Chiesa e Comunicazione: dalla comunione all’azione
Dalla comunione all’azione
Presto, la Chiesa ha percepito la potenza dei mezzi di comunicazione e ha capito che “è dovere dei sacri pastori istruire e guidare i fedeli perché essi, anche con l’aiuto di questi strumenti, perseguano la salvezza e perfezione propria e di tutta la famiglia umana”[1]. È apparsa chiara per la Chiesa l’importanza incommensurabile della comunicazione. Ne vogliamo soltanto evidenziare alcuni aspetti che proponiamo di inserire in una prospettiva trinitaria, sottolineando le dimensioni della comunione, della missione e dell’azione.
- Comunione
La Chiesa non può essere ciò che è senza comunicazione. La sua stessa essenza lo richiede, la sua identità lo esige. In effetti, la Chiesa percepisce nel mistero della Trinità la fonte e il modello della sua vita che fondamentalmente è comunicazione[2]. E “di fatto, tutta la comunicazione umana si basa sulla comunione fra Padre, Figlio e Spirito Santo. Inoltre, la comunione trinitaria si estende all’umanità: il Figlio è il Verbo, eternamente ‘pronunciato’ dal Padre e, in Gesù Cristo e attraverso di lui, Figlio e Verbo incarnato, Dio comunica se stesso e la sua salvezza alle donne e agli uomini”[3]. Perciò , non può esserci comunità ecclesiale senza comunione, e nessuna comunione senza comunicazione, e nessuna evangelizzazione senza comunicazione.
Aprendo il suo ultimo messaggio per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, Papa Francesco ricordava appunto che “nel progetto di Dio, la comunicazione umana è una modalità essenziale per vivere la comunione”[4]. Riecheggia così la concezione costante della Chiesa, che aveva presto afferrato la relazione fondamentale tra comunione e comunicazione, specialmente contemplando Dio, Uno e Trino. La comunione tra le Persone divine avviene attraverso la comunicazione intra-trinitaria. Allo stesso modo, la Chiesa, comunità dei battezzati, è chiamata a realizzare la sua comunione interna mediante la comunicazione. Aetatis novae spiega molto bene che la Chiesa stessa è una communio, una comunione di persone e di comunità eucaristiche provenienti dalla Trinita e riflettendo la sua comunione[5]. Perché per realizzarsi come comunità e vivere a immagine del Dio Uno e Trino che adora, la Chiesa non può trascurare la comunicazione. Se tutto ciò sembra fornire una base teologica per la comunicazione della Chiesa, Benedetto XVI sottolinea come già anche a livello semplicemente umano “lo scambio di informazioni può diventare vera comunicazione, i collegamenti possono maturare in amicizia, le connessioni agevolare la comunione”[6]. Lo si vede a livello delle nostre famiglie e comunità in cui incomprensioni e divisioni derivano da una semplice mancanza di dialogo, di comunicazione. La comunicazione interna è quindi indispensabile per assicurare questa comunione in vista dell’efficacia della missione.
- Missione
La missione della Chiesa nasce sempre dalla contemplazione della Trinità. Le Persone della Santissima Trinità non si accontentano di comunicare l’una con l’altra nella loro comunione d’amore; si comunicano anche agli uomini. In Gesù, Dio si rivela agli uomini. Il Padre manda il Figlio che ce Lo fa conoscere e ci dà lo Spirito Santo. Anche la Chiesa è chiamata ad uscire nelle piazze e negli areopaghi moderni per annuciare la Buona Novella del Dio che ci chiama dalle tenebre alla sua luce ammirevole.
Per compiere ottimamente questa missione evangelizzatrice, la Chiesa non può fare a meno della comunicazione e dei mezzi di comunicazione. Infatti, “la comunicazione concorre a dare forma alla vocazione missionaria di tutta la Chiesa, e le reti sociali sono oggi uno dei luoghi in cui vivere questa vocazione a riscoprire la bellezza della fede, la bellezza dell’incontro con Cristo”[7]. E Papa Giovanni Paolo II riconosceva già che “Internet può offrire magnifiche opportunità di evangelizzazione se utilizzato con competenza e con una chiara consapevolezza della sua forza e delle sue debolezze”[8]. I mezzi di comunicazione sociale offrono davvero infinite possibilità per portare la Buona Novella fino ai confini della terra, al fine di fare di tutte le nazioni dei discepoli, secondo il precetto missionario ricevuto da Gesù Cristo. Non si tratta negativamente di un aggiornamento all’era del tempo ma, positivamente, dell’accoglienza entusiastica del potenziale offerto da questi mezzi di comunicazione di massa. In questo; “la capacità di utilizzare i nuovi linguaggi è richiesta non tanto per essere al passo coi tempi, ma proprio per permettere all’infinita ricchezza del Vangelo di trovare forme di espressione che siano in grado di raggiungere le menti e i cuori di tutti”[9].
