QUANDO LA COMUNICAZIONE CI PERMETTE DI SAPERE CHI SIAMO

Le francescane missionarie di Gesù Bambino e il “salvataggio dati” della propria storia

La Chiesa non può ignorare i cambiamenti, molti e senza precedenti, causati dal progresso in questo importante ed onnipresente aspetto della vita moderna…È importante guardare a queste nuove risorse come a strumenti che Dio, per mezzo della intelligenza e della ingegnosità umana, ha posto a nostra disposizione.

Sembra naturale pensare che queste parole siano tratte dall’ultimo messaggio di Papa Francesco per la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali: i cambiamenti senza precedenti sono certamente dovuti ai fenomeni come  l’industria 4.0, i big data e le nuove risorse sono senza dubbio i social, internet delle cose, la robotica…

E invece ancora una volta la storia ci stupisce perché il brano è uno stralcio, sì del Messaggio per la Giornata Mondiale delle comunicazioni sociali, ma quello del 1993, che portava il titolo «Videocassette e audiocassette nella formazione della cultura e della coscienza».

 

I tapes: i media degli anni ’80 e ’90

 

Proprio così, videocassette e le audiocassette. Quelle che oggi riempiono le nostre cantine e le nostre soffitte.

Papa Giovanni Paolo II dedica un intero discorso a questi mezzi che a quel tempo costituivano una grande risorsa  perché permettevano «di avere a portata di mano e di trasportare con facilità un numero illimitato di programmi audiovisivi» (Videocassette e audiocassette nella formazione della cultura e della coscienza, Messaggio del Santo Padre Giovanni Paolo II per la XXVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 1993ma di cui, allo stesso tempo -come per ogni nuovo media nelle mani dell’uomo- si ignoravano e (si temevano) le conseguenze.

Proprio come oggi: contenuti da trasmettere, memorie da salvare attraverso media che ri-mediano i media precedenti. (P. C. Rivoltella, 2018). Dall’invenzione della scrittura, infatti, l’uomo ha cercato mezzi, dispositivi sempre più avanzati (e capienti) per registrare informazioni, trasmetterle, salvarle.

Ri-mediazione è la rappresentazione di un medium nell’altro, è riprendere lo specifico comunicativo del mezzo che ha dominato la precedente stagione dello sviluppo della comunicazione aggiornandolo e ridefinendolo, ma sempre nella continuità rispetto alla sua funzione. (P. C. Rivoltella, Quale presenza ecclesiale nell’attuale contesto comunicativo, 71a ASSEMBLEA GENERALE, CEI, Roma, 21 – 24 maggio 2018)

Il processo evolutivo della comunicazione: dalla scrittura al typing

 

Al centro di tutto questo c’è, quindi, la necessità, insita nell’essere umano, di non dimenticare. Fare memoria, appunto. L’uomo biblico ascolta da Dio l’invito a fare memoria per vivere.

…perché tu possa raccontare e fissare nella memoria di tuo figlio e del figlio di tuo figlio come mi sono preso gioco degli Egiziani e i segni che ho compiuti in mezzo a loro: così saprete che io sono il Signore!” (Es 10, 2)

 

La necessità di “salvare dati” molto spesso viene da situazioni in cui la trasmissione della storia, così come essa è davvero accaduta, viene minacciata.

Così è successo a una donna vissuta alla fine dell’800: Barbara Micarelli, divenuta con la professione dei voti suor Maria Giuseppa di Gesù Bambino.

Memorie importantissime da conservarsi sempre[…] lasciate da me.

Dalle qui accluse memorie veggano le mie care figlie come è volontà di Dio che esse siano con me poverella vere figlie del poverello di Assisi, e sappiamo apprezzare si gran tesoro, di essere state cioè annoverate tra l’ordine Serafico.(Scritto 1)

Suor Maria Giuseppa di Gesù Bambino

“Andate e annunciate…” raccontare la Buona Notizia e la propria storia è la I missione della Chiesa. Se la comunicazione è l’unica possibilità di tramandare avvenimenti, di raccontare la vita nella sua bellezza e nel suo mistero, essa, allora, diventa, nella storia di suor Maria Giuseppa non un’opzione tra le altre, ma esigenza, sola strada perché quella “visione chiara e precisa” ricevuta da Dio, potesse continuare a portare frutti:

Consacrarmi al bene dei miseri, degli orfani, degli abbandonati, e per giunta divenire madre spirituale di anime col creare un Istituto di Suore che con me lavorassero nella Chiesa di Dio. (scritto 4)

 

 

Consegnare alle generazioni future la verità di una storia, della sua storia con Dio. Anche questo è un tema che sembra, nel tempo delle fake news, quanto mai attuale.

