RICONOSCERE – ASCOLTARE

RICONOSCERE – ASCOLTARE

NEL CAMMINO SINODALE SULLA PASTORALE DIGITALE

 

Sotto il pontificato di Papa Francesco, c’è un nuovo impulso missionario della Chiesa con i nuovi mezzi di comunicazione. Infatti, riconoscere la pastorale con i social o ciò che chiamiamo pastorale digitale permette di assumere questa nuova dimensione missionaria della Chiesa nel suo modo di essere in mezzo al mondo soprattutto nello svolgimento della sinodalità ecclesiale.

Compito di Riconoscere-Ascoltare la Pastorale digitale ai studenti

Noi, studenti della Pontificia Università Urbaniana che seguiamo il corso “Alfabetizzazione per il mondo web Isotto la guida dei nostri docenti (Prof. Riccardo Petricca, e un esperto esterno di Pastorale digitale: Dott. Fortunato Ammendolia (COP) vogliamo riconoscere – ascoltare opinioni sull’utilità della pastorale digitale in questo contesto sinodale della Chiesa. 

Far conoscere e riconoscere la visione di insieme di un tale progetto della sinodalità ecclesiale fa parte delle nostre preoccupazioni. Quindi che sono le sfide da riconoscere di fronte alla pastorale digitale o la pastorale con i social? Possiamo riconoscere che la pastorale digitale sia utile oggi alla Chiesa in cammino sulle orme della sinodalità?

 

1. Riconoscere alla pastorale digitale alcune sfide

Esistono tante sfide che riguardano la pastorale digitale, ma noi ci fermeremo soltanto su alcune sfide, ritenute fondamentali.

riconoscere - ascoltare per coinvolgere la persona

1.1 Negazione o paura della pastorale con i social?

Questa visione un po’ rigida considera che non si può usare questi nuovi mezzi di comunicazione a causa della sacralità dei misteri della fede. Negazione pura o paura della novità sono da riconoscere in quest’atteggiamento. Ma la pastorale digitale non sarebbe come riconoscere piuttosto questa novità evangelizzatrice?

“La paura non ti fa usare bene i social network”,
Papa Francesco, Messaggio per la XXXIII Giornata mondiale della Gioventù

 

1.2 Dell’uso ignorante dei social

Alcune sfide della pastorale digitaleLa digitalizzazione di tutte le attività umane è una meraviglia per tutti oggi. Ma quando la si fa senza sapere come gestire bene questi mezzi, c’è anche il pericolo che i dati che si pubblica possano essere facilmente modificati da un hacker, e quindi non saranno più affidabili. Perché il contenuto della pastorale è molto sensibile, bisogna avere una certa preparazione e prestare molta attenzione ai dati pubblicati sui social.

 

2. Riconoscere la pastorale digitale come apertura della Chiesa sul mondo

La missione oggi richiede una capacità di comunicare, condividere e testimoniare la fede. Ma proprio nell’ambito della sinodalità, tutto va interpretato. Quindi è da riconoscere che la pastorale digitale è un mezzo imprescindibile per far ascoltare e vivere la Parola di Dio a tutti che dispongono di questi mezzi. Perché la pastorale digitale copre una vasta area e quindi molte persone, il messaggio non può essere limitato a un’area particolare di persone o di credenti, ma trasmesso a tutti. Con la pastorale digitale, c’è la possibilità di andare oltre le frontiere geografiche fino a raggiungere i non credenti.

I SOCIAL “SERVONO” LA CHIESA

 

3. Riconoscere la pastorale digitale con il Magistero

Già Pio XII notava che le invenzioni tecniche, «benché frutti dell’ingegno e del lavoro umano, sono tuttavia doni di Dio, nostro creatore». Inquadrando le applicazioni tecnologiche della comunicazione tra i doni che Dio elargisce per lo sviluppo della creazione, il Pontefice nel 1957 proseguiva:

«Alcune di queste invenzioni […] più da vicino toccano la vita dello spirito, servono o direttamente, o mediante artifici di immagini e di suono, a comunicare alle moltitudini, con estrema facilità, notizie, idee e insegnamenti, quali nutrimento della mente, anche nelle ore di svago e di riposo» (Miranda Prorsus, n. 1).

