Sacra Famiglia di Vincenzo Ruggiero Perrino – Seconda Serie – Episodio 1

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SACRA FAMIGLIA

SECONDA SERIE

di Vincenzo Ruggiero Perrino

 

 

Episodio 1

«Ma’, allora io vado», annuncia un Gesù euforico, perché per la giornata di oggi ha organizzato insieme con i suoi amici Simone, Giacomo e il piccolo Giovanni una scampagnata in montagna.

«Mi raccomando: state attenti e non tornate troppo tardi», replica Maria, mentre è intenta alle faccende di casa.

«Mi dispiace solo che Giovanni non possa venire con noi».

«Suvvia, sai bene che Zaccaria ci teneva tanto a portarlo con sé al tempio. La prossima volta che organizzerete una passeggiata verrà anche lui».

«Sicuramente!» Dai, ora mi avvio», e, detto questo, Gesù esce.

Incontrati, poco più avanti i tre compagni di avventura, tutti insieme cominciano la loro passeggiata.

«Mi dispiace che Andrea non sia potuto venire», commenta Gesù rivolto a Simone.

«Mio fratello è un guaio! Ha fatto arrabbiare papà, che l’ha messo in punizione dicendogli che oggi avrebbe lavorato con lui sulla barca», risponde l’altro.

«Vabbé, sarà dei nostri un’altra volta. Tanto mica è l’ultima gita che facciamo tutti insieme… no?», chiosa il più piccolo del gruppo, Giovanni.

Per salire sul monte, devono necessariamente attraversare la città, passando per la piazza. Mentre sono lì, i quattro amici si fermano a guardare una scena un po’ triste: c’è un uomo che viene portato via da alcune guardie, insieme con la moglie e i figli.

«Cosa succede?», domanda Giacomo ad uno dei venditori che ha il banco sulla piazza.

«Quell’uomo è stato dato alle guardie dal suo padrone, perché non gli ha pagato quanto gli doveva».

«Spiega bene il fatto, somaro!», interviene la moglie del venditore, una donna robusta e con le gote rosse. «Ascoltate me, ragazzi, che conosco la storia di quella famiglia. Il padrone di quell’uomo gli era creditore di un bel po’ di denaro. Tuttavia, quello sciagurato non aveva soldi per saldare il suo debito. Così, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva, e saldasse così il debito».

«Ma questo quando è successo?», chiese Simone.

«Mah, credo qualche giorno fa. A sentire che doveva essere venduto, il meschino si getta a terra e comincia a fare la commedia…».

«In che senso “a fare la commedia”?», chiede Giovanni, che evidentemente non ha capito.

«Piccolo, nel senso che fingeva i suoi veri sentimenti, come si sarebbe scoperto più tardi».

«Vabbè, ma il signore che ne sapeva che quello fingeva?», dice ancora l’altro.

«Se mi fai finire il racconto lo scoprirai. Dicevo? Ah sì, allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: “Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito».

«E, allora, perché è stato arrestato?», è il turno di Simone di chiedere.

«Se mi interrompete sempre non lo saprete mai! Dunque, dov’ero rimasta?».

«Al padrone che aveva condonato il debito al servo».

«Sì, giusto! Invece, appena uscito, quel servo trova un altro servo come lui che gli deve una piccola somma di denari. Lo afferra e con violenza gli dice: “Paga quel che devi!”. Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplica dicendo: “Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito”. Ma quello non lo ha esaudito, e anzi lo ha fatto mettere in carcere, fino a che non gli paghi il debito».

«Che farabutto!», commenta Simone.

«Già!», commenta il marito della donna che sta raccontando.

«Zitto tu, e torna a lavorare!», lo rimprovera la moglie, che poi riprende il racconto: «Gli altri servi sono rimasti male del comportamento che quello ha avuto verso il compagno e così sono andati a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Questa mattina il padrone ha fatto chiamare quell’uomo e gli ha detto: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito perché mi hai pregato. Non dovevi forse anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Così, lo ha fatto arrestare, lui, con la moglie e i figli, saranno venduti insieme a quello che posseggono, finché non gli avranno restituito tutto il dovuto».

