Vocazione e formazione claveriana

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Vieni anche tu!

 

Il desiderio di fare qualcosa di grande per Dio ha spinto la beata Maria Teresa Ledóchowska, fondatrice delle Suore Missionarie di San Pietro Clavera lasciare tutto e dedicarsi completamente a Dio e alla diffusione del Vangelo.

«Grate al Signore per averci chiamate alla sublime vocazione della sua sequela in questa Famiglia Religiosa, accogliamo la vocazione claveriana come speciale dono da vivere con gioia ed entusiasmo, perché anche altri scoprano la loro vocazione e rispondano alla chiamata di Dio»[1].

 

[1] Constituzione di congregazione di Suore Missionare di San Pietro Claver, Roma 2014, 69.

 

 

Come Dio Chiama?

Dio chiama personalmente

Dio agisce in modo diverso nella vita di ogni persona. Si adatta a noi. Ci sono tante storie di vocazioni quante sono le persone chiamate alla vita religiosa.

Alcuni si sentono chiamati all’età di dieci anni, altri a trent’anni. Alcuni sono entusiasti della chiamata, mentre altri resistono con forza e per molto tempo. Alcuni sono chiamati alla vita contemplativa, altri alle comunità di vita apostolica.

Molti sono chiamati a lavorare nei loro Paesi, mentre alcuni sono invitati a essere missionari in terre lontane.

Ciò che tutti hanno in comune, tuttavia, è uno sguardo personale e amorevole di Gesù che li invita a rispondere al Suo progetto per loro.

Dio chiama attraverso i mezzi ordinari

Dio parla attraverso mezzi ordinari come l’omelia, la domanda di un amico, un libro o un film, un esempio di un santo o l’ispirazione di un sacerdote.

Non sentiamo parole dette a voce e vediamo angeli che volano e annunciano la volontà di Dio per noi, piuttosto, una persona chiamata sperimenta il desiderio di conoscere Dio più intimamente, di stare con Lui e di servire Dio e il suo popolo.

Dio chiama amabilmente

Dio non costringe mai a rispondere alla sua chiamata. La Sacra Scrittura ci racconta la storia di un giovane che Gesù ha invitato a camminare con Lui (Mc 10,17).Il giovane non era disposto a lasciare i suoi beni e se ne andò tristemente. Gesù non ha cercato di convincerlo a rimanere.Questo è uno dei passi più tristi della Bibbia[2]. Il giovane ha avuto l’attenzione rivolta in una direzione sbagliata. Invece di guardare a ciò che avrebbe guadagnato seguendo Gesù, quindi il premio eterno, ha guardato a ciò che avrebbe perso, cioè dei semplici possedimenti che un giorno sarebbero andati comunque persi.

[2] Cf Mc 10,17

Come si risponde alla chiamata di Dio?

La chiamata di Cristo, che è l’espressione di un amore redentivo, «investe la persona intera, anima e corpo, si tratti di un uomo o di una donna; nella sua entità personale è assolutamente unica». Essa «prende nel cuore del chiamato la forma concreta della professione dei consigli evangelici». In questa orma, quelle e quelli che Dio chiama donano a loro volta a Cristo Redentore una risposta di amore: un amore che si abbandona interamente e senza riserve che si perde nell’offerta di tutta la persona «come ostia viva, santa, gradita a Dio» (Rom 12, 1). Solo questo amore, anch’esso di carattere nuziale, che impegna tutta l’affettività della persona, permetterà di motivare e di sostenere le rinunce e le croci che incontra necessariamente colui che vuole «perdere la sua vita» a causa di Cristo e del Vangelo (cf. Mc 8, 35). Questa risposta personale è parte integrante della consacrazione religiosa[3].

[3] Potissimum Institutioni, congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica  (direttive sulla formazione negli istituti religiosi) vaticano, Roma 2008. 9.

R-Realizzare il progetto di Dio per noi

Dio ti ha dato certi talenti e vuole che tu faccia per Lui qualcosa che nessun’altro può fare. Ti rendi conto che la tua risposta farà cambiare qualcosa al meglio nel mondo. I biblisti ci dicono che Maria aveva circa sedici anni quando Dio le chiese se lei avrebbe realizzato il suo progetto. Pensate cosa sarebbe successo se lei avesse detto di “No!” a Dio. Ognuno di noi ha delle piccole annunciazioni nella vita. Se diciamo di “No!” a Dio, il progetto di Dio non si realizzerà mai[4].