Con questa espressione [fake news] ci si riferisce a informazioni infondate, basate su dati inesistenti o distorti e mirate a ingannare e persino a manipolare il lettore. La loro diffusione può rispondere a obiettivi voluti, influenzare le scelte politiche e favorire ricavi economici. (La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace, Messaggio Del Santo Padre Francesco Per La LII Giornata Mondiale Delle Comunicazioni Sociali, 2018)

Il tentativo continuo di un vero e proprio “salvataggio dati” emerge chiaramente dalle lettere scritte da suor Maria Giuseppa lungo i suoi anni di vita religiosa, unito al desiderio di verità.

In tutto deve primeggiare la verità e mai i raggiri e le astuzie del mondo (lett. 136)

…per la sola gloria di Dio amore alla verità e trionfo della giustizia (lett.314)

Anche per le francescane missionarie di Gesù Bambino si fa urgente la domanda che si è posta la Conferenza Episcopale Italiana nell’ultima Assemblea Generale:

come sia possibile articolare la comunicazione della e nella Chiesa ricavandone spunti per la riflessione teologica, l’attitudine educativa e la progettazione pastorale.(Comunicato Finale, 71a ASSEMBLEA GENERALE, CEI, Roma, 21 – 24 maggio 2018).

Come raccogliere un’eredità che questa famiglia religiosa riceve fin dalle sue origini? Come continuare quel desiderio, quella missione “fondativa” di raccontare la Buona Notizia, raccontare la Bellezza della Vita Consacrata, assumendosi «la responsabilità personale di ciascuno nella comunicazione della verità» (La verità vi farà liberi Papa Francesco, 2018)?

Se «la storia della comunicazione e dei media non è una storia di rivoluzioni, ma di continuità [in cui] i media successivi ri-mediano i media precedenti» (P. C. Rivoltella, Quale presenza…), allora diventa possibile guardare alla sfida comunicativa che ci sta davanti non come a un passo faticoso e a volte troppo lungo da dover compiere, ma come a un accorgersi della storia in cui siamo innestate, per vivere valori che rimangono tali, ma con possibilità aumentate, abitando i luoghi dove oggi è possibile incontrare quei “miseri, orfani, abbandonati” al cui bene suor Maria Giuseppa desiderò consacrarsi.

Non abbiate timore di farvi cittadini dell’ambiente digitale. È importante l’attenzione e la presenza della Chiesa nel mondo della comunicazione, per dialogare con l’uomo d’oggi e portarlo all’incontro con Cristo: una Chiesa che accompagna il cammino sa mettersi in cammino con tutti. (Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro, Messaggio Del Santo Padre Francesco per la XLVIII Giornata Mondiale Delle Comunicazioni Sociali, 2014)




Con Barbara Micarelli, braccia aperte al bene

Sono circa le 16 e l’auditorium “Sericchi” de L’Aquila è già quasi pieno. Ci sono gruppetti di bimbi con le loro maestre che ripassano poesie e canti; adulti che si salutano con familiarità e gioia; strumenti che si accordano. Tutti sembrano prepararsi ad un evento atteso, programmato con cura. Ed è effettivamente una festa di famiglia, quella che si svolge nel pomeriggio di una mite domenica, il 16 aprile 2018.

ci prepariamo all’evento

 

Alle 16.30 ha inizio l’ottava giornata annuale, organizzata dall’associazione “Con Barbara Micarelli, braccia aperte al bene”, in ricordo della nostra Madre Fondatrice.

Il prof. Arrigo Novelli, presidente dell’associazione, introduce la manifestazione sottolineando quanto la grande partecipazione alla serata testimoni l’affetto di tanti a Barbara Micarelli, per la sua vita donata ai poveri e agli ultimi de l’Aquila di fine ‘800. Il suo ricordo diventa così occasione per ritrovarsi, riconoscere e celebrare la carità di tanti che nel silenzio fanno gesti di bene verso chi maggiormente è nel bisogno. L’intera serata è, inoltre,accompagnata da intermezzi musicali del Concentus Serafino Aquilano, gruppo vocale e strumentale diretto dal M° M. Fabrizi.

concentus serafino aquilano
il Concentus Serafino Aquilano

Dopo i saluti iniziali delle autorità presenti (mons. Molinari, socio onorario dell’associazione; l’assessore alla cultura della città, Sabrina di Cosimo; il vicesindaco di Ortona, Vincenzo Polidori), ascoltiamo le parole di sr Pia Luciana Marinelli, superiora provinciale. Parole piene di commozione per l’affetto e il ricordo di ciò che ha ricevuto da questa città negli anni nella comunità educativa de L’Aquila, sottolineando l’importanza dei piccoli gesti nascosti, perché – citando papa Francesco nella sua ultima esortazione apostolica Gaudete et exsultate” – sono i più grandi davanti a Dio.