La Chiesa ha riconosciuto e sfrutta non soltanto la possibilità di raggiungere maggior numero di personne, ma anche il vantaggio della vicinanza e soprattutto quello di una presenza continua presso le persone. Questo è così importante per una Chiesa che è Mater et Magister. Papa Francesco sottolinea benissimo questa vicinanza partendo dalla parabola del buon Samaritano, che egli considera anche una parabola del comunicatore facendo notare la sovversione introdotta da Gesù. Per il Papa, “Chi comunica, infatti, si fa prossimo. E il buon Samaritano non solo si fa prossimo, ma si fa carico di quell’uomo che vede mezzo morto sul ciglio della strada. Gesù inverte la prospettiva: non si tratta di riconoscere l’altro come un mio simile, ma della mia capacità di farmi simile all’altro. Comunicare significa quindi prendere consapevolezza di essere umani, figli di Dio. Mi piace definire questo potere della comunicazione come ‘prossimità’” [10].
Grazie soprattutto ad Internet, questa vicinanza può diventare addirittura una permanente presenza formativa. Perché “Internet può anche facilitare il tipo di procedimento che l’evangelizzazione richiede. In particolare, in una cultura che non offre sostegno, la vita cristiana esige un’istruzione e una catechesi permanenti e questa è forse l’area in cui Internet può assicurare un aiuto eccellente”[11].
- Azioni
Avendo capito la necessità della comunicazione per la Chiesa, è chiaro bisogna entrare in questo mondo per usarlo al servizio dell’evangelizzazione. E la Chiesa si impegna a farlo. Tra l’altro, il grande aggiornamento del Concilio Vaticano II (1962-1965) ha dedicato un intero decreto ai mezzi di comunicazione sociale. L’Inter mirifica afferma “il diritto innato [della Chiesa] di usare e di possedere siffatti strumenti, nella misura in cui essi siano necessari o utili alla formazione cristiana e a ogni altra azione pastorale”[12]. I padri conciliari emettono anche alcune regole etiche da rispettare affinché lo scopo della comunicazione rispetti in sé i valori profondamente umani e autenticamente sociali.Da ormai 52 anni, la Chiesa ha anche istituito la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali per scoprire i mezzi di comunicazione proposti dalla Chiesa, per pregare per gli uomini e donne professionisti della comunicazione, per raccogliere fondi per sostenere i servizi diocesani dei mezzi di comunicazione sociale, ecc. La si celebra la settima domenica di Pasqua di ogni anno e un messaggio circostanziato del Santo Padre viene pubblicato il 24 gennaio dell’anno in corso, nella festa di San Francesco de Sales, patrono degli uomini e donne di media. Questi messaggi – che abbiamo anche noi citato – sono uno specchio della cura e dell’attenzione della Chiesa per questi mezzi di comunicazione. Quello di quest’anno 2018 s’intitola: La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace.Inoltre, unendo l’atto alla parola, la Chiesa stessa ha investito i mezzi di comunicazione dotandosi di vari strumenti di comunicazione: un quotidiano (Osservatore Romano), una radio (Radio Vaticana), una televisone (Centro Televisivo Vaticano) , dei siti web, delle applicazioni mobili, dei pontifici profili su twitter e Instagram. E, per una migliore sinergia di tutte queste entità, il Papa Francesco ha trasformato il Pontificio consiglio delle comunicazioni sociali[13] in Segreteria per la comunicazione, assegnandole la tutela di “tutte le realtà che, in diversi modi, fino ad oggi, si sono occupate della comunicazione”, al fine di “rispondere sempre meglio alle esigenze della missione della Chiesa”[14]. Tutta la Chiesa, avendo compreso l’importanza della comunicazione, le diocesi, le istituzioni, le congregazioni religiose, le associazioni, non esitano più ad usarla per far conoscere Gesù Cristo e il suo messaggio. Questa è la via da seguire cercando sempre di imparare e adeguarsi alle tecnologie per un uso ottimo, e allo stesso tempo evitando le loro trappole e debolezze.