[4] Cf  Lc 1,38

 

E -Fare l’esperienza della solitudine

La solitudine non è l’isolamento. La solitudine è sentirsi vuoti e perduti; la solitudine è lavorare attraverso quei sentimenti per trovare Qualcuno e comunicare con Lui nel profondo dell’anima. Siamo persone molto impegnate. Fa bene passare un po’ di tempo in solitudine a leggere di Gesù per conoscerlo meglio. Non diventeremo mai amici di qualcuno se non lo conosciamo. Fa beneleggere i libri sulla vita dei santi, preparare un ritiro o un tempo di preghiera serale, quando nessuno ci disturberà[5].

[5] Cf, Constituzione di suore missionare di san Pietro Claver, Roma 2014. 55

S -“Sì”, un abbandono fiducioso

Devi imparare a fidarti di Gesù. Non pensare: “Come risponderò a Dio in modo che Lui lo vuole?” o “Come compirò quello che Lui mi chiede?”. I profeti lo hanno fatto prima di noi e lo hanno fatto i santi. Mosè disse al Signore di inviare qualcun altro perché non sapeva parlare bene. Geremia credeva di essere troppo giovane. Isaia si definì un uomo dalle labbra impure. Quando Dio chiese a Giona di andare a Ninive luisi imbarco su una nave che andava in direzione opposta!

Se Dio te lo chiede, ti darà la grazia di compierlo. A tutte le tue scuse, la risposta di Dio è che Egli sarà con te.

P -Pregare tutti i giorni per scoprire il progetto di Dio

Scoprire il progetto di Dio su sé stesso è un segreto della felicità e della pace. Chiedete ogni giorno allo Spirito Santo di dirvi ciò che Dio vuole che voi facciate. Chiedetegli l’aiuto per farlo, e poi imparate ad ascoltarlo nel vostro cuore.

O -Oltrepassare gli ostacoli sulla strada verso Dio

Se volete seguire la chiamata di Dio incontrerete tanti ostacoli.Il Satana non ama vedere nessuno perseguire sulla strada della propria vocazione. Vi ingannerà con innumerevoli dubbi e obiezioni. È importante essere avvertiti su di essi.

La famiglia e gli amici potrebbero non capire quello che state facendo. La vocazione non è un evento comune. Per quanto si desideri il loro sostegno e la loro approvazione non sono assolutamente necessari. Ci sono dei momenti in cui il progetto di Dio per la vostra vita può essere contrario a ciò che la vostra famiglia desidera per voi. In alcuni casi, la famiglia e gli amici sono stati in realtà un deterrente per un’autentica vocazione. Un giorno dovranno rispondere a Dio per aver ostacolato la sua volontà.

La vostra natura caduta si restringe da ogni sacrificio. Anche se potreste essere dispiaciuti di rinunciare ad alcune cose che state facendo, non soffermatevi su di esse. Concentratevi piuttosto sulle cose che potete fare per il bene dell’umanità. Qualche tempo fa una signora di 75 anni ha detto: “Ho sempre voluto essere una suora, ma non potevo smettere di nuotare”. Rispondete con gioia. La gioia rende le cose facili! E Dio ama chi dona con gioia.

N – Nutrire la vostra vocazione

La vocazione è come un piccolo seme che Dio pianta nel terreno della tua anima. Gesù disse che la terra o soffocherà il seme, lo asciugherà o lo porterà ad un ricco raccolto. Siate di buona terra. Un fiore ha bisogno di sole, acqua e nutrienti per crescere. Parla con qualcuno che ha percorso la stessa strada prima di te, dei tuoi desideri e delle tue paure. Se non lo farai, il tuo fiore della vocazione potrebbe non crescere mai.

D – Dedicati alla Madonna

Maria è la nostra Madre e il modello nel rispondere alla chiamata di Dio. Come Madre vuole ciò che è meglio per noi. Lei sa qual è il progetto di Dio per noi. Nessuno ha risposto alla chiamata di Dio in modo perfetto come lei. Era ancora una ragazza quando Dio le chiese di essere la Madre di Gesù. Non capiva cosa significasse tutto questo, ma Dio ha chiesto e questo è stato sufficiente per dire di “Sì!”. Il suo “sì” ha cambiato per sempre la storia del mondo.

RISPONDI con generosità, coraggio e gioia!

Dio ha bisogno di te!

La Chiesa ha bisogno di te!

 

La professione religiosa pone nel cuore di ognuno e di ognuna  l’amore del Padre, quell’amore che è nel cuore di Gesù Cristo, Redentore del mondo. È amore, questo, che abbraccia il mondo e tutto ciò che in esso viene dal Padre e che al tempo stesso tende a sconfiggere tutto ciò che nel mondo non viene dal Padre.

“Un tale amore deve sgorgare  dalla fonte stessa di quella particolare consacrazione che, sulla base sacramentale del santo battesimo, è l’inizio della nuova creazione”.