“Questa santità a cui il Signore ti chiama andrà crescendo mediante piccoli gesti… Questa è tante volte la santità “della porta accanto” papa Francesco

Sono queste parole e il saluto inviato da sr Maria Felicita Decio, assente per motivi di salute, che danno alla manifestazione la tonalità di una vera e propria festa di famiglia, che si riunisce per ricordare il bene ricevuto da coloro che ci hanno preceduto e   per trasmettere ai “piccoli” sogni e valori per il futuro.

Ma ciò che fa di un gruppo, una vera famiglia, è anche l’ascolto reciproco tra le diverse generazioni. E così è stato anche per noi, oggi: sul tema della manifestazione, “Ascoltare se stesso – aprirsi all’altro”, si sono susseguite diverse riflessioni, dal presidente A. Novelli fino alle voci più piccole, quelle degli alunni dell’Istituto S. Maria degli Angeli, che si sono esibiti in modi e “linguaggi” diversi: filastrocca-poesia, composta dai bimbi della materna con le loro maestre, canti per gli alunni della primaria e un video di disegni, parole, foto, canzoni, preparato dagli alunni della I, II, III media.

 

Solo in questo ascolto vicendevole è stato, così possibile, ritrovarci uniti a Barbara, per noi, testimonianza di una conoscenza di sé che diventa possibilità di incontro con l’altro, così come ci ricorda il prof. Novelli citando le parole della Madre Fondatrice:

“Con la guarigione ebbi la visione chiara e precisa di quel che dovevo fare negli anni di vita che il Signore misericordiosamente mi concedeva: consacrarmi al bene dei miseri, degli orfani degli abbandonati…” Madre Maria Giuseppa di Gesù Bambino

È seguito poi il momento della premiazione, in cui l’associazione ha donato il riconoscimento all’opera “Il ristoro degli Angeli” di Ortona, per il servizio di mensa offerto agli ultimi e per l’attenzione a chi vive ai margini della società, e all’associazione “APTDH – onlus ASSOCIAZIONE PER LA TUTELA DEI DIRITTI DELL’HANDICAP”, attiva sul territorio aquilano da 15 anni.

Premiare queste associazioni significa far conoscere il bene silenzioso che viene fatto, significa condividere la gioia di donare e, per questo, significa far crescere la speranza. È l’ultimo intervento, in particolare, che unisce tutti in un grande applauso: Simone, ragazzo disabile di 27 anni, accolto nella APTDH. Le sue parole sono piene di gioia, umorismo, gratitudine anche per “le Micarelli, che a volte portano loro dolci per fare merenda”. Simone ci unisce tutti. Nel desiderio di andare avanti, di donarci per quei valori per cui anche l’associazione che lo accoglie lotta: giustizia, integrazione, pace… è Simone stesso che ce lo ricorda: “Noi siamo dalla parte dei disabili. Per questo non smetteremo mai di lottare per questi valori”. Gli stessi di Barbara Micarelli.

le associazioni premiate

LINK UTILI

www.ismaaq.org

www.suorefmgb.org

 

 




L’unico mio respiro

Il 12 Maggio 2018 alle ore 21:00, all’Auditorium della Scuola Media G. Alessi di Assisi,  le Suore francescane Missionarie di Gesù Bambino presentano lo spettacolo di evangelizzazione: “L’unico mio respiro”. E’  realizzato da giovani per raccontare la storia di un Sì all’Amore…che diventa l’unico respiro della Vita!  E’ la storia di Barbara Micarelli, una ragazza dell’Aquila di fine ottocento, la madre fondatrice delle suore francescane missionarie di Gesù Bambino. Attraverso l’ascolto, il ballo, le immagini, saremo guidati a scoprire la bellezza di riconoscere che per ciascuno di noi c’è un disegno di Amore!  E questo disegno d’amore non è lontano da noi ma è tracciato già nella nostra umanità, come ci invita Papa Francesco nella esortazione apostolica Gaudete et Exsultate uscita ad inizio Aprile:

La santità non ti rende meno umano, perché è l’incontro della tua debolezza con la forza della grazia e per non aver più paura di puntare più in alto, lasciarti amare e liberare da Dio

Papa Francesco

Ecco la locandina di invito:

 

E un breve video di lancio che sta girando nei social.

Se vuoi avere più notizie sullo spettacolo visita il sito delle Suore Francescane missionarie di Gesù Bambino.