Un momento cruciale della comprensione spirituale delle nuove tecnologie si situa nella promulgazione del Decreto del Concilio Vaticano II Inter mirifica, il 4 dicembre 1963. Esso esordisce così:

«Tra le meravigliose invenzioni tecniche che, soprattutto nel nostro tempo, l’ingegno umano è riuscito, con l’aiuto di Dio, a trarre dal creato, la Chiesa accoglie e segue con particolare sollecitudine quelle che più direttamente riguardano le facoltà spirituali dell’uomo e che hanno offerto nuove possibilità di comunicare, con massima facilità, ogni sorta di notizie, idee, insegnamenti».

Anni dopo, Giovanni Paolo II citò nel 2005 il decreto conciliare in forma di appello:

«Non abbiate paura delle nuove tecnologie! Esse sono “tra le cose meravigliose” — inter mirifica — che Dio ci ha messo a disposizione per scoprire, usare, far conoscere la verità, anche la verità sulla nostra dignità e sul nostro destino di figli suoi, eredi del suo Regno eterno» (La Lettera apostolica Il rapido sviluppo, n. 14).

magistero e pastorale digitale

È interessante verificare l’attitudine della Chiesa a definire mirifica i prodotti della tecnologia. E la visione dei media come strumenti lascia il posto a quella di un vero e proprio ambiente di vita. È ovvio che non si può oltrepassare il mondo virtuale nella proclamazione del Vangelo. Perché non c’è, giustamente, un mondo digitale da una parte ed un mondo da evangelizzare dall’altra parte. al punto che alcuni parleranno oggi del Vaticano della comunicazione 2.0: “Quando la fede si fa social”

 

4. Che concludere sull’utilità della pastorale?

Riconosciamo che la Pastorale digitale è un campo di evangelizzazione oggiLa Pontificia Università Urbaniana di Propaganda Fide, nel proporre questa lezione, non fa che mettere in pratica la raccomandazione del Concilio ecumenico Vaticano II in questi termini:

Per provvedere alle urgenti iniziative ora indicate, si formino senza indugio sacerdoti, religiosi e laici, capaci di usare e guidare questi strumenti a scopi apostolici con la dovuta competenza” (Inter mirifica n°15).

Perciò, noi vogliamo accogliere questa opportunità per prepararci adeguatamente a conoscere meglio il mondo digitale. Abbiamo riconosciuto sull’utilità della pastorale digitale tre idee: la sua efficace e sicura capacità di diffondere il messaggio, la facilità nella comprensione e il fondamento partendo del magistero. Non mancano oggi dei sacerdoti che hanno deciso di evangelizzare sui social network: si tratta dei “preti influencer“. Ciò significa che la Chiesa ha preso coscienza del suo ruolo sui social con un’etica adeguata (cf. Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, LA CHIESA E INTERNET, 22 febbraio 2002).

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Dialogo interreligioso nel mondo digitale

CHIESA 3.0 dell’era del WEB

Il Dialogo Interreligioso nel mondo digitale è  necessario

reciproca tra i credenti delle diverse religioni, un cammino di fratellanza e al servizio dei più vulnerabili, i migranti. Un simbolo dell’abbraccio tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud e tra tutti coloro che credono che Dio ci abbia creati per conoscerci, per cooperare tra di noi e per vivere come fratelli che si amano. Insomma una chiesa aperta al mondo che unisce tutti i popoli e va oltre i confini delle nazioni con spirito di «Carità nella Verità».

Papa Francesco ad aver bisogno di comunicare, è l’umanità intera che ha bisogno di questo scambio di interrelazione, di conoscenza, di arricchimento tra cultura e fede diverse. Lui individua e rappresenta come padre della chiesa cattolica un bisogno collettivo basato sul fatto che i confini non esistono più, a livello di distanze, tempo e operatività. Perciò, questo scambio di conoscenza e il senso di responsabilità ha bisogno di qualcuno che con molta umiltà, autorevolezza e forza, esprima questa esigenza collettiva. Tutto questo serve per migliore l’umanità, portando come dice Francesco, verso la luce e non verso l’oscurità profonda. La comunicazione riguarda sia l’ambito quotidiano, sia l’ambito pubblicitario e delle pubbliche relazioni. la comunicazione umana è una modalità essenziale per vivere la comunione. L’essere umano, immagine e somiglianza del Creatore, è capace di esprimere e condividere il vero, il buono, il bello. E’ capace di raccontare la propria esperienza e il mondo, e di costruire così la memoria e la comprensione degli eventi.