«Caspita!», riesce solo a dire Giacomo.

«Bisogna imparare sempre a condonare i debiti gli uni verso gli altri, specie se si tratta di dover avere bazzecole dai nostri pari, a fronte di grosse somme che si devono restituire a chi ci è superiore», conclude Gesù.

«Ragazzuoli, credo che ci convenga affrettare il passo, altrimenti non arriviamo più!», dice Giacomo, invitando gli altri tre a riprendere il cammino.

«Dove andate di bello?», chiede la donna che ha raccontato la storia dell’uomo incatenato.

«Facciamo una scampagnata in montagna», le risponde Simone.

«Bravi! È la stagione ideale per salire in montagna!», si intromette di nuovo il marito, suscitando nuovamente l’ira della moglie.

Lasciati i due a litigare, i quattro amici riprendono la loro strada. Quando arrivano al pianoro sulla sommità della montagna, il sole è ormai al suo punto più alto.

Lì nei pressi c’è un piccolo bosco con alberi molto alti che fanno ombra. I quattro ragazzi vanno a sedersi lì sotto e cominciano a mangiare un po’ di focaccia e un po’ di pesce che le rispettive madri hanno preparato loro.

Mentre mangiano, ridono e scherzano, due uomini abbastanza anziani da avere lunghe barbe bianche si avvicinano a loro:

«Salve, ragazzi!», saluta uno dei due.

«Buongiorno a voi», replicano in coro.

Poi, Giovanni sussurra all’orecchio di Gesù: «Guarda quello più alto: non ti sembra che assomigli a Mosè?».

«Mosé chi?», chiede l’altro.

«Il profeta!».

«Scusa, ma tu che ne sai che aspetto avesse Mosè? Mica eri con lui quando aprì le acque del mare!», dice, con tono scherzoso, Gesù. Poi, alzatosi in piedi, si rivolge ai due uomini: «Cosa fate quassù?».

«Siamo pastori, e abbiamo condotto il nostro pascolo su questo bel pianoro. Voi, invece?».

«Anche io ho portato i miei amici qui in montagna, visto che oggi è una giornata veramente splendida!».

«Avete fatto bene: godetevi le meraviglie di questa montagna, adesso che siete anche giovani. Verranno giorni in cui avrete talmente tante cose a cui pensare e tante cose da fare, e magari dovrete girare queste regioni in lungo e in largo, che non avrete tempo di stare tranquilli a godervi l’ombra di un albero».

Mentre Gesù è intento a raccontare anche ai due anziani l’episodio dell’uomo arrestato che avevano visto mentre si avviavano verso la montagna, ad un tratto anche Simone si alza. Vuole dire qualcosa anche lui, ma il sole è talmente abbagliante che a malapena riesce ad intravedere Gesù con i due anziani. Soltanto quando gli è vicino riesce finalmente a vedere l’amico e a dirgli:

«Che ne pensi se ci facciamo un paio di tende e stanotte dormiamo qui?».

«Sì, e poi alle nostre mamme chi glielo dice? Se facessimo una cosa del genere, ci metterebbero in punizione fino a Pasqua!», replica Gesù.

«Il ragazzo ha ragione. Noi ora andiamo via. Voi, però, restate qui, ma prima che tramonti il sole ritornate alle vostre case. Quando sarete grandi, dormirete fuori casa talmente tante volte, che vi verrà nostalgia di un bel letto comodo! Ascoltate queste mie parole: anche quando sarete più grandi, ricordate sempre di non riempire troppo le vostre giornate di tanti impegni… Il lavoro, gli affari, le faccende sono importanti, ma rischiano di distrarvi dal pensare all’unica cosa per la quale vale la pena aver pensiero…».

«E cioè?», chiede Giovanni.

«Dio».

Prontamente Gesù aggiunge: «Dio, e il prossimo», e lo dice con tale convinzione, che nessuno gli chiede cosa significhi “prossimo”.

Detto questo, i due anziani pastori riprendono la loro strada. Gesù, Simone, Giacomo e Giovanni riprendono a mangiare, a ridere e a scherzare come stavano facendo poco prima…

Categories: Notizie,Sacra Famiglia

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