RETI SOCIALE E RELAZIONE SOCIALE, E VITA IN COMUNITÀ RELIGIOSA

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RETI SOCIALE E RELAZIONE SOCIALE, E VITA IN COMUNITÀ RELIGIOSA

 

 

INTRODUZIONE

 Il modello perfetto dell’atto comunicazione è Dio stesso. La comunicazione è dunque qualcosa che sussiste già nell’eternità di Dio cioè la parola di Dio è parola creatrice, che indica e fa succedere cose nello stesso istante[1]. La rivelazione costituisce l’atto più importante per la storia dell’uomo. Nella riflessione della teologia la comunicazione appare come oggetto necessario e ineludibile di analisi per quanto concerne il primo incontro da parte dell’uomo e attraverso l’esplicitazione del piano di salvezza in un contesto di Dio che cerca la comunicazione con gli uomini. La rivelazione diventa allora il superamento di quell’ostacolo comunicativo per l’uomo in quanto essere cosciente ed intelligente, che percepisce una realtà differente e che impedisce all’uomo la percezione della realtà di Dio.

Nel NT è Dio  che comunica se stesso attraverso la parola-gesto e la parola-spiegazione-del-gesto; ma il gesto di Dio, con la sua spiegazione, è sempre chiamata rivolta all’uomo o al suo popolo. La comunicazione con gesti e parole è dunque il rapporto essenziale per la comunicazione globale di sé da parte di Dio al suo popolo, e per la funzione di guida verso il bene, la vita, la felicità che Dio ha nei confronti del suo popolo.

Il mondo di oggi quando si parla della comunicazione con la crescita delle tecnologie, la comunicazione si intende una trasmissione deliberata di informazione da un uomo a un altro. Le informazione che viene comunicato potranno essere di vario tipo a seconda della finalità perseguita o del contenuto dell’informazione.

Il nostro percorso di questo lavoro, cercando di definire i mezzi di comunicazione, analizzandone l’evoluzione in rete sociale, giungere alla sua definizione soprattutto riguarda l’interno della chiesa bensì nella comunità religiosa. Il problema che tratteremmo sono i problemi e  l’equilibrio tra relazione sociale e rette sociale  nella ambiente comunità religiosa. Di qui nascono le conseguenze per la riflessione teologico  morale.

1.Definizione e Tipologia Del Rete Sociale

Il rete sociale  oggi, offre alla Chiesa il supporto per la comprensione della cultura e della realtà contemporanea della chiesa. L’antropologo J.A Barnes descrive i reti sociale come  un insieme di punti congiunti de linee. I punti rappresentano le persone e anche i gruppi e le linee indicano quali persona connessione con altri persone. La relazione sociale ( re-latio) cioè rapporto tra uno persona con una persona oppure relazione una persona con altri.

Questi mezzi sono veramente hanno un valore oggettivo che ci aiutano moltissimo, ma non è che tutti questi mezzi che far crescere la capacità dell’uomo perché dall’altra parte ci distruggere anche la nostra relazione soggettività perché ha una dipendenza ai mezzi sociale. La rete sociale ormai pratica quotidiana, a qualsiasi meridiano e parallelo del pianeta. il rete come l’amica e l’ambiente dello svago e della curiosità, lo spazio del dialogo, e il prolungamento delle amicizie, dire le cose verità o non verità, espressa  i sentimenti, i desiderio l’informazione, le emozione etc.

1.1.La Storia Del Rete Sociale

La storia del rete social ( social network) si sviluppa con la loro evoluzione che più avanzati, che li hanno fatti diventare quelle piattaforme di comunicazione che tutti noi oggi conosciamo. La storia dei social network si sviluppa in più momenti, che li hanno fatti diventare quelle piattaforme di comunicazione che tutti noi oggi conosciamo.