In somma, molto presto e molto rapidamente, la Chiesa è entrata nella comunicazione e ne divenne un protagonista avvisato. Frutto della comunicazione trinitaria, essa stessa si comprende anzitutto come mistero di comunione e missionaria dell’amore. Per assumere questa identità e rispondere a tale vocazione, la Chiesa scopre nei mezzi di comunicazione sociale strumenti privilegiati per raggiungere i confini della terra e dialogare con il mondo. Essa riconosce che i “metodi di comunicazione agevolata e di dialogo fra i suoi stessi membri possono rafforzare i legami di unità tra di loro. L’immediato accesso all’informazione rende possibile alla Chiesa di approfondire il dialogo col mondo contemporaneo […] La Chiesa può più rapidamente informare il mondo del suo ‘credo’ e spiegare le ragioni della sua posizione su ogni problema od evento. Può ascoltare più chiaramente la voce dell’opinione pubblica, ed entrare in un continuo dibattito con il mondo circostante, impegnandosi così più tempestivamente nella ricerca comune di soluzioni ai molti pressanti problemi dell’umanità”[15].
Note
[1] Concilio Ecumenico Vaticano II, Decreto Inter mirifica (4 dicembre 1963), n. 3.
[2] La Chiesa « che trova il suo fondamento nella comunione intima della Trinità ». Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Istruzione pasotrale Aetatis novae (22 febbraio 1992), n. 10; cf. Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai vescovi della chiesa cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione, (28 maggio 1992), nn. 3-6.
[3] Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Istruzione Etica nelle comunicazioni sociali, (4 giugno 2000), n. 3.
[4] Francesco, Messaggio per la LII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace (24 Gennaio 2018).
[5] Cf. Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Aetatis novae, n°2
[6] Benedetto XVI, Messaggio per la XLVII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione (24 gennaio 2013).
[7] Francesco, Messaggio per la XLVIII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro (24 gennaio 2014).
[8] Giovanni Paolo II, Messaggio per la XXXVI Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo (24 gennaio 2002), n. 3.
[9] Benedetto XVI, Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione.
[10] Francesco, Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro.
[11] Giovanni Paolo II, Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo, n. 3.
[12] Concilio Ecumenico Vaticano II, Inter mirifica, n. 3.
[13] Frutto delle successive trasformazioni della Pontificia Commissione di Consulenza e di revisione Ecclesiastica dei films a soggetto religioso o morale, creata da Pio XII il 30 gennaio 1948.
[14] Francesco, Motu proprio L’attuale contesto comunicativo (27 giugno 2015).
[15] Giovanni Paolo II, Messaggio per la XXIV Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Il messaggio cristiano nell’attuale cultura informatica (24 gennaio 1990).
Bibliografia
Benedetto XVI, Messaggio per la XLVII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Reti Sociali: porte di verità e di fede; nuovi spazi di evangelizzazione (24 gennaio 2013).
Concilio Ecumenico Vaticano II, Decreto Inter mirifica (4 dicembre 1963)
Congregazione per la Dottrina della Fede, Lettera ai vescovi della chiesa cattolica su alcuni aspetti della Chiesa intesa come comunione, (28 maggio 1992).
Francesco, Messaggio per la XLVIII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro (24 gennaio 2014).
––, Motu proprio L’attuale contesto comunicativo (27 giugno 2015).
––, Messaggio per la LII Giornata mondiale delle comunicazioni sociali La verità vi farà liberi (Gv 8,32). Fake news e giornalismo di pace (24 Gennaio 2018).
Giovanni Paolo II, Messaggio per la XXIV Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Il messaggio cristiano nell’attuale cultura informatica (24 gennaio 1990).
––, Messaggio per la XXXVI Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Internet: un nuovo Forum per proclamare il Vangelo (24 gennaio 2002).
Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Istruzione pasotrale Aetatis novae (22 febbraio 1992).
––, Istruzione Etica nelle comunicazioni sociali, (4 giugno 2000).