SUORE DI SANT’AGOSTINO DEL BENIN

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Chi sono le suore di Sant’Agostino del Benin?

La Congregazione delle Suore di Sant’Agostino del Benin è un ramo distaccato delle Missionari di Nostra Signora degli Apostoli. È di diritto diocesano ed è nata in risposta alle esortazioni del Consiglio Vaticano II per l’evangelizzazione  dei popoli. Inizialmente si staccarono 31 sorelle, sotto la guida e con l’aiuto di sua Eminenza il Cardinale Bernadin GANTIN, allora arcivescovo di Cotonou. Ebbe cosi inizio una nuova opera, che fu messa sotto il patrocinio di un santo africano, il Santo Padre Agostino, l’erezione canonica del nuovo Istituto avvenne il 22 agosto 1968 nella Cattedrale Nostra Signora della Misericordia di Cotonou (Benin).
Il Fondatore, Cardinal Bernadin GANTIN, è nato in Benin l’08 Maggio 1922, fu ordinato sacerdote nel 1951, studio a Roma presso le Pontificie Università Lateranense e Urbaniana per il conseguimento del dottorato in teologia e in diritto canonico.  Nel 1960 diventa arcivescovo di Cotonou fino al 1971, nel 1977 è stato il primo vescovo africano a diventare cardinale. Nel 1984 il papa Giovanni Paolo II lo nomina presidente della Congregazione dei Vescovi. Il 05 Giugno 1993 venne eletto Decano del Collegio Cardinalizio per quasi dieci anni. Il 30 Novembre 2002, il Santo Padre Giovanni Paolo II ha accolto la sua richiesta  di dispensa dall’ Ufficio di Decano del Collegio Cardinalizio, permettendogli cosi di tornare in patria, nel Benin, dopo più di trent’anni trascorsi nell’Urbe a servizio della Santa Sede. Raggiunge la Casa del Padre il 13 Maggio 2008 a Parigi all’età di 86 anni.

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PERCHÉ LA SCELTA DI S. AGOSTINO?
Sappiamo che, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale, e in special modo, dal 1960, Africa sta cercando sua identità. È un evento importante nella storia di questo continente e nel mondo. La Chiesa non è rimasta indifferente a questo movimento e non potrebbe essere, perché era anche la sua storia. La volontà di radicamento in Africa che ha spinto le sorelle del nuovo Istituto, ha ispirato loro per ottenere lo speciale di un grande Santo patronato africano, grande teologo del IV secolo, religioso, sacerdote, vescovo di Ippona, fondatori di ordini religiosi, medico e padre della Chiesa che ha combattuto così duramente per l’ortodossia della fede cattolica; colui che sono sempre d’attualità e Paul VI non ha esitato a dire che è “una delle luci più brillanti del cristianesimo”. Che dopo il suo soggiorno a Milano, è stato in grado di tornare alla sua terra natale con coraggio e orgoglio al fine di stabilire la vita religiosa: s. Agostino.

Inoltre, il nostro Santo patrono, giustamente chiamato “Dottore della carità”, spesso ha ricordato che la carità è la pienezza della fede. “Prima di tutto, dal momento che siete insieme in comunità, vivono un accordo perfetto in casa” (PS. 67, 7). Hanno un cuore, e che cosa un’anima protesa in avanti a Dio (cfr At 4,32). Agostino si baserà la spiritualità delle sue comunità sulla carità, di armonia e di unità. Per Agostino, armonia è una manifestazione concreta della carità, il suo frutto più prezioso. Ecco perché si è messo sulla base di vita religiosa. Urgente esortazioni del vescovo africano all’unità eco alle parole di Gesù che ci affascina: “che siano uno, affinché il mondo creda…”. Qui anche, Agostino ispira il nostro motto: “Unite nella carità”. Il carisma e la spiritualità del nostro Istituto si svilupperà nelle pagine seguenti.

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DA ST. AGOSTINO, PAPA GIOVANNI PAOLO II HA DETTO:
Me troppo, ho aggiunto la mia voce a quelle dei miei predecessori, esprimendo il desiderio che “la sua dottrina filosofica, teologica e spirituale dovrebbe essere studiato e diffusi, in modo che continua… suo Magistero nella Chiesa, un magistero, ho aggiunto, umile e brillante allo stesso tempo, che parla soprattutto di Cristo e di amore”. Ho anche avuto l’opportunità di raccomandare più particolarmente per i figli spirituali del grande Santo di “mantenere viva e attraente fascino di sant’Agostino nella società moderna”, ideale meraviglioso ed emozionante, perché “conoscenza accurata e affettuosa della vita crea sete in Dio, amore di Cristo, l’amore della Sapienza e della verità, la necessità della grazia “, della preghiera, della virtù, della carità fraterna, l’ardente desiderio di eternità beata”.

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