 

 1.2.Tre fasi evolutive del rete sociale:

  • Le origini,in cui si creavano e si esploravano reti sociali chiuse (in cui si poteva si poteva accedere solo su invito di un utente già iscritto al social network);
  • La fase di maturazione. La possibilità di espandere la gestione delle reti che da chiuse diventarono reti sociali aperte (in cui l’iscrizione al social network era libera e aperta a tutti);
  • La fase espressiva,quella dei nostri giorni, in cui i social network  consentono di gestire tutti gli aspetti dell’esperienza personale in rete: sia quella delle relazioni con gli amici, sia quella dell’espressione della propria persona.
  • Lo Sviluppo Dei Reti Sociale

I  famosi social network moderni in cui stiamo vivendo nell’area della comunicazione sono:

1.Six degrees

Il primo servizio di social network fu Sixdegrees.com, creato da Andrew Weinreich e lanciato nel 1997. Questo sito web aveva l’obiettivo di combinare incontri amorosi senza il pericolo delle false identità e senza la presenza di malintenzionati. La logica del suo funzionamento era basata sulla ‘teoria dei sei gradi di separazione, di Stanley Milgram (da cui molto probabilmente prendeva anche il nome), secondo la quale una persona può contattare qualsiasi persona al mondo che non conosce, con non più di cinque passaggi intermedi.

2.Ryze

Molti tentativi furono fatti per replicare Sixdegrees, ma la seconda generazione dei social network, quella della fase di maturazione, fu introdotta dalla creazione di ryze.com, un sito web pensato da Adrian Scott per un ambito commerciale e professionale.

È stato il primo sito web ad essere pensato per un uso professionale e commerciale.
il suo obiettivo era quello di contattare le persone per lavoro. La realizzazione di questo sito è stata possibile grazie alla collaborazione di una comunità di professionisti di S. Francisco (imprenditori e programmatori) che considerando gli errori e i successi dell’esperienza sixdegrees.

3.Friendster

             Friendster.com è un sito web di incontri online pensato per garantire un elevato livello di sicurezza ai propri utenti. Nacque nel 2002 rimarcando le norme di Sixdegrees dalla collaborazione di alcune piccole comunità attive in California chiamate in causa dal suo ideatore Jonathan Abrams. Un’altra caratteristica che quasi lo paralizzò fu l’indice di popolarità, che dipendeva dal numero di amici che ogni utente aveva nella sua rete amicale: chi aveva più amici otteneva il titolo di più popolare. Questo indice, il cui funzionamento causò qualche problema, fu eliminato in ritardo e insieme alla decisione di far pagare l’iscrizione al servizio, furono le principali cause che decretarono la decadenza di Friendster.

4. Myspace

La nuova generazione (quella della fase espressiva) dei social network comincia con la nascita di myspace nel 2003 quando Tom Anderson e Chris DeWolfe, i suoi fondatori, crearono questo sistema di condivisione di file audio e video, oltre al servizio di comunicazione tra utenti con i messaggi, già ampiamente sperimentato con i precedenti network. Questi sono stati i social network che hanno cominciato a muovere e modificare il senso del Web 2.0, che nei nostri giorni ha cambiato il modo di condividere i contenuti della rete e quello di fruire l’informazione.

 

1.3. L’influsso Delle Rete Sociale Nella Chiesa Oggi, Nei Varie Ambienti.

Internet è diventato uno spazio popolato da utenti che hanno prontamente portato la loro fede online con loro e hanno sviluppato una miriade di cyber temples, online prayer chapels, forum di discussione religiosi e portali informativi che consentono di vivere la loro fede in un ambiente in rete. Per quasi tre decenni, Internet è stato usato come uno spazio in cui si conducono rituali spirituali e si discute della credenza religiosa tradizionale. L’uso religioso di internet può essere fatto risalire ai primi anni ’80. Il cristianesimo è stato probabilmente la religione più dominante rappresentata online fin dai primi giorni di internet. I cristiani di vari gruppi e comunità hanno prontamente abbracciato internet e utilizzato la tecnologia per scopi religiosi.[2]

Dalla metà degli anni ’80 agli anni ’90 è stata una costante crescita nella formazione di comunità e reti cristiane online che cercavano di mettere in rete persone di fede e condividere le loro vite spirituali online. Le persone cristiane hanno iniziato a immaginare nuovi modi di esibirsi in chiesa all’interno della cyber-congregazione e l’interazione online ha ampliato la loro comprensione del corpo globale di Cristo. Internet è stato anche presentato come il nuovo campo di missione e lo strumento per diffondere il vangelo.[3]