Fratellanza umana abbraccia tutti gli uomini, li unisce e li rende uguali. Che manipolano le azioni e i destini degli uomini, come libertà, che Dio ha donato a tutti gli esseri umani. In nome di Dio, ha creato tutti gli esseri umani uguali nei diritti, nei doveri e nella dignità, e li ha chi amati a convivere come fratelli, nella carità e della pace. La cultura del dialogo come via, la collaborazione comune come condotta, la conoscenza reciproca come metodo e criterio. Tutte cose per diffondere la cultura della tolleranza, della convivenza e della pace. Questo i valori della pace, della giustizia, del bene, della bellezza, della fratellanza umana e della convivenza comune, per confermare l’importanza di tali valori di salvezza per tutti.

Dio ha creato l’universo e tutti gli esseri umani uguali per la sua Misericordia. Il credente è chiamato a esprimere questa fratellanza umana, salvaguardando il creato e tutto l’universo e sostenendo ogni persona, specialmente le più bisognose e povere. In problemi del mondo contemporaneo è le tristezze. Dobbiamo condiviso le gioie, creare un’atmosfera di fratellanza e amicizia, comunicazioni tra poveri e con tanti fratelli e sorelle in diverse parti del mondo. La fede in Dio porta a lavorare insieme e la fede nella fratellanza umana. La cultura del reciproco rispetto, nella comprensione della grande grazia divina che rende tutti gli esseri umani fratelli.

 

Chiesa ed Internet

«Nel progetto di Dio, la comunicazione è una modalità essenziale per vivere la

comunione. L’essere umano, immagine e somiglianza del Creatore, è capace di esprimere e condividere il vero, il buono, il bello» 
Papa Francesco

  1. La comunicazione non è marketing persuasivo, né tanto meno espressione del mercato, ma istanza fondamentale dell’essere umano, che riconosce se stesso nel momento in cui si avvicina agli altri.
  2. La comunicazione in un sito può essere vista come il buongiorno che si da al cliente quando entra in negozio, la comunicazione è il dare risposte precise a domande precise che il cliente fa al motore di ricerca quindi, se si vuole capire perché è importante la comunicazione in un sito, si deve iniziare ad analizzare il contesto comunicativo proprio da un punto di vista strategico.

Il Concilio Vaticano II ha ritenuto che i mezzi di comunicazione sociale sono “meravigliose invenzioni tecniche” per mezzo dei quali l’umanità ha la possibilità di avanzare “sempre più nella scoperta delle risorse e dei valori racchiusi in tutto quanto il creato”. In questo modo la Chiesa si è sempre prodigata di coniugare tecnologia e pastorale al fine di fare cultura che oggi ha assunto una caratterizzazione particolare tanto da indicare la nostra contemporaneità come “l’era del web”.

Papa Francesco avvia il suo discorso con una sorta di contemplazione del mondo in cui viviamo. Il mondo sta diventando sempre più piccolo, e noi siamo sempre più vicini gli uni agli altri. Internet esprime la «profezia» di un mondo nuovo.

La rete digitale non può essere considerata solo come uno strumento della comunicazione, ma un nuovo contesto esistenziale perché stimola alla relazione e alla comunicazione, opera un cambiamento nella progettualità, provoca sentimenti empatici e spinge all’azione.

La Chiesa stessa è una rete tessuta dalla comunione eucaristica, dove l’unione non si fonda sui ‘like’, ma sulla verità, sull’amen, con cui ognuno aderisce al Corpo di Cristo, accogliendo gli altri”. L’evoluzione del Web ha però anche raggiunto grande estensione di collegamenti virtuali e documentali da poter essere definito come un mezzo comune di informazioni per tutti gli uomini.

 

 

WordPress dà la possibilità di modificare ogni aspetto del sito: la grafica, la posizione dei menu, la larghezza del layout, i colori.
Per effettuare un’adeguata comunicazione ed interazione nella rete digitale occorre effettuare un piano strategico che deve prevedere il possesso di idonee competenze per sviluppare un pensiero critico verso i media, conoscere le pratiche che rendono la comunicazione rispettosa di altre culture, la raccolta dati della realtà, la relativa analisi (sfide, debolezze, nodi, individuare Vision, finalità, obiettivi, attività, tempi, risorse, indici, programmare gli spazi social, prevedere ed effettuare l’implementazione del sito e dare la valutazione periodica).

«Dialogo e dibattito possono fiorire e crescere anche quando si conversa e si prendono sul serio coloro che hanno idee diverse dalle serve» Papa Benedetto XVI.

 

 

L’attività di creazione e di gestione di un sito Web all’interno dell’azione pastorale ecclesiale deve essere sostenuta con la preghiera e la fiducia nello Spirito Santo, vero responsabile della missione della “Chiesa 3.0 dell’era del Web”.