La Preghiera smuove le Montagne

La settima edizione della marcia per la vita a Roma sarà il 18 e il 19 maggio per affermare il valore universale del diritto alla vita e il primato del bene comune sul male e sull’egoismo. I partecipanti intendono affermare la sacralità della vita umana e perciò la sua assoluta intangibilità dal concepimento alla morte naturale, senza alcuna eccezione, alcuna condizione, alcun compromesso; ostacolare qualsiasi atto volto a sopprimere la vita umana innocente o ledere la sua dignità incondizionata e inalienabile.

Gli attacchi alla vita umana innocente sono sempre più numerosi e nuovi strumenti di morte minacciano la sopravvivenza stessa del genere umano: Ru486, Ellaone, pillola del giorno dopo ecc.

Da oltre trent’anni una legge dello Stato (la 194/1978) regolamenta l’uccisione deliberata dell’innocente nel grembo materno e i morti si contano a milioni. Oggi soffriamo un stato di denatalità inquietante.

La Marcia per la Vita è il segno dell’esistenza di un popolo ed in modo particolare del popolo cristiano che non si arrende e vuole far prevalere i diritti di chi non ha voce sulla logica dell’utilitarismo e dell’individualismo esasperato, sulla legge del più forte.

L’iniziativa sarà una “marcia” e non una processione religiosa e come tale aperta anche ai pro life non credenti e a tutti i gruppi che potranno partecipare, ma la prima cosa che occorre attivare è la Preghiera, che smuove le montagne e vince ogni difficoltà ed incomprensione…. Venerdì 18 Maggio vieni e prega con noi!




Alfie Evans mette in evidenza la deriva antropologica-culturale in corso

 

 

Quello che è successo per Charlie Gard a luglio dello scorso anno, si ripete in questi giorni: si sentenzia sul valore della vita, tanto che dei giudici si esprimono dichiarando la vita di una persona “futile” (Giudice Hayden: «But I came to the conclusion at the end of that hearing that Alfie’s brain had been so corrupted by mitochondrial disease that his life was futile»); i genitori vengono privati del diritto di decidere sulla vita di loro figlio, mentre in caso di aborto la loro decisione sarebbe indiscutibile ed irreversibile… e lo chiamano progresso.

Nuovamente i tribunali inglesi sentenziano morte in nome del “migliore interesse” del paziente. Presso la Grande Corte Inglese si è tenuta l’ultima udienza che vede come protagonista Alfie Evans, bambino di Liverpool con appena due anni di vita.  L’udienza era stata fissata per decidere il giorno, l’ora e il luogo del distacco dalla ventilazione artificiale che permette al piccolo Alfie di poter respirare. 

Papa Francesco rimane vicino ai familiari del piccolo Alfie Evans di Liverpool che si oppongono alla decisione dell’ospedale che lo assiste di staccare la spina … il punto è: Una vita umana può mai dirsi futile? Il silenzio degli innocenti ha un valore ed un senso oggi? La sofferenza di un genitore ha un suo valore e avvalora il diritto alla vita del proprio figlio?