D’altra parte, la chiesa cattolica ha continuato a sperimentare nuovi modi di usare internet per l’educazione religiosa, le notizie (cattolica online su Catholic.org) e la missione cattolica su Internet ha davvero abbracciato un programma sociale, offrendo aiuti ai poveri e malati è probabile che lo utilizzino in misura maggiore rispetto a quelli la cui missione si concentra sulla spiritualità, come la preghiera e la contemplazione. Il Vaticano ha persino lanciato il suo canale YouTube che fornisce notizie sul Papa e fornisce pubbliche relazioni e informazioni sulla chiesa cattolica. La chiesa ultimamente ha lanciato nello spazio digitale Deospace, ultimo esempio della sua attenzione, al mondo del web.[4] Dopo l’account twitter del Papa, ora è il momento di un vero e proprio social network, sul modello di facebook. Deospace è unico in quanto funge da via di mezzo tra i social network. Fisici e virtuali  ora i membri delle comunità parrocchiali possono interagire online tra loro ed anche con altre comunità del mondo cattolico.[5]

2.Rete Sociale Nella Relazione Sociale

La diffusione del web e del termine social network ha creato negli ultimi anni alcune ambiguità di significato. La rete sociale è infatti storicamente, in primo luogo, una rete fisica. È entrato nella comunità di lavoratori, nella associazione di negoziante o di una officio pubblico, ma anche  un approccio educativo  e nell’ambito educazione.

La definizione della relazione le cui definizioni più comuni sono ‘rapporto, connessione che intercorre tra due o più elementi. Legame tra due o più persone o cose. Amicizie, conoscenze: aver molte relazione’.[6]  La relazione sociale e rette sociale spesso consentono di pubblicare e condividere i contenuti dei  tipi ( Facebook, whatsapp, fiber, Twitter, instagram, immo, line, message ( e-mail, youtube) e altri tipi di conessione, in altri casi sono dedicati ai tipologie molto specifiche  (social specializzati, come Flickr per le foto o Foursquare per la posizione GPS, google map, meteorologico) e tanti cose che servono per salvare il mondo.

Il rete sociale e relazione sociale oggi le persone tendono a usare il web ordinariamente: non per creare identità ‘virtuali’ che siano alternative a quelle ‘reali’, ma per rimanere in contatto con i propri conoscenti. Esempio: oggi, su facebook, l’identità digitale riproduce in ogni dettaglio gli individui in rete tendono a postare sui media sociali contenuti legati alla loro vita quotidiana ‘reale’. Inoltre, le tecnologie mobili permettono di accedere ai social media in molteplici situazioni della vita quotidiana (al ristorante, sul tram, in tutti circostanze di mezzi comune).[7]

Con la diffusione dei rete sociali, emerge una nuova forma di relazioni sociali: l’individualismo in rete (networked individualism)[8] e anche silenzionismo in rete sociale cioè  l’individuo appartiene al rete sociale creano di parlare con le persone lontani e disinteresse le persone che sono acanto nelle diverse circostanze come Zygmunt Baumant diceva nel suo libro intitolato Babel  ‘la solitari interconnessi’[9] il rischio è che in rete si creino comunità, cosiddette virtuali, ma che difatti, producono un insieme un insieme di ‘individui isolati.’ Per esempio affermare, in senso virtuale, di avere duemila amici significa quasi sempre, per non dire sempre, abusare o fare un uso improprio della parola amicizia. Proprio la comunicazione è un strumento utile a superare lo scenario ‘individualismo vs collettivismo.’[10]

3. Relazione Sociale Nella Vita Comunità Religiosa

la relazione sociale nella vita comunità religiosa anzi tutto è una relazione reale  che di rendere conto fa partecipare tutto nella comunità senza escludere nessuno. La relazione sociale reale nella comunità è una esperienza dell’interculturalità che oggi viviamo in una circostanza  nella comunità come un dono e sia resti sempre la comunicazione nella fede e della fede.[11]

3.1. Nella Vita Comunitaria

fraternità

Dal dono della comunione scaturisce il compito della costruzione della fraternità, cioè del diventare fratelli e sorelle in una data comunità dove si sono chiamati a vivere assieme.