La fede, la speranza e la carità spingono le religiose e i religiosi ad impegnarsi con i voti a praticare e a professare i consigli evangelici e a testimoniare così l’attualità e il senso delle Beatitudini nel mondo. I consigli sono come l’asse portante della vita religiosa; essi esprimono in maniera completa e significativa il radicalismo evangelico che la caratterizza[6].

[6] Potissimum Institutioni congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica (direttive sulla formazione negli istituti religiosi) vaticano, Roma 2008. 11.

 

 

FORMAZIONE.

Non esiste niente di più sublime che dare la gloria a Dio

e cooperare alla salvezza delle anime.

  

Postulante

Il postulato ha lo scopo di verificare e completare l’educazione umana, cristiana e spirituale della candidata affinché raggiunga quella maturità che le permetta di assumere liberamente e consapevolmente le responsabilità della vita consacrata nella famiglia claveriana.

La postulante conosce il carisma della Congregazione e si dedica alla crescita cristiana e spirituale, che la condurrà alla maturità che le permetterà di rispondere liberamente alla chiamata di Gesù[7].

 

[7] Potissimum Institutioni (direttive sulla formazione negli istituti religiosi) vaticano Roma 2008.43.

 

Novizia.

Quando una postulante è pronta a continuare la sequela di Gesù nella vita consacrata entra nel Noviziato che è un periodo di formazione in cui inizia formalmente la vita religiosa[8].

Le novizie sono chiamate a discernere la loro vocazione nell’esperienza vissuta di seguire Cristo casto, povero e obbediente. Sperimentano lo stile di vita della Congregazione e studiano lo spirito claveriano alla luce degli insegnamenti della Chiesa e dell’esempio della Fondatrice.

Durante un programma biennale di formazione la novizia studia la Sacra Scrittura, la spiritualità e altre materie, approfondisce la relazione personale con Gesù che la renderà pronta a donarsi totalmente a Lui attraverso i voti religiosi.[9].

[8]  Cf Codex Iuris Canonici (Il codice di diritto canonico ),  Vaticano Roma 1983 646.

[9] Constituzione di suore missionare di san Pietro Claver, Roma 2014. 75.

 

Suora di voti temporanei

Al termine del noviziato, la novizia emette la professione religiosa temporanea per un anno, assumendo con i voti pubblici l’obbligo di vivere i tre consigli evangelici secondo le Costituzioni della Congregazione[10]. Con la Prima Professione inizia la vita religiosa. Durante questo periodo iniziale la suora, sostenuta dalla comunità, continua la sua formazione e sviluppa i diversi aspetti della sua vocazione in vista della Professione Perpetua.

Il giorno in cui una novizia emette i primi voti riceve:

– Il velo: come segno della sua consacrazione

– Il libretto delle Costituzioni che la guideranno per tutta la sua vita religiosa

– Un crocifisso che le ricorda il suo speciale rapporto con Gesù, il Salvatore del mondo, che ha dato la sua vita per lei

– Una medaglia di San Pietro Claver su un cordone rosso, simbolo di appartenenza alle Suore Missionarie di San Pietro Claver[11].

 

[10]  Codex Iuris Canonici (Il codice di diritto canonico ),  Vaticano Roma 1983, 654.

[11] Constituzione di Suore Missionare di San Pietro Claver, Roma 2014. 83.

 

 

Suora di voti perpetui

La Professione Perpetua esprime la consacrazione totale e definitiva a Dio nella Congregazione. Dopo un minimo di sei anni la suora di voti temporanei emette la Professione Perpetua ed è pienamente incorporata nella Congregazione.

La sua consacrazione religiosa è per le missioni, affinché tutti possano conoscere e amare Dio. Riceve un anello che le ricorda il suo rapporto sponsale con Gesù, che deve amare con tutto il suo cuore.

Dopo la Professione Perpetua la sorella continua la formazione attraverso la conversione quotidiana del cuore e la vita di preghiera, l’aggiornamento apostolico e la continua crescita nel carisma della Fondatrice[12].

 

[12] Constituzione di Suore Missionare di San Pietro Claver, Roma 2014. 87

 

RISPONDI con generosità, coraggio e gioia!

se senti chiamata, 

Dio ha bisogno di te!

La Chiesa ha bisogno di te!

 

 

BIBLIOGRAFIA

FONTE:

La Bibbia di Gerusalemme, EDB, Bologna 1974.

 

DOCUMENTI DELLA CHIESA:

Potissimum Institutioni congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica (direttive sulla formazione negli istituti religiosi) vaticano, Roma 2008.

Codex Iuris Canonici (Il codice di diritto canonico ),  Vaticano, Roma 1983

 

CONSTITUZIONE:

Constituzione di congregazione di Suore Missionare di San Pietro Claver, Roma 2014.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categories: Esame Urbaniana 2019

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