché si adempia l’intenzione della volontà di Dio, il quale in principio creò la natura umana una e volle infine radunare insieme i suoi figli dispersi (cfr. Gv 11,52). A questo scopo Dio mandò il Figlio suo, al quale conferì il dominio di tutte le cose (cfr. Eb 1,2), perché fosse maestro, re e sacerdote di tutti, capo del nuovo e universale popolo dei figli di Dio. Per questo infine Dio mandò lo Spirito del Figlio suo, Signore e vivificatore, il quale per tutta la Chiesa e per tutti e singoli i credenti è principio di associazione e di unità, nell’insegnamento degli apostoli e nella comunione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere (cfr. At 2,42). In tutte quindi le nazioni della terra è radicato un solo popolo di Dio, poiché di mezzo a tutte le stirpi egli prende i cittadini del suo regno non terreno ma celeste[2]

“Una fede che non si è fatta cultura è una fede che non è stata pienamente recepita, non è stata interamente pensata, non è stata fedelmente vissuta”. Queste parole di papa Giovanni Paolo ii nel suo lettere al cardinale segretario di stato, precisano l’importanza dell’inculturazione della fede. Si costata che la religione è il cuore di ogni cultura, come istanza di senso ultimo e forza strutturante fondamentale. In tal modo l’inculturazione della fede non può prescindere dall’incontro con le religioni, che dovrebbe realizzarsi soprattutto attraverso il dialogo interreligioso

« Tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità »[3]

[1] CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, decreto su l’attivita’ missionaria della Chiesa, ad gentes divnitus,7 dicembre 1965, n. 11, EV/1 (1962-1965),  631.

[2] CONCILIO ECUMENICO VATICANO II, Costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen Gentium, 28 ottobre 1965, n. 13, in EV/1 (1962-1965) EDB, Bologna 1976, pg.147.

[3] Ipd. N. 9.

 

CONCUSIONE

 

Siamo tanti ma siamo una , quindi chi non sa amare il suo prossimo non può essere un buon religious in qualunque religion che sei, proviamo a riconscere che in ogni uomo ce Dio perche siamo tutti dalla stessa famiglia di Dio,

in fine la vera religione e’ solo la religione che ha Dio al centro della suo culto e ha il timore di Dio che lo aiuta ad rimare fedele nel suo union con suo creatore Dio padre. Riconsciendo Dio in ogni uomo e evitando il male, non e’ facile pero andiamo avanti con gioia il signore ci aiuta.

 

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