E’ a partire da alcune situazioni concrete, che vogliamo offrire indicazioni riguarda l’impegno di un continuo rinnovamento evangelico delle comunità, cioè: spiritualità e preghiera comune, libertà personale e costruzione della fraternità, comunicare per crescere insieme, Dall’io al noi.

L’esperienza dell’interculturalità.

L’esperienza dell’interculturalità e una  esperienza che oggi stiamo vivendo cui a roma cioè esempio nel nostro collegio Urbano abbiamo 35 nazioni diversi nel mondo e altri comunità religiosi dove viviamo una ricca esperienza di fraternità e d’interculturalità nel dinamismo missionaria della chiesa.

Vita Pastorale

Nella vita pastorale è apertura della nostra  l’orizzonte verso  nostri fratelli  cioè come Papa Francesco diceva sempre  la chiesa in uscita per la missione cioè la relazione interno comunità e soprattutto uscire dalla nostra comodità e aver coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del vangelo.[12]

Vita della Preghiera

Come fonte della nostra vita nella comunità sia  per il cristiano e  i consacrati indispensabile la nostra relazione e comunicazione con Dio.

Sport e ricreazione

Sappiamo che la nostra essere  umana unita tra:  anima e corpo per questo il nostro corpo è coinvolto integralmente nella pratica religiose cioè   con lo sport possiamo costruire la nostra amicizia, relazione reciproca  e anche evangelizzare tramite lo sport.

 

3.2. I Rete Sociali In Relazione  Nella Vita Di Comunità Religiosa.

Immaginiamoci di fronte al nostro computer dedicati alla navigazioni su facebook. All’interno di questo rete sociali noi stiamo vivendo specifico momento della nostra giornata come un evento di relazione. Possiamo condividere la fotografia di una celebrazione liturgica appena terminata, possiamo incontrare alcuni amici  che vediamo presenti in chat, oppure possiamo semplicemente osservare ciò che i nostri amici stanno condividendo sulla nostra time line. In tutte queste azioni noi non stiamo eseguendo degli atti di comunicazione o una condivisione degli oggetti, ma in realtà stiamo vivendo un evento comunicativo e relazionale, che sta coinvolgendo in modo potente il nostro narrativo attraverso una vera e propria narrazione vitale.[13]

Stiamo realizzando un evento di vita, comunque significativo, anche se a nostro avviso semplice e a volte banalmente eseguito. Inoltre in quel preciso momento non stiamo vivendo un evento solitario, personale (anche se gli stessi atti ci sembrano personali, quasi intimi) ; stiamo al contrario sperimentando la nostra vita in relazione, definiscono e costituiscono una vera e propria comunità sociale.[14]

Questa comunità sarà ovviamente abitata da persona diverse da quelle che incontriamo all’interno del nostro seminario o istituito di formazione. Questo non significa però che quel momento di socializzazione deve automaticamente configurarsi come un evento di evasione comunitaria; la nostra vita è fatta di molteplice interazioni, realizzate in momenti e in contesti differenti, e non si può certamente postulare che la nostra esperienza di relazione può definirsi o chiudersi all’interno di un unico gruppo sociale, fosse anche la nostra comunità formativa.

 

3.3. La Ricerca Del Uso Del Rete Sociali Da Parte Dei Religiosi

La partecipazione nelle rete sociali è molto estesa e in continua crescita, particolarmente fra i giovani. Nei primi mesi del 2011, facebook superano 640 milioni di utente nel mondo, youtube era visitato ogni giorno da più di 100 milioni di utenti. È un dato acquisito anche i sacerdoti partecipano e sono presenti, con entusiasmo diverse, nelle rete sociale, come ha dimostrato la ricerca picture.

La ricerca ha cercato di capire le motivazioni e le pratiche d’uso solamente di quei religiosi che dichiarano di fare uso della nuova tecnologia, applicando a questi preti l’appellativo di e-priests. L’obiettivo di picture non era quello di scoprire come sacerdoti religiosi usano la rete, bensì come loro utilizzano le tecnologie. In sintesi, la realtà dei dati, della ricerca era positive nel loro uso.

3.4. La Comunicazione Tramite Le Rete Sociale

I religiosi sono decisamente poco d’accordo sull’utilità delle rete sociale e meno incline al loro utilizzo: secondo l’ipotesi, una parte il 26,4% dei rispondenti dichiara di accedervi quotidianamente e il 17,6% una volta alla settimana, dall’ altra parte il 35,3% dichiara di non utilizzarli mai. Inoltre, la grande maggioranza di quelli che utilizzano questi mezzi di comunicazione non sembra utilizzanti per restare in contatto con altri sacerdoti.

È rimarcabile anche che il 36,3% dei rispondenti sono in contatto con altri sacerdoti tramite servizi di instant messaging o voip, yahoo messenger, Skype, e ci sono altri tipi di mezzi, mentre il 26,4% non è in contatto con nessuno altro religioso tramite questi mezzi.    L’approccio positive dei sacerdoti, religiosi verso le rete, e di conseguenza verso le ICT, risulta un dato incontrovertibile nell’ eterogeneità della loro provenienza. Maggioranza è il loro uso, più alta è questa percezione positive.[15]

Secondo l’ipotesi riguarda la data della ricerca che altissimo percentuali dei sacerdoti che considerano le rete come strumento adatto per l’inculturazione della fede nel mondo di oggi e da quelle, più moderato, dei sacerdoti che la considerano uno strumento che facilita, migliora l’attività sacerdotale.  Un’indagine  della ricerca secondo ‘ipotesi’ sull’uso di rete sociale da parte di sacerdoti, religiosi e seminaristi che è stata condotta dal centro di ricerca sull’educazione ai media dell’università cattolica.( Ricerca di Weca-associazione di webmaster cattolici italiani.

L’ipotesi  dell’indagine  un profilo facebook il 17.9% dei sacerdoti diocesani, il 20.4% dei religiosi, il 59.7% dei seminaristi, il 9.3% delle religiosi. I seminaristi risultano di essere anche i più attivi : il 20% pubblica in bacheca un post al giorno o al massimo ogni due giorni contro il 7.6% delle religiose. Il 14.3% dei diocesani e il 18.3% dei religiosi.[16

4. I vantaggi e i limiti dell’uso del rete sociale nella comunità religiosa

In questa tema vogliamo trattare il vantaggio e i limiti dell’uso del rete sociali sull’indagine nella comunità religiosa e nella casa formazione con alcuni intervista dai alcuni sacerdoti religiosi sia diocesani che religiosi e alcuni formatori riguardano l’uso del rete sociale il suo vantaggio e i limiti.

 

4.1. I vantaggi dell’uso del rete sociale

Il vantaggio del uso del social network  nella chiesa in modo speciale nella comunità religiosa, come abbiamo segnalato nella parte di sviluppo del rete sociale cioè l’ultima parte della connessione del rete e myspace.com.  Questa myspace.com  che viene utilizzato dal parte nella comunità vita religiosa importante che non solo myspace.com ma trasforma a Deospace.com[17] cosi il rete sociale fa parte della evangelizzazione attraverso i social network per l’assistenza spirituale, formazione umana, intellettuale, spirituale cioè formazione e informazione.

Esempio concreto nel sito internet come:

  1. Ordine carmelitani – www.ocarm.org – le preghiere, lectio Divina, riflessione sulla parola del giorno, le richieste per le preghiere, informazione sulla loro congregazione, carisma.
  2. La società di Gesù – Spiritualità di San. Ignazio (Ignatian Spirituality) –www.jesuit.org.uk.
  3. Ufficio per la nuova evagelizzazione@Facebook. moto – Gesù per tutti per sopportare il clero e i laici cattolici come gli agenti della nuova evangelizzazione attraverso la loro testimonianza personale, la vita comunitaria e la proclamazione esplicita della buona novella per la gloria di Dio.[18]

 

4.2. I  Limiti dell’uso del rete sociale

In rete  sociale cioè  l’individuo appartiene al rete sociale creano di parlare con le persone lontani e disinteresse le persone che sono acanto nelle diverse circostanze come Zygmunt Baumant diceva nel suo libro intitolato Babel  ‘la solitari interconnessi’[19] il rischio è che in rete si creino comunità, cosiddette virtuali, ma che difatti producono un insieme ‘individui isolati’.

 

Conclusione

            L’essere umano, immagine e somiglianza del Creatore, è capace di esprimere e condividere il vero, il buono, il bello. E’ capace di raccontare la propria esperienza e il mondo, e di costruire così la memoria e la comprensione degli eventi. Ma l’uomo, se segue il proprio orgoglioso egoismo, può fare un uso distorto anche della facoltà di comunicare, come mostrano fin dall’inizio gli episodi biblici di Caino e Abele e della Torre di Babele[20].

Il gruppo sociale che si viene a costruire, la comunità che si crea, viene a configurarsi non tanto come una comunità delle relazioni quanto come una comunità nella relazione. Comunità della relazione significa di un semplice insieme di persone che si incontrano in un determinato luogo, nel quale intessono relazioni più o meno strette.  Il concetto di comunità nella relazione ci aiuta a comprendere più profondamente come la nostra esperienza sia in rete sia nella  parte di un’esperienza ( faccia a faccia)  di vita in comunità molto più interrelato  rispetto a quella che incontra su Facebook; allo stesso tempo non è alternativa di essa. Come Cristiani, a prescindere dalla nostra carisma comunitaria, non siamo certamente fatti per vivere in un bunker. La nostra prospettiva e sempre relazionale e comunitaria ecclesiale e universale.

 

 

 

 

Dn. Basu Vivek Lionel

 

 

 

 

Bibliografia

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[1] E. chiavacci, Teologia Morale, 3/2 morale della vita economica, politica, di comunicazione, Citta della Editrice, Assisi 2008, 300.

[2] G. ALBANESE, Missione è comunicazione, Edizione Messaggero Padova 2014, 69.

[3] GIOVANNI PAOLO II, Lettera enciclica  Redemptoris missio, ( 07 dicembre 1990),  n.37: AAS 83 (1991), 284-286.

[4] M. SCARINGELLA, Internet e nuova Evangelizzazione, Mimep-Docete, Pessano con Borgano 2015, 86- 87.

[5] C. HEIDIA, When Religion Meets New Media, London; New York: Routledge  2010, 69 – 71.

[6] ENCICLOPEDIA ONLINE TRECCANI: http://www.treccani.it/enciclopedia/relazione; ( accesso 2018).

[7] A. BUCCIERI, Le voci nella rete per una sociologia delle comunità virtuali, Pisa University Press, Pisa 2000,7-8.

[8]  M. CENTORINO – A. ROMEO, Sociologia dei Digital Media, Milano 2011, 99.

[9]  Z. BAUMAN  EZIO MAURO, Babel, Sagittari  Laterza 2000, 76.

[10] M. CENTORINO – A. ROMEO, OP.CIT., 136.

[11] CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA, Orientamenti pastorali Comunicazione il Vangelo in un mondo che cambia, 29 giugno 2001, In Noticiario CEI 5 (2001) 39, n. 4.

[12]  FRANCESCO, Esortazione  Apostolica Evangelium Gaudium, ( 24 novembre 2013) AAS 105/2 (2013) n.20.

[13] C. Pighin,  Pastorale della comunicazione, evangelizzazione e nuova cultura dei media, Urbaniana University Press 2004, 39.

[14] P. Paolo, Social Network e Formazione Religiosa Una Guida Pratica, San Paolo, Cinisello Balsamo (MI) 2014, 71.

[15] G. RUGGERI, Cambiati dalla rete vivere le relazioni al tempo dei social network, Roma (EDUSC) 2016, 143 -144.

[16] P. AROLDI, Internet e L’esperienza religiosa in rete,  Largo Gemelli, Milano 2002, 72.

[17] M. SCARINGELLA , OP.CIT.,96.

[18] Cf.http:www.news.va/it/news/social-network-cattolico-mondiale-lanciato-sotto; acesso 5 Aprile 2018.

[19] Z. BAUMAN ENZIO MAURO, OP.CIT., 75.

[20]  Cf. Gn 4,1-16

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